Se cadi sette volte, rialzati otto

La FLC Cgil ci segnala la nascita di un proprio Coordinamento Nazionale dei precari dell’Università.

La nascita di APRI (Associazione Precari della Ricerca Italiani) prima, ora di questo coordinamento, sembra indicare come i precari comincino lentamente ad organizzarsi. E tornare a lottare dopo gli anni della Rete Nazionale dei Riercatori Precari (la vecchia RNRP) e del contrasto alla Moratti e a Mussi. In forme diverse, certo. In un quadro, se possibile, ancora peggiore. 

Questo blog non può che auspicare il dialogo e il confronto tra tutti i precari e le loro organizzazioni/associazioni/movimenti. E fare gli auguri a tutti quei precari che sottraggono tempo e energie al loro lavoro, alla ricerca di un reddito, alle loro famiglie per chiedere rispetto, giustizia, diritti. E un’Università migliore di questa, che a farla ci vorrebbe davvero poco…

Il blog? Noi lo terremo aperto per quello che possiamo. Cercando di informare quando possibile e di suscitare dibattito (sperando che il dibattito possa essere in futuro un pochino più rispettoso delle diverse opinioni e dai toni più adatti a dei ricercatori – sebbene precari). Scusateci alle volte le lunghe pause, le lentezze, i disservizi. Anche noi, come voi, ci muoviamo in acque malsane.

A seguire, la Piattaforma rivendicativa del Coordinamento della FLC.

La crisi economica che ha colpito duramente il sistema economico occidentale non si è fermata ed è prevedibile un’ulteriore peggioramento delle condizioni delle fasce più deboli dei lavoratori. I timidi tentativi dei governi di tamponare le ricadute della crisi, sono stati principalmente rivolti a garantire quei settori che hanno un riscontro produttivo immediato, diretto e apparentemente tangibile dell’intervento. L’intero sistema della conoscenza, che rappresenta la vera spina dorsale di un sistema economico avanzato, ha invece un impatto profondo ma diluito nel tempo sul sistema produttivo, legato piuttosto a trasformazioni e a miglioramenti radicali e di lungo periodo. Allo stesso modo, i lavoratori della conoscenza, che nell’ombra sono la linfa di questo paese, stanno pagando più duramente di altri questa crisi sebbene nel più assoluto silenzio del governo e del sistema dell’informazione.

È l’ora invece di rafforzare ancora di più il sistema della conoscenza se si vogliono gettare le basi del nostro futuro. Nel contempo, bisogna costruire un sistema della conoscenza virtuoso coadiuvato da un vero, reale ed effettivo sistema di welfare che in questo momento permetta ad ogni singolo lavoratore di superare la crisi. Oggi, infatti, tra i lavoratori più colpiti ci sono i precari dell’Università, stretti tra la riduzione delle opportunità già scarse offerte da un sistema economico in crisi e la debolezza strutturale del sistema della conoscenza.

Negli ultimi anni l’Università italiana ha subito numerose riforme, mai portate a termine, che stanno hanno letteralmente devastato una generazione di studiosi e in prospettiva minacciano di devastare l’intera università. Si stima che le Università italiane fondino la loro attività di ricerca e l’offerta formativa sul lavoro di migliaia di precari impegnati a tempo pieno nella ricerca e docenza. Secondo i dati al momento disponibili sono circa 40.000 i ricercatori e docenti precari censiti (dati MIUR 2006). Il futuro di decine di migliaia di precari impegnati nell’attività di ricerca e docenza non è mai stato così in pericolo come ora. Questo a causa del proliferare, di anno in anno, di contratti precari privi di fatto di tutele assistenziali e previdenziali, tagli al FFO ed al personale, ed un blocco di fatto del reclutamento dei ricercatori a tempo indeterminato a livello nazionale.

Appare allora evidente che il problema del precariato nella ricerca e docenza universitaria rappresenta una vera e propria emergenza. Il Coordinamento Precari Università FLC CGIL, in linea con intera categoria, propone di investire nella conoscenza per combattere e rialzarsi dalla crisi. Occorre ripartire dai piani di investimento nella conoscenza così come definiti alla nascita della Strategia di Lisbona nel 2000; ripercorrere insieme la tappa fondamentale del 2005, che ha visto la stesura della Carta Europea dei Ricercatori come codice di condotta per l’assunzione dei ricercatori. E inoltre rilanciare un maggior finanziamento della Ricerca come previsto dal Settimo Programma quadro dell’Unione Europea, sull’arco pluriennale 2007-2013.

Occorre, operativamente, rilanciare la discussione ed il confronto democratico con tutti i soggetti in campo su una riforma del sistema universitario che tuteli il carattere pubblico dell’Università italiana e che combatta il precariato garantendo, nel contempo, didattica e ricerca di qualità, trasparenza e valutazione.

Al fine di affrontare quindi in modo adeguato la grave emergenza dei ricercatori e docenti precari nelle Università italiane occorre urgentemente:

1. investire maggiormente a livello nazionale per Università e Ricerca – in un quadro di valutazione efficace e trasparente – come definito dalle linee guida europee. A livello locale occorre destinare nella programmazione di Ateneo, per il reclutamento dei ricercatori (o docenti di prima fascia) e la stabilizzazione del personale tecnico amministrativo, una quota consistente delle risorse disponibili;

2. effettuare, dapprima, un piano di reale reclutamento straordinario dei ricercatori a tempo indeterminato a livello nazionale, con processi trasparenti di selezione, passando subito dagli annunci ai decreti ed ampliando le disponibilità economiche previste dalla finanziaria 2007 per il reclutamento dei ricercatori universitari;

3. definire, poi, una seria programmazione dell’accesso ai ruoli di docente e ricercatore, al fine di operare un reclutamento ciclico e ordinario per rafforzare in modo continuativo la struttura della ricerca e docenza in Italia. Risulta determinante il riconoscimento reale in sede di valutazione concorsuale dell’attività pregressa di ricercatori e docenti precari;

4. a tal fine è opportuna l’istituzione di un’accurata anagrafe delle figure precarie impegnate in ricerca e docenza da parte di ogni ateneo, utile a censire e valorizzare la professionalità dei precari. Occorre realizzare una banca dati con i riferimenti anagrafici, il curriculum e tutte le esperienze maturate dai ricercatori e docenti precari. L’anagrafe è prima di tutto uno strumento conoscitivo, poiché ha l’obiettivo di quantificare e monitorare il fenomeno del precariato universitario; inoltre è un’efficace mezzo ai fini di una migliore programmazione economico-finanziaria negli ambiti sia dell’impiego sia della gestione di personale altamente qualificato (strumento gestionale-valutativo). Un provvedimento analogo è già stato adottato dall’Università di Pisa, che presentiamo qui come modello applicabile ad altre realtà d’Ateneo. Inoltre, un secondo modello è la banca dati del Consorzio Interuniversitario CINECA, con la quale sarebbe auspicabile effettuare incroci di dati del personale ricercatore e docente precario;

5. tutelare i soggetti più deboli, individuando quelle politiche e quegli strumenti economici e legislativi che permettano innanzitutto il blocco dei licenziamenti (ossia il mancato rinnovo dei contratti per mancanza di disponibilità economica) di tutti quei precari che da anni e anni, con elevata professionalità, stanno sostenendo sulle proprie spalle l’attività di ricerca e didattica nelle Università italiane. Estendere inoltre gli ammortizzatori sociali agli stessi precari e delineare strumenti a garanzia della continuità del reddito;

6. aprire in tutti gli Atenei tavoli di consultazione, dapprima, sul tema del precariato nella ricerca e docenza con i precari e i rappresentanti sindacali; rapidamente occorre definire la trasformazione del confronto in veri e propri tavoli di trattativa, come luogo ufficiale di intervento sul problema precariato. Determinante è anche il coinvolgimento degli enti locali, per affrontare a 360 gradi l’emergenza precariato; le Regioni infatti investono ogni anno milioni di euro nella ricerca universitaria. Per questo, è auspicabile l’apertura di tavoli di confronto sugli stessi temi in tutte le Regioni, con referenti precari degli Atenei presenti sul territorio e le rappresentanze sindacali;

7. operare una riunificazione delle figure precarie di docente/ricercatore non strutturato dalla comprovata esperienza con tutele contrattuali, diritti di rappresentanza e retribuzione pari al ricercatore confermato di I fascia retributiva. A tal fine è stata elaborata un’ipotesi di piattaforma per la regolamentazione delle suddette figure precarie nell’Università. Nello specifico, occorre ottenere il riconoscimento del diritto alla remunerazione per tutti gli incarichi di ricerca/docenza, in tutte le fasi della carriera; riconoscimento di tutti quei diritti essenziali ad un lavoratore, quali diritto a periodi remunerati di recupero psico-fisico, diritto e sostegno alla maternità, diritto a lavorare in sicurezza e avere la completa formazione al riguardo, diritto ad un trattamento adeguato ai fini pensionistici; riconoscimento dei diritti di rappresentanza istituzionale e sindacale dei ricercatori/docenti precari;

8. aprire un’ampia discussione, insieme ai soggetti studenteschi già attivi nel processo di autoriforma partecipata dell’Università, sul tema della qualità della didattica; questo proprio in vista dei tagli alle remunerazioni dei docenti a contratto che molti Atenei effettueranno in seguito ai tagli al FFO

Coordinamento Nazionale Precari dell’Università FLC CGIL

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12 Responses to Se cadi sette volte, rialzati otto

  1. bartlindon ha detto:

    Beh, rivedo con piacere che il blog ha trovato una sua strada. I “vecchi” amministratori, diventati sindacalisti o simili, hanno aperto un fronte nella CGIL.
    Che dire, auguri.
    Auguri per sanare i contrasti che gia’ ci sono stati tra conservazione dei vecchi privilegi, che i sindacati, per mandato, portano avanti, e la richiesta di diritti, o anche solo di prospettive, di noi sfigati precari.
    Spero questo coordinamento possa sanare queste divergenze.

    A questo punto si puo’ mettere la parola fine alla “vecchia” RNRP?

  2. guglielmo ha detto:

    siamo alle solite….invece che affrontare i problemi dell’ateneo, invece che elaborare sistemi di valutazione che incentivino i meritevoli, eccoci ha chiedere più soldi e – in sostanza – stabilizzazioni.

    ma con che coraggio si può chiedere questo? che ne sarà dei più giovani? devono soffrire quanto e più di noi? bisogna per forza ripetere gli errori del passato?

    • flccino ha detto:

      1. investire maggiormente a livello nazionale per Università e Ricerca – in un quadro di valutazione efficace e trasparente – come definito dalle linee guida europee.

      2. effettuare, dapprima, un piano di reale reclutamento straordinario dei ricercatori a tempo indeterminato a livello nazionale, con processi trasparenti di selezione,

      …. e si potrebbe continuare. Dov’è che non si parla di valutazione? dov’è che si parla di stabilizzazioni? Guglielmo o Untenured? sempre la solita tiritera….

    • riccardoS ha detto:

      i sistemi di valutazione li produce il governo, non il sindacato. E neppure i precari.

  3. Paolo ha detto:

    Personalmente, condivido in pieno la piattaforma.

  4. Untenured ha detto:

    giuro che non ero io guglielmo, però condivido in pieno il suo pensiero.. il documento FLC: la solita solfa demagogica e ormai del tutto minoritaria se non residuale.

  5. cattivo maestro ha detto:

    …e anch’io condivido ampiamente e sottoscrivo la piattaforma della FLC

  6. guglielmo ha detto:

    scusate ma scriviamo e non ci capiamo.
    quando nel testo flc si parla di valorizzazione del lavoro svolto dai precari a cosa si allude secondo voi? a me sembra un riferimento chiaro, anche se non esplicito, a stabilizzazioni o a concorsi riservati (che fa lo stesso)

    • duke ha detto:

      un riferimento “chiaro” ma “implicito”… RIDICOLO. Vuoi leggere per forza quello che ti piace, che ti interessa. Pur di attaccare e di contestare una piattaforma scritta da precari e che non mi pare molto diversa dalle altre prodotte da precari, apristi o di movimento. Nel documento si parla di concorsi, e ai concorsi di partecipa con titoli e pubblicazioni. Questo deve essere valorizzato. E poi assunti dall’Università non si può cominciare da zero come se si fosse dei neo-dottori di ricerca: e questo si chiama ricostruzione della carriera.

  7. noemi ha detto:

    Anch’io bevo acqua rocchetta: salute dentro e fuori tanta plin-plin.
    Coraggio che grazie al nostro forte impulso rivoluzionario e di cambiamento ci arrivano i soldi dei mafiosi.
    Rimarremo (se ci va bene) precari e fessi forever questa è l’unica verità!!

  8. francesco miglino ha detto:

    Il segretario del partito internettiano Francesco Miglino ha presentato un appello all’ UNESCO affinchè l’ UNIVERSO INTERNETTIANO, LA RETE, IL DIRITTO ALL’ ACCESSO siano dichiarati PATRIMONIO UNIVERSALE DELL’ UMANITA’.
    25 maggio 2010 di francesco miglino

    Via Torelli Viollier 33 20125 MILANO (Italy http://www.erainternettiana.it erainternettiana@gmail.com

    U N E S C O

    Al Direttore per lo Sviluppo della Comunicazione (IPDC) ABDUL WAHEED KHAN
    7 Plase de Fontenoy,
    75352 Paris 07 SP -France

    APPELLO ALL’ UNESCO AFFINCHE’ SIANO DICHIARATI PATRIMONIO UNIVERSALE DELL’ UMANITA’ L’ UNIVERSO INTERNETTIANO, LA RETE , IL DIRITTO ALL’ ACCESSO.

    Noi Donne ed Uomini abitanti della terra, avendo responsabilmente confrontato la qualità della nostra vita prima della creazione dell’ universo internettiano con quella di oggi, testimoniamo che la nostra vita è diventata più ricca, intelligente e partecipativa delle sorti della società e del globo che ora percepiamo come casa comune da gestire e proteggere perchè controllabile e raggiungibile in ogni suo angolo. Usciti dal nostro habitat, affacciati alla nostra finestra sul mondo, possiamo comunicare in tempo reale in modo bidirezionale e complesso, informarci, attingere ed allargare i nostri saperi, compiere operazioni logistiche che prima sottraevano tempo prezioso alla nostra quotidianità.

    Possiamo dichiarare in tutta coscienza che oggi, senza l’ universo internettiano la qualità della nostra esistenza sarebbe come quella di un uomo privato delle connessioni sinaptiche poichè e’ l’ universo internettiano il più formidabile ed organico acceleratore di consapevolezza con cui è possibile acquisire saperi, realizzare scelte coscienti, incontrarsi ed unirsi ad altri uomini che reclamano progresso, giustizia e diritti da ogni angolo della terra e che progettano la costruzione di una società evoluta, colta e libera.

    Le informazioni, prima affidate alla mediazione interessata dei possessori delle rotative, ora sono dirette e fanno luce con documenti probanti su problemi volutamente irrisolti e nascosti dal distorcente egoismo dei poteri dominanti.
    Da ogni angolo della terra sperduto e prima ignorato dove si pratica la violenza dell’ uomo sull’ uomo, le vittime possono spezzare la solitudine facendo giungere la testimonianza delle proprie sofferenze nell’ universo internettiano.

    E’ scientificamente provato che è stato l’allargamento della nostra corteccia celebrale a favorire una più organica ed evoluta organizzazione delle sinapsi del nostro cervello ed a permettere che il soddisfacimento dei bisogni fisiologici non avvenisse più con il ricorso alle pulsioni istintuali, affrancandoci dalla schiavitù della nostra genetica.

    E’ scientificamente provato che i miliardi di flussi sinaptici creati da miliardi di uomini che s’ incontrano nell’ universo internettiano allargano la circolazione delle idee e dei saperi e l’ uomo progredisce poichè liberato dalla schiavitù dell’ ignoranza, da limitanti pregiudizi localistici, brutalità censorie, avvilenti disinformazioni pilotate da interessi precostituiti spesso antisociali.

    Con la libera comunicazione nell’ universo internettiano neutrale ogni uomo può emanciparsi, aumentare i neurotrasmettitori cerebrali in modo proporzionale al numero di quesiti enunciati e risolti da risposte competenti donate in rete, stimolare l’ intelligenza creativa in ogni campo, approfondire esperienze diverse in luoghi prima irraggiungibili, confrontare pensieri e postulati seguiti da esaustive elaborazioni dialettiche e risposte congrue in tempo reale, accedere a banche dati, immergersi in variegate esplorazioni professionalizzanti con il conseguente aumento delle spine dendriniche e la creazione di nuovi punti d’ attracco per la connessione ed attivazione di altre cellule nervose.

    Il cervello umano è il paradigma dell’ attività sinaptica viva e palpitante animata in modo incessante da miliardi di connessioni di esseri umani che abitano e qualificano l’ universo internettiano, gli stessi che, pervasi da un gratificante rapporto empatico verso gli altri, determinano il flusso informativo qualificato e l’ offerta ad ampio raggio dei saperi favorendo il miglioramento della nostra specie con la crescita addizionale di neuroni e delle connessioni nella nostra corteccia celebrale.

    Oggi l’ uomo scopre che la qualità della propria esistenza è proporzionale alla conoscenza e si rende conto che solo i saperi lo svincolano da assuefazioni sociali primordiali e lo esortano a costruire un nuovo modus vivendi in cui prioritarie siano le scelte benefiche coscienti per il bene comune.

    Relazionandosi nell’ universo internettiano l’ uomo che incontra la generosità in offerte creative gratuite, acquisisce il rispetto degli altri ed abbandona gli impulsi distruttivi, intuendo che, liberandosi dagli istinti predatori e dal cinismo, si può convivere in armonia, razionalizzare l’ uso delle risorse, superare collettivamente la limitante lotta per il solo soddisfacimento dei bisogni elementari e, per la prima volta, sedersi collegialmente nell’ agorà universale a riflettere sul come organizzare il proprio destino.

    Nella storia di tutti i tempi mai l ‘ uomo ha creato un supremo e grandioso universo in cui immergersi svincolato finalmente da condizionanti ed opprimenti gerarchizzazioni sociali ed in assoluta libertà formarsi, esprimersi, rappresentarsi e realizzarsi facendo giungere il proprio apporto in ogni angolo del globo.

    Stabilito che l’ universo internettiano è bene comune come l’ aria e l’ acqua, creato dall’ uomo per il progresso dell’ uomo, chiediamo all’ UNESCO di proteggerlo da ingerenze e censure e di preservarne la neutralità dichiarando “PATRIMONIO UNIVERSALE DELL’ UMANITA’ L’ UNIVERSO INTERNETTIANO, LA RETE, IL DIRITTO ALL’ ACCESSO.

    Francesco Miglino

    presidente Comitato Promotore

    _______

  9. francesco miglino ha detto:

    RICHIESTA AL SEGRETARIO GENERALE DELL’ ONU BAN KI MOON DI PROTEGGERE JAULIEN ASSANGE E LA SUA FAMIGLIA E DI CONSIDERARE LA SUA AZIONE DIVULGATIVA RAFFORZAMENTO DELLA CONSAPEVOLEZZA DEI POPOLI E DELLA DEMOCRAZIA .

    Al segretario generale dell’ ONU Ban Ki- Moon
    Sede Centrale Delle NAZIONI UNITE
    760 United Nations Plaza, New York, NY 10017, USA Egregio segretario generale dell’ ONU Ban Ki-Moon,
    interpretando i principi fondanti dello Statuto delle Nazioni Unite del 26 giugno 1945, su mandato del Partito Internettiano, Le segnaliamo interessanti documenti resi pubblici da Julien Assange e reperibili su Wikileaks che vivamente La preghiamo di analizzare, verificarne la veridicità ed intervenire con gli strumenti previsti dallo Statuto contro violazioni, abusi, pericolose preparazioni di atti di aggressione presso gli Stati membri affinchè prevalga l’ affermazione dei diritti dell’ Uomo, del progresso, della sicurezza internazionale e della pace.
    Julien Assange concretizza l’esigenza dei popoli di conoscere l’ agire dei politici e la pubblicizzazione dei documenti è meritoria perchè:
    -Svelare nell’ universo internettiano i progetti di aggressione di Stati diretti da gruppi di potere e denunciarne la corsa agli armamenti significa: “Preservare le future generazioni dal flagello delle guerra che per due volte nel corso di questa generazione ha portato indicibili sofferenze all’ umanità.”
    -Svelare nell’ universo internettiano la tendenza delle classi politiche ad essere asservite ai poteri forti e disattendere gli interessi sociali significa chiamare ogni cittadino alla partecipazione e : ”Riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell’ uomo, nella dignità e nel valore della persona umana e nell’ uguaglianza dei diritti degli uomini e delle donne e delle nazioni grandi e piccole.”
    -Svelare nell’ universo internettiano la violazione dei diritti umani da parte di coloro che dovrebbero tutelarli significa: ” Creare le condizioni in cui la giustizia ed il rispetto degli obblighi derivanti dai trattati e dalle altre fonti del diritto internazionale possano essere mantenuti.”
    -Svelare nell’ universo internettiano la violenza dell’ esclusione ed indicarne i responsabili per fare uscire dalla denutrizione e dall’ ignoranza vaste stratificazioni sociali indifese significa: ” Promuovere il progresso sociale ed un più elevato tenore di vita in una più ampia libertà e a tal fine praticare la tolleranza e vivere in pace.”
    -Svelare nell’ universo internettiano prevaricazioni e propositi guerrafondai significa: ”Unire tutte le nostre forze per mantenere la pace e la sicurezza internazionale.”
    -Svelare nell’ universo internettiano la necessità di difendere principi universalmente condivisi per contrastare malvagità ed aggressività significa :” Assicurare mediante l’ accettazione di principi e l’ istituzione di sistemi, che la forza delle armi non verrà mai usata salvo che nell’ interesse comune.”
    -Svelare nell’ universo internettiano che la vigilanza dei popoli sulle proprie classi politiche è possibile tramite gli strumenti informatici del nostro tempo significa: ” Impiegare strumenti internazionali per promuovere il progresso economico e sociale di tutti i popoli.” I documenti di Wikileaks sono un salutare contributo alla chiarezza, un monito alla classi politiche che disattendono lo statuto dell’ ONU; per questo, Le chiediamo, signor Presidente, di valutare la diffusione dei documenti un prezioso contributo alle società. Per il coraggioso servizio reso ai popoli, a Lei ed al Consiglio di Sicurezza, Julien Assange può essere considerato un prezioso testimone del nostro tempo che alza la guardia in difesa della democrazia e l’ ONU deve farsi garante dell’ incolumità sua e dei suoi cari. Nella certezza che non mancherà di valutare adeguatamente le nostre considerazioni e richieste, rimaniamo in fiduciosa attesa e distintamente La salutiamo
    Partito Internettiano
    Francesco Miglino
    segretario PARTITO INTERNETTIANO http://www.partitointernettiano.it partitointernettiano@gmail.com
    Via Torelli Viollier, 33 – 20125 MILANO (Italy)

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