Presentato al Consiglio dei Ministri un pacco per l’ università

Da ieri le voci si rincorrono …la corte costituzionale avrebbe sentenziato sui professori fuori ruolo, oggi il CdM avrebbe varato un pacchetto università che discrimina fra atenei virtuosi e redistribuisce parte del FFO, poi altre voci si rincorrono ecc…

Sinceramente aggiornare il sito è impossibile perché le notizie sono frammentarie e non si capisce cosa sia realmente accaduto. Ci piacerebbe ad esempio conoscere i pesi oggettivi con cui si è stilata la classifica fra gli atenei o il contenuto del fantomatico decreto sui concorsi per ricercatore o sull’anvur, ecc….

L’unica cosa che si può leggere è il seguente sito del ministero dell’istruzione che descrive il nuovo pacco università (link)

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1.017 Responses to Presentato al Consiglio dei Ministri un pacco per l’ università

  1. euroscience ha detto:

    Le classifiche ominicomprensive del tipo quella stilata per la ripartizione del 7% del FFO 2009 sono un esempio di cio’ che non serve ad una vera politica per la qualita’ dell’istruzione superiore e della ricerca.
    Del resto non esistono da nessuna parte del mondo – e in particolare laddove di valutazione ne sanno e ne praticano molto piu’ che in Italia e dalle parti del Ministero.

    La qualita’ e la valutazione sono concetti troppo importanti per lasciarli in mano a chi non ne sa niente.

  2. insorgere ha detto:

    una domanda ai giuristi e a chi se ne intende:
    come fanno i bandi II 08 finora usciti, che non menzionano naturalmente il dm sui criteri, ad essere considerati legittimi? in alcuni casi (molti peraltro) quei bandi affermano che “spetta alla commissione definire paratri e criteri di valutazione di titoli e pubbicazioni”. Ma la legge invece dice che spetta al DM, e il DM ora è uscito…..

    sono legali quei bandi? sono da ribandire?

  3. Lucas ha detto:

    Superclassifiche per l’estate:

    1) il miglior disco della nostra infanzia
    2) le migliori università della penisola
    3) il miglior ristorante marinaro dell’Italia costiera
    4) la più bella Bond-girl della storia

    Per ora il MIUR ci ha proposta la seconda. Attendiamo con ansia le altre tre.

  4. insorgere ha detto:

    cmq ALLELUJA

    non se ne poteva più di apsettare. comunque sia fatto sto benedetto dm ora riparte la giostra.

  5. Tara ha detto:

    Per Insorgere

    Come è possibile confrontare università diverse se non con una classifica omnicomprensiva? Possono essere criticabili i metodi di valutazione (che non mi sembrano tragici, visto che pesano criteri europei di valutazione e capacità di intercettare fondi di ricerca), può essere criticabile il fatto che solo il 7% del FFO sia su base meritocratica, ma il ranking è obbligatorio

  6. euroscience ha detto:

    Per classifica ominicomprensiva si intende un sistema in cui si mescolano “allegramente” didattica, ricerca, discipline e aree diverse.
    Inoltre non e’ minimamente assodato che con le classifiche prodotte da valutazione comparative si servano al meglio degli obiettivi generali di qualita’ e miglioramento del sistema.

    Comunque non e’ possibile spiegare questo in un blog e nel breve perimetro di quattro righe.

  7. Giordano Bruno ha detto:

    Mi spiegate come hanno fatto a fare la classifica… come hanno fatto le somme… cosa hanno sommato o fratto per fare i ranghi?

    Non basta dire abbiamo usato le classifiche del CIVR (vecchie del 2006) e pesato la didattica…devi dar modi ai ricercatori di riprodurre le classifiche per verificare la bontà dei ranghi!!!

    Voglio capire come fa l’ISEF (Foro Italico) ad essere la 7 università in Italia.

  8. Miriam ha detto:

    Siamo il paese del pallone.

  9. insorgere ha detto:

    sta roba della classifca è una monata che piace tanto ai giornalisti. distribuiscono spiccioli…e li distribuiscono a cazzo….
    una vera classifica dovrebbe essere per aree scientifiche e per dipartimenti. ché nessuna università, per quanto buona, è egualmente eccellente in ogni area.

  10. France ha detto:

    Io cari ho gia’ detto quello che dice insorgere: la valutazione che premia ATENEI e’ una presa in giro. Se Paperopoli e’ forte in Biologia e Matematica e fa schifo in Diritto, mentre Topolinia fa schifo in Biologia e Matematica e e’ forte in Diritto, si premia Diritto a Topolinia e non a Paperopoli, Biologia e Matematica a Paperopoli e non a Topolinia. Qui invece premiano Paperopoli e penalizzano Topolinia, ina maniera stupidamente draconiana.
    MAAAAAAA
    ho sentore che tante critiche non siano sul metodo della valutazione, ma sul MERITO. Infatti c’e’ chi sostiene che premiare i virtuosi rinforza chi sta gia’ bene e penalizza chi sta male, e crea i famigerati Atenei di serie A e serie B. Io se si creano DIPARTIMENTI di serie A e di serie B, e alla fine quelli di serie B si estinguono, se non si redimono, sono CONTENTISSIMO!!!

    • Mike ha detto:

      Si potrebbe obiettare che sta all’universita` di Paperopoli premiare i suoi dipartimenti di Biologia e Matematica e punire Diritto, imponendole di migliorare.

      Si potrebbe obiettare, se non fosse che spesso i dipartimenti peggiori sono i piu` forti in senato accademico. Ma la farsa della democrazia accademica e` un altro problema.

      • France ha detto:

        Ai nuclei di valutazione interna non credo. 100 milioni dati a Paperopoli vengono divisi in base al peso specifico dei grandi elettori del rettore Pico de Paperis, o roba simile…

  11. bartlindon ha detto:

    Vediamo il positivo: per la prima volta si sono suddivisi (una piccola parte de)i fondi in base a valutazioni. Le valutazioni saranno sbagliate, parziali incomplete… ma intanto ci sono; se continua cosi’ ogni universita’ cerchera’ di adattarsi per salire quella classifica; quindi non guardiamo ai criteri per se’, ma per l’effetto che potrebbero produrre nelle universita’.

  12. bartlindon ha detto:

    Secondo punto: questi criteri ultragenerali, vorrei tanto che si specializzassero sui Dipartimenti e chissa’ mai, sui gruppi di ricerca.
    In questo modo si comincerebbe a instaurare un rapporto tra il lavoro del gruppo di ricerca e i fondi.
    Cio’ a cui aspirano tanto RivoluzioneItalia, euroscience e tanti altri qui dentro, apristi compresi.

    In parte l’ANVUR dovrebbe servire allo scopo.

    L’unico problema e se tutto questo reggera’.

  13. France ha detto:

    D’accordissimo con bartlindon. E viva la valutazione!

  14. mino ha detto:

    Diamo a Cesare quel che è di Cesare. Purtroppo la valutazione Civr non era basata sui Dipartimenti ma sulle “aree”, quindi era praticamente impossibile distribuire per Dipartimento, oltre al fatto che è insito nel meccanismo di assegnazione dell’FFO il fatto di dare i soldi agli atenei e non ai Dipartimenti.

    Secondo me, ora come ora, l’importante è che si sia compiuto finalmente questo “passo”: agganciare i finanziamenti alla valutazione, a prescindere da tutti i limiti che ci sono stati, e in particolare alla ricerca che ha contato per ben i 2/3 (pare che la Crui avesse chiesto di pesarla per 1/3).

  15. vargas ha detto:

    Mi spiegate qualcosa circa i concorsi per ricercatore? A quanto ho letto nella pagina a cui si arriva dal link fornito nel sito le commissioni saranno composte di un associato scelto e due ordinari esterni e sorteggiati. Ma si sta parlando del concorso locale? E la famosa abilitazione nazionale? Per quella come ci si regolerà? Oppure forse vengono sbloccati questi concorsi senza bisogno di abilitazione, che invece sarà prevista al momento dell’emanazione della legge sull’università promessa (sic) per ottobre prossimo? Scusate, ma ho una gran confusione in testa…

    • insorgere ha detto:

      ora come ora (e fino a nuova legge) i concorsi sono regolati dal dl 180, poi convertito in legge 1/09. al di là dei comunicati stampa pasticciati, la legge prevede che i concorsi da ricercatore si svolgano nel seguente modo:
      1. valutazioni di titoli e pubblicazioni secondo quanto definito dal dm emanato oggi (niente scritti e niente orali)
      2. la commissione è composta da un membro interno nominato dall’ateneo, che può essere un associato opppure un ordinario (scommetto le palle che sarannosempre e solo ordinari).
      3. 2 ordinari sorteggiati tra gli eletti nel settore. Bisogna eleggerne 6 per ogni concorso da ricercatore. Le elezioni non sono per sede, ma a lista unica. Se in una sessione vengono banditi 20 concorsi per il medesimo settore, vorrà dire che dovranno eleggere 6 per 20 ordinari (120) e da questi sorteggiarne 40. Ai sorteggiati verrà altresì assegnata una sede in cui andare a fari i commissari. Tradotto: con un numero sufficiente di bandi nemmeno nostradamus saprà dirti che sarà sorteggiato e dove….

      quanto all’abilitazione nazionale, allo stato è solo fuffa. se – ribadisco se – la gelmini produrra un disegno di legge delega in autunno che impone idoneità nazionale e poi chiamate, ci vorranno poi almeno 2 anni tra iter parlamentare e decreti attuati perchè tali regole partano effettivamente.

      ora giochiamo con queste, che sono moooooolto meglio di quelle precedenti.

  16. insorgere ha detto:

    ha ragione mino. tra l’altro mi risulta che è già previsto che i criteri saranno più stringenti il prossimo giro. per es. questo giro dava “punti” avere attivato un valido sistema di valutazione della didattica da parte degli studenti. dal prossimo giro si andrà a verificare anche cosa hanno detto gli studenti nel compilare i moduli di valutazione….

  17. insorgere ha detto:

    cmq VOGLIO VEDERE IL DM. POSSIBILE CHE NON SALTI FUORI DA NESSUNA PARTE????

  18. Pinko ha detto:

    Comunque è sempre presente la norma che prevede come componente delle commissioni concorsuali un docente dell’università che richiede il bando: se non si elimina questa norma nessun concorso potrà mai ritenersi assolutamente trasparente.

  19. Claudietto ha detto:

    Ribadisco il mio punto di vista: i concorsi saranno una lotteria, in cui vince chi conosce il maggior numero di commissari. Chiaramente ci sarà quindi un sostanziale vantaggio per il candidato “interno”. Se questa è meritocrazia, io sono Grande Puffo. Ribadisco anche che, secondo me, le università bandiranno solo se costrette a farlo (e non saranno mai costrette, nell’ottica risparmiosa del nostro governo), perché nessuno vuole che i membri esterni (magari inca**ati perché facenti parte di università penalizzate dal punto di vista della valutazione) vadano a dettar legge in “casa altrui”. Buone vacanze a tutti, vado al mare.

  20. France ha detto:

    Buon bagno.
    Allora meglio il vecchio concorso dove invece che conoscere il maggior numero di commissari bastava conoscerne solo uno… Ma per piacere…

  21. RivoluzioneItalia ha detto:

    @bartlindon

    Si meglio di niente…

    ricordo che la valutazione è la modalità che regola la qualità nel lungo periodo.

    Ma è inutile se nel breve periodo gli atenei non posso sfruttare e gestire quei fondi in totale autonomia.

    E questo significa:
    1) abolire concorsi e valore legale del titolo.
    2) rette universitarie e stipendi liberi.

  22. France ha detto:

    E poi, claudietto, dici
    “Ribadisco anche che, secondo me, le università bandiranno solo se costrette a farlo (e non saranno mai costrette, nell’ottica risparmiosa del nostro governo), perché nessuno vuole che i membri esterni (magari inca**ati perché facenti parte di università penalizzate dal punto di vista della valutazione) vadano a dettar legge in “casa altrui” ”
    Ma allora i commissari incazzati un potere ce lo avranno, no? E se magari lo usassero per far pasare non dico i migliorni, ma per segare le schiappe?
    E poi, le Universita’ bandiranno se NOI CI DIAMO UNA MOSSA! Se noi stiamo qui a spippolare e ad indignarci chiusi nello stanzino, sai che gli frega a loro. Se invece facciamo casino, rompiamo le palle Ateneo dopo Ateneo, rettore dopo rettore, giornale dopo giornale, se facciamo emergere la contraddizione spropositata di atenei che bandiscono contratti gratutiti quando ne avrebbero di cofinanziati ma non li bandiscono perche’ “non passi lo straniero”… E poi anche quello che dice RI, prepariamo la prossima battaglia, ovvero l’introduzione di una valutazione seria ed europea che distribuisca i soldi pubblici dove questi generano conoscenza e avanzamento PER TUTTI, SECONDO MERITO E GIUSTIZIA. E dove le strutture sono autonome nella scelta dei reclutati, nella premialita’ di chi si dimostra migliore e ngli idnirizzi di ricerca e didattica.
    Ma vi rendete conto (se davvero le cose sono andate come sembra) che a furia di abbaiare potremmo essere davvero riusciti a far tramontare la Luna?

  23. mar ha detto:

    Sulla decisione della Corte costituzionale:
    Se un vecchietto di 70 anni (classe ’38) che va in “quiescenza” (pensione non si può dire, è peggio di “tumore”)ad ottobre, non ha presentato domanda per il fuori ruolo perchè quando avrebbe dovuto la circolare di Mussi aveva cancellato questa possibilità, ora se venisse pubblicata la sentenza della CC entro ottobre potrebbe vantare diritti di richiedere il fuori ruolo oppure ormai è spacciato?
    Se uno IUS bontà sua mi da chiarimenti, ringrazio vivamente.

  24. Claudietto ha detto:

    Non sono ancora partito, eheh…

    @ France

    dici: “Allora meglio il vecchio concorso dove invece che conoscere il maggior numero di commissari bastava conoscerne solo uno”.
    io dico: infatti fanno schifo entrambi i tipi di concorso, con una maggiore tendenza (o deriva?) stocastica – e sottolineo “stocastica” – per il modello di concorso attuale.

    Concordo pienamente. Bisogna lottare per “l’introduzione di una valutazione seria ed europea etc. etc.”

    adesso mare davvero!

  25. insorgere ha detto:

    http://www.corriere.it/editoriali/09_luglio_25/francesco_giavazzi_passo_importante_e_qualche_limite_d79fa440-78d7-11de-a96f-00144f02aabc.shtml

    l’ultimo giavazzi….su un paio di punti ha ragione: 1. bisogna premiare direttamente i dipartimenti che funzionano invece che distribuire i soldi agli ateni.
    2. nel dpef sono confermati i tagli, se tremonti non ci mette la lira ogni riforma è inutile. da notare l’ultima frase che formula una profezia facile facile ma anche condivisibile.

  26. Spartacus ha detto:

    Nell’articoletto del Corriere si dice che i concorsi sono comunque bloccati per una ventina di concorsi in cui non c’è un numero esiguo di ordinari… il mistero continua!

  27. Pinko ha detto:

    Mi chiedo semplicemente perchè i commissari di concorso non possano essere tutti esterni e sorteggiati.
    Che impedimento c’è a concepire una riforma in detto modo? O forse sarà che non si vuole togliere del tutto il potere ai baroni? Ma, se così fosse, non ci sarà mai
    vera democrazia nell’università italiana!

  28. France ha detto:

    Autonomia delle Universita’. Non ha senso fare tutte queste menate sulla responsabilita’ e la valutazione se poi imponi i reclutati senza che le strutture reclutanti abbiano voce in capitolo. Ci sono due estremi: uno e’ un modello centralizzato, dove si fa una selezione nazionale e poi chi vince sceglie la sede, uno e’ che ogni UNiv, ma direi meglio ogni dipartimento, si sceglie chi gli pare, ma prende mazzate se fa cazzate. Per ora l’Italia sta nel mezzo, e la classe dirigente ci sguazza. Io sarei per il secondo estremo, altri sono per il primo…

  29. France ha detto:

    Si, RI. Pero’ ancora non festeggerei perche’ il DM non l’ho visto e mi fido poco anche della mia ombra.

  30. insorgere ha detto:

    @ RI
    certo sarebbe bello abolire i concorsi e passare alla chiamata diretta responsabile. tuttavia ora come ora mi sembra probabile quanto avere un presidente del consiglio serio…

  31. insorgere ha detto:

    http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-07/090725/MZI25.tif

    questo taglia la testa ai contratti gratuiti, ma temo anche ai precari e alle loro aspettative (più o meno lecite)

    • bartlindon ha detto:

      Qualcuno ha il regolamento sotto mano?
      Sicuramente, se e’ come prospettato nell’articolo, e’ sicuramente un passo in avanti. Purtroppo molti di noi si sono illusi che facendo qualche corso si avesse diritto di entrare in Universita’. Dall’altra c’e’ stato il (criminale) uso di assegnisti e prof a contratto per coprire i buchi nei corsi, o addirittura assicurare lo svolgimento regolare dei corsi.
      E come sempre tutto viene messo a posto quando oramai e’ troppo tardi, e appunto le aspettative piu’ o meno lecite di molti di noi si vanno a far benedire.

  32. France ha detto:

    Brunetta ha pubblicato sta roba

    http://www.innovazionepa.it/ministro/pdf/Universita_da_A_a_L.pdf

    http://www.innovazionepa.it/ministro/pdf/Universita_da_M_a_Z.pdf

    Se ognuno desse un’occhiata al suo campicello, scoprirebbe che questi danno soldi agli ordinari IN PENSIONE per fare docenze a contratto!!!! E chissa’ quante altre magagne…. Segnalatele che si fa un bell’articoletto di denuncia.
    Scrivete a presidente@ricercatoriprecari.it

  33. Perplesso ha detto:

    Questo Governo è impareggiabile e la stampa, praticamente tutta, è al suo servizio: forse più per ignoranza e pressapocchismo che per altro…
    Qualsiasi lettore (o ascoltatore TV) leggendo quanto approvato dal CdM plaudirà perchè c’è lo sblocco dei concorsi. Ma allora il Blocco c’era e nessuno l’ha mai visto, tranne noi precari! Chi l’ha detto che questo blocco c’era? Nessuno. Ora però si scopre che c’era, se una nota ufficiale del Ministero parla di “concorsi sbloccati”. Vai a vedere che alla fine la colpa del blocco dei concorsi è della sinistra massimalista e del governo Prodi!
    Che necessità c’era, se non mediatica, di far passare tutto per il CdM? E’ il tentativo, direi riuscitissimo visto come è stata presentata la notizia, di accreditare l’immagine di una ministra che lavora e bene.
    E ancora: perchè i concorsi sono (o sarebbero) sbloccati adesso?
    Perchè la Gelmini ha deciso così, a caso?
    Perchè sono stati risolti i problemi relativi a quei pochi settori dove non bastavano gli ordinari per le commissioni? Se così fosse, naturalmente si tace, per non far capire alla gente lo sproposito enorme che era stato fatto dal MIUR con la legge di gennaio 2009.
    Al di là delle nostre vicende personali e della possibile (ma vai a sapere!) rimessa in moto del sistema, tutto l’episodio è inquietante per la facilità con cui vengono presentate dal Governo e accettate da tutti i Media cose che sono agli antipodi dalla realtà.

    • Fra ha detto:

      Sì, è vero. Ma noi non siamo riusciti neanche a trovare 60 persone per portare il problema all’attenzione dell’opinione pubblica. E’ inutile abbaiare alla luna. Finché il cittadino non impara a farsi sentire, Governo e Media continueranno a fare quel che vogliono.

      Inoltre, secondo me la cosa più inquietante grave è che l’opposizione non ha detto neanche mezza parola al riguardo. E le forze extraparlamentari? Poteva essere una buona occasione per i partiti di sinistra-sinistra per riguadagnare consensi. E l’Onda? Gli unici che hanno scritto due righe sono quelli di FLC-CGIL, quando ormai era inutile (due giorni prima del presunto “sblocco”) e dopo essere stati sollecitati per mesi su questo blog.

      Considerando la connivenza di media, opposizione e forze extraparlamentari, riteniamoci fortunati se i concorsi ripartono.

      • Fra ha detto:

        Scusate, chiaramente volevo dire “Considerando la connivenza con questo governo di media, opposizione e forze extraparlamentari…”

  34. Gennaro ha detto:

    @Perplesso

    sottoscrivo. E aggiungo che non a caso le date non sono state ancora comunicate, ma che ora mediaticamente non è nemmeno necessario farlo, tanto il messaggio è passato urbi et orbi: CONCORSI SBLOCCATI. Fra sei mesi magari sapremo qualcosa.
    Naturalmente a nessuno giornalista anche di testate opposizione è venuto il sospetto che lo sblocco, se davvero c’è, segue un vero blocco. Ma c’è una deficienza cronica nei giornalisti che seguono le vicende universitarie. Non capiscono una mazza. Per questo tutti i siti on line hanno riportato la velina del Miur, compreso l’italiano improbabile, senza filtrare la notizia.

  35. France ha detto:

    @ Perplesso
    Si, e’ vero, i media tacciono o non capiscono. Comunque a tutt’oggi i documenti non sono disponibili. E un giornalista con cui sto in contatto ed e’ uno dei pochi che ne capisce qualcosa mi ha detto che il DM glie lo hanno letto AL TELEFONO, no hard copy. Forse gli archivi del Mossad sono piu’ facii da penetrare…
    Detto questo, guardate che MS Gelmini e’ ministro da poco piu’ di un anno. OK, con la maggioranza piu’ agile del pianeta. OK, senza capire nulla di quel che fa. OK, burattino nelle mani dei potenti. OK, finche’ non vedo il DM non credo.
    Pero’ siamo onesti: nell’estate del 2007 che ci hanno regalato di memorabile Mussi e Modica?

  36. Gennaro ha detto:

    @ France

    “che ci hanno regalato di memorabile Mussi e Modica?”

    -4000 posti da ricercatori!
    – rientro dei cervelli (bloccato ora dal Miur: viene siete accorti?)
    -riapertura bandi prof. associato ( al quale concorro da precario, se permettete)
    e da ordinario (meno necessari, lo ammetto) dopo 4 anni di blocco morattiano
    -tagli contenuti rispetto alla scure Tremontiana.
    -freno alle lauree honirs causa e alle università telematiche.

    Il fatto che per l’Apri la Gelmini sia meglio di Mussi-Modica spiega molte cose della vostra capacità di rappresentare i precari. Almeno non fingete di stupirvi quando non si trovano 60 persone che vengano a protestare sotto la vostra effige.

  37. insorgere ha detto:

    @ gennaro
    l’apri è apolitica. non ci piacciono né ci dispiacciono a priori questo o quello. O meglio, ciascuno di noi ha la sua sensibilità politica (in maggioranza credo di conoscere l’orientamento) tuttavia l’associazione in quanto tale non ha uno schieramento.
    E questo è essenziale, perchè la causa permane con questo o quel governo.

    Quanto alle valutazioni, beh mussi-modica hanno fatto alcune cose ma la questione vera – la riforma del reclutamento – l’hanno rinviata e pasticciata in modo davvero clamoroso. Ora io non ho simpatie per questo governo, proprio nessuna, però le nuove regole danno qualche chance a chi -come me – non ha santi in paradiso. Prima non avrei mai potuto sognarmi di vincere un concorso da ricercatore, ora forse si…

  38. insorgere ha detto:

    ciò detto avrei di gran lunga preferito che passassero le reogle mussi…

  39. RivoluzioneItalia ha detto:

    @France
    Questa microchirurgia gossippara sui decreti non muove e sposta nulla… anzi favorisce i politici a fare ginnastica e a creare immobilismo.
    In questo caso la Gelmini (o chi per lei) ha avuto dei meriti. Il PD al governo non avrebbe mai fatto nulla di “moderno” per l’università.

    Voi direte è tutto finto non cambierà nulla è un complotto era già stato fatto. Non è importante… l’importante è che perlomeno questo governo (pur ridicolo nel merito) riesce a divulgare… e per l’università, rimasta sempre in ombra per anni, è fondamentale.

    @fra
    Impossibile coinvolgere le persone i tecnicismi onanistici tipici in questo blog.
    Le persone si coivolgono con valori, comunicazione e simboli.

    Ricordatevi che il modello internazionale anglosassone (l’unico efficiente) prenderà cmq piede volenti o nolenti… è un treno in corsa…

    Riguardo noi precari:
    Impossibile fermare un treno in corsa ponendosi davanti… verremmo travolti… meglio montare al volo andare in cabina ed eventualmente frenare un pochino se abbiamo paura della velocità.

  40. Perplesso ha detto:

    @Fra
    Proprio l’atteggiamento dell’opposizione (e non da ora) è la cosa più preoccupante di tutta questa vicenda. Si dice tanto in giro che nel PdL non c’è cultura, ma a questo punto penso non ci sia neppure nel PD, visto l’atteggiamento di sostanziale disinteresse verso tutto il mondo universitario, con i fatti se non a parole (es. i loro documenti farraginosi). I precari cosa chiedevano all’opposizione, se non di far sentire in tutte le sedi possibili la loro voce? Con il silenzio assordante di questi mesi -silenzio di leader, di giornali etc. (perchè non conta nulla se un parlamentare loro ha presentato un’interrogazione) – hanno assestato colpi micidiali alla loro credibilità.

    @ Gennaro
    Condivido le tue preoccupazioni. Non è da escludere che tutto questo battage serva solo a tenere ferme le acque per altri mesi ancora. Infatti, cosa diavolo ci sarà scritto nella “Direttiva” che la Gelmini ha firmato? Che il MIUR è autorizzato a dare avvio alle procedure per la formazione delle Commissioni? E chi ci dice che una volta partite, non passi un sacco di tempo prima che si arrivino a concretizzare? Salterà fuori allora la questione dei settori mancanti di ordinari? Quella del riordino complessivo dei raggruppamenti? Mah…

    • bartlindon ha detto:

      Condivido il punto di vista; dal PdL accusato di scarsa attenzione per l’universita’ abbiamo (forse, da vedersi nella pratica) una riforma. Dal PD che voleva affrontare il problema ricerca come uno dei punti nodali abbiamo avuto modica-mussi che hanno rischiato un disastro (leggi: stabilizzazioni, che potevano diventare un nuovo 1980; promesse non mantenute->caduta di credibilita’; deboli riforme avanzate e bocciate=>cialtronismo).

      Quindi, riprendendo anche RivoluzioneItalia, l’unica possibilita’ resta un cinico pragmatismo che ci veda montare sui treni che intercettano le nostre traiettorie e cercare di parlare con il macchinista, o lo scambiatore. Non siamo gli unici a volerlo fare, ma ci da qualche probabilita’ in piu’ che lanciare pietre ai treni che passano, o chiedere di mettersi davanti, che siamo in 60 o in 6000.

  41. mino ha detto:

    Molto bella questa metafora con i treni!

  42. Paola ha detto:

    Attenzione, però, ché a volte a salire su certi treni ci si beccano le zecche. 🙂

  43. Untenured ha detto:

    a proposito di Mussi..

    ieri (25/9) sul Manifesto in un’intervista a commento del “pacchetto università” del governo, l’ex ministro concludeva contrapponendo democrazia e meritocrazia:

    “Il merito va premiato ma noi non viviamo in una meritocrazia, viviamo in una democrazia. Nella nostra società devono trovare accoglienza tutti, anche i meno capaci”.

    Nel campo della ricerca opporre democrazia e meritocrazia è un suicidio.. quale paese sensato – progressista – non si imporrebbe come imperativo promuovere i suoi migliori scienziati e intellettuali e dare loro la guida delle sue istituzioni accademiche?

    Non stupisce che Mussi e compagni poi vadano malissimo alle elezioni e non siano rappresentati in parlamento: perché un elettore progressista, magari giovane che ha studiato all’estero e che questo mondo ineguale lo vuole cambiare per davvero, dovrebbe votare per queste persone che ragionano come si faceva trent’anni fa?

    Non stupisce neppure che la CGIL nel comparto ricerca-università, che ha grosso modo la stessa impostazione di Mussi, abbia successo solo con i precari “insiders”, quelli che sperano solo in stabilizzazioni di una posizione già detenuta.

    Fin quando la sinistra sarà rappresentata da queste forze abbiamo poche speranze… e dobbiamo fare i conti con l’approssimazione, l’improvvisazione e la lentezza delle politiche di questo governo.

    • euroscience ha detto:

      Eviterei di prendere la parte mezza vuota del discorso di Mussi. E’ pienamente CORRETTO opporre meritocrazia e democrazia: sono 2 forme di organizzazione sociale diverse.
      Il punto e’ come gestirle assieme in una societa’, secondo diversi ruoli e funzioni. MA e’ impossibile che una medesima organizzazione sia meritocratica E democratica. E’ – quasi! – una contraddizione logica.

      • Fra ha detto:

        Invece di parlare di “meritocrazia” parliamo di “premiare il merito” o “valorizzare il talento” o “riconoscere la professionalità”, e la contraddizione scompare.

        In ogni caso il problema del discorso di Mussi è il salto logico nel passare dal discorso sul merito nelle università al fatto che tutti nella nostra società devono trovare accoglienza. Che centra? E’ un discorso pericoloso, perché da qui a dire che in democrazia tutti hanno diritto di diventare professori ordinari (anche le capre) il passo è breve.

      • RivoluzioneItalia ha detto:

        Mussi è ancora convinto che i suoi esercizi di stile siano nuovi ed interessanti…

        La dicitura corretta che ingloba democrazia e meritocrazia è:
        MERCATO DEL LAVORO

        Chissa se mussi conosce queste parole.

        @euroscience
        Attento alle contraddizioni… rischi il pessimo esercizio di stile di mussi:

        The actual science of logic is conversant at present only with things either
        certain, impossible, or entirely doubtful, none of which (fortunately) we have to
        reason on. Therefore the true logic for this world is the calculus of Probabilities,
        which takes account of the magnitude of the probability which is, or ought to
        be, in a reasonable man’s mind.
        — James Clerk Maxwell [1850]

    • Untenured ha detto:

      @ euroscience

      in concreto: nei migliori dipartimenti anglo-americani (e non solo.. olandesi, svedesi etc.) c’è meritocrazia e nessuno si lamenta dell’assenza di democrazia, se non in casi del tutto eccezionali

      nei nostri dipartimenti c’è ben poca meritocrazia e – guarda caso – c’è anche pochissima democrazia.

      Perdona l’empiricismo della mia analisi. Ma l’esperienza concreta vorrà pur dire qualcosa, no?

      Le sanatorie dei primi anni Ottanta, che hanno dato una chance anche ai “meno capaci”, hanno per caso approtato maggiore democrazia nelle università italiane? Non mi pare proprio..

    • euroscience ha detto:

      Nei migliori Dipartimenti non c’e’ democrazia: gli accademici si danno da fare per lasciare le Capre Democratiche a brucare fuori dal proprio territorio.
      La Democrazia non e’ appropriata e non c’entra con l’Universita’.

    • unimediapisa ha detto:

      “perché un elettore progressista, magari giovane che ha studiato all’estero e che questo mondo ineguale lo vuole cambiare per davvero, dovrebbe votare per queste persone che ragionano come si faceva trent’anni fa?”

      Nel caso di Mussi&co, “ragionano” è una parola grossa 🙂

  44. RivoluzioneItalia ha detto:

    The actual science of logic is conversant at present only with things either certain, impossible, or entirely doubtful, none of which (fortunately) we have to reason on. Therefore the true logic for this world is the calculus of Probabilities, which takes account of the magnitude of the probability which is, or ought to be, in a reasonable man’s mind.

    — James Clerk Maxwell [1850]

  45. Spartacus ha detto:

    Io non capisco il rovesciamento dell’ordine naturale delle cose che molti di voi (pur da ricercatori) praticano… Come si fa a dire che la responsabilità di quello che un governo NON FA è di un’opposizione che FA POCO? In una situazione politica come quella italiana di oggi l’opposizione conta meno del due di briscola… E allora responsabili sono anche i precari che non riescono a far sentire la loro voce e che si fanno irretire dagli annunci di riforma?

  46. insorgere ha detto:

    per quanto assurdo, a tre giorni dall’annuncio con tanto di fanfare ancora non si trovano i testi dei provvedimenti presi dalla gelmini sull’università.
    non si trova il dm sui criteri e non si trovano i decreti anvur e quello sui nuovi requisiti minimi.

    siamo in piena realtà virtuale

    • Fra ha detto:

      Sembra che ormai la politica italiana sia fatta solo di slogan e annunci. Che tristezza.

    • euroscience ha detto:

      Io ho letto che il Ministro aveva annunciato che dal 29 luglio sara’ tutto sul sito. Fatto apposta, ovviamente, perche’ la discussioni di questi giorni sulle “classifiche” siano solo ideologiche e non possano analizzare le falle grandi come voragini nella metodologia e nei concetti.

      En passant, faccio notare comunque come i siti del Ministero (2! – ad un anno dall’accorpamento) siano demeritocramente poco curati e confusionari, con informazioni vecchie o inesistenti sull’organigramma e sugli uffici di diretta collaborazione, nonche’ sui contratti di collaborazione (dovrebbero esserci per legge).
      Oltre, ovviamenti ai contenuti ordinari – poveri e penosi.

  47. paddy ha detto:

    Secondo voi perchè le università non bandiscono i mille posti di ricercatore (Mussi- 2° sessione 2008)che sono stati loro assegnati?

  48. insorgere ha detto:

    @ paddy
    l’hai già chiesto e ti abbiamo già risposto…perché ancora non hanno ricevuto la lira, i soldi, gli schei.

    i fondi FFO del 2009, fondi che ogni anno erano solitamente trasferiti dal governo agli atenei a marzo, oggi (fine luglio) ancora non sono arrivati. niente soldi, niente bandi.

  49. Andrea ha detto:

    Le Università non hanno ancora bandito perché non sanno con quali regole bandire! I soldi ci sono già e sono disponibili e per quanto riguarda i bandi cofinanziati hanno anche già ricevuto “tecnicamente” il via libera!

  50. insorgere ha detto:

    a si???? e quando hanno distribuito il ffo?
    ma lo sai che senza ffo non si bandisce?
    e lo sai che i fondi mussi sono spartiti virtualmente perché vengono pagati solo quando partono i contratti?

    tra l’altro molti atenei hanno bandito, il che dimostra che non è assenza di regole il problema. peraltor da venerdì le regole ci sono tutte…

  51. insorgere ha detto:

    per essere ancora più chiaro: i fondi mussi co-finanziano un certo numero di posti da ricercatore. ergo gli atenei devono avere a bilancio i soldi per finanziare la loro metà del posto….

  52. Perplesso ha detto:

    @Spartacus
    Per quanto mi riguarda (ma credo sia un pensiero largamente condiviso) è chiaro che il 99% della disastrosa situazione attuale vada attribuito a questo governo caricaturale (o peggio) che ci ritroviamo.
    Circa l’opposizione, la rabbia mia/nostra nasce dal fatto che in questi mesi non si siano fatti minimamente sentire, o meglio non ci abbiano neppure provato. In altri termini, non mi illudevo certo che l’opposizione potesse migliorare il quadro generale, ma che almeno potesse dare sfogo al nostro stato d’animo quello sì! Non basta dire ogni tanto: meritocrazia, favoriamo i giovani etc. Qui c’erano tutti gli argomenti per screditare il governo sbattendogli in faccia le sue stesse contraddizioni e invece PD e C. hanno persino rinunciato a sfruttare questa opportunità. Sulle nostre questioni, in altri tempi (e non importa andare a quelli di Togliatti) si sarebbero fatte battaglie memorabili. Almeno a livello di testimonianza.

  53. France ha detto:

    Ma insomma mi volete proprio far passare per filoberlusconiano! Gli Atenei non bandiscono perche’non vogliono, non perche’non possano. Se dicono che non possono e’una bugia. Anche perche’qualcuno ha gia’ bandito, come fa notare insorgere.
    Per tornare su argomenti fastidiosi (e ci torno), M&M hanno promesso molto e mantenuto poco, pochissimo. Che senso ha fare 4000 nuovi posti senza poi concretizzarli? Ed hanno avuto 2 anni di tempo per farlo. Giratela come vi pare ma se questo cazzo di Dm lo partoriscono E NON E’ UN A PRESA IN GIRO, per la prima volta da decenni i concorsi potrebbero non essere vinti dai soliti noti. Hai detto nulla!

  54. Bombadillo ha detto:

    ..ma smettila, FASCISTA!

  55. Bombadillo ha detto:

    ..io, però, ne ce la faccio più..mi sono rotto di aspettare, questi secondo me stanno ancora ritoccando il testo..
    Tom

  56. Andrea ha detto:

    @ insorgere e France…

    Come vi ho detto i soldi del reclutamento Mussi sono disponibili! Così come i soldi della L. 1/2009. Secondo l’ordinamento costituzionale italiano ogni legge deve indicare i mezzi per farvi fronte, tant’è che sia con la legge mussi del 2007 che con la legge gelmini del 2009 i soldi sono stati stanziati e i relativi capitoli di bilancio finanziati. Di conseguenza il ministero con DM 10 novembre 2008, n° 298 ha distribuito tra i vari atenei i posti in cofinanziamento (sta all’ateneo poi trovare i soldi per la metà del costo nel proprio bilancio).
    Il fatto che gli atenei stiano bandendo dimostra appunto che i soldi ci sono, sono solo immobilizzati!! L’FFO serve per fare il Bilancio di Previsione dell’anno corrente e per valutare quanti soldi hanno gli atenei e il famoso rapporto FFO/Assegni fissi (parametro imprescindibile per bandire in base alla L. 1/2009). L’altro parametro che usano gli atenei è quello relativo ai punti personale della procedura PROPer. Vi ribadisco che i soldi ci sono! Se gli atenei non bandiscono è perché o non hanno i soldi o un sufficiente TURNOVER oppure stanno aspettando per non rischiare di dover aprire i termini dei bandi nel caso in cui il decreto ministeriale sui criteri imponga determinati obblighi formali da rispettare nel bando! Chiaro?

    • France ha detto:

      Chiarissimo, e credo che stiamo dicendo le stesse cose. Siamo acnhe d’accordo che QUANDO MAI SI DECIDERANNO A PUBBLICARE IL DM, una delle giustificazioni finora addotte (“non ci sono le regole”) cadra’?

  57. Perplesso ha detto:

    @ France & C.
    Voi – come me del resto – aspettate il testo del DM sui criteri. Ma io vorrei vedere anche la famorsa “Direttiva” relativa allo sblocco dei concorsi. Perchè senza quella (e secondo cosa c’è scritto ovviamente) anche il DM sui criteri può restare lettera morta.

  58. Andrea ha detto:

    Credo che la direttiva sui concorsi metterà le università con le spalle al muro. Definirà semplicemente come classificare i concorsi in merito alla tornata elettorale II Sessione 2008 o I sessione 2009. Inoltre se il decreto è stato firmato, come hanno detto, lo dovranno pubblicare. Del resto penso che sia quello che già girava in bozza dal momento che su quello era stato espresso il parere del CUN. Rispetto a quel testo al massimo avranno fatto le poche modifiche richieste dal CUN. Per quanto riguarda i bandi credo che le Università in grado di bandire, se è loro volontà, ora bandiranno!

    • insorgere ha detto:

      a leggere il comunicato stampa sembra abbiano accolto una delle modifiche chieste da apri: in mancanza di punteggi abbiamo chiesto che venisse valutato ciascun titotolo e ciascun pubblicazione (evitando una valutazione generica e sommamente arbitriaria)

  59. Albert ha detto:

    Bandiranno solo se dispongono di un candidato interno difendibile da eventuali domande esterne.

  60. France ha detto:

    Ecco perche’ dobbiamo rompere le scatole a tutti gli atenei che hanno posti da bandire perche’ bandiscano. E anche, malignamente, fare pressione sul MIUR perche’ a chi non bandisce vengano applicate sanzioni (penso, ad esempio, a detrarre il 50% di cofinanziamento che non hanno voluto impegnare, oppure impedire di bandire posti da associato e di ordinario per ogni posto Mussi non bandito)

  61. Andrea ha detto:

    Ovviamente bandiranno se hanno il candidato locale pronto e difendibile….come è sempre stato nei settori abbastanza seri!

  62. vargas ha detto:

    Il link postato non si apre, però…

  63. kikko ha detto:

    E’ effettivamente un po’ strano che non sia ancora stato pubblicato nulla… tutte notizie frammentarie senza un briciolo di riferimento puntuale. Sembra molto una sparata, anche se non penso che siano così ignoranti e politicamente ingenui da far conferenza stampa su una bolla di sapone.
    Certo, i dubbi permangono specie se si controllano i siti-web istituzionali: è di certo molto strano che non pubblicizzino a schermo pieno quella che loro definiscono “rivoluzione accademica”.
    Detto questo ho provato anche ad approfondire sul sito deaprofessionale (dove ci sono tutti i decreti, leggi e regolamenti d’italia) e, in effetti, nell’attività normativa che va dal 22/07 al 27/07 non c’è traccia di un DM dell’Università/anvur etc. (ma oltretutto è un DM o un DPCM?)
    Rimango interdetto, attendo e mi chiedo: Che vuol dire tutto ciò???

  64. insorgere ha detto:

    probabilmente significa che stanno mettendo i puntini sulle i, ovvero che i testi non sono ancora pronti

  65. euroscience ha detto:

    kikko, era necessario fare una bolla mediatica sulla cosiddeta “classifica delle università” senza mettere i dati analitici per qualche giorno (pare che saranno on-line dal 29 luglio, secondo il Ministro) in modo che si facessero profluvi di commenti ideologici anziche’ vedere bene come stanno le cose. Tralascio di dire che – ovviamente – in nessuna parte del mondo si fa cosi’.
    Comunque sugli altri provvedimenti ministeriali che ci interessano, lo sblocco dei concorsi si puo’ fare “senza niente di speciale”, cioe’ basta andare avanti… cioe’ bisognera’ indire le elezioni per le commissioni – ma questo provvedimento potrebbe non essere stato ancora emanato, comunque (hanno solo detto che hanno ricevuto un parere dell’Avvocatura dello Stato sulla fattibilita’). Il famoso DM per i criteri per i concorsi da ricercatore potrebbe essere in via di registrazione alla Corte dei Conti (dico cosi’, ma non sono sicuro).
    Il Regolamento ANVUR e’ stato adottato dal CdM come testo preliminare: ora deve andare al Consiglio di Stato, poi alle Commissioni Parlamentari – e ovviamente a CUN, CRUI, ecc. – e infine essere adottato in versione definitiva di nuovo dal CdM, essere omologato dalla Corte dei Conti ed essere pubblicato (come DPR) in G.U.
    Pensa che Mussi presento’ la sua versione preliminare il 5 Aplire 2007, ma la pubblicazione in G.U. la ebbe alfine il 9 Aprile 2008, pochi giorni prima delle elezioni. La Gelmini ci ha messo piu’ di un anno per tornare alla casella di partenza.

  66. Andrea ha detto:

    Credo che stiano semplicemente perfezionando il testo in attesa di pubblicarlo. Se vi ricordate avevano fatto così anche con il DL 180 era stato annunciato, ma poi era stato materialmente firmato diversi giorni dopo perché il testo in effetti non era pronto.
    Per quanto riguarda il decreto ministeriale (che assumerà la forma di un semplice DM non regolamentare, questo per evitare che debba essere registrato alla Corte dei Conti con rischi di bocciatura, come era accaduto al regolamento Mussi) credo che sia pronto, d’altro canto è già circolato in bozza e su quella bozza il CUN ha espresso il suo parere e alcuni rilievi.
    Il comunicato stampa parla in ogni caso di firma della direttiva che autorizza in concorsi, quindi è stata firmata l’ordinanza che il dirigente del ministero manda agli ateni con le indicazioni sulle tornate concorsuali….
    Aspettiamo….non credo ci sia altro da fare….
    Comunque sono degli sprovveduti e molto approssimativi….pretendono serietà dal mondo accademico e non si rendono conto di essere degli ignoranti spaventosi!

  67. Untenured ha detto:

    dal comunicato stampa emerge una novità rispetto alla bozza originaria di maggio, che pareva una copia del parere CUN:

    – la valutazione di ciascun titolo singolarmente.

    Potrebbe essere una novità significativa: per evitare che un articolo su Nature passi volutamente inosservato o quasi in una selva di pubblicazioni.

  68. Perplesso ha detto:

    Avete visto “Il Riformista” di qualche giorno fa, con le lodi sperticate alla Gelmini perchè finalmente premia il merito. Roba da matti…

  69. Elena Fanelli ha detto:

    Salve sono Elena Fanelli dell’organizzazione feste nazionali del PD. Stiamo cercando un ricercatore precario che venga a raccontare la sua storia al dibattito serale sulla scuola il 29 agosto a Genova. Lascio qui i miei contatti per eventuali informazioni aggiuntive elenafanelli@gmail.com 3336314989

  70. avvenTizio ha detto:

    Neanche un precario disponibile nelle fila del PD? Tutti già sistemati?

  71. Paola ha detto:

    Cara Elena Fanelli,
    perché non invitate la vostra povera precaria Marianna Madia?

  72. Elena Fanelli ha detto:

    Ciò che ci interessa è far racontare la sua storia ad un QUALSIASI ricercatore precario, al di là dell’appartenenza politica.
    avvenTizio penso che un megafono sia sempre meglio di un sospiro, non credi?
    Elena precaria della comunicazione (per farti capire che essere aggressivi con me non significa fare ostruzionismo al PD ma solo essere maleducati con me)

  73. Elena Fanelli ha detto:

    cara Paola vorremmo qualcuno un po’meno conosciuto e un po’ più realmente precario 🙂

  74. CAVE CANEM ha detto:

    NON DORMITE…è USCITO IL DECRETO (SITO MIUR)

  75. euroscience ha detto:

    Era un decreto di natura non regolamentare, per questo non è richiesto che passi dalla Corte dei Conti.
    Questo solo per puntualizzare la sua natura nel quadro del barocco ordinamento giuridico italiano; comunque se dobbiamo valutarne il contenuto, bisogna dire che, nel complesso, si colloca abbastanza bene nel contesto a cui serve. In breve, trattasi di documento assai migliore della sciatta “classifica” degli Atenei licenziata parimenti venerdi’ scorso.

    Ora, in base alla ai metodi e alla prassi corrente (altrove), si dovra’ valutarne l’impatto nelle more della sua effettiva utilizzazione.

  76. 6annidiassegni... ha detto:

    Il decreto è persino peggio delle bozze circolate. E’ praticamente una quasi perfetta fotocopia di quanto è scritto su quasi tutti i bandi e non c’è riferimento a valutazioni numeriche per ciascuna pubblicazione. Ad ogni modo Manca una indicazione su quando verranno formate le commissioni, quindi come al solito si fatto solo uno “spottone”. Adesso però le università dovrebbero bandire i posti Mussi, ma la II Sessione 2008 è di fatto ancora aperta? Esiste una data finale entro cui terminerà?

  77. Perplesso ha detto:

    A me sembra quasi identico alla bozza circolata a maggio…

  78. Voltaire ha detto:

    tre cose:

    1) il decreto è un passo avanti notevole perchè introduce la valutazione del singolo titolo al posto della complessiva valutazione troppo spesso generica e che si prestava a manipolazioni
    2) Vi è un riferimento chiaro ai parametri internazionali
    3)riconosce anche le pubblicazioni forthcoming

    In questo DM non ci potevano essere le indicazioni sulle votazioni per le quali il documento appropriato è una nota del ministero stesso.

  79. 6annidiassegni... ha detto:

    Mi sembrava che nella bozza precedentemente circolata si escludessero i lavori presentati a congresso, che di solito non sono “peer reviewed”, mentre ora rientrano anche quelli

  80. Voltaire ha detto:

    Di conference paper non vi è traccia, quindi presumo non siano valutabili, a meno che essi non vengano poi raccolti in atti congressuali o siano preventivamente pubblicati in una delle modalità espressamente previste dal DM

    pubblicazioni o testi accettati per la pubblicazione secondo le norme vigenti nonché saggi inseriti in opere collettanee e articoli editi su riviste in formato cartaceo o digitale con l’esclusione di note interne o rapporti dipartimentali.

  81. 6annidiassegni... ha detto:

    Di solito, a tutti i congressi a cui io partecipo, si pubblicano gli atti e sono considerati pubblicazioni secondo la normativa vigente

  82. Voltaire ha detto:

    Ma allora in tal caso interviene la questione della qualità e rilevanza scientifica da accertare sulla base di criteri riconosciuti dalla comunità scientifica (citati ampiamente nella legge.

  83. Untenured ha detto:

    @ Voltaire
    occorrevano tutti questi mesi per pubblicare questa roba? Il DM è talmente vago nei toni e impreciso che la sua normatività mi pare molto debole.

    Non sono affatto un fan dei parametri bibliometrici, ma proprio per questo – se non si voleva imporre criteri quantitativi – si poteva fare prima.

    Per esempio: chi lo stabilisce in quali settori valgono i criteri internazionali? In alcune discipline ci sono pareri molto contrastanti.

    Inoltre l’indicazione della valutazione titolo per titolo – annunciata in conferenza stampa – non mi pare sufficientemente perentoria.

  84. CAVE CANEM ha detto:

    MA IL COLLOQUIO SUI TITOLI E PUBBLICAZIONI

  85. Voltaire ha detto:

    @untenured

    ripropongo quello che ho scritto su apri, premettendo che anche io, come te, appartengo ad un settore in cui i lavori monografici hanno una rilevanza decisiva nella produzione scientifica:

    Nelle scienze sociali in effetti la questione è più sfumata. Il riferimento ai parametri utilizzati internazionalmente anche per tali discipline sarà vincolante, sicuramente meno che per i succitati settori “science”.
    Per le monografie e quindi nei settori dove rappresentano una consuetudine, ad esempio credo che i parametri saranno necessariamente quelli indicati all’art. 3 punto 2 lett. a e b. Il che mantiene un grado di arbitrarietà, che ritengo temperato dal clima generale che si è prodotto.

    Il che è poco, ma molto per la condizione di partenza.

    Di sicuro la tempistica è oscena e sono dei menefreghisti

  86. Andrea ha detto:

    Il DM è la classica pastoia italiana…cambiare tutto per non cambiare nulla….a parte il ricorso agli impact factor etc (che non vale nei settori umanistici) e l’obbligo di valutare singolarmente i titolo per il resto non cambia nulla. Il decreto ha ripreso la vecchia dicitura del DPR sui concorsi. Le commissioni continueranno a fare quello che vogliono e l’unico rischio è che il Barone più forte del terzetto guidi gli altri e imponga la sua autorità!

  87. Andrea ha detto:

    Dimenticavo….esiste sempre il vincolo al numero di pubblicazioni per i concorsi da ricercatore…e inoltre i lavori monografici in teoria la commissione li dovrebbe leggere e valutare……..anche perché io posso pure pubblicare con la più scalcinata casa editrice, ma aver scritto cose rilevantissime dal punto di vista scientifico (nel senso più ampio del termine)! Sennò tanto vale non fare il concorso e affidarsi a valutazione esterna dei singoli titoli….chi ha quei titoli è abilitato a fare il ricercatore e via….

  88. Perplesso ha detto:

    @Andrea
    Hai ragione. La questione del vincolo sul numero di pubblicazioni (e non solo per quelli di ricercatore) è cruciale. Tacendo sull’argomento, hanno praticamente sancito la prassi esistente, ossia la possibilità di restringere tantissimo le pubblicazioni che uno può presentare. Si tratta di un’arma molto forte per penalizzare chi ha scritto tanto e tutelare invece il candidato interno…

  89. CAVE CANEM ha detto:

    La partecipazione a Convegni è valutata tra i titoli ma gli atti del Convegno? sono valutati come pubblicazioni?

  90. Bombadillo ha detto:

    Cari amici,
    il d.m. è vuoto.
    E’ del tutto privo, cioè, di indicazioni vincolanti. Tanto valeva che dicessero direttamente che le commissioni fanno un po’ come pare a loro. Del resto, è esattametne quello che hanno fatto fino ad adesso, nel senso che hanno esercitato la discrezionalità più pura.
    Nulla è cambiato, si tratta solo d una riproposizione dei soliti criteri (vedi il d.P.R. della Berlinguer), elastici, senza una gerachia tra di loro, e dunque assolutamente manipolabili, a piacimento, da parte dei commissari.
    LA VERITA’ E’ CHE NON C’E’ STATO QUEL PASSAGGIO DA UNA DISCREZIONALITA’ PURA AD UNA VINCOLATA CHE NOI AUSPICAVAMO!
    Il bilancio è quindi il seguente:
    Positivo – non dovremo fare le assurde prove scritte ed orali (ma ci sono in giro bandi impazziti);
    Negativo – il “boccino” è rimasto saldamente in mano alle commissioni;
    Neutro – la formazione delle commissioni.

    Scrivo neutro perchè le nuove regole sulla formazione delle commissioni potranno evere un impatto positivo reale solo se ci saranno molti concorsi, perchè un reale cmabiamento può aversi solo con il sorteggio puro. Ma da questo punto di vista i ricecatori sono quelli che vanno peggio, solo 3X3=9 per ogni concorso, e non 5X2=15. In più, vanno soli soli, mentre ordinari ed associati sono accorpati. Insomma, per arrivare al sorteggio puro, ad es., nel mio settore, dovrebbero bandire quasi una quindicina di ocncorsi IN UNA SOLA SESSIONE…aspetta sempre!
    Per il resto, io domani parto.
    Buone vacanze a tutti.
    Tom Bombadillo
    Signore della Vecchia Foresta

  91. 555 ha detto:

    qualcuno sa se esiste una prova di lingua nell’orale dei concorsi per ricercatore?

  92. Andrea ha detto:

    Sì, la prova di lingua orale è rimasta!

    @Bombadillo

    Ti quoto in pieno!

  93. martno ha detto:

    ma scusate non ho capito bene i nuovi criteri… vuol dire che non ci sono più prove scritte e orali ma solo valutazione dei titoli?

  94. CAVE CANEM ha detto:

    @ ANDREA

    DOVE LEGGI DELLA PROVA DI LINGUA ORALE?

  95. CAVE CANEM ha detto:

    NEL TESTO DEL DECRETO NON SI PARLA NEANCHE DI PRESENTAZIONE DEI TITOLI.
    IN SOSTANZA NOI RESTIAMO A CASA E ASPETTIAMO CHE CI FACCIANO SAPERE?

  96. Andrea ha detto:

    @ Cave Canem e 555

    Per quanto non espressamente previsto o abrogato dalla L. 1/2009 si applica la precedente normativa.

    @ martno

    svegliaaaa…non ti eri accorto che avevano abolito quella farsa delle prove scritte…

  97. Bombadillo ha detto:

    ..be, insomma, che mi devo preparare i bagagli..

    Comunque:
    1. non esiste alcuna prova orale, tantomeno di lingua, se non nella mente di alcuni burocrati che hanno scritto qualche bando “scherzoso”;
    2. le modalità di presentazione dei titoli e delle pubblicazioni sono evidentemente materia dei bandi;
    3. per altro, un paio di indicazioni – putroppo non univoche – del dm in questione fanno propendere per la tesi che ritinene oramai impossibile immettere una limitazione delle pubblicazioni nei bandi: ma, come detto, questi nei bandi stanno contravvenendo addirittura alle indicazioni esplicite…
    Ciao a tutti!
    Tom

  98. France ha detto:

    Scusate, ero in viaggio e non ho potuto apprezzare l’ENORME PORTATA INNOVATIVA DI QUESTO DM. Valeva la pena aspettare 8 mesi dalla conversione del DL180, 7 dalla scadenza prevista nella legge 1/2009, 3 dall’annuncio che il DM era alla firma del Ministro, 2 mesi e mezzo dalla bozza presentata al CUN e da esso approvata con la velocita’ di un Napolitano che firma il lodo Alfano, per emanare questo portento di meritokratija. Davvero grazie al Ministro piu’ pettinato della Storia d’Italia, alla sua squadra di efficienti dirigenti del MIUR e agli organi accademici che sanno sempre come far trionfare il Bene.
    PS. Siamo le zecche sulla coda che muove il cane che abbaia alla Luna che, fregandosene, non tramonta mai…

  99. Andrea ha detto:

    Allora, la prova di lingua è rimessa alla volontà delle singole università che possono inserirla o meno nei bandi….
    Quindi alla fine non la metteranno…..il che è assurdo…
    Per quanto riguarda la limitazione la lasceranno eccome, tant’è che il decreto prevede una valutazione dei singoli titoli presentati, quindi si valuta nel merito ogni titolo. La commissione deve valutare quale dei titoli presentati (mettiamo 5) comparativamente è il migliore…

    • Paola ha detto:

      Sarebbe assurdo solo se in passato la prova di lingua fosse stata una prova seria, cioè valutata da chi quella lingua la conosceva e consistente in una composizione scritta non dissimile dalle altre due prove. Ma poiché è noto che una grandissima parte dei “senior” ignora serenamente la conoscenza delle lingue straniere (almeno quelli dell’area umanistica e sociale), la prova di lingua orale era più o meno regolarmente una pagliacciata indegna.

  100. Bombadillo ha detto:

    Caro Andrea,la nuova legge ci dice come devono essere svolte le valutazioni compartive da ricercatore; così facendo pone un regime nuovo, incompatibile con quello precedente (che abroga implicitamente se preferisci). Prova di lingua, prova orale e prove scritte sono sullo stesso piano, nessuna è stata abrogata (o, addirittura, abolita) espressamente: se si sostiene che può ancora farsi una di esse, ad es., quella di lingua, allora si può sostenre che si possono fare pure le altre. Ma così – oltre ad errare – facciamo il gioco di tutti quelli che, per ovvi motivi, rifiutano questo (piccolo) cambiamento.
    Ora basta, però, che sono davvero indietro…
    Ari-Ciao!
    Tom

  101. Andrea ha detto:

    @ Bombadillo

    forse hai ragione…..
    però c’è un richiamo al dpr del 2000

  102. Mike ha detto:

    Lo so io come faranno la prova di lingua!

    http://www.corriere.it/politica/09_luglio_28/lega_dialetto_prof_riforma_scuola_f3e05830-7b9c-11de-9006-00144f02aabc.shtml

    Meno male, quando ho sentito “prova di lingua” temevo peggio. Comunque finalmente la mia curiosita` sui criteri e` stata soddisfatta, bene.

    Tesoro… dove ho messo il passaporto?

  103. Franz ha detto:

    Ma qualcuno ha idea dei tempi di applicazione di questi criteri ?
    Mi spiego, i criteri valgono per i concorsi della II-2008 (ma non per tutti). Peraltro, le procedure (designazione membro interno, elezioni ecc) della II-2008 non potranno essere espletate se prima non vengono nominate le commissioni della I-2008 (mi pare che questo quadro della prassi non sia stato modificato dalla legge, anche perché se non sbaglio è necessario). Ed allora, se le elezioni della I-2008 si fanno a gennaio 2010; quando converrà al Ministero chiudere la sessione II-2008 ?
    In più consideriamo che molti premono per l’abilitazione nazionale (a numero aperto), se a gennaio del 2010 approvano un eventuale d.d.l., nulla di più semplice che esso riporti il comma “per i concorsi in essere ancora non espletati, gli Atenei possono adottare le norme di cui alla presente Legge”. Insomma questi criteri potrebbero non essere mai applicati in valutazioni comparative !

    • 555 ha detto:

      Da dove ricavi l’informazione su gennaio 2010? Io avevo sentito parlare nei corridoi di ottobre 2009. Comunque se ci fosse la volontà si potrebbero fare praticamente insieme le elezioni, come già lo scorso anno, no?

  104. Renzino l'Europeo ha detto:

    Clamoroso al Cibali!

    La “vera” classifica degli Atenei, sui criteri di qualità considerati in senso assoluto, e non quella del differenziale dei finanziamenti, come è stata presentata da Mary Star… (benintesi i criteri fanno acqua da tutte le parti, ma questo e’ un altro discorso)!!!

    Oggi vedremo i dati (in serata, pare) sul sito del Ministero.

    PoliMI in volata supera TN, e sul podio assieme a Polito sale anche IUAV-VE…
    Fortissimo rinviene da ditero Camerino, che si pizza in ottima posizione assieme a TS, prima solo concorrente-fantasma!
    Bergamo arretra e si vede superato dai cugini bresciani. Meglio NA che riesce ad essere il primo dei corridori del Meridione…
    Scivola CH-PE (come godo per quel succhiaruote di Cuccurullo…)
    In cosa al gruppo ME e PA riescono ad evitare la gogna del fondo-classifica per una lunghezza

    I dati si possono rinvenire da un link all’articolo del Piccolo dentro questo mio commento sul sito di nFA:

    http://www.noisefromamerika.org/index.php?module=comments&func=display&cid=26317

  105. Fra ha detto:

    Sono senza parole.

    Non capisco però una cosa. La classifica con le percentuali di finanziamento di venerdì rimane valida? Ossia, le due classifiche sono diverse solo perché misurano quantità differenti? (una si riferisce ai criteri di qualità in senso assoluto, l’altra al differenziale dei finanziamenti)

    Oppure va rivista anche la classifica riferita al differenziale dei finanziamenti? (nell’articolo si parla di “inesattezze”)

    Sarebbe bello poi sapere come calcolano quei numeretti. Se esiste una formula matematica o glieli ha detti in sogno il mago Zurlì.

    • Renzino l'Europeo ha detto:

      Il differenziale dei finanziamenti e’ una cosa – che rimane senz’altro, ma immagino che Trieste Firenze e Sienza vadano comunque reintegrate, perche’ una cosa era il blocco assunzioni, un’altra il Fondo di Finanziamento Ordinario e la sua ripartizione.

      Comunque vedremo e sentiremo in giornata.

  106. università libera ha detto:

    voglio far notare una cosa per quanto riguarda le commissioni da formare dopo lo sblocco dei concorsi di I e II fascia, I e II sessione 2008.
    Il DM 27 Marzo 2009 (modalita’ si svolgimento delle elezioni per le commissioni, allego il link alla fine) prevede diverse situazioni a seconda se il numero degli ordinari sia o no superiore al triplo delle necessita’, comprendendo o no le discipline affini.
    Faccio un esempio pratico: se in un settore x, non avente discipline affini, sono stati banditi 5 posti da associato e 2 da ordinario, c’è necessità di 12×7=84 ordinari (perchè la lista è unica per I e II fascia), da cui sorteggiare i 4×7=28 necessari. Se nel settore x ci sono 70 ordinari, NON SI FARANNO ELEZIONI ma sorteggio diretto.
    In quanti casi si verifichera’ questo? In Medicina, ad esempio, in diversi casi, visto che per 31 settori su 50 non c’è nessuna affinità.

    http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0015Atti_M/7680Modali_cf2.htm

  107. università libera ha detto:

    …tanto per far eun esempio, MED33 ortopedia, appunto è cosi’, sette concorsi banditi da facolta’ Med e Chir (e altri Scienze motorie ecc), con 63 ordinari si va direttamente a sorteggio, senza passare per elezioni. E’ una differenza non da poco, perche’ pilotare l’elezione di 12 era comunque possibile (seppure piu’ difficile delle precedenti elezioni di 4 commissari), mentre il sorteggio secco da’ qualche possibilita’ in piu’ che vengano sorteggiati 3 sani e un lobbista (+ il membro designato)

  108. Lucia ha detto:

    ma oggi non dovevano essere rese pubbliche le date delle votazioni/sorteggio? O me lo sono sognato solo io? Che vuol dire che il Miur ha “sbloccato” i concorsi, se poi tutto tace?

  109. insorgere ha detto:

    le elezioni/sorteggi non possono realisticamente esser prima di ottobre.

    in ogni caso è legge la norma che consente di prepensionare i ricercatori strutturati con 40 anni di anzianità. questo può liberare risorse, certo che siamo al paradosso: ci teniamo i vecchietti che si puppano pure il fuoriruolo e invece prepensionionamo ricercatori.

  110. Renzino l'Europeo ha detto:

    Ricordatevi anche della Commissione “Tecnica” sulla validazione del sistema di voto col CINECA…

    Comunque sia, io me ne vado in vacanza. Non fatevi troppi grilli per la testa che poi ci sono sempre le quote sulle assunzioni, il guazzabuglio politico-finanziario, e in fin dei conti i Baronazzi sono sempre li’ – mica sono spariti…

    P.S. Un giornalista mi ha riferito che il MIUR gli ha detto che i dati analitici per le sedicenti “classifiche” e discorsi connessi saranno disponibili domani… Aspettiamo (come al solito)…

    Bye

  111. unimediapisa ha detto:

    Una chicca di giornata:

    Il ministro Gelmini, rivolgendosi al responsabile del Mef, gli ha detto in tono tra lo scherzoso e l’amichevole: “Me ne fai tante ma lo sai che ti voglio bene. Non riesco ad odiarti. Forse ho la sindrome di Stoccolma”.

    http://www.tuttoscuola.com/cgi-local/disp.fcgi?ID=20704

    In fondo e’ bello avere la sindrome di Stoccolma.
    Col culo degli altri.

  112. 555 ha detto:

    già, c’è la commissione tecnica per il voto… un ottimo modo per perdere tempo!

  113. Spartacus ha detto:

    Silenzio di tomba su tutto… Non ho capito se questo ministro inclina più all’incoscienza o alla strafottenza…

  114. università libera ha detto:

    @rivoluzione italia:
    …no, quindi, secondo me senza elezioni ma con il sorteggio secco qualcuno dei concorsi banditi di I e II fascia potrebbe non andare come programamto dalle lobby, cioè probabilmente i nomi dei vincitori potrebbero finalmente non essere TUTTI noti in anticipo ma potrebbe esserci qualche outsider che vince perchè il sorteggio ha messo in commissione tre ordinari (e cioè la maggioranza) che magari hanno voglia di dare una svolta meritocratica al concorso…
    …un terno al lotto?

  115. gefitinib ha detto:

    Nel frattempo segnalo questo Comunicato Stampa, apparso da qualche ora sul sito dell’APRI, riguardante il D.M. sui criteri di valutazione per i ricercatori

    http://www.ricercatoriprecari.it/documenti/Comunicati%20Stampa/Comunicato%20stampa%20APRI%20-%2029%20Luglio%202009.pdf

    Da quello che ho capito nel forum sta bollendo in pentola qualcosa sull’abolizione del limite massimo al numero di pubblicazioni, nonchè sullo sblocco dei posti Mussi 2009.

  116. marcello ha detto:

    Dalle informazioni reperibili nei famosi corridoi, la “direttiva” firmata per lo sblocco dei concorsi è realmente esistente e indica una data certa, oppure è la solita manovra mediatica?

  117. Perplesso ha detto:

    Ho paura che di date fino a settembre inoltrato non sentiremo neppure parlare…

  118. Lucia ha detto:

    che gestione sciagurata della politica universitaria di questo paese!Decretazione d’urgenza, annunci, ritardi, proclami di riforma, e attesa… infinita attesa.
    E voi dell’Apri ancora la difendete perché i nuovi concorsi “sparigliano le carte”. Mi fate tenerezza e un po’ rabbia.. parlete di outsider premitati con la tombola quanda il banco nemmeno estreae più i numeri.
    E i bandi Firb? Stessa storia.

  119. gefitinib ha detto:

    @ Lucia

    ??????
    mi pare che il comunicato stampa sia molto critico con la Gelmini

  120. Gennaro ha detto:

    penso che Lucia si riferisse a questo passaggio:

    “Ora io non ho simpatie per questo governo, proprio nessuna, però le nuove regole danno qualche chance a chi -come me – non ha santi in paradiso. Prima non avrei mai potuto sognarmi di vincere un concorso da ricercatore, ora forse si…”

    L’apri ha abboccato all’amo del merito sotto forma di sorteggio. Quel che è certo che le nuove regole danno ottime chance di differire i concorsi sine die. E noi a farci le seghe su tempi.. (ottobre, novembre, gennaio, prese di servizio 2011 o 2012…)

  121. UnRicercatore ha detto:

    Ma soprattutto, siete certi che i sorteggi “spariglino le carte”?
    L’esito sarà forse migliore in quegli SSD in cui pare capitino cose davvero strane.
    E negli altri?
    Mi riferisco a settori in cui
    a) non c’è una pletora di dottorandi/cultori della materia/assegnisti
    b) non si inventano corsi per (far finta di) dare una chance ai suddetti, a fronte di piante organiche inesistenti
    c) lo standard di pubblicazione è allineato alle pratiche internazionali.
    Qui, cosa dovrebbe cambiare?
    Negli SSD “ben organizzati” non cambierà ovviamente nulla.
    In quelli conflittuali le commissioni stocastiche presumibilmente applicheranno lo spoil system (introdotto nel mondo reale dalla pseudosinistra), ovvero la legge del menga.

    PS non attacco neanche il pippone della courtesy authorship e delle riviste..

  122. UnRicercatore ha detto:

    Questo non per fare “flame”, ma per sollecitare una visione un pò più ampia, ovviamente…

  123. gefitinib ha detto:

    E’ vero, era molto meglio prima, quando le commissioni erano pilotate tramite l’elezione. Sopratutto per il candidato interno.

    http://www.manuelaghizzoni.it/?p=5110

  124. UnRicercatore ha detto:

    Ah, il gusto giovanile della replica tranchant!
    ho scritto che le nuove regole eviteranno -forse- abusi patenti laddove erano di casa.

    il candidato domestico continuerà a vincere laddove le cose si “organizzano” meglio E non c’è conflittualità entro il Settore.
    altrimenti, non le cartuscelle ma la composizione della commissione deciderà l’esito!
    ovvero la corsa all’oro, tanto poi…

    PS Sempre se il candidato domestico è il peggiore del lotto, cosa TUTTA da vedere. anzi si può delineare un futuro in cui la cosca dominante del SSD si riproduce all’inifinito, COLONIZZANDO tutte le altre sedi, proprio grazie a questo meccanismo “cuckoo’s egg”..

  125. perseus ha detto:

    Arrivati a questo punto mi sembra tutto un manicomio e una buffonata.

  126. insorgere ha detto:

    avviso ai naviganti:
    per quanto riguarda il limite al numero di pubblicazioni, si segnala che la questione (pare, a detta dell’ufficio legislativo miur) necessività di un provvedimento di legge e non poteva esser risolta col semplice dm.
    l’apri segnalò la questione per tempo e il nostro invito di inserire apposito emendamento da qualche parte è stato raccolto. esiste emendamento governativo in DL sui lavori usuranti che abolisce possibilità di limitare numero di pubblicazioni. speriamo passi…
    ovviamente non mi esprimo sul metodo che è grottesco

  127. RivoluzioneItalia ha detto:

    E’ bellissima questa visione privata dell’università in cui ognuno di noi è il bravo ricercatore fo++uto dal sistema….

    Tutte le discussioni e le chiacchiere continuano a girovagare sul proprio posto di lavoro e mai sul sistema università.

    Il bello è che qui dentro siamo tutti ricercatori “domestici” in attesa di rimanere esattamente dove già siamo… ma col posto fisso da strutturati…

  128. insorgere ha detto:

    @ RI
    in parte hai ragione. però non puoi pretendere che chi vive sulla propria pelle la precarietà non speri anche di avere un posto stabile (e magari di ottenerlo coi propri meriti)

    • RivoluzioneItalia ha detto:

      No caro…
      Sei tu che in buona parte hai torto…

      Con questo tuo modo di pensare hai ammazzato una generazione e ne ammazzerai un’altra.

      I tuoi colleghi internazionali ottengono con le proprie capacità il lavoro che meritano… Noi rispetto a loro lo rubiamo… il lavoro.

      Il posto stabile cmq lo puoi pur sempre avere andando a fare l’operaio.

  129. 555 ha detto:

    il limite di pubblicazioni serve però anche a limitare la vittoria di “vecchi” perché un cinquantenne ha quasi sempre più pubblicazioni di un trentenne e dunque è avvantaggiato in un concorso senza limiti, mentre all’università che bandisce probabilmente farebbe più comodo il giovane del vecchio. Va bene quindi togliere il limite ma introducendo un altro sistema per diminuire il divario, per esempio dare più peso al numero medio di pubblicazioni per anno.

    • Fra ha detto:

      Oppure valutare solo le pubblicazioni degli ultimi 5 anni.

    • RivoluzioneItalia ha detto:

      Siii arrivederci…

      Ecco l’assurdo…

      Per salvarci il c*lo si arrivano a dire cose impossibili… arrivando addirittura a limitare il talento o le conoscenze acquisite!!!!

      Grandissimi…

      Per dualismo…
      Questa è come la regola del limite di età per il precariato… apparasa qualche tempo fa… chiaramente ad opera dei baroni.

      Non si fanno le riforme sociali seguendo istinti ed interessi privati… sveglia.

    • RivoluzioneItalia ha detto:

      Rileggevo attentamente il tuo discorso… è pazzesco…
      Forse sarà il caldo… che da alla testa:

      “un cinquantenne ha quasi sempre più pubblicazioni di un trentenne e dunque è AVVANTAGGIATO” !!!!!

      😮

      “mentre all’università che bandisce probabilmente farebbe più COMODO il giovane del vecchio” !!!!!

      😮

      Tu pretendi di essere per MERITI BIOLOGICI più bravo di uno che ha più esperienza di te?

      Ma poi che termini…. avvantaggiato, comodo…
      Ma cosa intendi per comodo…? ma che è un divano?

      Una bella università si… un “campus di concentramento”.

      Tu alimenti una guerra fra poveri…

  130. insorgere ha detto:

    @ 555
    capisco il tuo ragionamento. tuttavia allo stato si tratta di evitare concorsi confezionati su misura…la questione mi pare più urgente e più grave.

    • RivoluzioneItalia ha detto:

      Allora spiegamelo il ragionamento di 555 (direi +111)!!!

      Perchè a me spaventa.

      • UnRicercatore ha detto:

        “[..] (direi +111)!!!”

        Chapeau, Rivoluzione.
        Soffro a dirtelo ma sei stato grande.

        Se invece parliamo di cose serie, OVVIAMENTE contano le pubblicazoni degli ultimi 5 anni.

      • UnRicercatore ha detto:

        Nel senso che contano molto più dei lavori pregressi.

      • RivoluzioneItalia ha detto:

        caro UnRicercatore

        L’errore che commentti è quello di pensare che la tua regoletta catturi la complicata interazione del mercato del lavoro della ricerca.

        Non è cosi… in più tu hai anche una visione olistica del ricercatore come unico nucleo chiave della ricerca… mi dispiace… ma è sbagliato…

        Un gruppo di ricerca (e non il ricercatore) portebbe aver bisogno sia di un fisico teorico con un nobel di 6 anni fa, oppure di un esperto computer scientist per l’nanlisi dei dati che magari ha pubblicato su 1000 magazine negli ultimi 5 anni.

        E’ il responsabile del gruppo/dipartimento che decide caricandosi della responsabilità di questa o quella assunzione… non la tua regoletta impulsiva partorita per ideologia o per conservazione di posizione di rendita.

      • UnRicercatore ha detto:

        [Rivoluzione, continui a volare alto! Che ti è successo??]

        Ma stiamo parlando di selezionare giovani studiosi (ricercatori) che devono produrre ORA risultati, peraltro al grado zero della carriera universitaria, oppure del progetto Manhattan?
        La tua osservazione non è sbagliata in sè, ma darà quasi sempre risultati inutili o distorsivi.
        Può essere che io sia molto miope, ovviamente..

      • RivoluzioneItalia ha detto:

        So benissimo che preferisci il gossip sui decreti legge… ma quelli sono gossip… la realtà è un’altra.

        La mia osservazione da risultati cosi distorti che gli stati uniti che seguono quello stile hanno la ricerca migliore al mondo…

        Mentre le nostre università sono invece dei pollai.

        Non sei miope… sei prorpio cieco. Ma questo è normale dalla tua posizione… tu difendi la tua rendita… non puoi avere più di tanta lucidità sul tema.

      • UnRicercatore ha detto:

        [Per fortuna sei tornato al solito livello: cominciavo a preoccuparmi]

        Stiamo parlando dell’Italia, Rivoluzione.

        I-t-a-l-i-a

        Non degli Stati Uniti d’America, che non siamo e (per fortuna, parlando in generale) non saremo mai.
        Quindi sarebbe bene parlare nella prospettiva italiana (e, spero, nin di gossip).

        E purtroppo no, anche se hai avuto la rivElAzione difficilmente ci guiderai oltre un ipotetico Mar Rosso della meritocrazia.

      • RivoluzioneItalia ha detto:

        La ricerca E’ internazinale, globale… il pollaio accademico italiano non ha modo di eccellere anche se ne avrebbe le potenzialità.

        Gli stati uniti sono una gran democrazia in grado di dare opportunità a tante persone di paesi diversi… noi siamo a loro confronto siamo dei poveri provinciali… fondamentalmente xenofobi.

        Dietro quel tuo “per fortuna non saremo mai come gli USA” si nasconde tutta l’italianità.
        Quella che rende per capirsi l’italia il paese più ineguale dell’occidente.

        Facile dirlo dalla tua posizione di rendita a vita… e anche da quella da “precario italiano” che fondamentalmente è della tua stessa specie.

        Qui siamo tutti dei grandi ricercatori il cui successo è solo limitato dalle baronie…
        cmq molti di noi, in un sistema eguale quale quello USA, sarebbero a “zappare la terra”, magari tu compreso…. caro il mio UnRicercatore.

  131. PaoloK ha detto:

    @RivoluzioneItalia

    da quale paese scrivi? perchè in Italia, quella reale, il lavoro di operaio non è stabile, ci sono licenziamenti e cassaintegrazioni.
    Il lavoro stabile è sempre e solo quello statale, quando si è assunti e non precari, visto che è lo Stato il principale datore di lavoro dei precari.

    L’ambizione di avere un lavoro stabile, per i propri meriti è ‘normale’.

    Dai tuoi toni traspare un razzismo sociale fastidioso.

    • RivoluzioneItalia ha detto:

      Tu mescoli… mescoli troppo.

      Ma la cosa bella che mi dai del razzista sociale.
      Io perlomeno ho l’umiltà di non fare di tutta l’erba un fascio…
      Per le tre categorie sociali che menzioni:
      1) operaio sttore privato
      2) impiegato pubbblico
      3) professore universitario (pubblico)
      esiste una differenza abissale… Tu vuoi un lavoro stabile per propri meriti… e alludi ad esser trattato come un operaio… quale meriti ha un operaio?

      L’operaio viene generalmente licenziato o cassaintegrato perchè è dipendente di un imprenditore incapace di stare nel mercato… L’imprenditore come il professore universitario è classe dirigente… e per la classe dirigente non esiste stabilità…
      Qui devono stare i migliori… è grazie ai migliori tutti possono lavorare stabilmente. Migliori non vuol dire superiori… vuol dire favorire le diversità delle persone.
      Il lavoro stabile per la classe dirigente soffoca la mobilità sociale e il mercato.

      Tu vuoi essere “giudicato stabilmente” per propri meriti… certo… ed arrivare a cuccarti 5000 euro il mese + prestigio sociale + qualità della vita.

      Chi “giudica stabilmente” per propri meriti un operaio? 1300 euro il mese a vita + anonimato sociale + vita sobria?

      • PaoloK ha detto:

        Confermo la mia opinione.
        L’operaio viene licenziato anche quando non ha meriti (lavora poco o male, assenteismo e via dicendo) e non solo a causa delle incapacità dell’imprenditore.
        Solo il dipendente pubblico è quasi del tutto “illicenziabile”.
        La tua distinzione tra operaio ed “altri” è antiquata.
        Il professore universitario non ha nessun prestigio sociale in più di un operaio. Quasi come i giornalisti o i politici non hanno alcun prestigio sociale.
        Sulla “qualità della vita” ci sono talmente tanti parametri, oltre a quello dello stipendio, che non saprei come valutarla.

        In ultimo io sono un libero professionista, tu non lo so, e quindi so cosa significa e quanto sia difficoltoso stare sul mercato (esclusivamente) per propri meriti.

      • RivoluzioneItalia ha detto:

        Tu ti riferisci ai demeriti…

        In merito è in accezione NON punitiva. TU mescoli…

        L’operaio non ha mobilità sociale… un professore universitario si… e prescinde sia dai demeriti che dai meriti.

        Qui di antiquato c’è questo egualitarismo snob che tu e molti altri si portano ancora dietro.

        Cmq l’importante è che certe cose che dici poi rimangono qui scritte:
        “Il professore universitario non ha nessun prestigio sociale in più di un operaio.”
        Questa è una frase simbolo intrisa di
        “egualitarismo snob”…
        Vorrei sentirtela dire da operaio…

        Oppure vallo a dire ai cancelli della Fiat di Termini Imerese alla fine di un turno di lavoro.

        Poi sono io il razzista sociale.

        Il gap di valori condivisi dei ricercatori precari FA PAURA…
        Siamo una massa di furboidi.

      • PaoloK ha detto:

        Pensavo che il “prestigio sociale” fosse come ti considerano gli altri, ovvero l’opinione pubblica, quindi il “prestigio sociale” è “quello che ti puoi permettere con il tuo reddito”.

        Visto che la discussione è tra noi due secondo me non conosci il mondo degli operai, che non sono solo quelli della FIAT di termini imerese.
        Comunque questo è un blog, e per i blog vale: “scripta volant” , solo un giornalista e BeppeGrillo può credere che quanto scritto su un blog abbia valore di testimonianza.

        Per di più non ha senso parlare di qualcosa che non siano i Decreti Ministeriali.

  132. Bukowski ha detto:

    Verba volant scripta precipitant

  133. Gennaro ha detto:

    “Il professore universitario non ha nessun prestigio sociale in più di un operaio”

    ma che belle cazzate agostane… non è neanche demagogia è idiozia pura.

  134. insorgere ha detto:

    visto che ci divertiamo a dar aria ai denti dico la mia.
    secondo me è assurdo che i docenti universitari siano illicenziabili. una cosa è la tenure, che garantisce la libertà di ricerca, altro è creare classi di parassiti che mantengono il posto anche se non producono nulla.
    nel mio ateneo ci sono molti ricercatori che in realtà sono “casalinghe di voghera” che non pubblicano da 15 anni, che non fanno didattica, che non si fanno vedere anche perché in alcuni casi vivono all’estero. campano di rendita grazie all’ope legis e nessuno può cacciarli. Beh questo (ovviamente) fa skifo e l’ambizione nostra non può essere di ottenere le rendite e i privilegi assurdamente concessi ad altre generazioni.
    Se la nostra ambizione si limita a questo meritiamo di affondare con tutta la bararacca

  135. insorgere ha detto:

    ci vorrebbe competizione vera e che alla produttività fossero effettivamente legate le retribuzioni (bando ad ogni scatto automatico). come direbbe RI, ci vorrebbe il mercato del lavoro…certo mi pare dura fare sto miracolo, ma qualcosina in quella direzione si può fare.

    incollo sotto link a articolo de la voce http://www.lavoce.info/articoli/pagina1001229.html

  136. Paola ha detto:

    Ragazzi, se dovete stare qui a disquisire se l’operaio e il professore universitario abbiano lo stesso prestigio sociale, è molto più dignitoso che il blog chiuda per ferie. Già infatti l’opinione pubblica di questo Paese nutre una stima molto bassa della categoria degli accdemici, precari o meno (e in generale di tutta la categoria di quanti sono minimamente alfabetizzati, ma questo è un altro discorso), e non mi pare necessario da parte nostra contribuire attivamente a un suo ulteriore abbassamento.

    • Paola ha detto:

      La stima dell’opinione pubblica di cui parlo non è ovviamente la stessa cosa del prestigio sociale della professione, altrimenti il mio post sarebbe incomprensibile. Una categoria professionale può benissimo essere percepita come composta di parassiti inutili che vivono da privilegiati in una torre d’avorio fuori dal mondo, ma avere nello stesso tempo un alto prestigio sociale, e questo è esattamente il caso di chi lavora all’università.

  137. Mike ha detto:

    @Rivoluzione
    Ma quanta ideologia! Quando tessi le lodi della ricerca universitaria USA, prova a ricordare che hai in mente relativamente pochi istituti (Ivy league, qualche californiana e poche altre) che intelligentemente vengono usate per rappresentare. oltre 4000 centri che rilasciano titoli di vario tipo, non sempre fornendo una preparazione decente. Ne e` prova il fatto che quel paese deve continuamente approvvigionarsi di prodotti semilavorati o direttamente finiti sul mercato internazionale dei cervelli.
    Quando poi dici che molti tuoi colleghi negli USA sarebbero a zappare la terra… Sappiamo che l’umilta` non ti appartiene, ma su un blog pubblico almeno il rispetto degli altri e` dovuto. Stai abusando dell’ospitalita` dei moderatori.

    Ti faccio notare che molti tuoi colleghi negli USA o in altri democrazie liberali ci sono e/o ci vanno continuamente ottenendo successo ed apprezzamento.
    Ad occhio e croce direi che molti di noi, negli USA si troverebbero meglio che non in Italia.

    Detto questo, saluti e buone ferie a tutti.

    • RivoluzioneItalia ha detto:

      Rispetto, abuso, umiltà!!!! ma di cosa??

      Se leggi bene ho scritto: NOI… quindi me compreso…

      Le faccio notare che i nostri colleghi che se ne vanno sono generalmete i migliori… o perlomeno coloro senza padrini.

      Questa tua uscita scomposta cmq non l’ho capita.

      Cmq buone vacanze.

  138. Gennaro ha detto:

    c’è un articolo sul Sole di oggi di Trovati. In un trafiletto si dice che l’anagrafe dei docenti prevista dalla legge non decolla (ricordo che la legge dice che sarà questa anagrafe a stabilire se un docente è meritevole di andare in una commissione di concorso) e che questo stride con lo “sblocco” dei concorsi, che rischiano di slittare ulteriormente.
    Ma è una palla che l’anagrafe si applica ai concorsi della I e II tornata. Scusate ma come sarebbe possono astrologare sul numero dei commissari necessari per il sorteggio non sapendo nemmeno quanti commissari elegibili ci sono in SSD? A me insomma sembra ridicolo mettere in relazione concorsi e anagrafe, nemmeno sotto l’ipotesi che si voglia perdere ancora tempo..

  139. Perplesso ha detto:

    Eh sì, ora ci mancherebbe pure questa storia dell’anagrafe docenti, per rifermare tutto un altro paio d’anni…
    E la Direttiva circa lo sblocco dei concorsi, citata dal comunicato-stampa del Ministero? Se ne sa qualcosa? Sul sito reclutamento.miur, in genere abbastanza tempestivo nel pubblicare documenti ufficiali, nulla di nulla…

  140. insorgere ha detto:

    il sempre documentato Gianni Trovati ha messo il dito nella piaga.

    E’ assolutamente vero che non si può procedere alle elezioni (e poi ai sorteggi) finché non sarà pronta l’anagrafe degli eleggibili. Tra l’altro mi risulta che ancora non siano state definite le modalità per definire i requisiti per essere eleggibili.

    qui è tutto rinviato sine die…

  141. insorgere ha detto:

    peraltro in questo caso, oltre alle croniche inadempienze del miur, va detto che anche noi ci eravamo completamente dimenticati della questione.

  142. Gennaro ha detto:

    ma la legge non prevede esplicitamente che l’anagrafe degli eleggibili si applica alla I e II tornata… O sbaglio?

  143. Gennaro ha detto:

    se così fosse, sarebbe una pietra tombale per questi concorsi. Altro che accorpamenti…

  144. insorgere ha detto:

    Articolo 3-bis.
    (Anagrafe nazionale dei professori ordinari e associati e dei ricercatori).
    1. A decorrere dall’anno 2009, con decreto del Ministro
    dell’istruzione, dell’università e della ricerca sono individuati modalità e
    criteri per la costituzione, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza
    pubblica, presso il Ministero, di una Anagrafe nazionale nominativa dei
    professori ordinari e associati e dei ricercatori, contenente per ciascun
    soggetto l’elenco delle pubblicazioni scientifiche prodotte. L’Anagrafe è
    aggiornata con periodicità annuale.
    Articolo 3-ter.
    (Valutazione dell’attività di ricerca).
    1. Gli scatti biennali di cui agli articoli 36 e 38 del decreto del
    Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, destinati a maturare a
    partire dal 1o gennaio 2011, sono disposti previo accertamento da parte
    della autorità accademica della effettuazione nel biennio precedente di
    pubblicazioni scientifiche.
    2. I criteri identificanti il carattere scientifico delle pubblicazioni
    sono stabiliti con apposito decreto del Ministro dell’istruzione,
    dell’università e della ricerca, su proposta del Consiglio universitario
    nazionale e sentito il Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca.
    3. La mancata effettuazione di pubblicazioni scientifiche nel biennio
    precedente comporta la diminuzione della metà dello scatto biennale.
    4. I professori di I e II fascia e i ricercatori che nel precedente triennio
    non abbiano effettuato pubblicazioni scientifiche individuate secondo i
    criteri di cui al comma 2 sono esclusi dalla partecipazione alle commissioni
    di valutazione comparativa per il reclutamento rispettivamente di
    professori di I e II fascia e di ricercatori.

  145. insorgere ha detto:

    sopra ho postato il testo della legge.
    va tenuto presente che non sono stati definiti i criteri di cui al comma 2 dell’art 3-ter.

    non mi risulta peraltro che il civr o il cun abbiano elaborato proposte o siano stati sentiti in merito(come previsto dal testo).

    qualcuno ne sa qualcosa?

  146. insorgere ha detto:

    se non mi venisse da piangere scoppierei dal ridere

  147. insorgere ha detto:

    la perenzione non ce la leva nessuno

  148. Oronzo ha detto:

    Sebbene il CINECA già ospiti una sorta di anagrafe delle pubblicazioni di strutturati e non, almeno per quanto riguarda quelli che partecipano a proposte PRIN, ho l’impressione che il Ministero si sia ‘dimenticato’ del piccolo particolare dell’anagrafe. Temo anche io che tutto sarà rinviato alle calende greche.

  149. insorgere ha detto:

    l’anagrafe del cineca non serve. anche perchè la legge dice che ci vuole un decreto del miur che fissi i criteri sulla base delle indicazioni di cun e civr.

    stiamo affondando nella melma. per l’ennesima volta procedono con annunci senza che poi si sblocchi davvero alcunché.

  150. insorgere ha detto:

    sul sito apri c’è chi osserva che l’anagrafe dovrebbe applicarsi solo per la seconda sessione 08 e non per la prima. tuttavia si tratta di prime ipotesi….

  151. Gennaro ha detto:

    a occhio direi che l’anagrafe si dovrebbe applicare per i concorsi banditi nel 2009…

    “1. A decorrere dall’anno 2009, con decreto del Ministro
    dell’istruzione….”

    ma può darsi che la cosa decada.

  152. Perplesso ha detto:

    Anche a mio modesto parere la norma in questione NON può riguardare i concorsi banditi nel 2008 (prima e seconda sessione)

  153. mino ha detto:

    L’anagrafe riguarderà i concorsi espletati nel 2012.

  154. insorgere ha detto:

    mino come al solito porta certezze e speranza

  155. Perplesso ha detto:

    Comunque sarebbe quanto mai essenziale conoscere il testo della famosa Direttiva, ammesso che esista…

  156. Andrea ha detto:

    L’anagrafe e i concorsi della I, II tornata 2008 e concorsi banditi nel 2009 sono di fatto slegate. La Legge 1/2009 dice che il Ministero deve emanare un decreto (per il quale non è stata data scadenza) che regoli l’anagrafe stessa. Nel momento in cui tale anagrafe entrasse in vigore, e comunque non oltre il 2012 (anno in cui partirà la decurtazione finanziaria) da allora i commissari che non pubblicano saranno esclusi dalle commissioni di concorso.
    Vorrei che la norma partisse dai concorsi in uscita….visto che i commissari che non pubblicano sono poi i più baroni e maneggioni….ma non è così!

  157. Gennaro ha detto:

    appunto Andrea ed altri hanno confermato quello che dicevo stamattina:
    l’articolo del Sole 24-ore contiene un’evidente errore nel paventare che lo sblocco dei concorsi non possa essere efficace in assenza dell’anagrafe dei docenti.
    Non mi sembra un errore da poco considerato che è apparso su un giornale importate che segue con attenzione le vicende accademiche.

  158. Andrea ha detto:

    Ma di errori l’articolo ne conteneva altri….per esempio quando dice che il decreto è fermo alla Corte dei Conti per la registrazione. Non è vero! Essendo un decreto di natura non regolamentare non ha bisogno di registrazione alla Corte dei Conti!

  159. Renzino l'Europeo ha detto:

    Mi collego da postazione precaria, e quindi mi scuso per la sinteticità e la qualità del contributo.

    Posso dare un piccolo ragguaglio sulla situazione della “querelle” sulla classifica. Come si vedrà, questo ragguaglio complica, anzichè semplificare, le cose (c’era da aspettarselo).

    Nel mentre la classifica sul differenziale dei finanziamenti alle Università sul famoso 7% del FFO attende ancora di essere esaurientemente spiegata nelle sue componenti (dati che concorrono a determinare la graduatoria sui singoli criteri di “virtuosità”) – e in particolare confermo i giudizi espressi in un post precedente (e l’attesa della “classifica assoluta”) – è uscita una circolare del MIUR che fornisce dettagli NON su tale 7% bensì su UN’ALTRA componente del finanziamento 2009 (pari a 63 milioni di euro, quindi all’incirca l’1% del FFO). Si tratta della “programmazione e valutazione delle Università per il triennio 2007-2009”,
    http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0015Atti_M/7929progra_cf2.htm
    basata su altri e distinti “indicatori” e regole di classificazione, di cui avevano dissertato anche Checchi e Jappelli su LaVoce.info, ed a cui rimando per i dati essenziali
    http://www.lavoce.info/articoli/-scuola_universita/pagina1001193.html
    E’ proprio questa classifica ad essere stata pubblicata sul “Piccolo” quale alternativa alla “classifica Gelmini dei differenziali di finanziamento sul 7% FFO”, come si può constatare.

    Non posso ora dilungarmi in commenti – traeteli voi…

  160. John Harrison ha detto:

    Mi rendo conto andare fuori tema, ma provo ad arricchire l’albo delle tristezze del precariato.

    In attesa di concorsi con relativi (s)blocchi, ho partecipato e vinto un posto da ricercatore a tempo determinato, ex 230/2005 (Moratti).

    Orbene, nel bando non era richiesto l’obbligo di residenza presso la sede dell’Ateneo, né tantomeno tale obbligo era riportato nel contratto che mi è stato proposto e ho firmato.

    Ora, dopo un periodo di assestamento, mi viene notificato un obbligo di presenza settimanale in sede (con tanto di registro di presenze), pena la decurtazione dello stipendio.

    Per come la vedo io, tutto questo non ha senso, perché il ricercatore a tempo determinato è equiparato ad un ricercatore di ruolo (stesso carico didattico, ad esempio), ma non mi risulta che esista nella legislazione attuale (sicuramente non esiste nella prassi) l’obbligo per un ricercatore (o professore di I e II fascia) di firmare un registro delle presenze o timbrare un cartellino… o sbaglio?

  161. RivoluzioneItalia ha detto:

    Rete Nazionale Gossippatori Precari!!! 😀

  162. insorgere ha detto:

    caro Harrison,
    hai perfettamente ragione. non esiste obbligo legale.

  163. insorgere ha detto:

    per curiosità, di che atenei si tratta?

  164. Mangani ha detto:

    A proposito di “libere interpretazioni”: ho visto una serie di bandi visibili oggi, presentati dall’Un. di Foggia: diversi di questi hanno un limite massimo di pubblicazioni (es. 5 !!), la presentazione di un numero maggiore comporta l’esclusione dal concorso, secondo la solita prassi di un tempo. Allora: “una volta” un numero fisso (e basso) di pubblicazioni voleva dire in filigrana: candidato scarso. Adesso che vor dì? Come cxxxo fanno a valutare i titoli se ne fanno presentare 5 o 6?

  165. valentina ha detto:

    Salve, qualcuno sa dirmi CON SICUREZZA se hanno abolito le prove scritte e orali?
    In realtà questo non emerge CHIARAMENTE da nessuna parte. Il decreto sullA valutazionE dei titoli potrebbe anche sottindendere che sebbene i titoli siaNo valutati secondo la procedura descritta poi però bisogna fare anche delle prove scritte.
    Non si parlava in una vecchia bozza del DDL di concorso per ammissione albo nazionale e poi di un concorso locale? Ho paura che mentre per quello nazionale la selezione sia fatta solo sui titoli(come avvviene in tutto il resto del mondo o quasi), poi c’è il trucchetto di ripresentare le prove per quello locale.
    Magari se qualcuno è più informato di me può farmi chiarezza su questa questione?Grazie

  166. Perplesso ha detto:

    @Valentina
    Le prove scritte e orali sono abolite dalla legge 1 del 2009, ma per quei concosi banditi dopo il 5 novembre 2008, ossia pochissimi a tutt’oggi

  167. Perplesso ha detto:

    @Mangani
    Per quanto riguarda il numero massimo, purtroppo non è stato abolito da nessuna parte e dunque le facoltà vi possono ricorrere…
    Circa il senso ultimo, è chiaro che quando ci si limita a 5 titoli soli, si cerca di tutelare un candidato interno scarso, o al limite anche uno bravo ma con poche pubblicazioni…

  168. mino ha detto:

    Cara Valentina,

    con sicurezza posso dirti che le prove d’esame non esistono più, nel senso che sono state implicitamente abolite dalle “nuove regole” della legge 1/2009.
    A questo sito (nel riquadro “Results and Thank You”) trovi tutti i riferimenti legislativi a riguardo

    http://www.gopetition.com/online/19725.html

    Ora però ci sono due grossi problemi nell’immediato.

    1. La prova orale. Formalmente non esiste più, però è previsto che i titoli vengano “illustrati e discussi d’avanti alla commissione”. Ora posso dirti quello che al Ministero hanno detto a me quando sono andato all’incontro a Marzo: cioè questa illustrazione/discussione non è oggetto di valutazione, ed è quello che penso anch’io dato che nella legge la frase “illustrati e discussi d’avanti alla commissione” è una frase incidentale e l’interpretazione autentica dovrebbe essere appunto che la valutazione si basa unicamente sui titoli e sulle pubblicazioni. TUTTAVIA molte università continuano a stravolgere le cose e nei bandi di concorso parlano di “prove orali” (addirittura pure di “prove scritte” come ha fatto, ovviamente erroneamente, il virtuoso Politecnico di Milano) oppure si dice chiaramente che la “valutazione comparativa si basa sulla valutazione dei titoli e delle pubblicazioni e sulla loro discussione davanti alla commissione”). Vedi a tale proposito il seguente fax

    http: //www . ricercatoriprecari . it/documenti/Iniziative/Fax%20alla%20Direzione%20Generale%20del%20MIUR%20sui%20concorsi%20(17-07-09).pdf

    2. Il limite massimo di pubblicazioni. Purtroppo è ancora in vigore e molte università se ne stanno approfittando. Per inciso, a proposito di meritocrazia, queste università che abusano in maniera così clamorosa del limite max pubblicazioni (addirittura mettendo limiti “ridicoli” a 5 pubblicazioni) mostrano chiaramente che a loro non interessa assolutamente nulla reclutare i migliori.
    Questa è una battaglia che va portata avanti con forza.

    Concludo dicendoti che non è affatto scontato che nelle “nuovissime” regole dell’abilitazione nazionale + concorso locale non ci saranno più le prove scritte e orali. Nelle bozze finora circolate non ci sono … ma vedrai quando il DDL andrà in Parlamento cosa succederà …

    • UnRicercatore ha detto:

      Ammettiamo almeno che si debba dare un cenno, non della conoscenza della materia ma di essere l’autore degli articoli in questione!!
      Quelli che scrivono qui saranno tutti bravissimi e onestissimi, ma omettere del tutto una verifica al’ingresso e fare un concorso tutto sulle carte è un ottimo modo per far entrare chiunque abbia firmato articoli a qualche titolo.

      Ai prevedibili insulti rispondo subito che conosco casi reali di persone con pacchi di pubblicazioni diciamo così, “a debole correlazione”.

  169. mar ha detto:

    Niente insulti da me, hai ragione, di solito chi ha un padre barone (non del tutto deficiente) comincia a pubblicare quando è ancora in culla e gli associati e i ricercatori del gruppo di papà, fanno a gara ad inserire il nome del pargolo nei loro lavori…

    • UnRicercatore ha detto:

      Funziona proprio come dici tu: ma sono anche le future vittime a dargli le munizioni.. bisogna stare molto attenti, evitando di prendere ad esempio casi limite di concorsi palesemente truccati, perchè i baroni “non completamente deficienti” sono la norma e non l’eccezione.

  170. Perplesso ha detto:

    @UnRicercatore
    Ma tu per caso hai qualche notizia sul testo della Direttiva in materia di sblocco dei concorsi? Esisterà davvero? E cosa diavolo ci sarà scritto?

  171. UnRicercatore ha detto:

    Sono ignorantissimo, mi dispiace.

  172. mino ha detto:

    Comprendo il problema che solleva “Un ricercatore”. Tale problema sarebbe stato facilmente risolvibile con i punteggi numerici e assegnando al colloquio un punteggio “congruo” (per esempio non superiore a 10/100).
    Ora purtroppo i punteggi non sono stati adottati e quindi se il colloquio sarà oggetto di valutazione, è palese che vi è il forte rischio che ad esso venga attribuito un valore arbitrariamente alto, tanto quanto basta al candidato preselezionato per recuperare il gap sui titoli e sulle pubblicazioni.
    In buona sostanza siamo di fronte a due possibili problemi e bisogna scegliere quale dei due è il male minore. Secondo me è il primo.

    • UnRicercatore ha detto:

      Se invece assumi che la costruzione di una carriera fittizia abbia già avuto luogo, l’orale (e, credo persino lo scritto) sono garanzie contro i veri ignoranti con titoli.

      PS Nella mia esperienza il ventaglio degli scritti possibili è noto a tutti i candidati: ma va detto che questa è una garanzia solo per chi ha appoggi interni, ovviamente.

  173. insorgere ha detto:

    “Nelle procedure di valutazione comparativa per il reclutamento dei
    ricercatori bandite successivamente alla data di entrata in vigore del presente
    decreto, la valutazione comparativa è effettuata sulla base dei titoli, illustrati e
    discussi davanti alla commissione, e delle pubblicazioni dei candidati, ivi
    compresa la tesi di dottorato”

    Questo dice la legge 1/09. ora è chiaro per chi legge il testo con onestà che si dice che la valutazione deve aver luogo su titoli e pubblicazioni e che il colloquio riguarda solo l’illustrazione dei titoli (e non delle pubblicazioni). Così formulata la cosa è anche palesemente ridicola, ma questa è la legge. Sta di fatto che è giusto contestare l’inserimento surrettizzio di “prove orali” nei bandi.
    Per inciso gli unici che lo hanno fatto, scrivendo a rettori e al MIUR sono stati i soliti rompipalle dell’APRI.

  174. France ha detto:

    Carissimi
    Il comunicato APRI, che Trovati aveva letto prima di scrivere l’articolo, e’ pubblicato su questo blog http://parentopoli.splinder.com/
    che l’autore dice essere leo assiduamente al MIUR. Quindi se volete lenire le noje agostane dilettandovi a riempire di commenti codesti blog, fate pure.
    Io sto in Italia a recuperare in due settimane quello che voi vi cuccate 365 giorni l’anno, pensate che fatica….

  175. valentina ha detto:

    Credo che il colloquio orale sia giusto per capire le attitudini e gli interessi di ricerca del candidato: per “conoscerlo megio” il che è anche giusto(all’estero i concorsi si svolgono proprio così!). Non condivido invece la tesi di chi quasi “rimpiange” le prove scritte e orali vere e proprie che sonos empre state la leva principale su cui i baroni hanno potuto puntare per far passare i propri candidati: chi aveva un curriculum eccellente migliore del candidato preferito poi STRANAMENTE si ritrovavva sempre afare prove meno buone di quest’ultimo; oppure uno dei temi era su un argomento su cui quello aveva già ampiamente lavorato e che quind conosceva benissimo,come competerci?
    Spero no ci siano tra quanti scrivono su questo sito dei “nostalgici” di tutto questo e che davvero il ministero non ci stia prendendo in giro e non ci sia qualche sorpresa in futuro che le vuole ripristinare (ved. ddl su distinzioen concorsi nazionali e locali).Io sono convinta ch equesta delle “prove” sia davvero un’ARMA molto potente nelle mani dei baroni e che la loro eliminazione sia senza dubbio la cosa migliore del decreto.

  176. Spartacus ha detto:

    Cari amici,
    le prese per il c…. di questo ministero non sono l’eccezione ma la regola. Provate a risentire le parole di Mary Star all’indomani del blocco concorsi (10 novembre 2008):

    “Voglio subito precisare che non ci sarà nessun blocco per i concorsi universitari già banditi”. Ad assicurarlo è stato il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, spiegando che il decreto approvato dal Cdm prevede lo sblocco del turn over per gli enti di ricerca. Ha poi voluto spiegare che “il provvedimento interviene in via transitoria su concorsi per ricercatori e professori”. “Abbiamo pensato a questo meccanismo – ha detto – perché vogliamo introdurre un forte segno di discontinuità: al posto di cinque persone ne eleggeremo dodici e dentro a queste ne sorteggeremo quattro”. Secondo il ministro, è un “elemento di assoluta trasparenza anche rispettoso dell’università: i concorsi non saranno posticipati di molto ed entro la fine di gennaio le commissioni saranno composte con le nuove modalità”. “Non c’è nessun blocco – ha avvertito – e nessun rinvio sine die. Si tratta solo di un leggero spostamento di qualche settimana per consentire la formazione della commissione con il nuovo metodo”.

    Che ne dite? Può um ministro smentirsi così subdolamente?

  177. marcello ha detto:

    @ spartacus

    Si commenta da solo.
    Puoi aggiungere anche la famosa “direttiva” di sblocco firmata il 24 luglio, di cui nemmeno al Cineca hanno notizia.

    La ministra si smentisce perchè in Itaglia c’è meno opposizione che in Honduras.
    Prova a porre la domanda alla precaria del PD (transitata un giorno velocemente di qui), che cercava un precario che raccontasse la sua storia, non trovandone alcune nel loro partito.

  178. Gennaro ha detto:

    il problema è che gli ottimisti si devono sempre ricredere. Da mesi circola la voce che si vota a ottobre. Ma questo implica che il decreto fosse firmato a fine luglio o al più tardi ai primi di settembre, visto che devono passare almeno 45 giorni tra la firma e la data. Gli altri anni sono passati anche tre mesi tra la firma del decreto e la data effettiva. Poi c’è la buffonata della commissione per il voto elettronico che deve sostituire le macchine del Cineca (certo non lavorano ad agosto)
    Questi qui ci cuociono a fuoco lento.

  179. insorgere ha detto:

    http://www.unisannio.it/amministrazione/concorsidoc/2009/Bando_ricercatore_AGR-01.pdf

    sopra ho incollato link a università del sannio. questi bandiscono con due prove scritte e una orale, alla faccia della gelmini e nostra.
    ovviamente l’apri vede e provvede: già pronte lettere a rettore e ministero.

  180. Perplesso ha detto:

    @ Spartacus & tutti
    Quella dichiarazione della Gelmini di novembre, a noi (ma solo a noi evidentemente…) ben nota, in un paese normale avrebbe consentito ad uno dei leader dell’opposizione di andare in TV e sui giornali per smentire nella maniera più clamorosa l’operato del governo in un settore-chiave. Invece che si fa in Itaglia? Nulla

  181. insorgere ha detto:

    per la cronaca, a seguito di segnalazione apri il Politecnico di MIlano ha modificato l’ultimo bando di concorso per 3 posti da ricercatore. La rettifica del 23 luglio tiene finalmente conto delle nuove regole e cancella i precedenti riferimenti a prove scritte e orali.
    Un altro risultato dell’APRI

  182. Gennaro ha detto:

    “Un altro risultato dell’APRI”

    mi sono evidentemente perso i precedenti

  183. insorgere ha detto:

    @ gennaro:
    risultati apri:
    1. abolizione scritti e orali
    2. inserimento in dm criteri di formula che richiede di valutare ciascun singolo prodotto (titolo o pubblicazion), noi l’avremmo formulata in modo più chiaro ma è nata da nostra richiesta.
    3. inserimento in decreto di riforma procedure formazione docenti scuola secondaria di norma che consente a chi ha il dottorato di accedere dirrettamente a stage formativi evitandosi 2 anni di corso
    4. cancellazione di una serie di concorsi da ass. e ord. illecitamente banditi, avvenuta in seguito a segnalazione di apri al miur.
    5. inoltre senza l’apri alcuni giornali (sole 24 ore, stampa, unità) hanno contribuito a informare sulla situazione e a far sentire la voce dei precari.

    poi vi sono una serie di atti relativi alle vicende di singoli atenei in cui l’apri ha sostenuto le battaglie dei precari.

    per curiosità tu che hai fato di utile per la causa?

  184. insorgere ha detto:

    errata:
    il punto 5 doveva essere: “grazie all’apri” e non “senza l’apri”

  185. Gennaro ha detto:

    Caro Insorgere,

    sei davvero perfetto nel tuo ruolo di Capezzone dell’Apri.
    Credo che qualunque successo regolamentale dell’Apri impallidisca di fronte alla scellerata scelta di caldeggiare e appoggiare una riforma dei concorsi che come è apparso a molti subito chiaro avrebbe portato a questa situazione.

    Del resto, sono stati esponenti dell’Apri in questi mesi a strombazzare lo slogan più stupido e tafazziano mai sentito da una categoria di precari: MEGLIO NESSUN CONCORSO CHE I VECCHI CONCORSI

    E s’imbrodano pure.

  186. insorgere ha detto:

    solo chi aveva il culo parato da qualche baroni potrebbe permettersi di pensare che le vecchie regole son meglio delle nuove.

    cmq ribadisco la domanda: l’apri fa un sacco di cose, tu cosa fai per la causa oltre che polemizzare?

    • anonimo ha detto:

      Solo insulti. Chi non la pensa come me e’ un barone o amico di baroni.

    • anonimo ha detto:

      Le nuove regole sono molto peggio delle precedenti. Primo perchè fanno si che non vi sia nessun concorso. Secondo perchè potranno vincere solo quelli che hanno un curriculum costruito a tavolino o sono amici del gruppo dominanti di ordinari (che nell’estrazione hanno la massima probabilità di essere estratti e possono pagare un dazio ad eventuali cano sciolti).

  187. mino ha detto:

    Poichè ci ho perso diverso tempo, aggiungerei alla lista, giusto per onor di cronaca:

    – abolizione dal DDL (quantomeno nella attuale forma) della “norma dei 5 anni”,
    – sempre nel DDL, la norma che vieta di reintrodurre prove scritte e orali nei concorsi locali,
    – nel DM concorsi, il comma che esclude i preprint e i lavori non accettati dalla valutazione delle pubblicazioni,
    – richiesta al Miur di presentazione di un emendamento per l’abolizione della possibilità di prevedere nei bandi limiti max al numero di pubblicazioni. La richiesta è stata accolta e l’emendamento è stato presentato a nome del governo … spero di potervi aggiornare il prima possibile sull’esito.
    – essere stati gli unici (con eccezione dell’interrogazione parlamentare della Ghizzoni) ad aver denunciato, per esempio attraverso la stampa, l’inerzia della gelmini sullo sblocco dei concorsi.

    • valentina ha detto:

      Dove posso trovare una bozza del DDl dove sono precisati:
      a)la norma che vieta di reintrodurre prove scritte e orali nei concorsi locali(se è così E’Grandioso!),
      b) il comma che esclude i preprint e i lavori non accettati dalla valutazione delle pubblicazioni(OTTIMo anche questo punto)
      SE l’Apri è riuscita in questo ha la mai piena stima!

      Grazie

      • anonimo ha detto:

        I preprint non avrebbero mai potuto essere considerati se non depositati presso le prefetture come da decreto luogotenenziale…..etc…
        A rigore di legge non dovrebbero essere considerate le pubblicazioni su riviste internazionali in quanto non ottemperano al decreto corrispondente ne e’ spesso chiaro il luogo e data di pubblicazione …. Ma come al solito in Italia le leggi ci sono per non essere rispettate o per altri scopi….

  188. insorgere ha detto:

    puntuale e preciso come sempre: grazie mino

  189. France ha detto:

    Senza considerare quello che abbiamo fatto per la vittoria di Obama e l’indipendenza dell’India (scusate amici ma se non ci prendiamo un po’ per il culo da noi poi dicono che siamo dei montati bocconiani)…

  190. Giuseppe ha detto:

    sono d’accordo con Gennaro e Anonimo su tutta la linea. La casa sta bruciando e voi vi fate i complimenti su come giocate bene a scacchi.
    Spettacolo avvilente, davvero

  191. mino ha detto:

    @ Valentina

    Attenzione, il comma che eclude preprint, rapporti interni, ecc. (anche se regolarmente depositati) non è nel DDL, ma è già operativo per tutti i concorsi banditi dopo il 10/11/2008. Infatti esso è una delle poche cose buone inserite nel D.M. sui criteri di valutazione dei concorsi da ricercatore (comma 1, articolo 3)
    http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0015Atti_M/7921Valuta_cf2.htm
    La proposta che presentò l’Apri la trovi a questo link
    http://www . ricercatoriprecari . it/documenti/Proposte%20APRI/Proposte_per_i_criteri_di_valutazione_DL180.pdf
    (il riferimento all’esclusione dei preprint è nelle “Osservazioni finali”, punto 3).

  192. mino ha detto:

    @ Valentina

    Invece, per quanto riguarda il DDL, trovi a questo indirizzo l’ultima bozza “nota”

    http://w3.disg.uniroma1.it/unira/index.php?option=com_docman&task=doc_download&gid=53&&Itemid=27

    La norma che vieta alle università di reintrodurre dalla finestra, nel concorso locale, scritti e orali la trovi all’articolo 5, punto e).
    Tuttavia, ammesso che la versione del DDL non cambi (o non sia già cambiata), ci scommetterei sul fatto che nella discussione in parlamento questa norma verrà modificata.

  193. Pinco Pallino ha detto:

    Salve a tutti,

    vi seguo ormai da tempo anche se come puro “consumatore” di notizie. Vi ringrazio perchè su qst blog si può rimanere aggiornati sulla giungla di norme, decreti, etc. Non mi risultano altre fonti così utili per i “precari” dell univ.

    Una critica però mi permetto di farla, senza offese per nessuno, e riguarda una certa deriva “turboliberista” che negli ultimi due o tre mesi mi pare abbia preso piede, con forza, tra i commentatori. Io non ho tessere di partito ma credo che oggi abbiano ragione quelli che sono su posizioni più conservatrici o “da sindacato”, se volete. Infatti penso che qst gioco del tipo “l’università è uno schifo ed è tutta colpa del sindacato e di certe vecchie posizioni comunistoidi”, cui anche i precari sembrano contribuire, alla fine è quello a cui mira chi vuole solo bloccare gli accessi. Anche io per esempio trovo demenziale la posizione “meglio nessun concorso di questi concorsi”.

    In generale, emerge sempre più un certo odio intra-classista (guerra fra poveri), che prevale sul fare blocco (l’unico blocco “sensato”, cioè dei più o meno giovani che non è giusto che paghino per intero la crisi prodotta dagli anziani). Per esempio è uno stillicidio di insinuazioni sui cosiddetti candidati interni, che nella maggioranza dei casi hanno la sola colpa di aver tirato la carretta nel proprio dipartimento (ricerca, lezioni, tesi, fotocopie, etc.) per 5-10 anni nei modi che richiedevano i professori loro tutor (e quindi non sempre allo spasmodico accumulo di pubblicazioni). Se si crea un imbuto per cui di questi “interni” ne entrano due su dieci, siete certi che il merito trionferà (voi siete così sicuri di come si misura sto merito, io molto meno) e non ci sarà solo la paventata colonizzazione delle sedi più deboli da parte delle sedi forti? Alcuni dicono: non si può certo far entrare cani e porci, gli ope legis sono una vergogna, etc. Però questi cani e porci evidentemente non sono poi tanto male se la baracca oggi va avanti anche (e soprattutto) grazie a loro.

    Grazie dell’attenzione,

    P.P.

  194. Gennaro ha detto:

    penso che Pinco Pallino dica cose sensate che suoneranno urticanti a chi fa del merito una falciatrice sconnessa dallo spazio-tempo. Il candidato più meritevole non necessariamente devo essere quello più bravo: se x ha 12 publicazioni e y ne ha 15, ma y è per me un perfetto sconosciuto e un’incognita umana mentre x è una persona conosciuta e affidabile, perché mai io ordinario dovrei scegliere y? Per le tre pubblicazioni in più?
    Naturalmente questo ragionamento non si riferisce ar i casi scandalosi che conosciamo, ma che sono un’esigua minoranza nonostante quanto molti di noi vogliano far credere. Nella maggior parte dei casi chi vince è meritevole, anche se non il più “bravo”. Non trovo nulla di scandaloso in questo. E vi assicuro che vale anche all’estero.

  195. marcello ha detto:

    Intervengo anch’io da esterno che,come detto più volte,sta compiendo una “analisi” sul tipo di comunicazione/propaganda di questo governo e sull’assoluta inerzia/menefreghismo di un’opposizione intenta solo a demonizzare non il governo ma l’unico oppositore non dormiente.
    Da esterno,senza alcuno spirito di saccenteria, appare che la ministra coi suoi sodali sia riuscita nel suo intento e continui ancor di più a prendere per il sellino quelli che (come voi) mandano avanti questo baraccone di paese, senza alcun riconoscimento,ma beccandosi anzi soltanto improperi e schiaffi. Per questo, come Pinco Pallino,vi consiglio di non dire “meglio nessun concorso…”. E’ proprio questo lo scopo, quasi raggiunto ormai, di chi vi odia.Puntate a farli ripartire per davvero questi concorsi, se no ogni battaglia sarà persa in partenza…

  196. UnRicercatore ha detto:

    @gennaro, pinco pallino

    Il conteggio delle pubblicazioni senza verifiche, qui auspicato e che speriamo NON prenda piede, gioverà forse a quelli veramente molto bravi (una esigua minoranza), che peraltro non hanno certo motivo di temere scritti e orali; e miracolerà quelli che hanno referenti ben messi col referaggio (in altre parole, i seguaci dei nuovi costruttori di carriere).

    Complimenti per aver avuto il coraggio di dire che fare il reggipalle al professor Esposito, Brambilla o Pautasso (per usare dei cognomi regionali qualunque) non è meno “meritocratico” che fare i portaborse al professor Rodney, Tanaka o Oldendorf (sempre nomi a caso) in giro per il mondo.

    E sì, sto parlando di quegli autorevoli signori con l’import-export di dottorandi che pubblicano su rivista quello che c@##0 gli pare perchè la rivista sono loro e i loro amici, quelli che inventano e pompano mode di ricerca oltre ogni ragionevolezza, quelli che hanno un numero di articoli oltre ogni umana possibilità.

    E nessuno dovrebbe temere di dover spiegare cosa ha scritto in un qualunque articolo che rechi la sua firma.

  197. Perplesso ha detto:

    Da NON-Aprista mi sento di dire quanto segue:
    L’APRI ha lavorato tanto, molto più di me/noi, dell’opposizione e del governo. Con pochissimi mezzi ha cercato di fare del suo meglio e qualche buon risultato è stato ottenuto.
    Tuttavia non condivido affatto la logica “Niente concorsi senza regole nuove”, che ha finito (non per colpa dell’APRI ma della Ministra e dei suoi sodali) col bloccare tutto a tempo indefinito, portando il sottoscritto e diverse altre persone alla soglia dell’esaurimento nervoso… Così come non condivido la guerra ai candidati “interni” in quanto tali (certo non le capre!) e l’accusa di “paraculati dei baroni” che viene spesso rivolta a chi dissente dall’Aprismo…

  198. Pinco Pallino ha detto:

    In poche parole: se in Italia tu inizi a dire che di 10 precari dell’univ. ne salvi 1 o 2 in nome (ufficialmente) della meritocrazia e della riduzione della spesa pubblica, gli altri 8-9 vanno all’estero, oppure restano in Italia, ma qui generalmente vengono “demansionanti”. Infatti il mercato del lavoro in Italia difficilmente può/vuole assorbire professionalità di alto profilo. Anche un reimpiego nella scuola o nella P.A., che permetterebbe di “riciclare” con una resa un po’ più alta (diciamo 50%?) queste professionalità nel settore pubblico, è oggi molto complicato (ci sono lunghe file di precari con la loro professionalità anche lì). In sostanza la domanda è: tutto questo, in termini di mera analisi benefici/costi, alla Stato, in prospettiva, siamo sicuri che convenga??? Secondo me sarebbe più conveniente, oltre che più equo, chiedere una specie di tributo straordinario ai pensionati (ovviamente non quelli con la minima) per recuperare soldi e ridurre i tagli in favore di un “rientro dolce” degli organici, ammesso e non concesso che serva. E’ chiaro che è una battaglia difficile ma sarebbe questa la madre di tutte le battaglie. Non puoi pensare di trovare una collocazione idonea solo al 5-10% dei (supposti) migliori giovani impiegati in un settore. Il punto critico è questo, ma ormai è scomparso sotto una cortina fumogena alimentata almeno in parte – sicuramente in buona fede ma altrettanto ingenuamente – dagli stessi precari. Grazie dell’ospitalità. P.P.

  199. Pinco Pallino ha detto:

    Errata corrige:

    – “demansionati” e non “demansionanti”

    – “ammesso e non concesso che questo serva” e non “ammesso e non concesso che serva”

    Scusate ma il mio italiano diventa un po’ stentato quando scrivo di getto sui blog (non sono abituato).

    P.P.

  200. Fra ha detto:

    La guerra ai candidati interni in quanto tali credo non la condivida neanche APRI. E il dibattito su “Niente concorsi senza nuove regole” direi che possiamo metterlo da parte visto che ora le nuove regole ci sono.

    @ UnRicercatore, 4 Agosto 2009 alle 1:36 pm

    La mia personale opinione è che – è vero – i baroni “non completamente deficienti” sono la norma e non l’eccezione. Il problema è che “pilotare i concorsi” è la norma, ed è un malcostume che colpisce anche professori che io personalmente stimo moltissimo. D’altronde è naturale che, se l’unico modo per assumere una persone è pilotare un concorso, un professore (anche bravissimo e sotto altri aspetti onestissimo) non si faccia scrupoli quando viene il suo turno di assumere un suo collaboratore o studente. E’ naturale… ma non vuol dire che sia giusto o che sia un malcostume che dobbiamo tollerare per sempre.

    @ Gennaro, 6 Agosto 2009 alle 8:39 pm

    In realtà i casi scandalosi sono molti più di quanto alcuni in questo blog vogliano far credere. Una persona che diventa ricercatore (nel mio caso in matematica) con tre pubblicazioni o a volte addirittura con zero, per me è uno scandalo (per dire, io appena dottorato già ne avevo 10 + un preprint). La tipica motivazione della commissione è che quelle tre pubblicazioni sono “rivoluzionarie”, “groundbreaking”, definiscono un nuovo standard nella materia in questione. Ma è ovvio che trattasi nella maggior parte dei casi di semplici balle.

    Quanto al fatto che “X è una persona conosciuta e affidabile” io lo traduco con “X è uno che esegue gli ordini e non ci ha mai creato problemi”. Chiaro che se ho bisogno di un portaborse o di un segretario allora X è il candidato ideale. Ma nei concorsi da ricercatore si dovrebbe assumere dei ricercatori, non dei segretari/portaborse.

    E non è assolutamente vero che all’estero funziona come in Italia. Di tutti i posti in cui sono stato, solo in Italia ho sentito discorsi del tipo: “non ti possiamo prendere perché sconvolgerebbe gli equilibri interni” (tradotto: c’è gente in lista d’attesa pronta alle barricate!), oppure “non partecipare al concorso che abbiamo promesso il posto a tizio, il quale non è bravo ma ha 45 anni e tiene famiglia”, o ancora che “è vero che Caio non è portato per la ricerca [Caio non va alle conferenze all’estero perché non parla inglese: basato su una storia vera], ma deve pur campare in qualche modo”.

    @ UnRicercatore, 6 Agosto 2009 alle 10:04 pm

    Il discorso sarebbe condivisibile se riferito ad un Paese meno incancrenito del nostro. Tra l’altro in una delle bozze si parlava di “attribuzione di un punteggio numerico esplicitato da adeguata motivazione a ciascuno dei titoli e delle pubblicazioni presentati”, che è ben diverso dal valutarle a peso. Poi questo punto non si sa come è scomparso.

    Qui comunque l’obiettivo è sbloccare una situazione in cui un gruppo di persone fa il bello e il cattivo tempo, decidendo delle vite di migliaia di aspiranti ricercatori. Non si tratta di stabilire se sia meglio avere 15 pubblicazioni, o averne 13 ma essere una persona affidabile.

    Riguardo a scritto e orale: ovvio che chi è bravo non ha nulla da temere se scritto e orale sono onesti. Ben diverso è se scritto e orale vertono sulla tesi del candidato designato, come accadeva nella maggioranza dei casi.

  201. zorro ha detto:

    Un’altra associazione, l’AIR (Associazione Italiana per la Ricerca), ha diramato un comunicato stampa riguardo al Decreto Ministeriale sui concorsi da ricercatore

    http://www.associazionericerca.it/node/148

  202. insorgere ha detto:

    qualcuno qui ha paura della competizione? qualcuno qui non è disposto a confrontarsi ad armi pari coi colleghi?

    tra i più abbietti nemici della meritocrazia e di un sistema riformato ci sono proprio alcuni precari

    • RivoluzioneItalia ha detto:

      ahaha…
      si proprio ALCUNI…

      Mi spieghi cosa intendi per competizione?

      Ricordo che la stragrande maggioranza, diciamo un 80%, dei ricercatori precari sono domestici… ovvero stanziali. Chi è precario da un bel pò (quindi il vero precario) sarà sposato o avrà una casa di proprietà magari della famiglia… quindi… superstanziale.

      Competere quindi con chi? Con le mucche (loro sono pure stanziali)?
      Forse ti riferisci con il dipartimento della porta accanto guidato da un’altro barone. Quest’ultimo l’unico vero in comeptizione… con il proprio barone.

      poi… dubito fortemente che qui siamo quel 20% senza padrini… questi ultimi gli unici veramente competitivi poichè orfani di barone.

      Dietro tutti questi microgossip su un improbabile meritocrazia c’è una realtà ben diversa.
      L’unica spinta che in questo caso vi (e non ci… dal gossip io mi astengo) fa gossippare è una sorta di “lavaggio di coscienza sociale”… una sorta di mega-super “mal comune mezzo gaudio”.

      Poiche di fondo la parola competizione qui spaventa a tutti.

  203. Bombadillo ha detto:

    ..ciao cari, sono di passaggio a casa mia, e quindi scrivo per far notare una cosa che, mi pare di capire, ai più è sfuggita..

    L’APRI non è contro i candidati interni.

    Io ho sempre ritenuto che tra due candidati più o meno ugualmente meritevoli, è più giusto che vinca Caio, anche se un poco meno bravo, ma interno, che non Tizio, un poco più bravo, ma esterno. E questo per due motivi:
    1. tutela dei lavoratori, perché è naturale che ognuno abbia una aspettativa in più – del tutto legittima – per un posto che viene messo a concorso proprio nel suo dipartimento;
    2. bene pubblico, perchè è meglio uno singolarmente un poco meno bravo, ma affiatato con il resto della squadra, che uno un poco più bravo, ma che si deve ambientare, e magari fa ricerca su tutt’altro.

    Queste considerazioni sono proprio quelle che mi portarono all’epoca in cui – l’APRI non esisteva – e si stava scrivendo il testo della petizione, poi divenuta nella sua prima parte il d.l. 180, a prevedere che non tutta la commissione fosse sorteggiata (come pure si era pensato).
    Vi è infatti il commissario interno. A lui il compito di tutelare il candidato interno; ma ora potrà farlo solo se si tratterà di un candidato interno “ragionevole”, e comunque non nei confronti di eventuali esterni che valgono 10 volte tanto.
    A me era parsa, e tutt’ora pare, un giusta scelta, in equilibrio tra le varie istanze. Sempre in attesa del superamento di questo vetusto sistema concorsuale, per la gioia di r.i., e non solo di lui.

    Buone vacanze a tutti.

    Tom

    • Perplesso ha detto:

      Giusto. Speriamo però che i due esterni sorteggiati non facciano valere il loro peso per favorire – interni o esterni poco importa – raccomandati di cordate di baroni, o loro conoscenti anche se con minori titoli. Nella logica del “Visto che sono in Commissione, ora o mai più”…

  204. insorgere ha detto:

    staremo a vedere. per ora ciò che conta è che si bnadiscano molti concorsi. è solo il numero elevato che rende efficace il sistema del sorteggio

  205. carmelo ha detto:

    mi sembra che siete come i polli di renzo…

    detto questo, meno male che c’è gente che agisce e non chiacchiera soltanto. la modifica del bando del polimi è un’ottima notizia è la dimostrazione che di un’associazione come l’APRI c’era bisogno

  206. Rocco ha detto:

    Qualcuno in un post precedente ha detto che tra le novità del DM ci sarebbe quella che sono accettate le pubblicazioni in corso di stampa. Da quale comma ciò si evincerebbe ? Forse art. 3 c. 1, dove dice “accettati per la pubblicazione” ? Se così fosse tale criterio può essere applicato ai concorsi II 2008 già banditi ?

  207. Rocco ha detto:

    Ad ogni modo, che qualcuno sappi, con la vecchia normativa, per gli articoli di periodici vale la dichiarazione di “in corso di stampa” ? O vale lo stesso principio delle monografie (cioè quello di aver effettuato il deposito legale)?

    Grazie

    • mi sento TROLL ha detto:

      Ma che te frega …. tanti questi concorsi non se fanno …
      Grazie APRI ! Grazie Gemini ! grazie Giavazzi !

      Avete un assegno in scadenza… prendetevi i soldi e non fatevi più vedere in Università ed andate al mare tanto per contratto non possono chiedervi la presenza. Io ora ci vado.

      @Bombadilio… ma sei diventato un candidato interno ?

      Scusatemi ma oggi mi sento un troll !

      Ma qua’ di concorsi da ricercatore non ce ne saranno … almeno fino al 2012 …
      io ora me ne vado al mare.

      @APRI ma credete davvero di poter fare uscire dei posti da ricercatore ? Nessuna università sana di mente (a meno che non abbia delle promesse da mantenere con qualcuno) o voglia mettere un dato di fatto per un futuro annullamento del bando con emissione di bando potrebbe voler bandire un posto con queste regole….

  208. Bombadillo ha detto:

    ..rieccomi, mi sono svegliato tardi, e mia moglie sta preparando i bagagli per il mare, quindi sono tutto vostro..

    @Troll
    Sono diventato un candidato interno?
    No, purtroppo per me.
    Ma il punto è proprio questo.
    Io non sono mai partito, nelle formulazione delle mie proposte, da quello che più conveniva a me, ma da quello che – beniteso: a torto o ragione – credevo fosse più giusto per l’intero sistema. Del resto, è questa la differenza tra l’APRI ed un sindacato, o una associazione di categoria classica.
    La tua domanda, invece, ti mette sullo stesso piano dei “giovani accademici”, che – al ministero – davvero erano convinti che noi instevamo sulla piramide perchè volevamo diventare ricercatori, mentre loro che volevano diventare associati od ordinari, naturalmente insistevano per più posti per quelle due figure.
    MA NON E’ COSI’
    Potete credermi, o non credermi, ma la verità e che io insisto sulla piramide perchè lo ritengo giusto, normale, SCONTATO, e farei altrettanto se fossi professore associato. Allo stesso modo, ho pensato che fosse giusto dare una possibilità in più al candidato interno, perchè è giusto che questo parta in pole position, ANCHE SE SAPEVO – CON UNA PROBABILITA’ VICINA ALLA CERTEZZA – CHE IO NON SAREI MAI STATO UN CANDIDATO INTERNO.

    La morale?

    E’ giusto che il candidato interno parta in pole position (ma si scrive così?), non è giusto, invece, che le gare siano truccate in modo che debba vincere in ogni caso lui.

    Morale-bis: tentiamo di guardare oltre il nostro naso.

    TUTTI AL MARE!

    Tom

  209. mino ha detto:

    Il problema non è nel candidato interno ma nella teoria delle code … ci sono tanti candidati “interni” ma che finora non avevano possibilità alcuna di vincere un concorso perchè non appartenevano alla coda “giusta”, o perchè pur avendo scelto una buona coda ne avevano così tanti “prima” (nel senso di anzianità) che avrebbero dovuto aspettare 20 anni, indipendetemente dai loro meriti/demeriti.

    D’altra parte anche Rita Clementi era una candidato interno ai concorsi dove ha partecipato a Pavia. E abbiamo visto come è finita.

    Consiglio a tutti di leggere questa lettera che alcuni giovani scienziati italiani, costretti da questo sistema ad andare all’estero, scrissero all’allora Ministro Mussi:

    http://www.stanza33.it/letteramussi.pdf

  210. insorgere ha detto:

    al Troll:

    le università devono bandire entro il 31 dicembre pena la perdita del cofinanziamento mussi per mille posti.

    vedrai che bandiranno

    • mi sento TROLL ha detto:

      si è vero. Comunque bandire non vuol poi dire espletare il concorso 😉

      In ogni caso una volta impegnati i fondi si può sempre poi annullare il concorso e ri-bandirlo con le nuove regole che vedrai verranno nel prossimo anno. In ogni modo prima della buffonata del co-finanziamento venivano banditi più di 1000 posti da ricercatore all’anno. La buffonata del co-finanziamento ha fatto si che chi aveva dei punto organico da bandire ed aveva già deciso di fare dei posti da ricercatore ha bloccato tutto. Poi ha aspettato la deroga per bandire da associato ed ordinario (la scusa era che per i posti da ricercatore si aspettasse la distribuzione dei co-finanziamenti) e che intanto i precari aspettino. Ora i punti organici sono bloccati dalla riduzione del FFO e dai posti già banditi da associato ed ordinario (che non verranno espletati).

      Quindi tutti a casa fino al 2012….

      E poi supplenze retribuite a go-go.

  211. insorgere ha detto:

    i concorsi da ass. e ord. della I sessione purtroppo verranno espletati.
    quanto al fatti di ritirare i bandi e ribandire con le nuove regole: non ci credo

    • UnRicercatore ha detto:

      Penavo di argomentare, ma una esternazione di questo livello merita una risposta analoga:

      Purtroppo un c@##0!

      • insorgere ha detto:

        mah, tanto visti i limiti imposti dalla gelmini con il dl 180 anche se vi prendete tante idoneità le chiamate saranno comunque poche. anche perchè i posti mussi da ricercatore non rientrano nel computo delle quote del turnover e quindi per assumere un ass. o un ord. bisognerà prima fare un bel numero di ricercatori

      • UnRicercatore ha detto:

        Sembra molto il “pappappero, zumpappero” dei remoti tempi dell’asilo e, preso assieme al’auspicio del non-espletamento della I sess. 2008 (che personalomente non mi riguarda), dà la perfetta cifra della posizione APRI solitamente espressa in questo blog.

  212. insorgere ha detto:

    e se le supplenze fossero davvero retribuite sarebbe già un bel passo in avanti…

  213. RivoluzioneItalia ha detto:

    Grande UnRicercatore…

    Tu predichi bene e razzoli sempre male…

    L’articoletto di parnas dice banalità che tutti conoscono…

    Nelle migliori università internazionali infatti si assume non al chilo come in quelle italiane… dove tu fra l’altro lavori a pieno titolo.

    Chi ti deve assumere ed è responsabile della tua assunzione conosce pefettamente le ovvietà di parnas.
    E proprio per questo si comporterà di conseguenza.

    Questo anche grazie alla “call for application” diversamente dal concorsino pubblico, all’abolizzione del valore legale del titolo di studio ed all’autonomia economica di certi atenei internazioanli.

    PS: l’edizione completa del rivoluzione-pensiero è gia stata presa in considerazione… sarebbe un best seller… purtroppo però tra il dire e il fare… ci vuole tempo.

    • UnRicercatore ha detto:

      Rivoluzione,
      la tua fede è grande: ma la fede non supplisce del tutto ad altre carenze.
      Parnas infatti parla proprio del tuo mondo “anglo”, il mondo ideale cui aspiri.
      Parla delle riviste edite e dei congressi organizzati proprio da quegli infallibili/responsabili selezionatori che tu aspiri a rendere arbitri della tua sorte. Quelli che decidono le mode tecniche e pubblicazionali, insomma.
      Il diluvio pubblicazionale del “publish or perish” è in realtà pronosso in buona misura da quelle figure sovrumane, con molte centinaia (!) di articoli all’attivo. La recente grottesca esplosione del fenomeno, con l’arrivo in massa di pennivendoli indiani e cinesi, segue tendenze già chiarissime da anni.

      Un’ultima domanda: “aboliZZione” l’hai scritto per farmi piacere o ti è scappato? 😉

      PS Eh sì, lavoro nell’università italiana a pieno titolo, e me ne compiaccio alquanto, dappoichè un lavoro interessantissimo mi fornisce un sostentamento sicuro. E tu, nella piramide universitaria, dove ti collochi?

      • UnRicercatore ha detto:

        “promosso”, non pronosso, c…o!
        Proprio quando avevo messo mano alla matita blu..

      • RivoluzioneItalia ha detto:

        hahaha “la tua fede è grande…”

        cmq nulla è perfetto, forme cooptative esistono in tutto il mondo… la nostra è la peggiore e non produce nulla di buono.

        Quella internazionale è la meno peggio e produce più di noi.

        Bella la vita eh… quando si ha una bella rendita a vita… bravo…

        Nella piramide universitaria io mi colloco nei pressi della sfinge.

  214. Perplesso ha detto:

    E si continua ad aspettare. Ora a cosa tocca?
    Ah, già…la Direttiva. Poi i bandi per i cofinanziati. A proposito, quando scade la II sessione 2008? Mistero… Poi le votazioni; poi i sorteggi… Quando si terranno realmente i primi concorsi fra quelli banditi più di un anno fa? Si accettano scommesse…

  215. insorgere ha detto:

    @ perplesso
    i concorsi non avranno luogo prima della primavera

  216. Spartacus ha detto:

    A me quello che da più fastidio è la manipolazione delle cose per fini di potere… Significa che la politica non è orientata verso il bene comune, ma solo nell’interesse di chi detiene le leve del comando (e questo sinceramente lo trovo piuttosto pericoloso). Che senso avevano gli spot del governo in data 24 luglio? (riforme, merito, sblocco di concorsi ingiustamente stoppati da un anno…). Unicamente quello di gettare fumo in faccia ad un’opinione pubblica che si beve tutto e dunque appare ben anestitazzata. Sic stantibus rebus, le discussioni di questo blog sono perfettamente inutili.

  217. zorro ha detto:

    Le discussioni su questo blog sono SEMPRE state perfettamente inutili.

  218. bartlindon ha detto:

    Finche’ c’e’ chi continua a leggerle decretandole perfettamente inutili….

  219. raccomandato ha detto:

    ragazzi capisco le vostre ansie ma non c’è nulla che possiate fare. l’università in italia continuerà ad andare come sempre.
    io a 33 anni sono associato da un po’…

  220. Fra ha detto:

    Fuori tema. Qualcuno ha notizie ufficiose del programma “Futuro in Ricerca”? Il limite di 180 giorni dovrebbe essere fra due settimane.

  221. Spartacus ha detto:

    @Fra
    aspetta e spera… da quello che avevo letto qualche settimana fa non ancora viene nominata la commissione che dovrebbe valutare i progetti! La vicenda rientra ovviamente nel quadro della complessiva strafottenza istituzionale…

  222. Perplesso ha detto:

    Altra domanda (senza risposta). Il comma 5 dell’art.1 della legge 1 del 2009, a proposito delle modalità di composizione delle commissioni per i concorsi da ricercatore dice testualmente “in attesa del riordino delle procedure di reclutamento dei ricercatori universitari e comunque fino al 31 dicembre 2009”. E se le commissioni non sono ancora costituite a quella data, cosa peraltro possibilissima per i posti Mussi ancora da bandire, cosa succede? Torna tutto come prima? O ci vuole un’altra legge per prorogare il valore della n.1 del 2009?

  223. raccomandato ha detto:

    la seconda che hai detto

  224. France ha detto:

    Ci vuole la proroga. Abbiamo chiesto e chiederemo ancora di inserirla, e ci vuole un emendamento (al milleproroghe?). Non dovrebbe essere un problema (sempre che non comincino a cannoneggiare le sedi universitarie con le corazzate e i mezzi pesanti…)

  225. insorgere ha detto:

    @ perplesso

    credo che i concorsi già banditi andranno con le nuove regole (a meno che non mettano nel ddl un comma che dice che i concorsi non ancora espletati debbano andare con le “nuovissime). Quanto alla legge che scade, come apri abbiamo chiesto più volte di rinnovarne la validità con un emendamento e continueremo a insistere.

  226. insorgere ha detto:

    ooops, non avevo fatto refresh e france mi aveva preceduto…

  227. Perplesso ha detto:

    Siamo alle solite. E’ l’ennesima malafede del governo per allungare i tempi. E se non è malafede è cialtroneria della peggior specie, della quale un Ministro dovrebbe essere chiamato a rispondere politicamente, in primo luogo dall’opposizione: che invece tacendo su tutto finisce con l’essere la migliore alleata della Gelmini e dei suoi mandanti.

  228. insorgere ha detto:

    @ perplesso
    l’opposizione ha colpe enormi, ma temo che sarebbe difficile imbastire un “caso” su questa questione. troppo tecnica.

    piuttosto io non riesco a capire perché abbiano messo una data di scadenza alla legge. ogni legge può esser cambiata e dunque anche immaginando le regole nuovissime a ridosso della nuove la data di scadenza proprio non serviva. detto questo sono convinto che ci sarà una proroga

    • Perplesso ha detto:

      Troppo tecnica un corno! Basterebbe rileggere (meglio ancora mandare in onda) le dichiarazioni della Gelmini secondo cui le votazioni si dovevano tenere al massimo entro gennaio per far capire l’abnorme ritardo del governo anche al più distratto telespettatore. Senza parlare poi del fatto che i tanto sbandierati 4.000 posti di ricercatore (e qui ci sono altre dichiarazioni e interviste) si trovano al momento solo nella testolina della Stellina. O al massimo nei suoi occhiali.

      • insorgere ha detto:

        e chi le manda in onda? le tv di mr. b? oppure quelle di stato che controlla mr b?
        e poi, la cosa scoccia pure a me, ma all’opinione pubblica non frega nulla

  229. RivoluzioneItalia ha detto:

    Deep summer gossip! So hot!

  230. insorgere ha detto:

    un bacio a RI, che il gossip se lo gode come e forse più di chiunque altro

  231. insorgere ha detto:

    con la lingua

  232. Moria Orfei ha detto:

    “credo che i concorsi già banditi andranno con le nuove regole”

    l’ennesima disnformatja

    I concorsi della I tornata, se mai si faranno, saranno espletati con le vecchie regole! Ma perché di tanto in tanto ricicciano ste cazzate?

  233. Perplesso ha detto:

    Avrei una domanda (oggi sono in vena…) per “UnRicercatore” e per tutti gli strutturati che eventualmente leggono questo blog. A parte noi precari disgraziati, come mai Ricercatori, Associati e Ordinari non si fanno sentire – eppure avrebbero certo più mezzi, agganci e influenze – per protestare contro la paralisi assoluta imposta dal governo anche ai LORO concorsi?

  234. Gennaro ha detto:

    @Perplesso

    perché ormai chi difende i concorsi viene presentato dall’opinione pubblica come uno che ha in serbo per sé il suo concorsino apparecchiato. Questo grazie all’operazione cacca nel ventilatore che dura da un anno, a cui Apri ha dato una mano.

  235. insorgere ha detto:

    @ perplesso
    e dunque vorresti dire che non è vero che i concorsi erano già “apparecchiati”, prima che il sorteggio sparigliasse le carte?

  236. insorgere ha detto:

    l’ultimo post era per gennaro e non per perplesso

  237. UnRicercatore ha detto:

    @gennaro, perplesso

    Gennaro, hai esattamente inquadrato la faccenda: che i precari fossero il paravento e al tempo stesso dell’ennesima manovra antiuniversità del governo era chiarissimo fin dal’inizio.

    Quanto a Perplesso: “agganci” e influenza? Ma guarda che noi NON CONTIAMO NULLA. Se no non prenderemmo i nostri “incredibili” stipendi e non potrebbero spalmarci impunemente la m…a in faccia.

  238. UnRicercatore ha detto:

    [ho fatto un casino col copia-incolla]

    “paravento mediatico dell’ennesima ..”

  239. UnRicercatore ha detto:

    ancora per perplesso e gennaro

    Il peggio è che ci siamo abituati a sentirci in difetto.
    Su “noise from amerika” ho scoperto, ad esempio, cose interessanti sul nostro PRESUNTO scarso impegno orario (didattico).
    Ma lasciamo perdere..

  240. zorro ha detto:

    La domanda che pone Perplesso è molto sensata.

    Dovrebbe far riflettere il silenzio assordante della CRUI per tutti questi mesi riguardo sia i concorsi da ricercatore (ma questo era evidentemente scontato) che quelli da associato e ordinario. Non una sola riga sui suoi comunicati riguardo il DM sui criteri di valutazione nè lo sblocco della I sessione 2008. Anche in questi giorni: la CRUI fa tanto fracasso per la “classifica” delle università, ma nulla sullo sblocco dei concorsi annunciato e non ancora attuato.
    Eppure la CRUI con forza aveva chiesto lo sciagurato provvedimento del Milleproroghe (Governo Prodi) che sbloccò i concorsi da ordinario e associato con doppia idoneità e successivamente l’altro Milleproroghe (Governo Berlusconi) che prolungò tale sblocco (con una idoneità) fino al 30 Novembre 2008.

    Quello che dice Gennaro non ha alcun senso: proprio perchè le commissioni verranno sorteggiate, la CRUI e le altre organizzazioni della docenza non potrebbero avere alcun timore di essere addidate come “coloro che difendono i loro posti apparecchiati” … anzi paradossalmente proprio questo assurdo silenzio rischia di avvalorare le tesi di chi pensa che fintanto che le commissioni venivano elette la CRUI si dava da fare, ora che non si possono più combinare a tavolino quasi quasi la CRUI vorrebbe che questi 2000 concorsi non si svolgessero più e potessero essere ribanditi con le nuovissime regole del DDL … e forse il fatto che la CRUI nel suo ultimo comunicato si sia preoccupata di chiedere, tra tante cose, proprio la presentazione urgente del DDL non è solo una coincidenza.

  241. raccomandato ha detto:

    siccome non sono diventato associato giovanissimo per caso, e siccome battute a parte capisco il vostro sdegno mi sento in dovere di chiarirvi alcuni punti.
    1. Ai cosidetti baroni non piace il sorteggio e faranno tutto quel che potranno perché i concorsi con le attuali “nuove” regole non si svolgano
    2. il DDL promette idoneità aperte e chiamate libere, ergo ognuno è libero di fare quel che gli pare.

    traete voi le conclusioni….

  242. strutturato ha detto:

    @perplesso: Tu di domandi perche’ gli strutturati non si fanno sentire ma la risposta è semplice. Al contrario di come vi piace definire la lotta tra chi è dentro e chi è fuori la situazione non è così uniforme. Voi gettate tonnellate di m***a sugli strutturati perchè questi dovrebbero schierarci con dei fantomatici precari dentro in massima misura senza titoli che vogliono solo una “ope-legis” che gli trasformi in baroni. Gente che va farsi un post doc Olanda e dice che fa parte della fuga dei cervelli… Comunque l’Olanda è più vicina a Milano che Palermo (in senso di KM).

    Comunque visto che la qualità dei precari nel mio dipartimento è così scarsa che gli strutturati mi sembrano dei geni. Ora mi dite perchè dovrei fare una battaglia perchè si attivino dei concorsi (con le famigerate nuove regole) in cui si sorteggeranno dei vincitori o nel migliori dei casi la baronia più forte imporrà il suo candidato in sedi periferiche ?

    Comunque VI ERA STATO DETTO a ottobre che il decreto legge sulla meritocrazie era una foglia di fico per mascherare il blocco dei concorsi in attesa della riforma che permetterà (vedi raccomandato) di fare ad ognuno quello che vuole. Intanto i PRIN 2008 (che dovevano coprire gli anni 2008-2009) non sono ancora usciti e non usciranno, quest’anno abbiamo chiusi 6 corsi di laura (nella mia facoltà) e nei prossimi anni ne chiuderemo ancora causa taglio FFFo/Pensionamenti/regole docenti vs crediti/ETC/ETC

    Le università pubbliche saranno chiuse a favore di università private e telematiche, le tasse universitarie aumenteranno, e il governo vuole trasformare le università in super licei. INSOMMA abbiamo (chi si vuol dare da fare) già abbastanza problemi che il blocco dei concorsi è il meno. Poi con chi protestiamo … con il corriere della sera che è per la BOCCONI uber alles ? Con il giornale ?

  243. noemi ha detto:

    strutturato…..anche tu non sai se tra due mesi avrai lo stipendio, o dove sarai il prossimo anno?
    Anche tu non hai la disoccupazione in caso di scadenza del contratto, anche tu non hai scatti di anzianità, tredicesima, assegni familiari e nessun tipo di tutela???? Siamo diversi, questa è la la cosa triste

    Ma va va vaaaaaaaa

    • strutturato ha detto:

      si ma non siamo stati noi a mettervi in questa situazione. PRIN=90 MEuro circa 30/40 Meuro usati per contratti per precari ergo calcola quanti di voi vanno a casa perchè non assegnano il PRIN.

      Invence di prendervela con gli strutturati prenditela con il governo/il corriere/Berlusconi/Maria Stella e quelli di voi che buttando tonnellate di m***a su di noi hanno legittimato quello che sta succedendo. Io lo stipendio l’anno prossimo lo avrò e me lo saro’ anche guadagnato. Io PERO NON CENTRO NIENTE SE VOI NON LO AVRETE.

      • bartlindon ha detto:

        Quindi, seguendo il tuo ragionamento, suggerisci di:
        1. aumentare i fondi per l’universita’;
        2. con questi finanziamenti lasciare che gli atenei (o meglio, chi nell’ateneo prende le decisioni) continuino ad aprire corsi;
        3. continuare come fatto fino ad oggi a dare contratti a non-strutturati per coprire i corsi;
        4. continuare a bandire concorsi in cui si premia la fedelta’ alla cordata piu’ che la capacita’ di produrre risultati.

        Personalmente non sono contro la 1. (chi lo sarebbe!); ma non si puo’ chiedere di sostenere 1. e far finta che i problemi in 2,3,4 non esistano…. non e’ una questione di buttare m… ma di migliorare le cose.

  244. insorgere ha detto:

    @ strutturato
    tu, personalmente, non sei colpevole del disagio dei precari.
    però, però….se non ci foss la piramide rovesciata o cilindro che sia, se negli ultimi anni non si fossero magicamente moltiplicati gli ordinari, se qualche strutturato non avesse alimentato illussioni salvo poi promuovere i suoi amichetti invece di reclutare….ci sarebbero meno precari e più giovani ricercatori.

  245. bartlindon ha detto:

    @strutturato
    Aggiungo anche, riguardo alla frase:
    “Invence di prendervela con gli strutturati prenditela con il governo/il corriere/Berlusconi/Maria Stella e quelli di voi che buttando tonnellate di m***a su di noi hanno legittimato quello che sta succedendo.”

    che buona parte della m**a e’ stata covata dal sistema stesso dell’universita’, con lo scudo dell’autonomia (senza responsabilita’); se ora la puzza vien fuori non potete prendervela con i precari (cornuti e mazziati!).

  246. Perplesso ha detto:

    Mi sembra che tutti gli interventi contengano elementi di verità. Il problema è fare la sintesi, ovvero come uscire da questa situazione di stallo abominevole. Perchè in un modo o nell’altro bisogna uscirne, e in fretta: sia che si ricorra al sorteggio fatto dalle scimmie che alla chiamata diretta decisa dagli ordinari con 30 anni di anzianità…

  247. mar ha detto:

    Comunque la CRUI non protesta perchè la CRUI sono i rettori che assieme ai loro direttori amministrativi sono i managers che devono far quadrare i conti della baracca (baraccone..). Sicchè espletare i concorsi delle tornate I e II 2008 e assumere i vincitori per loro è una gran seccatura visto che gli fa sforare il budget del 90% del FFO e li fa finire tra i reietti della famigerata classifica…

  248. zorro ha detto:

    No mar, il tuo ragionamento – seppure molto logico e sensato – non regge. Infatti, se il problema fosse stato far quadrare i conti, allora perchè bandirli i 2000 concorsi da associato e ordinario con doppia idoneità? E perchè non revocarli (e lo potevano fare) in seguito ai tagli della legge 133? E perchè, anzi, chiedere al Governo una proroga al 30 Novembre 2008 per poterne bandire ancora degli altri?
    Tra l’altro ci sono università (come Bari … che peraltro è in bilico sulla soglia del 90%) che hanno concesso ai settantenni di restare altri 2 anni. Temo, purtroppo, che ai rettori non interessi più di tanto far quadrare i conti, o meglio vorrebbero farli quadrare riducendo il reclutamento dei ricercatori e puntando tutto sui professori a contratto (di qui la reazione veemente all’ipotesi del Miur di modifica dei requisiti minimi – spacciata nel “pacchetto università” come provvedimento già preso).

  249. Mangani ha detto:

    zorro, ma quante ne sai? voglio diventare il tuo Bernardo, servo muto…
    A parte le cazzate agostane, credo che tu sia nel giusto.

  250. insorgere ha detto:

    zorro perché non ti iscrivi all’apri?
    il tuo modo di ragionare va di te un perfetto aprista

  251. UnRicercatore ha detto:

    @strutturato

    Come vedi, non c’è dialogo.
    Certo è strano che questi giovinetti, così sensibili alla puzza della nostra università, siano pronti a sbranare le loro mamme per entrarci; per di più a condizioni anche più sfavorevoli delle nostre, in prospettiva.
    Però devi riconoscergli di aver mascherato in modo magistrale una rivendicazione anni ’70, cioè l’aumento permanente della pianta organica, con una forsennata campagna contro chi lavora stabilmente nell’università.
    Il bello è che i sedicenti precari stanno nella loro condizione anfibia -in attesa di un concorso- ) perchè hanno degli strutturati di riferimento che gli procurano assegni e/o contratti… ma questo non esce mai fuori.

  252. raccomandato ha detto:

    @ UnRicercatore
    non ti capisco. se non sei nelle loro condizioni è solo per caso e per età.

    • UnRicercatore ha detto:

      Nel mio caso non è così: avevo un lavoro vero prima e ne avrei uno ora, se non avessi avuto l’opportunità di entrare.
      Comunque, cosa è che non capisci del mio post?

  253. raccomandato ha detto:

    non capisco l’acredine e l’insofferenza.

    buon per te se prima avevi un lavoro. resta il fatto che la maggioranza degli strutturati ha affrontato minori difficoltà degli attuali precari, i quali anche se meritevoli restan fuori per via delle contingenze.

    • UnRicercatore ha detto:

      L’acredine e l’insofferenza sono rivolti a chi ci tira impunemente addosso quintali di letame vantando come merito principale il fatto che non gli abbiano ancora bandito il concorso, e che statisticamente sia destinato a non entrare perchè NON CI SONO ABBASTANZA POSTI.
      Tutto per colpa degli strutturati, ovviamente.

      In nessun posto al mondo dottori di ricerca, assegnisti e postdoc entrano in massa all’università. Negli USA a loro così cari, essi sono la base della piramide, hanno un turnover fortissimo, e solo una esigua minoranza entra. Lì gli strutturati sono veramente organizzati a piramide rovesciata.

      Se noi strutturati facciamo il nostro lavoro, non dobbiamo scusarci di nulla con nessuno.

      PS Lasciati dire -senza offesa- che come sedicente associato, giovane o no, non sei molto credibile.

      • UnRicercatore ha detto:

        Nel senso che non “suoni” come uno strutturato, beninteso.

      • bartlindon ha detto:

        Il fatto che non lo consideri credibile (e concordo con te…) mostra pero’ che anche tu, come noi, ritieni che lo strutturato *deve* avercela contro i precari. Un associato o altro che spenda una parola a favore di chi non e’ nel sistema come lui, e’ necessariamente fuori dal sistema…
        Questa si chiama autoreferenzialita’ e incapacita’ di vedere le possibilita’ di miglioramento.

        Da questa stessa tara mentale derivano anche le affermazioni del tipo “ma se il sistema ti fa shifo perche’ vuoi entrarci?”. Il sistema fa schifo, ma questo non vuol dire che non si possa e non si voglia modificare. E non e’ incompatibile con il desiderio e la voglia, questo si, di fare il lavoro per cui abbiamo studiato, faticato e continuiamo a sbatterci. Fare questo lavoro, che si chiama ricerca e/o didattica, non significa rinunciare a migliorare il sistema con cui viene svolto.

      • UnRicercatore ha detto:

        Il sistema NON FA SCHIFO.
        E’ semplicemente privo di anticorpi contro certi atteggiamenti.

        Comunque la sensazione derivava dalla assoluta mancanza di argomentazioni. di norma uno più è alto in grado e più tende a pontificare.
        Naturalmente ci sono eccezioni
        🙂

  254. noemi ha detto:

    Un grosso bravo a ”ricercatore” che aveva un lavoro prima e che ne avrebbe uno anche fuori dall’università!!
    Perchè allora non facciamo una bella Università fatta solo di precari, si dai tutti precari, tutti uguali e tutti uniti dallo stesso sentimento precario, appesi solo al filo sottile che ci lega all’ ”entità di riferimento che procura assegni e/o contratti”, male che vada poi se non arriva il finanziamento cosa importa, uno può sempre inventarsi un lavoro nuovo..dico bene, no!!

    • UnRicercatore ha detto:

      Mediaticamente per il paese è così: l’università è fatta dai precari, in apparenza. La campagna disinformativa ha trionfato.
      La spettacolare confusione tra corsi tenuti a contratto e precari ne è forse l’esempio migliore. Molti corsi a contratto sono tenuti da … strutturati di alre facoltà o liberi professionisti, altro che precari!!!

      PS Molti microcorsi ultrasettoriali, non coperti in pianta organica, sono stati CREATI ad hoc per dare qualche speranze al dottor X o alla dottoressa Y; potrebbero in ogni caso essere tenuti dai nostri eroici I fascia, che spesso non erogano neanche 12 crediti/anno.

      PS Non è certo “colpa” mia se ho studiato qualcosa di rivendibile lavorativamente.

      • cane sciolto ha detto:

        E allora distinguiamo una buona volta tra l’intento, lodevole, di far sì che i pochi posti disponibili siano dati a chi davvero li merita e quello, esecrabile, di pretendere che diventino terreno di caccia riservato SOLO ai precari.

  255. zorro ha detto:

    @ Insorgere: effettivamente sto pensando seriamente di iscrivermi all’APRI e partecipare attivamente alle decisioni che prenderà. Non ha senso continuare in questa continua ed inutile lamentazione su questo blog e poi non fare niente, demandare agli altri o peggio alla fatalità.

    @ Ricercatore: almeno da parte mia, ma penso che la cosa valga anche per molti altri, non vi è astio nei confronti degli strutturati perchè “tolgono il posto ai precari”. E’ il ‘sistema’ che non va bene e che VA CAMBIATO. E le maggiori responsabilità, a scanso di equivoci, vengono non già dall’università ma dalla politica. Tanto per rimanere negli ultimi anni, credo che la colpa del baratro verso cui l’università italiana sta precipitando abbia nome e cognome: Luigi Berlinguer e Letizia Moratti (che non a caso hanno portato avanti una politica sostanzialmente in continuità). Chi le ha fatte: le regole anti-meritocratiche dei concorsi, i dottorati senza borsa, i professori a contratto a manetta, le laureee in convenzione, il 3+2, la proliferazione tumorale di sedi distaccate in luoghi improbabili e di corsi di laurea totalmente inutili, le università telematiche, ecc.

    Per esempio, riguardo ai concorsi. Non credo ci sia una “congiura antimeritocratica” dei professori universitari italiani (alcuni dei quali hanno anche una indiscutibile caratura scientifica). E’ il “sistema” (= regole dei concorsi, assenza totale di incentivi/disincentivi, ecc.) che ha fatto in modo che in Italia si affermasse la cosiddetta “teoria delle code” e ogni concorso avesse già il suo vincitore predestinato (tanto è vero che, a fronte di migliaia di precari, solitamente si presentano ai concorsi 2-3 candidati, quando va bene).
    Infatti se io fossi un prof ordinario e sapessi che il mio allievo non avrebbe, a prescindere dai propri meriti/demeriti, alcuna possibilità di vincere un concorso in un’altra sede, ovviamente al primo concorso in cui sarei presidente di commissione farei di tutto per farlo vincere.

    O ancora: nel momento in cui la legge (= la politica) fissa delle regole assurde per la progressione di carriera, per le quali è necessario bandire un nuovo concorso pure per fare le promozioni e che prevede per ciascun concorso ben 3 idoneità (e sì, all’inizio la legge Berlinguer prevedeva 3 idoneità, poi passate a 2 dopo qualche anno di “assalto alla diligenza”), … beh, è fisiologico che delle regole così avrebbero creato la degenerazione a cui assistiamo e che non possiamo nè dobbiamo fare finta di non vedere.

    La degenerazione nel nostro sistema universitario è un fatto. Fatto di cui il responsabile principale è la politica, anche se va detto che i rettori non hanno fatto nulla per cercare di migliorare la situazione. A loro, d’altra parte, andava bene così. E, da un certo punto di vista, anche a molti precari.

    Ora c’è da sperare che l’università italiana possa avviarsi verso una “ricostruzione”.
    Credo possano esservi utili queste riflessioni molto equilibrate scritte da un ex-sindacalista, professore in pensione, che quindi non può essere sospettato di essere nè un precario arrabbiato contro gli strutturati nè un collaborazionista del governo nè un fautore di una campagna giornalistica contro l’università pubblica:

    http://xoomer.virgilio.it/alberto_pagliarini/ANALISI-CRITICA-SUI-COMPORTAMENTI-MONDO-UNIVERSITARIO.htm

    • UnRicercatore ha detto:

      molto Rizzo-Stella ma sappiamo di che si parla?

      1) I concorsi Berlinguer dovevano sanare il gravissimo danno arrecato a tanti ricercatori dall’aver bandito solo due concorsoni da associato (e credo tre da ordinario) in quasi vent’anni; l’idoneità multipla era un escamotage budgetario per consentire anche ad università prive della copertura finanziaria dei posti “pieni” di assumere candidati interni spendendo solo il cosiddetto delta.

      2) Di antimeritocratico ci sono solo gli assegni di ricerca (i genere strettamente ad personam), per il resto i concorsi “berlinguer” sono stati vinti da gente che, specie dal punto di vista dei contatori di articoli/adoratori delle cartuscielle era più che in regola. Per tua conoscenza ci sono SSD che pubblicano a manetta da molti anni.

      3) La proliferazione dei corsi (il “raddoppio”) è legato al 3+2, c’è stato in tutta Europa, come brillantemente dimostrato altrove da Alessandro Figà Talamanca, e non c’entra nulla col discorso presente.
      POi personalmente penso che il 3+2 fosse un’idea pessima, ma qui non ‘entra.

      4) Le affermazioni di Pagliarini su turismo scientifico, PC e stampanti non meiano nenache di essere citate

      • UnRicercatore ha detto:

        Peraltro il mio consueto tono rabbioso nasconde un notevole apprezzamento per il tuo discorso che è ampio e assai pacato.

        Ma non credo che le cose stiano allo sfascio, penso che la generazione dei trenta-quarantenni attuali stia facendo molto bene e che lo tsunami demografico non potrà che giovarci!

    • strutturato ha detto:

      visto che parlate sempre di meritocrazia…. Alberto Pagliarini e’ semi-sconoscuto su google schoolar.

      Comunque UnRicercatore vi ha spiegato bene come stanno le cose ma se voi non volete sentire la “verita” e pensate che Rizzo-Stella hanno ragione ….

  256. Gennaro ha detto:

    @Zorro
    dire che la Crui non voglia difendere i concorsi perché ha paura del sorteggio è davvero una cazzata degna di un aprista/giavazziano. E’ noto per altro che gli economisti alla Giavazzi hanno una visione molto ingenua e filosoficamente miserevole del caso.
    La realtà è che i settori si stanno già organizzando e sostanzialmente cambierà pochissimo nell’esito. Vittime designate sono i candidati interni che un anno fa avevano 5 anni davanti a loro prima della pensione e ora ne hanno già 2.
    Ribadisco: gli strutturati “candidati interni” non si espongono perché se lo fanno, vengono additati come coloro che di riffa e di raffa sanno di andare in buca. Anzi, rovescio il tuo ragionamento: proprio per i sorteggio la loro sarebbe considerata una provocazione ulteriore.

    • zorro ha detto:

      E’ un fatto che la CRUI sta tanto starnazzando contro i tagli, contro la “classifica”, contro il ritardo del D.M. del FFO, contro il ritardo del DDL, contro il preannunciato provvedimento sui requisiti minimi …. MA NULLA sui ritardi clamorosi sul D.M. concorsi e sullo sblocco dei concorsi della I sessione 08.

      A pensare male …

      • Gennaro ha detto:

        aggiungo che un numero irrilevante di sedi ha riaperto i bandi e quindi ci sono molti concorsi con 4-5 candidati…

    • Perplesso ha detto:

      @Gennaro
      Quel che dici è vero, ma vale soprattutto per i concorsi da associato e ordinario. Per quelli di ricercatore il numero degli iscritti è in genere assai più alto

      • UnRicercatore ha detto:

        In quale SSD?
        Iniziamo a parlare di cose concrete.. ci sono SSD con 40-80 ordinari, alrettanti associati, idem ricercatori.
        Quanti candidati credi ci siano per ogni concorso a ricercatore?

  257. Pinco Pallino ha detto:

    @ UnRicercatore e a tutti quanti

    <>

    <>

    Veramente non ci capisco più niente: precari Fordisti contro strutturati “fasci”???

    Gli assegni e i contratti sono per la stragrande maggioranza attribuiti a persone che rendono al sistema un servizio largamente superiore al corrispettivo economico percepito. Perchè questi contratti vengono stipulati? Proprio PERCHè NON CI SONO ABBASTANZA POSTI.

    Io francamente rimpiango i toni buonisti della vecchia DC, che, sì, ha favorito la creazione del debito pubblico, ma (almeno nel breve termine) ha dimostrato una certa attenzione e un certo rispetto verso i deboli. Ormai invece imperversano i barbari.

    Saluti.

    P.P.

    • UnRicercatore ha detto:

      assegni e contratti vengono attribuiti per tenere un candidabile in caldo fino all’ipotetico concorso. non state certo fuori dal meccanismo.
      Il servizio è in termini di ricerca, non di didattica che potrebbe e dovrebbe essere svolta (meglio, tra l’altro) dai professori.
      Se no, torniamo a caso dei micro corsi spin-off creati ad hoc

      • Pinco Pallino ha detto:

        Si dà il caso che la borsa o l’assegno ripaghino chi li ha per il lavoro svolto (con cifre modeste). Il tono di espressioni come “tenere in caldo” ed “essere nel meccanismo” farebbe pensare ad una categoria che detiene dei privilegi. Sarà colpa mia ma stento a capire: anche la lepre inseguita dai cacciatori fa’ parte del meccanismo “caccia”, ma non vuol dire che questa sia colpevole di qualcosa, ne’ tantomeno complice. L’idea strisciante che i borsisti/assegnisti possano essere identificati con l’ennesima casta mi pare rappresenti bene l’attuale livello di solidarietà sociale (e, in particolare, generazionale) che si può riscontrare in Italia.

      • UnRicercatore ha detto:

        L’assegnista non è uno che, in cerca di lavoro, ha risposto ad un’inserzione sul giornale. Nella stragrande maggioranza dei casi è un dottore di ricerca che in attesa del “suo” concorso a ricercatore continua a lavorare con il suo referente, in genere il tutor, che proprio a questo scopo gli ha procurato l’assegno.
        Niente baracche/frustate/raccolta del cotone: è la normale trafila se i concorsi tardano.
        Dunque stai in coda, nel meccanismo.

      • Pinco Pallino ha detto:

        Nell’attuale situazione non è che i concorsi tardano, è che per diversi anni verranno drasticamente ridotti rispetto al passato (del 70-80%?). Ma allora di nuovo i conti non tornano. Se vogliamo applicare i criteri aziendalistici anche all’università, non si è mai vista una ristrutturazione aziendale basata solo sul blocco (o quasi) delle assunzioni, senza misure tipo scivoli di prepensionamento o simili. Sta tranquillo, se anche i borsisti/assegnisti sono nel meccanismo e di norma non vengono frustati, saranno gli unici che pagheranno il conto di una crisi prodotta da altri. Se poi vuoi condire il tutto anche con un po’ di acredine, fa’ pure.

  258. Pinco Pallino ha detto:

    Non so perchè non è comparso quanto riportato tra virgolette. Ci riprovo, scusate. P.P.

    1 – Il bello è che i sedicenti precari stanno nella loro condizione anfibia -in attesa di un concorso- perchè hanno degli strutturati di riferimento che gli procurano assegni e/o contratti… ma questo non esce mai fuori.

    2 – L’acredine e l’insofferenza sono rivolti a chi ci tira impunemente addosso quintali di letame vantando come merito principale il fatto che non gli abbiano ancora bandito il concorso, e che statisticamente sia destinato a non entrare perchè NON CI SONO ABBASTANZA POSTI. (…) In nessun posto al mondo dottori di ricerca, assegnisti e postdoc entrano in massa all’università.

  259. Pinco Pallino ha detto:

    Le due citazioni tra virgolette che non riesco a far comparire erano tratte dagli ultimi tre post di unRicercatore. P.P.

  260. France ha detto:

    Ah, Agosto….

    UnRicercatore, Strutturato, Gennaro: ma che bello fare a pallate di letame con voi, davvero, che splendido passatempo… Se avessi la coda di paglia che avete voi vi risponderei punto su punto, pure sugli attacchi personali che nei confronti miei sono veramente ridicoli, datosi che lo sa pure il gatto che io (per dirla con la finezza che il ritorno alla casa natia, ahime’, agostano mi suggerisce) “vi vo ner culo e porto sei”. Quindi voliamo alto e freghiamocene del rumore di fondo di chi difende l’indifendibile col culo parato, le ferie pagate ed un futuro tranquillo, rain or shine, al sicuro dalla mannaia semestrale che sega tutti quegli schifosi “precari” che gironzolano carichi di provette nei corridoi della facolta’… NOI esistiamo, NOI abbiamo facce e nomi, NOI proprio per questo rompiamo e romperemo le palle metodici e coordinati. NOI continueremo ad agire come fatto fino ad ora perche’ si facciano vere riforme, perche’ gli annunci vuoti siano smascherati, perche’ chi cerca di aggirare le regole sia costretto a rispettarle. Al di la’ dei vostri banali tentativi di difesa (e ridicoli attacchi ai precari giavazzian/bocconian/APRISTI) il sistema e’ prima di ogni altra cosa INGIUSTO (non trovo definizione migliore) e proprio perche’ siamo dove siamo (“la terra dei nazisti rossi di Eurolandia”) abbiamo il diritto di chiedere ed ottenere un sistema GIUSTO, APERTO ed EFFICIENTE come esiste nei migliori paesi europei. Che a voi sagome di cartone piaccia o no.

  261. mino ha detto:

    In questo sistema “ingiusto” direi che può occupare una posizione di primo piano l’Università di Sassari, la quale ha appena bandito i suoi 12 posti Mussi.

    Il bando di concorso prevede: commissioni nominate con le “nuove” regole, ma procedure con le “vecchie” regole: due prove scritte e una prova orale, dopo che le commissioni hanno valutato titoli e pubblicazioni seguendo il recente DM concorsi.
    Ma la cosa davvero ridicola è che in uno di questi 12 posti, nel settore BIO/10, viene posto il limite massimo a 3 (avete capito bene, 3!) pubblicazioni, quando i criteri minimi del CUN per questo settore prevedono 5 pubblicazioni come la soglia minima per poter far domanda al concorso. La metà che il CUN prevede come soglia minima qui è considerata come soglia massima …

    … che dire l’Università di Sassari vuole davvero assumere i migliori! … e purtroppo credo non sarà un caso isolato.

    Anche questo deve far riflettere sullo stato di salute del nostro sistema universitario.

  262. Mangani ha detto:

    Mino, queste mosse non sono “ingiuste”, ma “illegali”.
    Gli uffici amministrativi possono “provarci” impunemente e vedere come va a finire? Qui non c’è molto da interpretare nella norma, il DM concorsi lascia degli spifferi enormi alle manovre delle commissioni, ma su numero titoli e prove scritte e orali non ci sono dubbi.
    Questa arroganza vestita da dabbenaggine nei bandi in tanti anni non l’ho mai vista.
    Sono queste le “prove di resistenza” del sistema baronale? Se continuano queste “distrazioni” nei bandi si va dritti verso un completo sputtanamento dell’università – ormai tremebonda e con le chiappe strette, a far finta che non stia succedendo niente – con grande godimento della ministra e della sua corte. E, mi fa male dirlo, un poco di ragione ce l’hanno pure.

  263. mino ha detto:

    Giusto per contestualizzare … l’Università di Sassari era quella che voleva dare la laurea honoris causa a Gheddafi …

  264. Gennaro ha detto:

    @France

    Non penso di avere mancato di rispetto a nessuno, quindi caro signor France la prego di moderarsi. Ho solo espresso le mie idee molto critiche nei confronti dell’Apri che è la migliore associazione di precari che un governo come questo potesse augurarsi. Tutto quello che questo governo ha fatto ha ricevuto la vostra benedizione (compreso il pensionamento a 70) e e perfino Brunetta ha avuto il vostro plauso, immemori del suo decreto ammazza-precari negli enti di ricerca di un anno fa. Quando l’Onda era in piazza avete detto: cazzi loro, che c’entriamo noi? Così facciamo il gioco dei baroni. Raggiungente l’orgasmo con i fax di Masia, senza accorgervi che vi sta beatamente prendendo per il culo. Fate del merito un tormentone (merito, merito, merito…), ma non vi accorgete che nelle mani di questo governo da villaggio vacanze il merito è solo un grimaldello per smantellare l’Università pubblica e bloccare tutto. La Gelmini che parla di merito, ma vi rendete conto? Dovreste subissarla di fischi una così, altro che approvarla. Rifiutarvi di parlare di merito con questo governo di papi e ballerine.

  265. gefitinib ha detto:

    Gennaro scrive: “Tutto quello che ha fatto questo Governo ha avuto la vostra benedizione”.

    ——

    Caro Gennaro – giusto per fare un esempio (il più recente) – ma l’hai letto l’ultimo comunicato stampa dell’APRI?
    http://www.ricercatoriprecari.it/documenti/Comunicati%20Stampa/Comunicato%20stampa%20APRI%20-%2029%20Luglio%202009.pdf

  266. zorro ha detto:

    Gennaro, tanto per capire, secondo te è giusto che i docenti universitari vadano in pensione a 75 anni?

    • UnRicercatore ha detto:

      [Premessa: i 75 anni non esistono più, con l’abolizione del fuori ruolo. al più oggi 72.]

      Zorro, perchè non articolare un poco?

      1) E’ “giusto” che se la comandino fino a 75 anni?
      2) E’ “giusto” che siano stipendiati dall’univ. fino a 75 anni?
      3) Possono dare in ogni caso un contributo?

      Le risposte si diversificano:
      1) probabilmente no, ma dipende molto dal valore dela generazione intermedia di ordinari
      2) con i vincoli budgetari dell’univ. e il resto d’Italia che va in pensione a 65 anni (ma per quanto?probabilmente no
      3) dipende: alle soglie della pensione ci sono docenti eccellenti ed elementi pessimi. chi è ancora “vivo” (e ce ne sono) potrebbe comunque collaborare alle ricerche – a costo zero, però.

      Perchè buttarla sempre sugli slogan?

      PS Bisogna stare attenti perchè talvolta ci sono settantenni che culturalmente ti segano le orecchie non appena esci dalla tua ristretta area di secializzazione – e forse pure se non ne esci!

  267. raccomandato ha detto:

    @ mino
    ovviamente l’apri farà modificare anche il bando di sassari, come ha già fatto con quello del polimi.

    @ gennaro
    un’associazione che abbia veramente a cuore gli interessi dei precari NON fa politica, non si schiera con questa o quella parte. deve piuttosto dialogare con tutti per far passare criteri di giustizia in un sistema ingiusto. quando il MIUR ha fatto buone cose abbiamo apprezzato, quando ha fatto cazzate non abbiamo lesinato critiche pubblicate su vari organi di stampa.
    quello che conta è il merito dei singoli provvedimenti, non la storia personale di chi li emana.

  268. noemi ha detto:

    sapete cosa vi dico, fanno bene a prenderci a frustate
    tanto non reagiremo mai neanche quando ci obbligheranno ad andare a lavorare gratis. Nel resto d’europa le cose funzionano diversamente perchè i giovani che sono nelle università di tanto in tanto tirano fuori i marroni e si fanno sentire.
    Servono meno paranoie ed un pò più di azione, che ne so saliamo su una gru, beviamoci una provetta di qualcosa, bruciamo una feluca. Possibile con non riusciamo a rompere un pò i coglioni.

  269. orgogliosardo1971 ha detto:

    Allora che si fa per Sassari?
    mi pare che con una legge che parla chiaro, e che é qui clamorosamente ed arrogantemente infranta, qualsiasi ricorso sia destinato a bloccare il concorso.
    Ci sono o ci fanno?

    • cane sciolto ha detto:

      Si manda un fax al responsabile del procedimento indicato sul bando, tenendo bene in mente che questi è semplicemente un onesto lavoratore che risponde di suo.
      Vi sorprenderà, ma la mia personale interpretazione è che questi errori siano banalmente dovuti al copia e incolla da bandi precedenti. Nessuno legge attentamente i bandi? Non dovrebbe stupire, se per lunghi anni i concorsi sono stati nulla più che ipocrite formalità. E presto vedremo se continuano ad esserlo.

  270. mino ha detto:

    @ orgogliosardo1971

    Nella tua domanda giustamente usi l’impersonale (“che si fa”). E’ chiaro che qui o si muove il singolo (= un candidato che ha fatto domanda o ha intenzione di fare domanda per quel concorso e quindi è, per così dire, parte in causa), oppure si muovono le associazioni. Di certo non si può muovere un “blog”, magari firmando le lettere col nome di zorro o mago zurlì.

    Sul forum dell’Apri ho lanciato qualche idea concreta. Chiaramente il bando è completamente invalido laddove si prevedono le prove scritte e orali (eppure chi ha scritto il bando conosceva le nuove regole, dato che le usa per la parte relativa alla costituzione della commissione). Ma credo che anche sulla parte relativa al limite max pubblicazioni, nonostante la legge ancora permetta di porre questi limiti, si possa fare qualcosa, dato che a mio parere l’aver messo un limite max a 3 pubblicazioni quando quello MINIMO (per fare domanda) che la comunità scientifica (ahimè rappresentata dal CUN, ma tant’è) ha individuato è 5, quasi il doppio, potrebbe rendere questa parte del bando “vessatoria” e “irragionevole”.

    Sarebbe poi importante riuscire ad “utilizzare” questo caso eclatante di Sassari per pressare il MIUR ad abolire completamente la possibilità di porre limiti massimi al numero di pubblicazioni, dato l’uso, o meglio l’abuso, distorto che le università fanno di questa norma proprio ora che le pubblicazioni dovrebbero essere il “cuore” della valutazione comparativa.

  271. insorgere ha detto:

    la notizia di sassari è surreale e tuttavai in linea con quanto già fatto dal polimi e dal unisannio

    per fortuna c’è l’apri che anche in questo caso interverrà. vedrete che il bando sarà modificato.
    ottima anche l’idea di mino di usare il caso per aprire il fronte del numero minimo pubblicazioni.

    W l’apri e W mino!

  272. insorgere ha detto:

    @ cane sciolto
    il fax, come fatto in casi analoghi precedenti, lo manderà l’apri ma al rettore e p.c. al miur.

    • cane sciolto ha detto:

      Ottenendo così l’irrinunciabile effetto aggiuntivo della crocifissione del funzionario: oltretutto costui, oltre ad essere uno strutturato, è presumibilmente un tecnico-amministrativo, cioè un “diversamente uguale”, come dice la legge Moratti, art. 1 comma 10:

      […] le università possono conferire incarichi di insegnamento gratuiti o retribuiti […] a soggetti italiani e stranieri, AD ESCLUSIONE DEL PERSONALE TECNICO AMMINISTRATIVO DELLE UNIVERSITÀ, in possesso di adeguati requisiti scientifici e professionali e a soggetti incaricati all’interno di strutture universitarie che abbiano svolto adeguata attività di ricerca debitamente documentata […]

      Già che ci siamo, potremmo modificare la Costituzione della re(quasi)pubblica italiana:

      art. 36 L’arte e la scienza sono libere e libero, AD ESCLUSIONE DEL PERSONALE TECNICO AMMINISTRATIVO DELLE UNIVERSITÀ, ne è l’insegnamento. […]

      art. 3 Tutti i cittadini, AD ESCLUSIONE DEL PERSONALE TECNICO AMMINISTRATIVO DELLE UNIVERSITÀ, hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. […]

      • mar ha detto:

        Per favore non mettiamoci a difendere i tecnici amministrativi…Quelli del mio dip. ogni volta che un prof o ricercatore si procura un contoterzi da una ditta, si beccano il 10% del contratto (un altro 10% lo trattiene il dip. per le spese generali), ma non solo l’amministrativo che se ne occupa, tutti gli amministrativi del dipartimento a pioggia e questo quando invece le persone che lavorano per fare gli esperimenti o per procacciarsi quel contratto o ci comprano le sostanze o ci fanno lo stipendio di qualche sfigato come me. In più quando si entra in segreteria ti sciolgono nell’acido e sembra di andare a chiedere la grazia, in tutto ciò il direttore del dipartimento di solito non fa niente perchè lo tengono per i cocones…Sterminiamo i tecnici amministrativi!!!

      • UnRicercatore ha detto:

        Poi le fatture, gli ordini, i rimborsi spese li fai te, ovviamente..
        potrebbe essere un’idea per riassorbire l’eccesso di dottori di ricerca!

        Gli amministrativi VIVONO nel delirio normativo italiano, e fanno funzionare le cose. concordo che un segretario amm. un pò legnoso può paralizzare un dipartimento (ma solo se il direttore ama il quieto vivere..), ma un paio di amministrativi volonterosi tengono in piedi, letteralmente, ciascun dip. funzionante.

      • mar ha detto:

        @ un ricercatore
        I preventivi, gli ordini, il calcolo dell’IVA, il fax alle ditte nel mio fantastico Dip. lo dobbiamo fare già noi dottorandi, assegnisti, laureandi ma anche ricercatori e professori. Per non parlare di rimborsi, per 19 euro anticipati da me per riparare uno strumento del Dip. una cazzo di applicata di segreteria mi ha fatto aspettare 4 mesi perchè le pesava il culo ad andare in banca a reperire i contanti. Vogliamo parlare del fatto che per la pigrizia degli amministrativi nel mio Dip.non si possono fare gli ordini on-line anche se le ditte fanno sconti enormi a chi lo fa, sciupando così per pigrizia mentale i soldi degli italiani?
        Andrebbero impalati..

      • UnRicercatore ha detto:

        Non si può comprare on-line per problemi normativi. Ovvero: gli amministrativi vivono nel terrore della Corte dei Conti, sono ossessionati dall’avere fatture/riscontri cartacei. Comunque certe scelte dipendono dalla direzione amministrativa dell’università, non dai singoli dip.

  273. France ha detto:

    Avanti su Sassari.

  274. France ha detto:

    Io amo Mino. Peccato che sono sposato…

  275. Gennaro ha detto:

    @Raccomandato

    ma dove vivi? Ragioni come quel quindicenne che immancabilmente alle assemblee del liceo si alzava in piedi e diceva che non bisogna farsi strumentalizzare dalla politica.
    Come se le questioni universitarie (finanziamento in primis) non fossero una questione genuinamente politica. Ti consiglio di andarti a leggere il discorso di Obama sulla necessità politica di finanziare la ricerca in tempi di crisi.
    E’ chiaro che Tremonti e Giavazzi e ihanno una visione politica di Università che è tipicamente di destra (absit iniuria verbis), per il primo privatistica (Fondazioni), per il secondo aziendale (tasse da alzare ad libitum). Poi però viene fuori che quasi in tutta Europa il costo per ogni studente è maggiore che da noi e che il numero dei docenti è superiore al nostro. Solo un raccomandato può dire che la politica non c’entra, perché per lui la Famiglia basta e avanza.

  276. Squola ha detto:

    Salve, scrivo per chiedere un consiglio ad APRI. Si tratta della possibilità per gli assegnisti di ricerca di accettare incarichi a supplenza (brevi o lunghi che siano) nella scuola. Per qualunque incarico extra assegno deve essere richiesta autorizzazione PREVENTIVA al Cons. di Dip. o ad altro organo da esso delegato. Questo significa automaticamente che, volendo fare le cose in regola, non è possibile accettare supplenze. Soprattutto da quest’anno, con i nuovi regolamenti, se una scuola chiama e l’interessato non accetta subito l’incarico viene considerato rinunciatario, ma se l’interessato è un assegnista non può accettare subito perchè non ha in mano alcuna autorizzazione per farlo. Allora come ci si deve comportare? Avete mai avuto occasione di parlare di questo problema (che credo possa interessare molti assegnisti dell’area umanistica) con qualcuno del MIUR? Personalmente ritengo che basterebbe una circolare che dicesse che, almeno sotto un certo numero di ore di lezione a settimana (per esempio 10), non serve nessuna autorizzazione. Francamente non saprei come si potrebbero risolvere gli altri casi. Grazie in anticipo delle info. Mimmo

    • precaria ha detto:

      per legge tu hai diritto ad assumere la supplenza e una volta nominato ti poni in aspettativa (della supplenza) a causa di assegno di ricerca. Insomma, prendi la supplenza e poi fai nominare un tuo supplente. Tutto il resto e’ illegale. Saluti.

      • Squola ha detto:

        Grazie della risp. Quindi, se ho capito bene: (1) ti chiamano per la supplenza; (2) accetti e (contestualmente o quando?) chiedi l’aspettativa per l’assegno; (3) la scuola nomina un tuo supplente; (4) chiedi l’autorizzazione al dipartimento; (5) ottieni l’autorizzazione e vai in cattedra, ovvero non ti danno l’autorizzazione (in questo caso cosa succede?). Grazie mille in anticipo per i chiarimenti. Mimmo P.S. Quale norma/regolamento dice che puoi chiedere l’aspettativa?

      • precaria ha detto:

        Giusti i punti (1), (2), (3). Pero’ i punti (4) e (5) non sono previsti. Tu puoi prendere la supplenza per i punteggi non per insegnare. La legge e’ quella che istituisci gli assegni di ricerca dove specifica che l’assegnista pubblico dipendente è posto in aspettativa senza “assegni”.

    • Squola ha detto:

      Ti danno il punteggio anche se sei in aspettativa e non fai servizio? Sei sicura?

  277. Perplesso ha detto:

    Oltre al limite alle pubblicazioni da presentare, mi pare che un altro punto su cui il DM non abbia modificato nulla, è quello relativo al numero massimo di concorsi a cui si può partecipare: era (e dunque é?) 15 per quelli di ricercatore e 5 se si faceva domanda anche ad uno solo per associato (o ordinario). Se persistesse, si tratterebbe dell’ennesimo assurdo in un sistema che -a parole- vuol favorire la meritocrazia e dunque incentivare la maggior partecipazione possibile ai concorsi…

  278. mino ha detto:

    @ Perplesso: Il D.M. nulla poteva fare sul giusto problema che poni, in quanto quel limite era fissato da un D.P.R., gerarchicamente superiore al D.M. Comunque è un problema su cui da tempo come Apri ci stiamo occupando. Non voglio generare false speranze, ma fra poco potremmo avere delle buone notizie (almeno su questo), nel senso che il limite dei 5 concorsi per associato/ordinario e dei 15 per ricercatore potrebbe essere abolito per il prossimo anno solare.

    @ Mimmo: Io personalmente non ho purtroppo informazioni da darti a riguardo. Credo ci sia una specie di “conflitto di poteri” tra autonomia del singolo ateneo (regolamento interno assegni di ricerca, secondo cui il Dipartimento deve autorizzare … cosa che non avviene in tutte le università) e quello che da tempo consolidato è la prassi nazionale (il diritto dell’assegnista a poter svolgere supplenze brevi). Certo è un bel problema ora che bisogna accettare le supplenze subito.
    Non so se i miei colleghi hanno maggiori informazioni.

    Quello che comunque si può fare è mandare un fax al MIUR e chiedere una circolare esplicativa o chiedere spiegazioni a riguardo. Se ti fai sentire per email possiamo concordare sul testo del fax.

    Puoi contattare France, il presidente dell’Apri, all’indirizzo presidente@ricercatoriprecari.it

  279. Squola ha detto:

    Proposta del testo del fax già inviato al Pres. via email. Una piccola precisazione: va confermato ovviamente l’attuale orientamento degli Uffici Scolastici di non sanzionare in graduatoria chi non può o non vuole accettare supplenze fino al termine dell’assegno (come tutti quelli già impegnati nella P.A.).

    Ciao e grazie dell’attenzione,

    Mimmo

  280. France ha detto:

    Se qualcuno ha un problema simile a quello di Mimmo lo consiglio di aggregarsi alla discussione (vedi sopra). Per esempio, Bomba, non sarebbe pane per i denti del nostro amico MB?

  281. insorgere ha detto:

    un consiglio per mimmo:
    tieniti l’assegno e fai la didattica a scuola. se tu non dici niente figurati se l’università o la scuola si accorgono di qualcosa

  282. Squola ha detto:

    Sarò cogl… (anzi lo sono di sicuro) ma io non ragiono così. Fra l’altro non so tu ma io in Dip. ci sto 8-9 ore al giorno dal lun. al ven… Cmq so anche che hai ragione tu e che il consiglio è buono. Ciao

    • insorgere ha detto:

      dipende che tipo di assegnista sei. se sei di un settore umanistico puoi (spesso devi per far ricerca in biblioteche e archivi lontani) sparire anche per mesi e mesi e nessuno si stupirebbe.

    • Perplesso ha detto:

      Quello che scrive è verissimo. Il problema dei problemi è che questo governo non ha nessuna strategia per l’università, a meno che non sia quella di distruggerla o privatizzarla… La questione dei concorsi per Mary Star e C. è solo una variabile del tutto ininfluente; anzi se ne servono come paravento.

  283. Spartacus ha detto:

    Qualcuno può cambiare titolo e immagine di questo post? Mi sembra che il “pacco per l’università” vada di giorno in giorno assumendo il significato di inc…ta, “fregatura, raggiro” (accezione contemplata dai dizionari, ma non tra le prime e più evidenti, mi pare)… Buon ferragosto.

  284. Spartacus ha detto:

    Apprendo e divulgo che il 7-8 settembre al ministero ci sarà riunione tecnica per evenutualmente sbloccare concorsi (che ovviamente, non sono stati finora sbloccati, checchè ne dicano le veline…).
    Di nuovo…

  285. Gennaro ha detto:

    il bello è che “eventualmente” li fermeranno, l’opinione pubblica se ne laverà le mani lo stesso.

  286. insorgere ha detto:

    e donde hai trovato tale interessante notiziona?

    • Perplesso ha detto:

      Non so se li bloccheranno o meno: forse ci proveranno, magari presentando nel contempo il DDL, così da affogare le proteste nell’ennesimo show mediatico.
      Comunque credo proprio che a tutt’oggi la famosa Direttiva del 24 luglio sullo sblocco non esista affatto.

  287. università libera ha detto:

    …gossip di agosto (il portiere del MIUR che ha ascoltato qualche frammento di conversazione tra segretarie) dice che è un finto sblocco quello proclamato sui concorsi I e II 2008, mentre si accelerera’ sul DDL…
    …”accelerare” che vuol comunque dire 2011-2012…
    chi ne sa di piu’?

  288. insorgere ha detto:

    un amico del cugino di una fidanzata di mia sorella mi ha detto che è il caso di andare in vacanza

  289. zorro ha detto:

    A proposito di quello che andavo dicendo qualche tempo fa, che i rettori non hanno il minimo interesse a espletare i concorsi con le nuove regole e conseguentemente la CRUI se ne guarda bene dal fare pressioni per lo sblocco della I sessione 2008 … il commento #11 del blog di Nino Luca (http://parentopoli.splinder.com/) è piuttosto indicativo a riguardo.

  290. università libera ha detto:

    @inso: allora deve essere la stessa persona, perchè il cugino del portiere ha effettivamente un amico il cui cugino sta con la propria sorella…

    …?…

  291. Mangani ha detto:

    Pensiero dell’estate, riflettendo sul quanto è (anzi non è) accaduto nel 2009.

    “Me ne andrei se non fossi scemo!”
    “Ma per fortuna, tu, sei scemo!”
    “Certo che lo sono!”

    …”Me ne andrei… Ma per fortuna… Certo che lo sono! Umm!”

    E, quando finalmente ci saranno i concorsi, saremo come tanti piselli in un guscio. Anzi, no “guscio”. Baccello! Ba-a-cello!

    Per i “Giovani Ricercatori” che ricordano ancora un po’ il b/n e hanno ancora voglia di ridere (e non hanno già troppe finestre nella dentatura).

  292. insorgere ha detto:

    è ufficiale, i concorsi NON sono stati sbloccati.
    la nota che, secondo il comunicato stampa miur, mary star avrebbe firmato per sbloccare i concorsi NON è stata firmata.
    peraltro non doveva firmarla il ministro ma il direttore generale.
    in ogni caso tutto è rinviato a settembre.

    apri però vigila e il ministro sarà doverosamente sputtanato nelle sedi opportuno. segue aggiornamento….

  293. Spartacus ha detto:

    @ Insorgere,
    l’avevano capito un po’ tutti. Ciò che è angosciante è come la stampa all’unisono non faccia che ripetere a pappagallo le dichiarazioni (mendaci) del ministro… un minimo di controllo, no!

  294. Barbalbero ha detto:

    E tutta la parte piu’ reazionaria e marcia del mondo accademico gongola. Con tutti questi annunci senza sostanza che nascondono il niente ma fanno tanto meritocrazia, si continueranno a fare le cose come si sono purtroppo sempre fatte, con in piu’ l’alibi delle nuove presunte regole meritocratiche.

  295. mino ha detto:

    @ Spartacus: e pensa che noi proprio da un giornalista lo abbiamo appreso che il Ministro non ha firmato!

  296. Spartacus ha detto:

    Intanto io provo a pubblicare pezzo di sputtanamento… Per lo più mi cestinano (confido però nella distrazione agostana di qualche redattore capo).

  297. Perplesso ha detto:

    E’ da fine luglio che io dico che la famosa Direttiva non esiste: se ci fosse stato un testo, una circolare etc. lo avrebbero pubblicato poco dopo, così come hanno fatto con il DM sui criteri…
    Prende sempre più quota l’ipotesi che a settembre presentino il DDL e blocchino tutti i concorsi 2008 con la scusa delle nuove regole

  298. noemi ha detto:

    enfatti sarebbe ora di salire sulla gru

  299. insorgere ha detto:

    io soffro di vertigini (non scherzo)

  300. Gennaro ha detto:

    @Perplesso
    “Prende sempre più quota l’ipotesi che a settembre presentino il DDL e blocchino tutti i concorsi 2008 con la scusa delle nuove regole”

    no, QUESTO non lo possono fare. Perché davvero significherebbe stravolgere i bandi oltre l’inverosimile costituzionale di un Paese da operetta. Gli aedi del MIur in questa sede hanno faticato nove mesi per provare a convincerci che cambiare in corsa le regole delle formazioni delle commissioni non era incostituzionale, ma ora che direbbero essendo modificata la natura stessa del concorso?
    Ormai siamo così disillusi e frustrati che ci facciamo da soli le ipotesi peggiori solo per poi poter tirare un sospiro di sollievo.

  301. universita' libera ha detto:

    approfondimento sul caso iavarone (citato da insorgere, oggi su repubblica) su “universita’ libera”…

    @gennaro: guarda che nel “paese da operetta” in cui viviamo basta far dire a tremonti che non ci sono soldi per bloccare i concorsi I e II 2008, no?

  302. Gennaro ha detto:

    @u.l.

    per carità, bloccarli è un conto, un altro è farli fare con le regole del nuovo DDL, possibilità a cui mi sembra alludesse Perplesso.

  303. insorgere ha detto:

    @ gennaro
    io spero che i timori di perplesso siano infondati.
    però non sarebbe affatto impossibile inserire nel ddl un comma in cui si dice che tuttii concorsi già banditi ma non ancora svolti alla data di approvazione del testo dovranno tenersi con le regole “nuovissime”

  304. Gennaro ha detto:

    ripeto: QUESTO non si può fare in uno stato di diritto.

  305. insorgere ha detto:

    spero sia come dici tu.

  306. università libera ha detto:

    QUESTO non è uno stato di diritto

  307. università libera ha detto:

    …e, comunque vada la vicenda dei concorsi I e II, ci sara’ una valanga di ricorsi. Mi hanno detto che al Ministero ci sono già molte diffide allo svolgimento dei concorsi con le nuove regole (non le nuovissime) in quanto banditi con le vecchie. Cioè in pratica molti hanno fatto questo discorso: se io non ho presentato la domanda perche’ le regole erano vecchie (elezioni pilotate, non trasparenti) e adesso le commissioni sono a sorteggio (trasparenti?), le condizioni sono cambiate e quindi io avrei presentato la domanda. E’ per questo, dicono, che ci sono tutti questi ritardi per le sessioni I e II, con Gelmini che chiede consigli all’avvocatura dello stato. Alla fine faranno cosi’: peseranno i ricorsi contro le vecchie regole, contro le nuove, contro le nuovissime, e decideranno di fare i concorsi con la pile che pesa di meno. Poi arrivera’ Tremonti e dirà: blocchiamo tutto perchè ci costa meno aspettare ancora un paio d’anni per il DDL sul reclutamento.

  308. Gennaro ha detto:

    @università libera

    Non facciamo confusione: il ragionamento sacrosanto di chi non ha fatto domanda a causa delle vecchie regole non può essere diretto contro il Miur ma contro quegli atenei che non hanno riaperto i bandi, laddove la legge prevedeva di farlo.
    Quindi i ricorsi, se mai, sono una tegola per gli atenei, non per il Miur che può sempre dire che il governo aveva delegato agli atenei la questione della riapertura.
    L’Avvocatura peraltro si è già pronunciata a marzo.
    I concorsi non partono per un preciso disegno politico sull’Università. Punto.

  309. Spartacus ha detto:

    @ Gennaro
    Gli atenei che non hanno riaperto i concorsi sono perfettamente in regola… se una legge ti dice che “puoi” fare una cosa, sei libero di decidere se farla o no (altrimenti avrebbero dovuto usare il verbo “dovere” e imporre la riapertura). La questione è solo politica ovviamente: la Mary Star approfitta del caso Iavarone – La Sorella per dire che è tutta colpa dei baroni, ma intanto le procedure dei bandi FIRB (progetti presentati da giovani ricercatori non inquadrati) giacciono ormai da quasi un anno in chissà quale polveroso scantinato… di chi è la responsabilità in questo caso? Lo sa il ministro cosa significa un anno di ritardo in una faccenda del genere?

  310. Gennaro ha detto:

    @ Spartacus

    sono perfettamente d’accordo. Era proprio quello che volevo dire: non facciamoci ingannare dallo spauracchio ricorsi, che non esiste.

  311. mar ha detto:

    Per quanto riguarda i FIRB:
    Può darsi che mi abbia raccontato una balla però circa un mese e mezzo fa una prof di Roma mi ha detto di aver ricevuto un FIRB da referizzare e di aver avuto anche tempi molto stretti…non ci giurerei perchè non l’ho visto con i miei occhi ma…

  312. Perplesso ha detto:

    Ragazzi,che dire… Non ho certo fonti di prima mano per confermare quelle che sono soltanto sensazioni (o paure) mie. So bene che da un certo punto di vista è estremamente difficile far svolgere i nuovi concorsi con le regole del costituendo DDL. So che i tecnici del MIUR hanno passato gli ultimi mesi a scrivere DM e quant’altro. Però, dopo un anno in cui è successo tutto e il contrario di tutto, io continuo ad aspettarmi di tutto: dunque anche l’improbabile. Peraltro, le giuste obiezioni sullo stato di diritto sono valide quando c’è una società civile che fa valere l’esistenza di questo stato di diritto.
    Abbiamo visto che il governo può fare praticamente qualunque cosa sull’università senza che ci siano reazioni, non tanto a livello di manifestazioni di piazza, quanto di normale risposta della stampa e dei media. Lasciamo perdere le TV, ma almeno giornali dell’opposizione o di opinione (ma ne esistono ancora?) avrebbero dovuto fare un’inchiesta a puntate su tutta la vicenda concorsi, sui ritardi, le inadempienze e le enormi contraddizioni della Stellina. Invece si prende come oro colato ogni comunicato stampa che esca dal MIUR e non si fa un minimo di inchiesta, e neppure una semplice analisi fra quanto annunciato e quanto c’è di effettivo. Ogni tanto c’è un articoletto sui cervelli in fuga: sdegno generale, intervento del ministro che rassicura, giornali che plaudono e poi tacciono. Fino al prossimo scandalo, quando la giostra riparte identica a prima, per finire come sempre nel nulla…

  313. Gennaro ha detto:

    @Perplesso

    sottoscrivo. Il problema è quello che segnalavamo mesi fa: l’Università è talmente discreditata e isolata che nessun Partito d’opposizione o tanto meno giornale farebbe una crociata per sbloccare i concorsi dei BARONI= grandi bari. I Partiti e i giornali d’opposizione cavalcano quello che interessa la gente e alla gente dell’Università non frega un’emerita cippa. Mettiamoci l’anima in pace.

    Comunque sono sereno nella misura in cui settembre sarà un punto di non ritorno: o si fissa nel prossimo mese una DATA per le votazioni con bel decretino di Masia o di questi concorsi non si saprà più nulla.

  314. università libera ha detto:

    @gennaro: anche se apparentemente il mio discorso andava da un’altra parte, alla fine, concludendo che tanto poi arriva Tremonti che con la scusa della crisi blocca tutto e rimanda sine die, sono TOTALMENTE d’accordo con te (e con spartacus, e con perplesso, …): il problema è politico.

    Tutti al listone nazionale!

    Ma i tempi del DDL?

    Vi ricordo un paio di esternazioni della Gelmini:

    il 25 marzo sul corsera dice che il DDL verrà presentato entro due mesi (quindi 25 MAGGIO)
    -fonte:
    http://www.corriere.it/cronache/09_marzo_25/professori_lista_universita_8f8ed31c-1908-11de-8031-00144f486ba6.shtml

    il 4 luglio, sempre sul corsera (appunto come reazione alla fuga della Clementi), dice che il DDL sarà presentato in AUTUNNO, “quando il calendario parlamentare, oggi fortemente intasato, consentirà una rapida approvazione del testo”.
    -fonte:
    http://archiviostorico.corriere.it/2009/luglio/04/Far_crescere_cultura_del_merito_co_9_090704018.shtml

    Il problema è che il calendario parlamentare, come diceva la Gelmini “intasato a luglio”, lo sarà ancora di piu’ in autunno (tra nord contro sud, lega contro miccichè-lombardo, inni nazionali, dialetti, DPEF, case-ai-terremotati-a-settembre-pero’-19.000-posti-per-60.000-terremotati, lite fra i figli di berlusconi per l’eredità, flotta di vega alle soglie della galassia…), e quindi rinvio sine die del DDL…

  315. insorgere ha detto:

    il ddl, con tutto il combinato di decreti attuativi, ci metterà almeno 2 anni per arrivare in porto. ammesso che parta….

    • mi sento Troll ha detto:

      Ovvero … 2012 … più di qualcuno aveva fatto notare che il vero scopo del concorso lotteria era bloccare tutto fino al 2012… oro ci arriva anche l’APRI

  316. France ha detto:

    Si cari, ma allora mi spiegate perche’ le Universita’ hanno cominciato a bandire i posti Mussi (anche se ad un ritmo blando e scrivendo bandi ridicoli con prove scritte ed orali e limiti di 3 pubblicazioni)? E’ tutta ammuina?

  317. Gennaro ha detto:

    non è un’ammuina, ma un gioco delle parti. I rettori si salvano l’anima con i Presedi che a loro volta se la salvano con gli ordinari famelici di posti. Dopo di che prova a chiedere a un Preside un pronostico sulle prese effettive di servizio e lo vedrai ridere di gusto per il tuo senso dell’umorismo.

  318. mar ha detto:

    …poi tanto nel 2012 finisce il mondo lo hanno detto anche i Maya!!!

  319. noemi ha detto:

    Il fatto è che ci lamentiamo senza fare niente.

    Lauerati con esperienza e specializzazioni a 800-1000 euro al mese se va bene, e muti ritenersi fortunati. Cribbio e ricribbio possibile che dopo tanti sacrifici (laurea e/o dottorati), soldi spesi e sudore/lacrime versate, in questo paese di m… una/o possa avere come massima speranza/ambizione un rinnovo di contratto per altri 6/12 mesi, previa ovvia leccata di culo.

    Perchè questa situazione non ci fa incazzare a tal punto da reagire? Qualcuno ha qualcosa da perdere?
    Non facciamo niente, non diciamo niente, non spacchiamo niente e ci lasciamo travolgere dalle valanghe di soldi date a veline, mafiosi, paraculati, calciatori, cantanti, pensiamo forse che prima o poi cambi qualcosa, così dal niente o che magari arrivi babbo natale ad esaudire i nostri desideri?

    bah, simme fesse???

  320. università libera ha detto:

    “in una fase di crisi come quella in cui ci troviamo, diviene compito di tutti esigere e promuovere un cambiamento. Svegliarsi. Assumersi le proprie responsabilità. Fare pressione. E’ compito dei cittadini, degli elettori. Ognuno secondo la sua idea politica, ma secondo una richiesta sola: che si cominci a fare sul serio, già da domani…”

    …leggevo questo in un articolo di saviano a dicembre su repubblica (si puo’ ancora dire che uno legge repubblica?)…

    …gasato da queste parole ho provato a fare qualcosa, nel mio piccolo: ce l’ho solo presa ancora di piu’ in quel posto…

    …poi ho capito (sempre saviano, da gomorra, capitolo su don peppe diana) “una inutile battaglia in cui ricopriamo l’inevitabile ruolo di sconfitti”…

    beh, simme fisse!

  321. Gennaro ha detto:

    “Quanto al futuro, la Capone dice che non le spiacerebbe una nomina a ministro”.

    http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-21/graziana-2/graziana-2.html

    Forse dobbiamo già pensare al dopo Gelmini

  322. France ha detto:

    Ah ah, ma la comicita’ involontaria di certi titoli e’ impagabile! Almeno, se si ha presente cosa e’ la Veronica quando riferita a Gesu’…

  323. insorgere ha detto:

    hehehehehehe

  324. JohnnyMnemonico ha detto:

    la Gelmini è in vacanza a Maratea, se qualcuno di voi si trova lì vicino gli porti un messaggio in albergo! Rompiamogli le palle anche in vacanza!

  325. insorgere ha detto:

    magari fossi a maratea…io sto sudando per chiudere una pubblicazione.
    a volte anche i precari lavorano….

  326. insorgere ha detto:

    qualcuno sa dirmi se la norma sul prepensionamento dei ricercatori con x anni di anzianità retributiva sia definitivamente passata? e sapete indicarmi con precisione la norma?

  327. noemi ha detto:

    da Repubblica: Adriana F., ricercatrice bergamasca di 28 anni, lavora in un ospedale di Brescia e si occupa di neuroscienze. Una borsa di ricerca, rinnovata anno dopo anno, che le consente di portare a casa poco più di 800 euro al mese che, soprattutto nelle ricche province del nord, non permettono di vivere. Di conseguenza, ha portato il suo curriculum ad una palestra a poche centinaia di metri dalla struttura sanitaria. Così, oggi, di giorno continua il suo lavoro nell’ospedale, “di sera faccio l’istruttrice di spinning”. “La cosa che fa più riflettere – dichiara Arianna con un po’ di amarezza – è che guadagnerei di più in palestra a tempo pieno che con l’attività per la quale ho studiato. E pensare che dopo la laurea ho anche preso il dottorato di ricerca”.

    Allora cosa aspettiamo, che Patrizia diventi il nuovo ministro dell’Università e Ricerca?

  328. France ha detto:

    Al di la’ delle implicazioni ovvie e scontate (e’ storia di tutti: a me quando facevo il dottorato mi manteneva la mi’ moglie con un ricchissimo stipendio da farmacista dipendente E part-time)…Ma Adriana puo’ sommare la sua borsa di ricerca con il lavoro di istruttrice di spinning? Deve aver ottenuto il nulla osta dal consiglio di dipartimento? Oppure lo fa al nero? In tutti i casi sarebbe ancora piu’ assurdo!

  329. Pedrotti ha detto:

    Tutti coloro che parlano del 2012 sbagliano. Chi conosce i conti veri sa che una vero reclutamento sarà portato avanti solo a partire del 2014.

  330. bartlindon ha detto:

    Confermo. L’unica cosa sicura nel 2012 e’ la fine del mondo.
    http://www.december212012.com/
    Buon fine vacanze!

    p.s. cambiamo post(o)?

  331. mino ha detto:

    Mi associo alla proposta di cambiare post. Tra l’altro lunedì (dopo-domani) in edicola ci sarà una buona occasione per fare un post nuovo …

  332. Spartacus ha detto:

    Bene l’articolo promosso dall’Apri sul Sole 24 ore di oggi… ma il tono non mi piace: sembra che la responsabilità del caos attuale sia solo delle università che perseverano nei loro loschi maneggi e sono en passant si dice del casino normativo che blocca, confonde, non risolve, permette… Era così difficile per politici ed alti burocrati scrivere una legge in cui fosse chiaro che i concorsi, da un certo momento in poi, si facevano in un altro modo e che le vecchie norme erano abrogate?

    • unimediapisa ha detto:

      Intendi questo?
      http://intranews.sns.it/intranews/20090824/SIE1117.PDF

      Si’, bell’articolo. Anche se era facile prevedere che “fatta la legge, trovato l’inganno”: impossibile vincere per via burocratica i professionisti del cavillo (e dell’imbroglio).

      Penso comunque che il problema non stia nel tetto al numero di pubblicazioni presentate, anzi.

      Forse un buon metodo sarebbe quello di valutare i titoli in parte in modo meccanico (H-index? G-index?) ed in parte sulla base dei (tre? due?) lavori migliori segnalati dal candidato.

      E comunque fintanto che non sara’ chiaro che le scelte sul reclutamento influiranno sulla quota di FFO assegnata ai dipartimenti, tutte queste norme e criteri di valutazione saranno solo pannicelli caldi.

      PS: molto interessanti anche gli articoli segnalati da insorgere.

    • mi sento Troll ha detto:

      Bravi…. da questo articolo sembra che il ministero e la Gelmini abbiano fatto una legge per tagliare le gambe ai concorsi truccati mentre questi Universitari corrotti stiano facendo di tutto per evitare che la meritocrazia entri nell’università Italiana. Un altro tassello nella demonizzazione del mondo accademico (chiaramente nell’immaginario popolare sinistroso) a cui il governo, nell’impronta del modello Brunetta, cerca di porre un rimedio.

      @spartacus: i politici e gli alti burocrati sono molto più preparati e bravi di te. Se hanno fatto le cose come le hanno fatte è perchè così volevano. Se non lo vuoi capire non so cosa farci. Le persone si giudicano dalle loro azioni e non da quello che dicono.

      @unimediapisa: bell’articolo un corno. Il ministero blocca i concorsi e fa una riforma finta dove introduce una FINTA meritocrazia (da quando la lotteria e’ merito ? va beh che siamo nel mondo del super-enalotto) e la colpa è degli accademici corrotti…antimeritocratici.. solo nepotisti.

      • bartlindon ha detto:

        eh… proprio troll….
        Molto meglio un articolo che descriva i giardini in fiore che circondano le nostre Uni e i premi Nobel che declamano circondati da studenti vogliosi di imparare e collaboratori scelti per la loro capacita’ di far progredire le loro linee di ricerca, e descrivere invece l’orco-governo che taglia l’acqua a questi lustrissimi palazzi del sapere.

        Il governo e’ orco, ma i giardini con i nobel a passeggio non riesco proprio a vederli. Al massimo un po’ di prof.over 70 che ancora si aggirano come zombi.

      • mi sento Troll ha detto:

        @bartlindon: forse non ci sono i giardini con i nobel a passeggio … ma nemmeno questo schifo di soli prof.over 70 che si aggirano come zombi. Certo che pero’ esalare il governo che cerca di ammazzare gli zombi non mi sembra una buona idea.

        Il governo e’ ORCO ed e’ alleato con quelli che voi chiamate i nemici dei precari. Quindi non ci si puo’ aspettare la meritocrazia da chi non lo ha mai praticata. Comunque il governo sta tagliando l’acqua all’università con la scusa che non sono meritocratiche. In ogni modo l’acqua viene tagliata solo a chi lavora e non agli zombi.

  333. Gennaro ha detto:

    ma perché Trovati non fa un bell’articolo sul blocco dei concorsi che ormai dura da un anno?

  334. France ha detto:

    @ Gennaro
    Perche’ non puo’ scriverlo a scadenza settimanale. Senno’ che diventa, la Gazzetta Anti-Gelmini? Trovati si merita un monumento aere perennius, ma vi rendete conto che, dalle pagine di quel giornale poi, e’ l’unico che si interessa della questione senza scadere nel puttantour?

  335. insorgere ha detto:

    in effetti trovati di articoli di critica alla gelmini ne ha già fatti parecchi. in molti casi anche grazie ad apri.
    questa volta critica gli atenei che non bandiscono o bandiscono male. non è tutto, certo, e più critiche al ministero sarebbe state opportune. tuttavia è una parte – rilevante – del problema.

    e poi è LA PRIMA VOLTA che qualcuno trasmette al pubblico ciò che noi sappiamo bene: 1. le università non stanno bandendo. 2. quando bandiscono spesso ignorano o travisano il senso delle nuove regole.

    vi pare poco?

  336. ARTU' ha detto:

    Ottimo articolo e brava Apri!

    Finalmente un articolo che non si limita sul “caso umano” ma va nello specifico. E’ il primo articolo dove si parla della questione “limite pubblicazioni”. Io sarei anche favorevole ad un limite a 20-30 pubblicazioni, o meglio ancora a tutte le pubblicazioni negli ultimi 5 anni. Ma, ragazzi, questi qua mettono un limite a 3 pubblicazioni! … perchè mai pensate mettano un limite così basso? A questo punto, molto meglio toglierla questa norma assurda.

    Ottimo anche l’aver messo in evidenza la problematica dei fondi Mussi 2009 che se non sbloccati entro qualche mese andranno persi.

    Brava Apri … finalmente qualcuno che non si limita a parlare, parlare, parlare … ma qualcosa la fa concretamente.

  337. FogliaSuAlberoAutunno ha detto:

    Non colgo il senso del limite alle pubblicazioni “degli ultimi 5 anni”. Ammetto la possibilità che, dopo 5 anni, le teorie siano superate… Ma non è possibile che tali pubblicazioni abbiano contribuito a mandare avanti la ricerca attuale, costituendone le basi(sempre che siano state valide)? Insomma, il lavoro avrebbe una scadenza?
    Premetto che parlo per interesse personale, perché pur avendo alcune pubblicazioni mi trovo (viste le probabili quanto misteriose nuove regole) a dover ri-fare un dottorato (condizione necessaria per il concorso?) che abbandonai a metà per un assegno di ricerca, che era molto più mirato verso il mio campo d’azione. Potevo svolgere entrambe le cose, ma non era serio. Non per chi lavora davvero.
    Faccio questa precisazione per onestà e perché potrei essere influenzato nel mio pensiero dalla situazione che vivo. Mi farebbe quindi piacere ascoltare argomentazioni sulla “scadenza delle pubblicazioni” che mi convincano.

    • zorro ha detto:

      Il titolo di dottore di ricerca non è necessario per diventare ricercatore. Esso, insieme all’aver svolto assegni di ricerca o borse post-dottorato è “titolo preferenziale” … ma questo non c’entra con le ‘nuove regole’: anche prima, con le ‘vecchie regole’ il dottorato era titolo preferenziale … si tratta di una norma presente nella legge Moratti del 2005.

      Quindi puoi benissimo partecipare ai concorsi da ricercatore senza dottorato.

      • FogliaSuAlberoAutunno ha detto:

        Le bozze di DDL che circolano parlano di dottorato come condicio sine qua non per concorrere all’abilitazione nazionale (e non sarebbe neppure ingiusto, ma equiparare l’assegno di ricerca su tre/quattro anni no, eh?). Se sarà così. Se, se. Tutti se. Considerando che ci vogliono 3 anni (e mezzo)… Certo 3 anni fa mi pareva meglio l’assegno di ricerca. Quando avrò finito il dottorato (se entro, mica mi prenderanno sulla parola), il nuovo governo dirà che con 4 anni di assegno si concorre alla II fascia.
        Intanto sarò cocomeraio ambulante sulla tangenziale (con tutto il rispetto, anzi…). Darò in omaggio copie delle mie monografie (impregnate nel limone, per pulirsi le mani).

  338. insorgere ha detto:

    le pubblicazioni non devono avere limiti. ma scherziamo? sopratutto in concorsi come quello da ricercatore dove sono (quasi) l’unico parametro di valutazione

  339. France ha detto:

    Esatto: le pubblicazioni che devono essere prese in considerazione NON DEVONO AVER LIMITI! Nessuno si sogna di dire che vadano giudicate un tanto al chilo: ognuno presenta la sua lista completa e, per esteso, il numero di pubblicazioni che ritiene piu’ significativo. Avete paura della carta? E se si cominciasse a prevedere la submission in pdf?

  340. orgogliosardo1971 ha detto:

    ciao ragazzi,
    rientro solo ora dalle vacanze,
    qualche novitá per il bando di Sassari?
    grazie

  341. insorgere ha detto:

    bando di sassari modificato. ora rispetta le nuove regole ma resta limite ridicolo di pubblicazioni. però come apri abbiamo scritto lettera a rettore (anche a quello polimi) per osservare che il limite è talmente basso (metà dei criteri minimi cun per il settore) da consentire di impugnare il bando.

  342. orgogliosardo1971 ha detto:

    Benissimo!

  343. mino ha detto:

    @ orgogliosardo 1971
    Dovresti leggerti anche l’articolo sul Sole24Ore di oggi, che addirittura si è guadagnato la Prima Pagina:

    http://www.ricercatoriprecari.it/documenti/Rassegna%20stampa/ilsole24ore%2024-08-09.pdf

  344. mino ha detto:

    @ orgogliosardo 1971

    Potrebbe essere d’aiuto se tu volessi divulgare l’articolo del Sole 24 Ore, nonchè il fax, a qualche giornale locale della Sardegna, che potrebbe essere interessato a riprendere questa notizia.

  345. Perplesso ha detto:

    Sì, sì bravo e coraggioso Trovati… Però rimane nel tecnicistico, quando il dato di fondo è un BLOCCO spaventoso di tutti i concorsi, al di là di regole vecchie, nuove e nuovissime. Migliaia di persone sono al palo e presto abbandoneranno se non hanno nemmeno una chance di provare un solo concorso. L’impatto psicologico è devastante…

  346. France ha detto:

    Beh diciamo che aiuterebbe se a quei pochi concorsi banditi si iscrivesse la gente IN MASSA. Cosi’ potremmo rompere molto piu’ “giustificatamente” le scatole. Il blocco glie lo facciamo togliere solo se facciamo casino in tanti.
    PS Ario, GB, chiunque: cambiate post, please!!!

  347. mino ha detto:

    @ Perplesso
    Non è detto che non ci saranno nelle prossime settimane articoli sullo stallo dei sorteggi, in ogni caso noi li solleciteremo. Nell’articolo di oggi comunque un cenno al blocco dei concorsi c’è, ma si tratta di un argomento di cui il giornalista si è occupato già varie volte.
    Piuttosto, oltre alla vituperata Apri, mi aspetterei anche dall’oppisizione, dai sindacati, dalla Crui, dalle altre associazioni le stesse sollecitazioni ai giornali.

  348. insorgere ha detto:

    @ orgogliosardo e a tutti
    che aspettate a iscrivervi all’apri?

    mi pare che l’associazione abbia dimostrato di sapersi muovere bene nell’interesse dei precari, di essere concreta e fattiva, non ideoligica e propositiva, nonché capace di conquistare spazi mediatici importantissimi

  349. France ha detto:

    (insorgere mi mordo la lingua ripetutamente per ricacciare indietro il mare di battute da caserma che premono per uscire dalla mia bocca di obiettore di coscienza)
    E poi volete mettere essere additati come la causa dei mali del mondo e/o figli dell’Anticristo da politici, baroni, baronetti, precari e studenti tutti in una volta?

  350. France ha detto:

    Comunque domattina su Radio Citta’ Futura (http://www.radiocittafutura.it/Home.aspx) alle 8.05 intervistano l’APRI e insieme a noi, dicono, Perotti. Ah ah, quante parolacce mi concederanno?

  351. unimediapisa ha detto:

    @mi sento troll
    A me sembra che l’articolo di Trovati dica -in maniera abbastanza neutra- come stanno attualmente le cose.
    Gli atenei bandiscono col contagocce: e’ forse falso?
    Invece non sono d’accordo sulla vulgata che imputa al “complotto dei baroni” questa riluttanza a bandire i concorsi: in una situazione confusa, con regole incerte e continuamente cangianti, anche un dipartimento virtuoso sara’ molto cauto a bandire un posto (per timore che venga vinto da un candidato ben ammanicato, ma mediocre).

    Cio’ che manca nell’articolo e’ invece un’analisi di quanto le nuove regole, spacciate come “meritocratiche”, siano effettivamente tali. Spero che un articolo che appare con tale rilievo sia utile a stimolare la discussione su questo punto.

    @France
    A me sembra che non porre alcun limite al numero delle pubblicazioni favorisca la proliferazione di pubblicazioni “seriali” mediocri ed autoreferenziali (fenomeno gia’ ampiamente diffuso, per quanto mi risulta) e premi quei candidati inseriti in una cordata potente – dove c’e’ chi scrive e chi si lascia trasportare, firmando (quest’ultimo pericolo e’ ancor piu’ concreto ora, con l’abolizione delle prove scritte e orali). Se non ci sono limiti al numero di pubblicazioni e’ inevitabile che il giudizio sia “un tanto al chilo”: gia’ con un limite di tre pubblicazioni a candidato e’ improbabile che la valutazione dei titoli avvenga sulla base della lettura di tutti i lavori di tutti i candidati.

    Certo: anche porre un limite ha delle controindicazioni. Per questo ritengo che bisognerebbe adottare un sistema misto, in modo che venga effettivamente misurata sia la quantita’ (in maniera automatica, tipo H-index) che la qualita’ (analizzando, piu’ nello specifico, un paio di lavori per ciascun candidato).

    • mi sento Troll ha detto:

      L’artico comincia con: “Le regole per ridurre il rischio di combine ….”
      Quindi non e’ neutrale perche’ assume come FATTO PRICIPALE che il ministero ha introdotto regole per ridure il “rischio di combine” il che vuol dire che 1) i concorsi era prima molto spesso truccati 2) il ministro si da fare per rendere piu’ meritocratici i concosi. Poi non racconta “FALSITA'” in tanto il messaggio precedente e’ passato.

      Le NUOVE REGOLE de-responsabilizzano i commissari che in quanto estratti non devo giustificare a nessuno le loro scelte e invece gli incoraggia a fare le peggio cose. Tanto o ora o mai piu’.

      Le nuove regole non prescrivono niente di piu’ di quando era gia’ prima. Prima riunione di ogni commissione scriveva esattamente quello che scrive il ministero cosi’ la comissione non deve piu’ scrivere la pagina della prima riunione. BEL MIGLIORAMENTO.

  352. Renzino l'Europeo ha detto:

    Il “limite alle pubblicazioni” va inteso come scelta da parte del candidato di un florilegio di propri prodotti da porre alla valutazione analitica della commissione giudicatrice, che sia fattibile in modo realistico (cioè leggere e sgobbare).

    Per questo e’ stato messo anche nella Carta Europea dei Ricercatori & Codice di Condotta per il loro reclutamento, dopo ampia discussione.

    L’intera lista, comprensiva di ogni dettaglio informativo per consentire una valutazione generale della produzione scientifica, non si mette in discussione, ma si indica come preferibile un metodo che consenta una effettiva valutazione della qualità su un’antologia definita (dallo stesso candidato, appunto).

    • unimediapisa ha detto:

      Stai quindi dicendo che ciò che dice Gianni Trovati (ovvero che il limite favorirebbe i candidati con poche pubblicazioni ma buoni appoggi) è una sciocchezza?

      Ci son casi in cui tale limite viene inteso im maniera “assoluta”, come sembra di capire dall’articolo di Trovati?

  353. unimediapisa ha detto:

    Dimenticavo: qualcuno mi spiega di preciso che vuol dire
    “determinazione analitica dell’apporto di ciascun autore”
    (per pubblicazioni a piu’ firme).

    Faccio un esempio. Se l’articolo presentato dal candidato Pippo e’ firmato anche da Pluto e Paperino bisognera’ valutare contributo di Pippo.
    Supponiamo (per semplicita’) che gli articoli siano valutati unicamente in base all’H-index e che il contributo di Pippo sia espresso da una percentuale.
    Chi determina tale percentuale? Pippo? La commissione?

    E soprattutto: se nel concorso a Topolinia il contributo di Pippo a questo articolo venisse valutato essere il 65%, potrebbe capitare che nel concorso a Paperopoli il contributo di Paperino venga valutato essere il 55%?
    Ovvero: questa norma consente di fatto la moltiplicazione dei pani e dei pesci?

    Io penso che la norma, per esser chiara, dovrebbe stabilire: se ci sono N nomi il contributo di ciascuno e’ 1/N. Punto e basta.

    La mia impressione complessiva e’ che questo coacervo di criteri non cambi di fatto molto (non in positivo, per lo meno): baroni e baronetti continueranno ad avere ampi margini di manovra. Scommettiamo?

    • mi sento Troll ha detto:

      Bravo. Vi e’ stato un periodo in cui si raccoglievano le dichiarazioni dei coautori che dicevano qual’era il contributo del candidato. Ho scritto righe e riche di atti notori in cui affermavo che il mio contributo ad ogni articolo era pari ad almeno 1/N. E questo in molti degli innumerevoli concorsi a cui ho partecipato. Con l'”aggettivo” sintetico in voga in tempi recenti non era piu’ stato necessario. A rigore di legge senza dichiariazione dei coautori o del candidato tutti gli articolo a piu’ firme dovrebbero essere rigettati in quanto NON VALUTABILI se non e’ possibile VALUTARE ANALITICAMENTE il contributo dei singoli autori. Buon divertimento.

      Preparatevi a scrivere tonnellate di atti notori e dichiarazioni dei vostri co-autori.

      SOLO UN PAZZA PUO’ ACCETTARE DI FARE IL COMMISSARIO CON LE NUOVE REGOLE.

  354. insorgere ha detto:

    @unimedia
    certo che continueranno ad avere ampio margine. lo avranno perchè non sono stati inseriti indicatori numerici come chiedeva apri. nemmeno indicatori minimo, chessò dicendo che i titoli potevano contare per un 30% e le pubblicazioni 70& (o 40 e 60). in questo modo rimarrà l’arbitrio, ma meno di prima.
    anche perchè c’è la norma lasciataci in eredità da mussi, che sancisce che dopo il triennio oltre alla valutazione per la conferma il neo-assunto deve esser sottoposto anche a valutazione anvur. e se questa non fosse positiva il dipartimento perderebbe soldi pari al costo medio di un ricercatore.
    tale minaccia potrebbe aiutare ad evitare che vengano assunti ciucci.
    il problema è che con le nuove regole si posson probabilmente ridurre i casi più scandalosi, ma nulla spinge a puntare verso le eccellenze.

    • unimediapisa ha detto:

      Se la riforma riuscisse davvero ad “eliminare i casi piu’ scandalosi”, questo sarebbe gia’ un gran passo avanti (se non altro per via delle risorse liberate). Purtroppo su questo punto son meno ottimista di te, ma sarei felice di sbagliarmi.

      Riguardo al problema di “puntare verso le eccellenze”: dubito che cio’ possa avvenire attraverso i commissari aleatori e la valutazione delle pubblicazioni unicamente attraverso “indicatori numerici”. Per lo meno non conosco un solo esempio dove un sistema del genere abbia prodotto eccellenze.

      O meglio: non mi risulta che nessun sistema universitario eccellente (o anche solo decente) conduca il reclutamento in cotesto modo.

      • mi sento Troll ha detto:

        Certo che la riforma riuscira’ “eliminare i casi piu’ scandalosi” !! Non ci saranno concorsi !

      • insorgere ha detto:

        non ho detto che i punteggi numerici garantiscono le eccellenze. ho detto solo che gli attuali criteri sono aleatori e vaghi (sostanzialmente identici a quelli vecchi). mentre sarebbe stato necessario metterci indicazioni specifiche: per. es. quanto vale un dottorato, quanto vale un post-doc. quanto debbono valere i titoli rispetto alle pubblicazioni. come si devono valutare le pubblicazioni (elaborando criteri per settore).

      • unimediapisa ha detto:

        “non ho detto che i punteggi numerici garantiscono le eccellenze. ho detto solo che gli attuali criteri sono aleatori e vaghi (sostanzialmente identici a quelli vecchi). mentre sarebbe stato necessario metterci indicazioni specifiche […]”

        Su questo sono perfettamente d’accordo con te. Infatti non riesco a capire per quale motivo molte persone ripongano grandi attese in questi “nuovi” criteri “meritocratici”. Mistero della Fede.

    • UnRicercatore ha detto:

      Certo che se NON PUOI INTERROGARE i genietti perché sennò sei un cattivo barone, valutarne il contributo (o anche la conoscenza della materia) è impossibile.
      Alla faccia dei proclami.

  355. 555 ha detto:

    qualcuno sa spiegarmi che significa nella tabella allegata all’articolo del Sole24Ore di oggi la dicitura “Mancata previsione della verifica dell’Anvur per la conferma in ruolo”? E che cosa comporta?
    Grazie

  356. euroscience ha detto:

    Protesta contro il lavoro gratuito con lettera a Napolitano

    http://milano.repubblica.it/dettaglio/articolo/1702575

  357. insorgere ha detto:

    @555
    il riferimento su cui chiedi lumi è alla norma lasciataci in eredità da mussi, che sancisce che dopo il triennio oltre alla valutazione per la conferma il neo-assunto deve esser sottoposto anche a valutazione anvur. e se questa non fosse positiva il dipartimento perderebbe soldi pari al costo medio di un ricercatore

  358. Gattopardo ha detto:

    D’accordo con unimediapisa. Resta un certo margine di manovra anche con le nuove regole, inevitabilmente. I margini di manovra li sanno sfruttari i più scaltri. Con un numero ragionevole di concorsi, come era fino a qualche anno fa, entravano sia persone brave, sia persone ammanicate. Con un numero ridicolo di concorsi, come sarà da ora in poi, entreranno solo gli ammanicati. Non so come fate a non capire che il problema non è stabilire il criterio per dividersi le briciole ma per prima cosa chiedere un “panino” dignitoso per il settore università.

  359. insorgere ha detto:

    @ gattopardo
    a me sembra che tanto più piccola è la torta tanto più è essenziale che le fette siano tagliate e distribuite con giustizia ed equità.

  360. mino ha detto:

    Peraltro la torta potrebbe anche essere bella grossa se

    1. Le università bandiscono i posti Mussi 2008 che ora si tengono stretti stretti nel cassetto.

    2. Al Ministero si danno una regolata e sbloccano i fondi Mussi 2009 prima che vadano persi.

    Entrambe le questioni sono state affrontate dall’articolo. In particolare la questione 2) mi pare molto importante, oltre che urgente.

  361. insorgere ha detto:

    poi è ovvio che lo stato dovrebbe spender di più in università e ricerca. ma buone regole e strumenti per responsabilizzare chi assume sono necessari comunque

  362. Gattopardo ha detto:

    A me non pare che il precedente sistema di regole fosse più ingiusto o più iniquo di quello nuovo. Quello che è ingiusto è che possa trovare collocazione lavorativa nell’università solo un numero di persone pari a quelle da 10 e lode, anche ammesso e non concesso che proprio loro entreranno con le nuove regole. Uno da 7 o da 8 può servire utilmente l’Università ed il Paese ed invece resterà fuori perchè si vuole dirottare il denaro pubblico altrove. Questo sì che è ingiusto, oltre che poco lungimirante.

  363. insorgere ha detto:

    ah beh se siamo alla storia che “il vecchio sistema andava benone” è inutile discutere.

    ma scherzi o semplicemente eri nella coda giusta?

    • mi sento Troll ha detto:

      Trucco retorico. Hai cambiato argomento .. non corretto .. come modo di fare .. degno di Bush.

      Dovevi rispondere alla domanda: “A me non pare che il precedente sistema di regole fosse più ingiusto o più iniquo di quello nuovo.”

      Invece attribuisci a Gattapardo “il vecchio sistema andava benone” cosa che lui non ha detto. Ha detto che il nuovo sistema va male come il precedente..

      • France ha detto:

        Il vecchio sistema ha fatto diventare ricercatore gente che in un paese serio all’Universita’ farebbe il bidello. Il nuovo sistema lo vogliamo vedere alla prova dei fatti, e poi fra qualche anno speriamo di mandare a fare in culo i concorsi una volta per tutte, che e’ meglio ancora…

      • insorgere ha detto:

        nessun trucco retorico. il vecchio sistema può andar bene solo a chi è convinto che sia giusto aspettare il proprio turno stando educatamente in coda.
        chi invece crede di dovere e potere guadagnare una posizione coi suoi meriti e col suo lavoro non può trovare accettabile il vecchio sistema.
        è question di moralità individuale, di orgoglio personale e di concezioni opposte di come dovrebbe funzionare una società moderna.

      • mi sento Troll ha detto:

        bravo insorgere … ma credi che gli altri siano tutti coglioni. Il trucco retorico e’ come controbattere ad uno che dice che la neve e’ bianca. Tu fai finta di niente e dici che tutti quelli che non vedono che il rosso e’ meglio del bianco sono dei senza dio e senza morale.

        RIPETO: gattopardo non ha detto che il vecchio sistema va bene. Ha detto che il cosiddetto “nuovo sistema” fa schifo come il vecchio.

  364. Gattopardo ha detto:

    Ero nella coda, ne’ giusta ne’ sbagliata, come tutti quanti sono precari della ricerca e lavorano in Italia. Tra poco capirai che non ci sarà più nessuna coda, ma non perchè ci sarà un sistema migliore, ma perchè non ci sarà più niente per cui concorrere. E se anche se io o tu siamo migliori di tutti gli altri concorrenti, pensare che devi entrare solo tu o solo io e gli altri devono andare tutti a casa mi sembra che dovrebbe indurre almeno un minimo di vergogna. Altrimenti è solo presunzione e darwinismo sociale di ritorno.

  365. insorgere ha detto:

    nessun darwinismo sociale. come individuo e come socio apri mi sono impegnato per riformare il sistema e anche per condannare in ogni modo i tagli.

    ciò detto, io non ero e non sono in nessuna coda. pertanto prima avevo la certezza di non vincere mai un concorso da ricercatore, a prescindere da quanto o come pubblicassi, oggi so di avere qualche chance. secondo me non è una differenza da poco.

    • Gattopardo ha detto:

      La lotta contro i tagli se c’è stata è risultata a quanto pare inefficace. La tua è una lotta che è giusta solo in teoria: nella pratica credo che riuscirà solo per la “metà triste”, cioè spazzerà via quelle che tu chiami code ma non aumenterà affatto le tue chance di vincere un concorso.

  366. Gattopardo ha detto:

    Preciso che non intendo dire che vadano stabilizzati tutti i precari della ricerca, ma mi pare incredibile che la lotta non debba puntare sul fatto che si sta parlando di un numero di concorsi dell’ordine forse del 2 o 3 % dei precari che attualmente prestano servizio DA ANNI nelle università. Se la nave affonda e ci sono a bordo 1000 passeggeri e 10 salvagenti, io mi incavolo per prima cosa perchè ci sono 10 salvagenti e non sul modo di distribuire i salvagenti. Scusate l’esempio stupido ma – spero – chiaro.

  367. insorgere ha detto:

    confronto tra vecchio sistema e nuovo, con dati concreti e per il mio settore.

    fino a un annetto fa ci sono stati (nei precedenti due anni) poco meno di trenca concorsi da ricercatre. in tutti tranne uno ha SEMPRE vinto il predestinato. in media non si presentavano più di 3 candidati a concorso (oltre al predestinato).

    ora nel mio settore per la II sessione 08 è stato bandito, allo stato, un solo concorso. si sono presentati in oltre 40. l’ex-predestinato ha perso il suo status a causa del sorteggio della commissione: ovvero non è più sicuro di vincere, dipenderà da chi ci sarà in commissione. Ma ha anche perso posizioni perché scientificamente debole e in un sistema senza scritti e orali diventa più difficile farlo vincere, sopratutto se si presentano in tanti bravi e con commissari sorteggiati.

    questo è lo stato dei fatti.

    • mi sento Troll ha detto:

      Caro Insorgere pensavo che il tuo stato di libero pensatore ti potesse evitare di ragionare solo nei termini del tuo caso personale. Capisco la tua rabia dovuta al la fatto che nel tuo settore debba essere designato un predestinato senza titoli ma non vedo perchè per fregare sto tizio devi voler mandare a puttane tutti gli altri concorsi dove magari il predestinato e’ uno valido con piu’ titoli degli altri e rischia di sopravanzato da uno scarso solo perchè e’ stato estratto il suo professore.

      Ora io capisco che possa essere contento del sorteggio solo uno legato ad un gruppo di potere che con l’estrazione ha qualche probabilità che siano estratti dei membri del suo gruppo di potere. Vuoi per comune appartenenza alla massoneria, al rotary, a comunione e liberazione, all’opus dei o alla lobby ebraica. Solo un membro di una di queste lobby non dichiarate puo’ aver piace all’estrazione.

      • insorgere ha detto:

        io invece credo che il sorteggio combinato con l’eliminazione di scritti e orali possa consentire, in qualche caso, che succeda una cosa semplicemente normale: che vinca il migliore. a prescindere dalle lobby, dalle loggie, dalle sette e quant’altro.

        cmq il riferimento al caso personale era solo per dare riscontro di situazioni che conosco bene invece di far discorsi generici. personalmente credo che l’ideale sarebbe abolire i concorsi e introdurre un sistema responsabilizzante nelle chiamate. ma allo stato quel che c’è è un passo avanti, piccolo ma pur sempre significativo

    • unimediapisa ha detto:

      “ora nel mio settore per la II sessione 08 è stato bandito, allo stato, un solo concorso. si sono presentati in oltre 40.”

      Certo: con un concorso solo, son venuti tutti!

      • insorgere ha detto:

        non è così. il concorso è stato bandito a fine dicembre. prima che fosse chiaro che c’era il blocco.

        si sono presentati in tanti perché ci sono le nuove regole. perché non ci sono scritti e orali, perché c’è il sorteggio.

  368. insorgere ha detto:

    per quanto riguarda il numero esiguo di posti. ti do ragione. ma va detto che il calcolo non va fatto rispetto all’alto numero di precari bensì rispetto all’effettivo fabbisogno degli atenei.

    sono convinto che gli atenei avrebbero bisogno di più ricercatori e più giovani, anche per via dei ritmi di pensionamento previsti.

  369. France ha detto:

    Io dalla coda mi sono levato dopo meno di sei mesi perche’ mi veniva il vomito. Questione di gusti?
    Tu sei quello che si incazza con l’armatore mentre la nave affonda comunque, noi siamo quelli che cercano di salvare “le donne e i bambini”. Preferisco noi.

    • mi sento Troll ha detto:

      Ti sei tolto dalla coda o ti hanno cacciato dalla coda perche’ troppo scarso ? Voi non volete salvare le donne i bambini ma solo in nome del merito volete che si affoghi tutti!

  370. France ha detto:

    Il mio commento era riferito all’ultimo di gattopardo of course

  371. Gennaro ha detto:

    mah, per restare in tema nautico, la sola verità è che c’è il blocco delle navi in porto e chissà quanto durerà nell’indifferenza generale. In compenso lavoriamo nei cantieri navali per navi inaffondabili che forse non salperanno mai.

  372. Perplesso ha detto:

    @insorgere
    Non vorrei sembrare disfattista, ma:
    se -come sembra- le regole della L.1 del 2009 varranno solo per un numero (relativamente) piccolo di concorsi, ossia quelli del 2008 e quelli del 2009 (se non se li ripappa Tremonti) chi ti dice che gli ordinari della tua materia non facciano un accordo per “quieta non movere”, ossia per non rompersi le scatole a vicenda, lasciando vincere chi doveva vincere a suo tempo?

    • mi sento Troll ha detto:

      SCOMMETTICI.

    • insorgere ha detto:

      semplicemente che nel mio settore gli ordinari sono tanti (più di 130) e che ci sono fortissime faide. Già nella scorsa tornata si è assistito al tutti contro tutti: con baroni che cercavano di far eleggere i propri tirapiedi (ass. e ric.) nelle commissioni per imporsi dove possibile.
      E con le nuove regole la conflittualità non può che aumentare.

      • Perplesso ha detto:

        Nei settori numerosi è certo più possibile sparigliare le carte. Però non c’è il tuo solo concorso, che se bandito a dicembre è della seconda sessione 2008, ma anche quelli della prima sessione: e poi quelli da associato e da ordinario. Devi vedere tutto il pacchetto insieme. Magari chi dei commissari sorteggiati non avrebbe interesse al posto a cui concorri tu ce l’hai invece in un’altra sede… Per questo dicevo “quieta non movere”…

      • insorgere ha detto:

        caro perplesso, è ovvio che i concorsi devono ripartiti tutti. e devono partire presto.

        dal conto mio è pure ovvio che la riformicchia attuale è come un’aspirina contro una grave infezione. attenua la febbre ma non cura il male.

        per svoltare bisognerebbe liberarsi del dannato sistema dei concorsi e introdurre premi e punizioni per chi assume.
        intanto abbiamo questo, che è comuqnue un passo avanti. e non smetterò di far tutto il casino possibile – con apri e da solo – perchè i concorsi partano presto.

      • Perplesso ha detto:

        Io mi riferivo non a tutti i concorsi in genere, ma a tutti i concorsi del tuo SSD. Se al posto a cui concorri tu -che presumo sia di ricercatore- escono sorteggiati come commissari X e Y che non hanno nessun interesse nella tua sede (e dunque dovrebbero far vincere il migliore) ma ce l’hanno da un’altra parte, ad un concorso (poniamo) da associato dove invece escono sorteggiati Z e K della cordata della quale fa parte il membro interno che si oppone a te, allora cosa potrebbe succedere? TRATTANO.
        Detta così sembra un’ipotesi difficile da realizzarsi ma se tutti i concorsi del tuo SSD (ric.ass.e ord.) sono parecchi, non lo è affatto. Perchè ad esempio già con 5 concorsi da ordinario vuol dire avere 20 persone da togliere alla lista dei 130 ordinari e via dicendo…

      • insorgere ha detto:

        vedremo. intanto è meglio di un sistema in cui il concorso era una mera formalità perchè era già stato deciso prima – prima ancora del bando – per chi era fatto il posto.

  373. Claudietto ha detto:

    Io ribadisco, ribadirò sempre: con il sorteggio vincerà chi conosce più gente nella commissione (e magari ha anche un curriculum decente. Ma nel caso di massoni, adepti di cl, ecc. ecc. non sarà nemmeno tanto necessario). Questa forma di concorso non favorisce la meritocrazia, anche se (forse) sposterà la qualità dei vincitori un pochino pochino più in alto. Chi non era nelle “code”, farebbe bene a vendere il c**o al più alto numero possibile di ordinari contemporaneamente (nel caso di SSD piccoli). Negli altri casi vi saranno giochi sporchi di potere per accaparrarsi le pochissime risorse disponibili.
    Ripeto anche che se io fossi un ordinario non vorrei che si bandisse nemmeno un concorso nella mia sede. Se io fossi uno in coda, pregherei al mio ordinario di non sbattersi per bandire, di farmi cambiare temporaneamente lavoro per farmi sopravvivere (se necessario), e di aspettare.

    I concorsi devono sparire. Con ‘sta storia del sorteggio, Tremonti (che con l’Università si fa le pi**e) ha escogitato un modo intelligente per sfruttare la disonestà dell’ordinario medio, al fine di far tornare indietro i soldi mussi. Uscendone pulito come il culetto di un bimbo educato.

    ‘Notte

  374. Claudietto ha detto:

    “pregherei il mio ordinario”, e non “al mio ordinario”. Ma se siete in coda e volete cmq pregare al vostro ordinario, non fate male.

  375. Gennaro ha detto:

    vorrei dire che non c’è nulla di immorale nello stare in una coda, ma anzi è abbastanza fisiologico e ci si può stare con dignità. E’ evidente che le Noemi e Moniche Lewinsky di turno e i figli di papa’ non stanno in una coda ad aspettare il loro turno.
    Se io sono un ordinario in commissione che ha uno studente bravissimo neodottorato e un’altro bravo ma anzianotto, dirò a quello giovane di aspettare un po’: ma dov’è lo scandalo?

  376. mino ha detto:

    Non c’è nulla di immorale, ovviamente, a stare in una coda … quello che è sbagliato è proprio “il sistema delle code” in sè.

    Sottopongo nuovamente questa lettera che, in tempi non sospetti, alcuni ricercatori italiani che avevano appena vinto posizioni permanenti all’estero, scrissero all’allora ministro Mussi:

    http://www.stanza33.it/letteramussi.pdf

    Fra le altre cose si parla in maniera molto chiara delle tante criticità del “sistema delle code”. Credo possa essere utile a tutti per una riflessione.

    • unimediapisa ha detto:

      Sottoscrivo in pieno.

      Le code, come tutti gli altri meccanismi di progressione “per anzianità” sono da eliminare per due motivi:
      1) generano inefficienza;
      2) un sistema che premia merito ed impegno crea un clima più stimolante e -in definitiva- è anche più gratificante per chi lavora.

      Detto questo, è quasi inevitabile che chi lavora nell’ambiente accademico italiano debba finire -volente o nolente- per convivere con code e progressioni per anzianità. Ciò riguarda in una buona misura anche noi strutturati, se non altro per il peso che da noi hanno gli scatti stipendiali automatici.

      Chiamarsi del tutto fuori dal sistema è difficile (a volte impossibile) ma soprattutto poco ragionevole. Quello che penso sia doveroso fare è prestare molta attenzione a curare quei dettagli che potrebbero contribuire a far inceppare il nastro trasportatore della coda.

      Faccio un paio d’esempi:

      1) legame tra scatti stipendiali e produzione scientifica.
      Il Ministro ha annunciato più volte una norma del genere.
      Ma bisogna vigilare che non finisca tutto in burletta,
      come al solito.

      2) Regole per la valutazione delle pubblicazioni con più autori.
      Come molti hanno fatto notare, il sistema della coda si
      basa sul fatto che chi sta avanti firma i lavori di chi
      sta dietro (anche senza aver contribuito). Per mettere in
      crisi questo meccanismo sarebbero utili criteri chiari ed
      univoci per stabilire il contributo di ciascun autore: su
      questo punto il testo del DM mi sembra lacunoso.

      Il diavolo (spesso) sta nei dettagli.

  377. insorgere ha detto:

    nulla di immorale nello stare in coda….mumble muble vediamo….è corretto accettare l’idea che si vada avanti per anzianità?
    secondo me no. non stiamo parlando di incarichi alle poste!

    ovviamente ha ragione mino, ciò che è immorale è il “sistema delle code” perché è un sistema chiuso. a parità di bravura avrebbe anche senso, ma qui l’anzianità di servizio conto più del merito. e chi è fuori dalla coda, per quanto possa essere un genio, o semplicemente un gran lavoratore, non ha speranza di essere nemmeno preso in considerazione. questo è improduttivo, disastroso in termini di organizzazione sociale, e – a mio modo di vedere – fondamentalmente immorale.
    Questo sistema non incetiva a far di più e meglio, non spinge ciascuno a sviluppare davvero e fino in fondo il proprio talento, non introduce alcun elemento di sana competizione. E’ mortifero, deprimente, implica una deresponsabilizzazione dei questuanti che devono solo aspettare il proprio turno. In questo sistema nessuno può assumersi la responsabilità del proprio destino, nessuno può nemmeno sognare di costruire il proprio futuro con l’ingegno e con l’impegno.
    Distruggere questo mostro è cosa buona è giusta.

  378. insorgere ha detto:

    e non ho nemmeno toccato la questione nepotismo, che del sistema delle code è un logico sottoprodotto.

  379. insorgere ha detto:

    @ claudietto
    io invece scommetto che di concorsi con le regole attuali ce ne saranno parecchi di qui al 2012 quando – se mai lo vedremo – sarà operativo il progetto di riforma organica (DDL).

  380. insorgere ha detto:

    ultimo commento:
    capisco il desiderio legittimo di ciascuno di sitemarsi. ma da qui al pensare che va bene tutto, qualsiasi schifezza, qualsiasi sistema corroto, purché noi come generazione ci piazziamo…beh, ce ne corre.

    se la nostra ambizione non è di riformare il sistema, di roversciarlo come un calzino, ma solo di entrarci per star tranquilli, allora meritiamo di affogare.

    il livello di degrado del sistema è tale che non c’è più spazio per compromessi onorevoli. non si può salvare la propria dignità se non pensando e agendo per una riforma radicale. senza merito – davvero e non a parole – l’università e la ricerca semplicemente non hanno senso.

  381. carletto ha detto:

    condivido ogni singola parola.

    basta polemizzare! la verità è che – qui come dentro i dipartimenti – ci sono due tipi di precari: quelli che vogliono misurarsi con se stessi e con gli altri, e quelli che semplicemente aspettano il loro turno e non hanno nessuna intenzione di confrontarsi davvero.

    purtroppo tra noi c’è tanta gente che ha paura di una partita vera, seria, in cui l’arbitro non sia venduto.

  382. mino ha detto:

    A proposito di arbitri – ma è solo una battuta – l’ultima volta che in Italia gli arbitri furono sorteggiati a vincere il campionato fu il Verona…

  383. Gattopardo ha detto:

    @ carletto, insorgere, orgogliosardo

    E’ chiaro che il vostro paradigma è che il sistema è tutto marcio, chi è in coda è gente che non merita un c., solo complice del sistema, e che in università in Italia devono entrare solo quelli che oggi sono all’estero a pubblicare (mentre quelli che voi chiamate tirapiedi “perdono tempo” con attività “da lavoro alle poste” – secondo voi – quali esercitazioni, lezioni, ecc.).

    Queta chiave di lettura spiega tutto, compreso il fatto che il tema della ricollocazione (se va bene) o della disoccupazione che riguarderà molti precari (dai 30 ai 40 anni) nel prossimo futuro per voi non si pone nemmeno, mi pare di capire. E in molti casi si tratta di gente che ha alle spalle 3 anni di dottorato, periodi sparsi di lavoro gratis e 4-5 anni di assegno di ricerca.

    Per cui la polemica non può non esserci se ci sono due famiglie: i “marci” in coda e i “buoni e bravi” che pensano ingenuamente che, col nuovo sistema, potranno entrare tornando dall’estero o comunque liberandosi dai vecchi schemi. Fate voi. Quello che temo è che i “buoni e bravi” tra qualche anno verranno ricordati solo come quelli che hanno fatto da sponda al governo per un blocco dei concorsi senza precedenti.

  384. 555 ha detto:

    Vado io con la mia esperienza:

    la scarsità di posti (che è un male, ovviamente) ha sparigliato le code del mio dipartimento. Non più ordinari che a turno fanno passare il proprio candidato, ma ordinari che si accordano su una figura che può essere utile su molti fronti, sulla quale convergono le esigenze di tutti. Quindi non chi è più protetto ma chi è più bravo.

    Non voglio dire che sia un bene la scarsità dei posti, intendiamoci, però in questa situazione può darsi che saltino i raccomandati perché gli ordinari devono trovare un accordo sensato.

    • Gattopardo ha detto:

      Solo una curiosità: i candidati dei vari ordinari del tuo Dip., la cui “coda” è stata sparigliata, come sono? Sono raccomandati? Nessuno di questi “merita” di entrare? (domanda non retorica, dammi pure una risp. sincera). P.S. Secondo me uno più protetto è più difficile che “salti” rispetto agli altri, non viceversa.

      • 555 ha detto:

        Generalmente fanno comodo agli ordinari di riferimento perché o particolarmente preparati (ma poco produttivi) in una materia molto circoscritta o molto volenterosi nel lavoro “sporco” (correzione compiti in conto terzi, lezioni richieste all’ultima ora, ricerche in biblioteca per ricerche dei prof, ecc.). Difficile dire se meritano o no: se devono entrare 10 persone allora sì, ci sarebbero anche loro, se ne deve entrare una o due no.
        Ad es.: uno molto molto preparato, una specie di enciclopedia che può risolvere molti problemi, ma ha pubblicato poco o nulla, merita di entrare o no?

  385. orgogliosardo1971 ha detto:

    Questa discussione é davvero inverosimile. Mi pare chiaro che l´universitá italiana possa risollevarsi da questa situazione unicamente promuovendo il merito (come tutta la societá italiana direi), che sia di chi sta all´estero o di chi é in coda, vanno presi i migliori, coloro che posso pubblicare e attrarre finanziamenti internazionali, perché alla fine nella ricerca contano solo queste due cose. Le lezioni le possono far tutti.

    • Gattopardo ha detto:

      “Le lezioni le possono far tutti” è una frase che non salterebbe fuori neanche al Bar dello Sport di Cecina (senza offesa per i livornesi). Quelli che la pensano così cosa ci stanno a fare all’Università, dove si segnala spesso la presenza (per molti sgradita) degli studenti?

    • UnRicercatore ha detto:

      Di norma quando un giovinetto va alla lavagna armato di questa sicurezza (in genere basata sui propri ricordi di “bravo studente”, sull’orgoglio delle proprie ricerche ultrasettorialspecialistiche, e sull’aver memorizzato l’intera lezione nei più minuti dettagli) ottiene il risultato di non far capire il beneamato c@##0 agli studenti. Che per di più lo vedono sovente (speriamo a torto, perché all’inizio è successo a tutti) come un borioso coglione.

      Insegnare, a qualsiasi livello, richiede umiltà e autocritica, prima ancora della capacità di comunicazione e della -indispensabile- preparazione teorica. E ovviamente aver pubblicato a nome singolo sul Journal of the Cippa non serve a nulla in quest’ambito.

      PS Il secondo peggior docente che abbia incontrato era un genio, con una pioggia di articoli in era PRE-word e non so quanti brevetti. Ma visto che il prima di questa infausta classifica era analfabeta, puoi capire come il nostro pioniere dell’ingegneria riuscisse ad insegnare.

      • cane sciolto ha detto:

        Caro UnRicercatore,
        non dimenticare però che il grosso di questo dibattito non è sui concorsi per associato: è su quelli per ricercatore; figura per la quale, lo dice il nome, la didattica non può e non deve essere prevalente sulla ricerca.
        Non abbiamo qui da noi figure come i Lecturer, ma qua apriremmo un dibattito di proporzioni immense…

      • UnRicercatore ha detto:

        Mi limitavo a replicare alla sorprendente affermazione di orgogliosardo1971 (“le lezioni le possono far tutti”).

        Detto questo, contato che ci sono intere facoltà, (sicuramente ingegneria) in cui tutti i ricercatori hanno compiti didattici.

  386. mar ha detto:

    Scusate la domanda ma da voi sono debosciati come da me? A me sta venendo voglia di implorare Brunetta di mettere un cartellino anche per i docenti..
    Ritorno a lavorare il 24 Agosto dopo 3 settimane di ferie che nel mondo reale tutti definivano “tante”, ebbene in una facoltà scientifica che normalmente vede impiegati fra “strutturati e non” circa 150-200 persone, ritrovo a fatica meno di 10 persone. E’ normale? E’ lavoro questo? Il bello è che molti, specie gli ordinari, sono andati in ferie a metà luglio e probabilmente torneranno a metà settembre. Durante l’anno alcuni non tornano il pomeriggio, quando c’è un “ponte”,3 giorni, loro ne fanno almeno 6. Infine visto che sono i capi a mancare, a domino tutto il loro gruppo è assente, io ho quasi paura a stare qui perchè la facoltà è desolata e la persona più vicina a me sta al piano di sopra!!! Boh, questo non è un lavoro serio…

    • 3K ha detto:

      Lo sanno tutti che l’Italia in agosto è semiparalizzata. Sono dovuto stare senza acqua calda 10 giorni per non farmi fregare mezzo stipendio dal “pronto soccorso idraulico”. Altrimenti possiamo iniziare la solita litania, ancora una volta “da bar”: gli insegnanti che fanno 18 ore… almeno in campagna i braccianti stanno all’aria aperta… in carcere ti danno vitto e alloggio gratis… Per favore.

      • mar ha detto:

        si vede che 3k vuole strutturarsi all’università per non andare mai al lavoro e gli sembra normale così…
        P.S.
        Se l’idraulico è in ferie i soldini non li prende, il Prof invece si!!!

      • 3K+1 ha detto:

        Ma se non è un lavoro serio perchè non te ne vai, così liberi un posto adatto solo ai fannulloni come me???

      • mar ha detto:

        perchè io lo voglio fare seriamente e anzi già lo faccio seriamente! di fannulloni (come ti autodefinisci tu) in Italia già ce ne sono e molti si sono intrufolati grazie alle varie famiglie in Università, anzi non è che con tutte quelle KKK sei il nipotino di Kossiga???

    • unimediapisa ha detto:

      @mar
      Hai mai sentito parlare di convegni o missioni?

      OK, lo so: non son tutti in missione.

      Il fatto di fondo e’ questo: la produttivita’ scientifica non si misura timbrando un cartellino ma valutando cio’ che viene prodotto. Questo potrebbe capirlo anche Brunetta (che di produttivita’ scientifica ne sa ben poco).

      Ovviamente va valutato anche l’impegno didattico, ma in genere il 24 agosto non ci sono studenti in circolazione.

      La gran parte dei docenti possono essere produttivi anche lavorando a casa.
      Come del resto un docente che si presenta in facolta’ puo’ benissimo cazzeggiare tutto il giorno.

      A mio avviso non e’ tanto la presenza il discrimine.

      • mar ha detto:

        Hai mai sentito parlare di mare?
        Sarà che la mia facoltà è scientifica, forse in quelle umanistiche ti porti il librino a casa e lavori più che in facoltà ma qui gli strumenti enormi e costosissimi se li vuoi usare necessitano della presenza fisica…
        Sarà che sono viziata da un’associazione strana per cui chi viene a lavorare di solito è quello che ha più pubblicazioni e prestigiose, chi sta a casa se va bene fa 1 o 2 pubblicazioni l’anno magari a rimorchio di qualcuno. E da me anche i pezzi grossi validi sanno far funzionare gli strumenti, certo se resti a casa il “subalterno” prende esempio. Comunque non importa è solo frustrazione perchè qui anche se hai un CV più scarso se devi passà passi ugualmente…

      • unimediapisa ha detto:

        Volevo semplicemente dire che, per misurare la produttivita’, ci sono metodi piu’ affidabili del semplice sondaggio su chi e’ al pezzo il 24 agosto.

        Basta volerlo: ed e’ qui il problema.

  387. France ha detto:

    @gattopardo
    Niente di piu’ falso del “profilo degli apristi che descrivi. La maggior parte dei soci sta in Italia,e forse alcuni fanno parte di code. Chi sta all’estero non necessariamente medita di rientrare “fregando” i poveri “impiegati delle poste” che tengono in vita un sistema asfittico (per esempio a me non me ne frega nulla di rientrare, sto bene dove sto alla faccia di Giovanardi!). Tutti pero’ anteponiamo l’improrogabilita’ di una riforma vera all’interesse personale, ben sapendo che in un sistema come esiste nell’Europa migliore staremmo tutti meglio.

    • Gattopardo ha detto:

      Non intendevo assolutamente tracciare alcun profilo degli apristi o generalizzare. Non conosco bene la linea dell’APRI, ma da quanto leggo sul blog non sono in sintonia. Non credo peraltro che qualcuno sia così stolto da meditare una guerra tra poveri: ho solo detto che mi pare una linea “politica” ingenua, la buonafede non è in discussione.

  388. France ha detto:

    No, non si apre. Ed ho explorer 8. E’ la rassegna stampa crui, articolo di Left (ce ne sono due, uno e’ sulla perenzione)

  389. unimediapisa ha detto:

    Ok, quindi e’ questo:
    http://intranews.sns.it/intranews/20090825/SIB2179.PDF

    (la rassegna SNS e’ meno completa, ma almeno i link vanno a buon fine)

  390. UnRicercatore ha detto:

    TUTTI i cosiddetti precari dell’università (o almeno la stragrande maggioranza) “stanno in coda”:
    il loro valore è alquanto disuguale (come quello di chi è strutturato, beninteso), ma è certo che per tirare a campare dopo il dottorato si devono ottenere assegni/ contratti dal Dipartimento.
    Cosa che NECESSARIAMENTE presuppone la presenza di un docente (I o II fascia) “di riferimento”.
    Tutti quindi stanno in coda.
    Insorgere un po’ di tempo fa aveva mostrato notevole onestà intellettuale nell’ammetterlo.

    Molte delle recriminazioni di chi sta in coda derivano -comprensibilmente e soprattutto legittimamente- dallo scarso “peso” del docente di riferimento (o dal referente dello stesso, se il primo è di II fascia), che lascia(-va?) ben poche speranze, in maniera del tutto indipendente dal proprio valore.
    Non tutte le lamentele sono fondate: ci sono, ad esempio, SSD (ed intere sedi) gonfi oltre ogni verosimiglianza e7o in grave crisi, che semplicemente non hanno spazio.
    Ad in ogni caso sarebbe bene abbandonare i toni catastrofisti, visto che l’obiettivo di tutti è entrare proprio in questa presunta merda di università. che tra l’altro ha formato, bene o male, tutti quelli che scrivono su questo blog

  391. France ha detto:

    D’altra parte se non ci fosse stata la peste del ‘300 non saremmo qui.

  392. Claudietto ha detto:

    Io sono un autodidatta

  393. France ha detto:

    E infatti se quei bimbi non crepavano noi non saremmo qui.

  394. Claudietto ha detto:

    @UnRicercatore,

    no, semplicemente mi sono messo a fare cose che non sono in sostanziale relazione con ciò che ho studiato, perché mi piacciono le sfide. Forse ho sbagliato paese, ed effettivamente sarebbe stato meglio nascere ricco e malato piuttosto che sano ed intelligente

    • UnRicercatore ha detto:

      Guarda che la mia era solo una citazione “storica” semiseria: ho visualizzato un film in costume vittoriano, senza offesa.

      Per il resto complimenti, e non scherzo. Ma (per curiosità), con “non in sostanziale relazione” intendi proprio un corso di laurea diverso?

    • Claudietto ha detto:

      Sì, direi corsi di laurea diversi ma rientranti nella stessa facoltà. Un po’ come se da fisico sperimentale avessi deciso di diventare matematico puro, per intenderci (ma non sono né fisico, né matematico; era solo un esempio)

  395. euroscience ha detto:

    Che gli aspiranti Professori universitari debbano essere valutati eziandio anche per le capacità didattiche è una cosa che era chiara anche a Casati nel 1859 [NB ‘eziandio’ stava scritto nella legge].

    Oggi c’e’ chi fa parecchio casino in materia di concorsi – e spara di tutto e di piu’ come e’ del resto l’epoca.

  396. Gennaro ha detto:

    non c’è niente da fare. Si continua a tutti i costi a voler far passare il messaggio del tipo:” fatta la legge trovato l’inganno” per cui la Gelmini legifera a favore del merito e quei gran figli di puttana dei Baroni per il demerito e lo sfascio attuale.
    Trovo davvero scandaloso tutto questo: la Gelmini non è Rita Levi Montalcini e del merito se ne fotte allegramente ma cavalca l’onda mediatica. Nel frattempo fa la cosa più efficace contro i precari: Blocca i concorsi. E l’Apri che fa? Attacca i bandi dei rettori che rischiano davvero di non essere mai espletati! Bravi!

  397. insorgere ha detto:

    l’articolo citato non fa che riportare quanto riferito da trovati sul sole.

    tutti i fatti riferiti sono veri.

    cosa dobbiamo fare, dire bravi ai rettori che mettono un limiti massimo di 3 pubblicazioni? non criticarli perché se no si rischia di far fare indirettametne bella figura al ministro? ma che scherzi?

  398. insorgere ha detto:

    cmq per quanto riguarda l’articolo di trovati anche l’apri ha registrato con rammarico che era troppo poco critico nei confronti del miur.

    però ha detto cose sinora mai trasmesse dai media: 1. molti bandi sono irregolari e non rispettano le regole 2. molti bandi anche regolari contengono limiti di pubblicaizoni rdicoli 3. è il caso che il governo sblocchi i fondi mussi per il 2009.

    non sarà l’optimum, ma mi pare un passo in avanti.
    sempre meglio che criticare gli su questo blog senza fare NULLA!

  399. insorgere ha detto:

    Faccio notare che è in assoluto la prima volta che un organo di stampa nazionale importante porta all’attenzione pubblica la questione dei limiti nel numero di pubblicazioni presentabili. E l’ha fatto – tra l’altro – in prima pagina.

    la questione dei limiti è cruciale se vogliamo cambiare il sistema e il nostro intento – quello di far sviluppare un dibattito pubblico sul tema al fine di ottenere l’abrogazione della norma che lo consente – mi pare condivisibile da chi ha a cuore concorsi onesti.

  400. zorro ha detto:

    Beh, Gennaro, non ti sembra di essere troppo severo? Le riduzioni giornalistiche le conosciamo tutti, e d’altra parte in più occasioni l’Apri ha denunciato l’inerzia della Gelmini sul blocco dei concorsi … non ultimo stamattina nell’intervista alla radio a France (e sì, mi sono svegliato per ascoltarla!).

    Sui bandi con limitazioni ridicole delle pubblicazioni (addirittura a 3 pubblicazioni), quello dell’Apri è stato un intervento doveroso e coraggioso. O forse vuoi dire che per te vanno bene dei bandi del genere. Ma stiamo scherzando?

    Sai, con le debite differenze (ci mancherebbe), ma certe volte queste vostre critiche mi ricordano le critiche rivolte a Santoro e Costanzo quando facevano le trasmissioni contro la mafia, e i loro detrattori dicevano che così Santoro e Costanzo facevano pubblicità negativa sulla Sicilia parlando sempre di mafia, mafia, mafia.
    Così come non era colpa di Santoro che la mafia c’era, non credo sia colpa dell’Apri se le università hanno perso il pelo ma non il vizio …

  401. Gennaro ha detto:

    per me continuate a vedere la pagliuzza nell’occhio delle Università senza rendervi conto della trave nel Miur e di questo sciagurato Governo, che usa il merito come un’arma per affossare il comparto e in primis i precari.

    L’ho già sentito, caro Zorro, questo paragone con la mafia. L’analogia non funziona ed è fuorviante: quello che nuoce all’immagine
    dell’Università non è la denuncia delle sue malefatte, ma far
    coincidere l’Università con queste. E questo sta puntualmente
    avvenendo.

    • Gattopardo ha detto:

      Ancora d’accordo al 100%. Ma tu Gennaro sei in qualche associazione “alternativa” ad APRI? Quale? Secondo me è la tua linea quella giusta, anche se non potrà mai essere vincente, perchè presupporrebbe un fronte unico dei precari, che evidentemente non c’è. Francamente oggi non vedo alcun ostacolo serio che si frapponga o possa frapporsi nei prox mesi alla strategia del blocco de facto dei concorsi. Sono troppo pessimista?

    • bartlindon ha detto:

      Mah.. anche nel’analogia mafia-sicilia, si fa coincidere la Sicilia con la mafia. Quindi regge.

  402. insorgere ha detto:

    @ gennaro
    l’università è marcia. vogliamo ammetterlo una buona volta?

  403. cane sciolto ha detto:

    L’Università non coincide con le sue malefatte, non è tutta marcia, la maggioranza dei professori è seria e onesta. Senza dubbio. Pesano però come macigni quegli ignobili verbali di concorso dove il candidato con una pubblicazione era “ottimo perché promettente” e quello con dieci solo “buono”? Perché solo pochissimi commissari hanno dissentito, e quei pochissimi unicamente perché avevano un proprio candidato da appoggiare?

    Ancora e sempre autoreferenzialità: l’idea di essere giudicati sui fatti concreti , piuttosto che su autocertificate affermazioni di correttezza–onestà-integrità, è estranea al mondo accademico italiano almeno quanto quella che un esterno possa mai vincere un concorso (vedi ad esempio quanto ha scritto 555: ordinari che “si accordano” su una figura utile a tutti).

  404. France ha detto:

    IN seguito a lunga discussione post-articolo del Sole, q scrive il rettore di Foggia. Foggiani all’ascolto, segnatevelo
    “Porterò la questione (dei limiti, NdMPS) nel prossimo Senato Accademico. Temo che purtroppo non sia possibile modificare i concorsi già banditi con questo limite (6 su 11), poiché la scadenza è fissata agli inizi di settembre e non vorrei rischiare di allungare troppo i tempi. Ma certamente proporrò di non prevedere limiti per i prossimi concorsi e mi farò interprete di questa richiesta in CRUI. Sono anch’io convinto che non sia giusto che ci siano criteri diversi nelle varie università. In ogni caso resto dell’idea che si debba privilegiare la qualità alla quantità.”

  405. unimediapisa ha detto:

    Oggi la questione “limiti alle pubblicazioni” e’ stata rilanciata dal Giornale
    http://intranews.sns.it/intranews/20090826/SI83065.PDF

    Tuttavia c’e’ qualcosa che non mi torna.
    Se ha ragione Renzino l’Europeo

    <>
    https://ricercatoriprecari.wordpress.com/2009/07/24/presentato-al-consiglio-dei-ministri-un-pacco-per-l-universita/#comment-16691

    il limite sul numero delle pubblicazioni sarebbe solo un modo per far si’ che la produzione dei candidati non sia valutata unicamente “un tanto al chilo” (come spesso avviene).

    Altra domanda: che dicono -di preciso- i bandi incriminati?

  406. Spartacus ha detto:

    Il Giornale di famiglia Berlusconi (dove sono tutti assunti per merito…) non poteva non cogliere la palla al balzo. E’ tutta colpa dei rettori comunisti (ma pare che ultimamente lo siano anche i vescovi, se non il papa stesso) se i rivoluzionari e sacrosanti principi sostenuti dal Ministro sono boicottati. Il limite delle pubblicazioni è una sciocchezza che si può correggere in men che non si dica (se ce ne fosse volontà prima di tutto negli alti quartieri ministeriali); i problemi veri sono altri, e lo sappiamo tutti!

  407. unimediapisa ha detto:

    La mia domanda -in verita’- era un’altra:

    ¿¿¿Il limite alle pubblicazioni e’ davvero una sciocchezza???

    Da quello che diceva Renzino l’Europeo, non sembrava essere una cosa cosi’ strampalata; cito testualmente -per esetso:

    ##### inizio citazione ###
    “”Il “limite alle pubblicazioni” va inteso come scelta da parte del candidato di un florilegio di propri prodotti da porre alla valutazione analitica della commissione giudicatrice, che sia fattibile in modo realistico (cioè leggere e sgobbare).

    Per questo e’ stato messo anche nella Carta Europea dei Ricercatori & Codice di Condotta per il loro reclutamento, dopo ampia discussione.

    L’intera lista, comprensiva di ogni dettaglio informativo per consentire una valutazione generale della produzione scientifica, non si mette in discussione, ma si indica come preferibile un metodo che consenta una effettiva valutazione della qualità su un’antologia definita (dallo stesso candidato, appunto). “”
    ##### fine citazione ###

    PS: qual’e’ il modo giusto per fare le citazioni nei commenti in WP?

    • gefitinib ha detto:

      Un limite a 20 pubblicazioni non è una sciocchezza.
      Un limite a 3 pubblicazioni non è nemmeno una sciocchezza. E’ un obbrobrio.

      Il punto è che le Facoltà usano il limite max pubblicazioni come un'”arma” … e la mediana si avvicina molto più a 3 che a 20…

      Se ci fosse un limite max unico per tutta Italia (ovviamente per ciascun SSD) sarei anche d’accordo. Ma dato l’uso improprio che se ne fa, molto menglio eliminarlo. Ci sono strumenti (h-index, impact factor, valutazione dell'”intensità” della produzione scientifica) che permettono alle commissioni di non anteporre necessariamente la quantità alla qualità.

      • unimediapisa ha detto:

        Io ho l’impressione che dipenda da settore a settore.

        In alcuni settori la “produttivita’” e’ alta (magari semplicemente perche’ ciascun articolo e’ firmato -mediamente- da decine di autori), in altri (tipicamente quelli in cui un articolo ha mediamente due/tre autori) e’ piu’ bassa.

        Comunque il DM e’ cosi’ vago che per far combine non c’e’ certo bisogno di alcun limite.

        PS: qualcuno linka un testo di questi bandi, magari relativo ad un concorso con limite di 3 pubblicazioni in un settore dove -mediamente- i candidati hanno decine di pubblicazioni?

      • insorgere ha detto:

        vatti a vedere concorsi banditi da unisassari, polimi, foggia sul sito miur.

      • gefitinib ha detto:

        … senza dimenticare anche Cassino, Camerino, Insubria, Milano Cattolica, Palermo, Roma3, Unisu, Venezia … e un utile confronto con i criteri minimi del CUN (che è tutto dire).

  408. Gennaro ha detto:

    @Gattopardo
    non faccio parte di alcuna organizzazione, sono solitario e indipendente. Ho fatto domanda a un concorso nel febbraio 2008 e dall’ora non si sa più niente e questa è la cosa più scandalosa di tutte. Sono consapevole dei problemi dell’Università italiana, ma contesto chi dice è tutto marcio. Politicamente, poi, fa il gioco di chi per me è l’avversario.

    @Spartacus
    Hai visto? Il messaggio è sempre questo: la Gelmini è per il merito e i Baroni aggirano la legge. Che poi si stia discutendo di regolamenti che non si applicano a prescindere non frega niente a nessuno. E qui, scusate, la malafede è evidente.

  409. marcello ha detto:

    Se negli ultimi mesi qualcuno mi avesse detto che per leggere che “la riforma deve ancora entrare veramente in vigore, complici anche i ritardi del ministero a portare a completamento le nuove regole…mancano ancora le direttive operative su come gestire in pratica i concorsi” avrei dovuto consultare “Il Giornale”, avrei pensato che questo non potesse che essere sotto effetto di acidi.
    Il fatto che nessun giornale della c.d.”opposizione”, così come nessun sindacato, meno che mai nessun “partito”, dia risalto a questo interminabile blocco dei concorsi è quanto di più vergognoso si potesse realizzare.

  410. Renzino l'Europeo ha detto:

    Ripeto per chi fosse interessato alla comprensione dei concetti ed a quello che avevo gia’ scritto.

    La valutazione della qualita’ delle pubblicazioni si rende, di norma, piu’ effettiva e piu’ verace in un sistema dove, accanto all’intero curriculum, il candidato e’ richiesto di scegliere un numero limitato di prodotti ai fini dell’esame “puntuale” da parte della commissione giudicatrice. Il “quantum” dipende dal settore, ovviamente.

    Ci abbiamo discusso sopra in Europa nelle more dell’elaborazione del Codice di Condotta per l’Assunzione dei Ricercatori.

  411. gefitinib ha detto:

    Renzino … mi puoi indicare a che pagina del Codie di Condotta per l’Assunzione dei Ricercatori è prevista la parte cui ti riferisci? Io l’ho letto tutto (la versione italiana) ma non sono riuscito a trovarlo.

  412. France ha detto:

    Chi da’ di fliogovernativi a quelli dell’APRI non sa cosa dice. La verita’ non piace a nessuno perche’ non ha colore e fa spesso male sia a destra che a sinistra. MA vi rendete conto che il Giornale, no, dico, IL GIORNALE, cita il comunicato di luglio dove chiedevamo di chiarire a tutti che le prove non c’erano piu’? Vi credete che noi non abbiamo detto che le nuove regole mancano l’obiettivo di sterilizzare l’arbitrio delle commissioni? Che la politica della Gelmini e’ solo annunci e nessuna vera riforma? Che i concorsi sono bloccati? Tutte verita’ che al Governo fanno male, ma se nessuno ci pubblica, e in specie i giornali “non governativi”, di chi e’ la colpa?
    Ma e’ ovvio, di Berlusconi…

  413. marcello ha detto:

    Ormai si pensa alle escort e non più ai lavoratori(precari e non)…

  414. insorgere ha detto:

    intanto stanno venendo alla luce vari prblemi a lungo taciuti.
    1. blocco concorsi 2. pochi bandi 3. bandi truffa

    non mi pare poco. ed è solo l’inizio della campagna.

    non che faccia differenza, ma qualcuno ci dovrebbe ringraziare. senza l’apri nessuno saprebbe nulla e nessuno ne parlerebbe sui giornali.

  415. Qualcuno ha detto:

    Grazie.

  416. insorgere ha detto:

    di nulla, è un piacere 🙂

  417. Gennaro ha detto:

    @Insorgere

    “intanto stanno venendo alla luce vari prblemi a lungo taciuti.
    1. blocco concorsi 2. pochi bandi 3. bandi truffa!

    Sono finalmente d’accordo con te. Questo è l’ordine.

  418. France ha detto:

    Ah il famoso Qualcuno! NOn sai quan te volte ti ho sentito rammentare, nel bene e nel male…

  419. insorgere ha detto:

    l’ordine di priorità è quello. ma di tutto si deve parlare. è questione di occasioni, i giornalisti scelgono cosa gli sembra più opportuno. noi diamo dritte, dati, ma poi decidono loro. mica siamo proprietari della grande stampa.
    cmq vedrai che prossimamente verrà fuori anche questione blocco.
    e intanto oggi il giornale ha segnalato che sono usciti solo 170 bandi, e non 4000 come annunciato da mary star. è già qualcosa.

  420. Qualcosa ha detto:

    Sono già

  421. France ha detto:

    E non poteva mancare la compagna Qualcosa…

  422. Qualcosa (aka Claudietto) ha detto:

    Comunque, al di là di polemiche e mica polemiche, sarebbe rilevante che fra noi precari interessati ad una posizione in Italia, ci confrontassimo un po’ in termini di parametri rilevanti (numero pubblicazioni, numero di pubblicazioni primo nome, h index), così ciascuno si potrebbe fare un’idea delle proprie chances in un contesto che, comunque, sarà basato su una competizione esasperata. Io la butto lì… se qualcuno è interessato alla realizzazione di una roba del genere sul web, me lo faccia sapere.

  423. France ha detto:

    Ci citano pure su Ciociaria Oggi. Ora basta….

  424. France ha detto:

    Se lo vuoi fare sul sito dell’APRI, quando vuoi. Una specie di banca dati da confrontare con i futuri vincitori di concorsi e, perche’ no, con quelli passati, per vedere dati alla mano quanto veramente peggiori o migliori sono le nuove regole.

  425. Qualcosa (aka Claudietto) ha detto:

    dai France, stiamo in contatto su ‘sta cosa. Non ho esperienza di publishing web, anche se immagino sia ua roba non troppo complicata. Ti scrivo a presidente@apri.org?

  426. 555 ha detto:

    @ cane sciolto

    i candidati interni danno oggettivamente maggiori garanzie, perché si conoscono da molti anni di persona e non solo attraverso le pubblicazioni. Chi garantisce che chi pubblica molto sia disposto a lavorare per i progetti comuni di un dipartimento? Chi garantisce che sappia fare didattica? Chi garantisce una disponibilità oraria maggiore di quella obbligatoria? Chi garantisce che non appartenga ad una “scuola” diversa? Chi garantisce che non dedicherà tutto il suo tempo soltanto ai propri progetti o magari a quelli dei suoi maestri di un’altra università attirando magari fondi internazionali altrove?
    Per questo la cosa migliore sarebbe la chiamata diretta con verifica seria dopo tre anni.

    • cane sciolto ha detto:

      Ancora una volta, parliamo di ricercatori, ossia persone dalle quale dovremmo aspettarci creatività e autonomia, più che disponibilità e buon carattere.
      Passami una battuta: se ricordo bene, il ruolo degli assistenti universitari, figura che mi pare più aderente alla tue descrizione, fu messo in esaurimento nel 1982, quando l’Italia di Bearzot vinceva al Bernabeu; ma pare che i nostri baroni non se ne siano ancora accorti.

      • UnRicercatore ha detto:

        Guarda che nella stragrande maggioranza dei casi la ricerca si fa in gruppo. Ci sono università che non finanziano più neanche le ricerche “di facoltà” ai singoli.

  427. France ha detto:

    Si, e poi una volta confermati liberi tutti? AHO!!!! Ci vuole una selezione autonoma da parte dei Dipartimenti delle persone da reclutare, e poi una agenzia di valutazione che giudica a scadenze prefissate e ravvicinate, regolarmente, i risultati in termini di ricerca e didattica, e in base a quello taglia o aumenta fondi, taglia o aumenta stipendi, rimuove direttori e responsabili, aumenta o diminuisce i posti disponibili, e se butta male chiude i Dipartimenti.
    Claudietto, il mio indirizzo e’ presidente@ricercatoriprecari.it

  428. Gennaro ha detto:

    “agenzia di valutazione che giudica a scadenze prefissate e ravvicinate, regolarmente, i risultati in termini di ricerca e didattica”

    Così si promuove la ricerca a corto raggio e a pronta presa, ma si fa un torto all’azzardo concettuale dei grandi progetti e delle grandi visioni. In questo modo si eliminano dall’Università: Turing, Goedel e Wittgenstein, Thom, Wiles (cito a caso) che davvero non si capisce bene che cosa abbiano fatto per molti anni avendo zeo pubblicazioni.
    In compenso, frotte di mediocri sforneranno micro-contributi autoreferenziali sulle riviste degli amici.

  429. insorgere ha detto:

    ah gennarì, proviamo a capirci?
    scadenze prefissate non vuol dire scadenze ravvicinate. peraltro anche grandi progetti, di ampio respiro, possono dare risultati intermedi prima di arrivare a compimento. infine il modello sopra sinteticamente enunciato da france è quello che vale nel mondo civilizzato.
    l’alternativa è che dopo che si è entrati in ruolo ognuno fa un po’ come cazzo gli pare…e siamo daccapo…

  430. 555 ha detto:

    @ France

    ok, selezione autonoma, sono d’accordo.

  431. Gennaro ha detto:

    Capezzone che smentisce il capo che parla di “scadenze prefissate e RAVVICINATE”?
    Bene.

  432. France ha detto:

    Si, vabbe’, ciao Gennaro ciao….

  433. insorgere ha detto:

    mah, caro gennarì, avevo letto male il testo di france. tuttavia a noi apristi non è richiesto di avere una sola opinione. siamo soliti discutere e votare democraticamente.

    siamo solo votati al culto della personalità del “caro leader”

  434. Gennaro ha detto:

    la solita storia. Appena una prova a dissentire civilmente dalle vostre posizioni, scatta Insorgere per cui divento “gennarì” e subito dopo arriva il saluto derisorio “ciao, Gennaro, ciao” del capo Apri. Complimenti, davvero.
    Ciao a te. Anzi, addio.

    • mi sento Troll ha detto:

      Gia’ detto io…. vedi sopra commento sul “TRUCCO RETORICO”.

      DARE AD INSORGERE DEL CAPEZZONE E’ IL MINIMO.

      France ed Insorgere attaccano sempre gratuitamente chi dissente …
      e poi dicono che scherzavano. CHE PALLE.

  435. insorgere ha detto:

    guarda che quello polemico e derisorio. quello MAI PROPOSITIVO SEI TU.

    cmq, addio bello

  436. carletto ha detto:

    non sono un aprista. nel merito non sono sempre daccordo con l’apri.

    però caro gennaro stavolta ha ragione insorgere. sei sempre gratuitamente polemico. loro almeno provano a combinare qualcosa di concreto, in questo modo si espongono alle critiche ma almeno provano ad affrontare i problemi.

    • mi sento Troll ha detto:

      Abbiamo Capezzone due la riscossa…

      • carletto ha detto:

        per errore ho postato la mia risposta al post sbagliato, ma tanto il destinatario era lo stesso….
        vedi sopra.

      • carletto ha detto:

        e poi tu allora chi saresti? uno che è troll di nome e di fatto…

        mi sembri come quel tipo, come si chiamava, quello che si faceva sempre riprendere dalle telecamere dei tg per dire sciocchezze, mostrare profilattici?
        come si chiamava?

      • insorgere ha detto:

        caro trollone,
        essere critcati da te, che sei così morigerato nei commenti, così costruttivo, così lucido, è davvero un onore.

      • France ha detto:

        Paolini.
        PEro’ a me stanno piu’ simpatici i troll dichiarati, in tutta onesta’. W i troll!!!!

  437. 555 ha detto:

    l’obiezione di gennaro era giusta, ma la soluzione di France per quanto imperfetta mi sembra l’unica possibile. A meno che a gennaro non venga in mente un’alternativa.
    Ragazzi, ragioniamo, invece di offenderci, no?

  438. France ha detto:

    Gennari’ e’ amichevole, mica ti ha dato di testa di cazzo: e ciao Gennaro ciao e’ in risposta al tuo Capezzone che come epiteto e’ MOLTO offensivo. Inoltre, non siamo mica il monolito che dipingi, e le decisioni le prendiamo a maggioranza semplice.
    Quanto al ravvicinate, significa fare una valutazione come minimo triennale, non trentennale!

  439. Fra ha detto:

    @ Gennaro (26 Agosto 2009 alle 2:34 pm)

    Cito: “Turing, Goedel e Wittgenstein, Thom, Wiles (cito a caso) che davvero non si capisce bene che cosa abbiano fatto per molti anni avendo zero pubblicazioni.”

    Se devi fare queste sparate, almeno informati meglio.

    Prendiamo ad esempio Wiles. Si è dottorato nell’81. Prima del ’90 aveva già pubblicato – fra le altre cose – 3 articoli su Annals of Mathematics, 3 su Inventiones Mathematicae, 1 su Compositio Math e 1 American Journal of Mathematics. Nel ’93 dimostra la congettura di Fermat.

    Tu mi vuoi dire che prima del ’90 non aveva pubblicazioni a sufficienza per meritare un posto all’università di Messina? Ci vuole coraggio a dire che prima di dimostrare la congettura di Fermat “non si sa bene che ha fatto”.

  440. unimediapisa ha detto:

    Ho provato a spulciare qualche bando partendo da
    http://reclutamento.murst.it/bandi.html

    Ho cominciato dal Politecnico di Milano
    http://www.polimi.it/fileadmin/bandi_docenti/1248359179_MODIFICAM%20bando%20ricercatori%202.pdf

    Leggo sul bando (pg 5 del pdf) i documenti da allegare:
    ### inizio citazione ###
    “2. elenco dettagliato dei titoli scientifici e didattici, elenco di *tutte* le pubblicazioni e delle certificazioni che il candidato ritiene utili al fine della valutazione di che trattasi;
    3. elenco delle pubblicazioni nel numero massimo eventualmente indicato nell’allegato 1 [n.d.r. 3 o 5 in questo caso]
    […]
    L’elenco di cui al punto 2, se redatto ai sensi dell’allegato B al presente bando varra’ quale dimostrazione dei titoli stessi ai sensi del DPR 28 dicembre 200, n.445; pertanto **non sara’ necessaria la successiva documentazione**.”
    ### fine citazione ###

    Mi sembra di capire che la valutazione verra’ fatta sulla base di un elenco completo (piu’ che sufficiente per una valutazione quantitativa, o anche per calcolare l’H-index), e (forse) anche sulla base di un’analisi piu’ approfondita di una selezione di lavori curata dal candidato (il che torna con quanto diceva Renzino).

    La trovo una metodologia ragionevole; e non mi sembra sarebbe cambiato molto (in meglio) se la commissione fosse stata sommersa da *tutte* la pubblicazioni di *tutti* i candidati.

    Ovviamente la commissione ha un’ampia discrezionalita’ sui criteri da adottare (p.es. potrebbe decidere di dare poco o nessun peso alla valutazione globale sulla base dell’ H-index), ma cio’ potrebbe accadere comunque, anche senza limite al numero di pubblicazioni, visto che MaryStar s’e’ tenuta sul vago.
    http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0015Atti_M/7921Valuta.htm

    Insomma: i trucchi per pilotare l’esito non mancano, ma mi sembra che il limite alle pubblicazioni fisicamente presentate sia -nella peggiore delle ipotesi- innocuo.
    O sbaglio?

  441. Marco ha detto:

    …una camonilla… e un nuovo post?

  442. Gennaro ha detto:

    @Fra
    vedo la solita malafede che attribusice agli altri ciò che non hanno detto. Ho detto che rispetto alla delicata questone valutazione della ricerca — che il Miur vuole affrontare come se si trattasse di applicare una sorta di algoritmo — c’è il controesempio di un ricercatore molto dotato che può passare degli anni SENZA pubblicare. Di fatti, Wiles ha trascorso 3-4 anni in assoluta solitudine senza pubblicare nulla (e comunicare i suoi risultati parziali) e senza frequentare l’Università. E Goedel lo conosci? Naturalmente NON HO DETTO CHE Wiles prima non avesse fatto nulla tanto da non meritare un concorso a Messina.
    Rimane la questione: se sono un ricercatore molto dotato che vuole occuparsi di un problema difficile (congettura di Riemann) non posso farlo in assoluta concentrazione perché devo anche pubblicare risultati modesti come lasciapassare?

    • Fra ha detto:

      Ti stai arrampicando sugli specchi.

      Ci sono ottimi matematici che darebbero una gamba per pubblicare anche una sola volta nella vita su Inventiones Mathematicae. E’ malafede chiamare modesti degli articoli eccellenti, solo perché ignoti al grande pubblico.

      E poi quali sono questi 3-4 anni passati in solitudine senza pubblicare nulla? Soltanto quelle citate da me sono 8 pubblicazioni eccellenti in 10 anni, sufficienti a passare qualsiasi verifica dell’Anvur e a vincere qualsiasi concorso onesto.

      Quanto all’esempio di Goedel – che è morto più di 30 anni fa – penso che si commenti da solo. Anche perché non capisco la pertinenza dell’esempio.

      Ma poi quale sarebbe la morale del tuo discorso? Cosa proponi di fare? Aboliamo l’Anvur e rinunciamo a valutare Univ. e Ricerca perché uno che non pubblica per 5 anni può essere un deficiente ma può anche essere uno che sta per dimostrare la congettura di Riemann?

  443. insorgere ha detto:

    gennarì hai proprio ragione. è proprio questo il nostro problema più urgente.
    ah, meno male che ci sono le utili proposte di gennarì e del suo amico trollone.

    • Gattopardo ha detto:

      Premetto che Gennaro non lo conosco, ma condivido molti suoi post – come ho anche già detto. Voi fate dell’ironia ma è uno dei pochi che continua a sottolineare l’essenziale, ossia che sbagliate il tiro, concentrandovi sulla ricerca del sistema di reclutamento e valutazione perfetto, che non esiste, mentre i concorsi sono bloccati. Se l’ordine è (1) blocco concorsi (2) pochi bandi (3) bandi truffa, perchè si parte da 3???

    • mi sento Troll ha detto:

      Beh… ti piace sempre offendere. Le proposte alternative ad APRI sono state fatte da tante persone in questo forum. APRI dovrebbe avere l’onesta intellettuale di ammettere che il decreto per il “concorso meritocratico” e che io definirei il decreto per il “concorso lotteria” e’ servito solo a bloccare il concorso come era nello scopo originario del ministro. Piu’ di una voce si e’ levata ad afferma cio’. Il famoso (famigerato) decreto e’ servito per creare una tale confusione normativa e di metodo da rendere impossibile lo svolgimento dei concorsi stessi. QUESTO ERA LO SCOPO ORIGINARIO E ABILMENTE RAGGIUNTO dal decreto stesso. Lo scopo era chiaramente quello di bloccare i concorsi da associato ed ordinario e cosi’ ci sono finiti dentro i concorsi da ricercatore. Una lunga discussione sul perche’ di queste mosse ci porterebbe troppo lontano e visto lo spirito costruttivo degli apristi su questo forum non servirebbe a nulla.

      Tanto insorgere e’ l’unico depositario delle verità fondamentali e gli altri sono solo dei gennari’ e dei trolloni.

      Cosa c’e’ da richieredere in fretta:
      1) ABOLIZIONE DEL COSIDETTO DECRETO MERITOCRATICO
      2) SBLOCCO IMMEDIATO DEI FONDI MUSSI e loro proroga al 2010. Senza questo nessun concorso.

      Tenete presente che senza 1) nessun dipartimento/istituto/università seria avra’ voglia di bandire posti. E sia ben chiaro a voi tutti che quelli che non vogliono bandire a queste condizione sono in prima misura le persone serie. Per i “baroni” veri il concorso lotteria e’ perfetto soprattutto se il numero di posti per settore e’ sufficiente a gestire le cordate. Ma voi non avete esperienza di concorsi/consigli di dipartimento/baroni/cene al ristorante e non potete capire.

      Senza proroga dei fondi MUSSI al 2010 con un loro raddoppio non ci sono i tempi tecnici per bandire. Se i soldi non raddoppiano gli equilibri da facolta’/dipartimenti non permetteranno di arrivare (se non in pochi casi) ad accordi interni alle università. Si preferira aspettare e bloccare tutto in attesa che il propio gruppo possa bandire.

      Buon divertiemento,…

      • insorgere ha detto:

        eccolo che esce allo scoperto. tu preferisci le vecchie regole.
        non ti importa nulal del buon funzionamento del sistema, ti interessa solo mettere il tuo culo al caldo.

      • Fra ha detto:

        Hai proprio ragione! I concorsi non vengono banditi per paura di un pò di sana competizione, e tu che cura proponi? Eliminiamo la competizione!

      • mi sento Troll ha detto:

        Non avete capito niente. Le nuove regole peggiorano il funzionamento del sistema. Ma non potete dire che vi siete sbagliati. Ma non preoccupatevi nessun metterà il culo al caldo per il prossimo anno.

        Nel decreto di proroga e raddoppio al 2010 dei fondi mussi metti una regale che il peggior 20% dei vincitori (per settore scientifico disciplinare) nel rendimento nei primi tre anni di servizio tornano al ministero.

        Cosi’ il peggiore 20% e’ a carico di chi li assunti.

        VOI NON SAPETE NEMMENO DOVE STA DI CASA LA COMPETIZIONE.

        a) A quanti concorsi avete partecipato ?
        b) Quanti progetti di ricerca avete presentato a FONDAZIONI/MINISTERO/UE ?
        c) Avete scritto niente con piu’ di 50 citazioni ?

      • Fra ha detto:

        Il mio commento qui sopra ovviamente era in risposta a “mi sento Troll”.

      • mi sento Troll ha detto:

        @insorgere CONTINUI A METTERE IN BOCCA AD ALTRI COSE CHE NON HANNO DETTO. Te eri gia’ uscito allo scoperto … vuoi solo bloccare i concorsi …. perche’ chi e’ in coda prima di te non deve vincere.

        Si e’ visto come il decreto “MERITOCRATICO” (ahh!Ahh!) sta facendo funzionare il sistema. Non e’ nemmeno in grado di nominare le commissioni.

      • Fra ha detto:

        @ mi sento Troll

        La risposta di insorgere mi sembra ineccepibile. Se tu dici “abolizione delle nuove regole”, mi sembra naturale che ti si risponda: “preferisci le vecchie regole”!

        Abolizione nuove regole = torniamo a quelle vecchie. O no?!

        La storia del 20% l’hai tirata fuori ora, non la vedo nella lista di cose da “richieredere in fretta” (commento del 26 Agosto 2009 ore 8:17 pm).

        (adesso arriverò Gennaro a dire che sono Capezzone III)

      • insorgere ha detto:

        non ho mai detto che chi è in coda prima di me non deve vincere. ho detto che contesto la logica delle code, che è malasana e stimola solo servilismo e corruzione.

        preferisco nessun concorso-truffa, per risparmiare, in attesa di concorsi puliti. per usare una metafora calcistica la partita non si deve giocare se è certificato che l’arbitro è venduto.

      • insorgere ha detto:

        tu piuttosto perchè vuoi l’abolizione delle nuove regole (e quindi il ritorno alle vecchie)? perché prima stavi meglio, avevi maggior garanzie circa il fatto che nessuno potesse minacciare il “tuo” concorso?

        alla fine tutto si riduce a questo: se credi nel tuo lavoro sei disposto a misurati con i colleghi ad armi parti. altrimenti sei solo un parassita.

      • insorgere ha detto:

        il discorso sul 20% è la prima proposta che fai. sarebbe ragionevole se non fosse che non puoi stabilire prima – a prescindere – quanti devono essere promossi e quanti bocciati. cmq è chiaro che la vera svolta è in nessuno concorso pubblico ma chiamate e poi serie valutazioni ex-post con premi e punizioni.
        questa del resto è da sempre la posizione apri.

  444. Spartacus ha detto:

    Del resto, in Italia, nemmeno Dio – a rigor di logica – potrebbe vincere un concorso universitario. Ha all’attivo una sola pubblicazione, alquanto piena di contraddizioni (specie nella prima parte)… e per di più non cita le fonti. Profilo scientifico indubbiamente gracile…

    • bartlindon ha detto:

      E poi ha creato la Terra in 7 giorni, e si vede: dai risultati, sotto gli occhi di tutti, direi che il lavoro e’ stato approssimativo, con molti difetti, con inutili lungaggini evoluzionistiche. Nel particolare poi, che questo lavoro abbia condotto alla creazione della RNRP, dell’APRI, di Capezzone e Insorgere e Gennaro, e’ una chiara manifestazione dell’inadeguatezza alla mansione autoassegnata.
      Mostra inoltre una certa boria facendosi chiamare onnipotente!

  445. insorgere ha detto:

    per fortuna dio è solo creatore e non ricercatore

  446. insorgere ha detto:

    molti precari temono già abbastanza una competizione equa, figuriamoci se ci fosse da gareggiare con l’onnipotente

  447. noemi ha detto:

    A ragà, qui è tre anni che si discute su stamin…di concorsi senza fare niente. Post su post, e non si fa una mazza.
    In sintesi, oggi vado dal fabbro per un lavoro di mezz’ora e dopo essermi fatto pulire (15 euro, ovvero 30/h /2) vago per strada facendo il conto del mio costo orario; lo so, lo so, se si fa ricerca c’è la passione, la gioia, l’amore per la materia, ma dio mio, penso ai 5 anni di Università, ai 3-4 di dottorato, alle mie esperienze all’estero, azzz …fa un pò male, arriverò a valere 4 euro all’ora?
    Poi se considero i mesi fatti gratis e pure le schifezze che mi respiro…ahia fa ancora più male.
    Ok, ok, avete ragione i soldi non sono tutto, non fosse però che poi devo pagare l’affitto al padrone, la spesa alla cassa insomma non fosse che viviamo in un mondo dove tutto si paga, aggiungo non fosse che vivo nel paese di Corona, delle veline che girano in Porsche, non fosse ecchecca…

    Penso ai sogni traditi di chi ha studiato con impegno, ai sacrifici delle nostre famiglie, quanto ci/gli è costato? Bon si dai non devo correre, giusto, arriverà un giorno in cui sarò arrivato, e poi dai ci siamo passati tutti ehhh ehh ai nostri tempi pane, acqua e frusta!!

    .. vorrei spaccare tutto ma proprio tutto, ma poi passerei per un facinoroso.

    • Gattopardo ha detto:

      Il tema vero è questo.

      • PaoloK ha detto:

        a me quando fate così, mi fate arrabbiare, dei 15 euro ne ha incassati meno della metà, ed il fabbro è un lavoro specialistico che si impara in anni di apprendistato, incomparabile (nel senso che non si può comparare) con i lavori di intelletto, per i quali vi è un eccesso di offerta dato che valgono così poco.

    • RivoluzioneItalia ha detto:

      facinoroso no, patetico si

    • bartlindon ha detto:

      ma mica lavora tutte e 8 le sue ore facendo lavoretti a gente come te per 15 euro in mezz’ora!
      Togliendo poi le tasse (ammesso che li dichiari) arriva a si e no 10 euro. Se anche arrivasse a 80 euro al giorno per 5 giorni, sono 400 alla settimana ovvero 1600 al mese (puliti).
      Quanto un ricercatore confermato.
      Questi paragoni non li capisco.

      p.s. i soldi SONO tutto: il lavoro va pagato.

  448. noemi ha detto:

    aggiungo che se fossimo in tanti saremo in tanti… di facinorosi

  449. France ha detto:

    Bah, non per fare il Bombadillo, ma “la Bibbia” e’ un insieme di libri, non un solo libro. Inoltre credo che abbia una diffusione incomparabile, e che il suo autore principale e coautori abbiano un h-index che rasenta l’infinito…

  450. France ha detto: