Decreto interministeriale fissa criteri per contratti di ricerca a TD

Cari dibattenti

Un nostro pugnace collega ha scoperto che il 16 settembre 2009 un decreto interministeriale dettando i criteri contrattuali dei ricercatori a TD, così recita (Art. 2, Comma 2): 

 Il trattamento economico minimo dei contratti di lavoro subordinato di diritto privato a tempo determinato di cui all’articolo 1, comma 14, della legge 4 novembre 2005, n. 230, è stabilito nella misura del 120% del trattamento economico iniziale dei ricercatori universitari confermati a tempo pieno così come stabilito dall’art.2 del decreto legge 2 marzo 1987, n. 57, convertito nella legge 22 aprile 1987, n, 158. 

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Le università quindi dovrebbero allineare i propri regolamenti sul TD a questa retribuzione…

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34 Responses to Decreto interministeriale fissa criteri per contratti di ricerca a TD

  1. unimediapisa ha detto:

    Fatemi capire: nella pratica l’aumento non c’e’ stato, immagino.

    Alcune domande:
    1) e’ retroattivo?
    2) se no, vale per i concorsi gia’ banditi?
    3) c’e’ mica una fregatura da qualche parte?

    Detta cosi’, mi sembra una buona notizia. Strano che sia passata totalmente inosservata finora.

    • ario ha detto:

      l’adeguamento vale solo per i contratti TD “Moratti” che quasi nessuna università utilizza.

      Di solito quelli che chiamiamo contratti a tempo determinato per l’uiversità sono “contratti di ricerca triennali” che cadono in una fattispecie diversa.

      Ecco perché nessuna università si adeguerà

  2. bartlindon ha detto:

    Risposte:
    1) No
    2) No
    3) …..

    Questo decreto e’ gia’ stato discusso due giorni fa su
    http://ricercatoriprecari.blogspot.com/2009/10/decreto-ministeriale-sui-ricercatori.html#comments

  3. maurizio ha detto:

    Non riesco a capire dalla ciroclare ministeriale se questo contratto possa essere sottoscritto anche da coloro che hanno già un posto a tempo indeterminato in altre amministrazioni (per es. come me nella scuola secondaria superiore) – e in tal caso a quali condizioni? mettersi in aspettativa? – oppure se sia incompatibile con questa figura.

  4. unimediapisa ha detto:

    Nel frattempo che si diradano le nebbie, vi segnalo questa lettera (che condivido fin all’ultima virgola):
    “Laureati e lavoro: meglio espatriare”
    http://www.corriere.it/solferino/severgnini/09-10-10/09.spm

  5. x unimediapisa ha detto:

    Io non la lettera non la condivido affatto.

    1) scegliere un paese in cui vivere non e’ come scegliere una marca di assorbenti al supermercato.

    2) essere costretti a vivere in paesi dove parlano lingue molto diverse dalla nostra (norvegese, fiammingo, olandese, …) comporta enormi difficolta’ ad integrarsi nel tessuto della societa’.

    3) poiche’ non si vive per lavorare ma si lavora per vivere, trovo assurdo che sia il lavoro a decidere per me la nazione in cui dovro’ passare il resto della vita.

    4) abbandonare la nave che affonda senza neanche fare un tentativo per tappare le falle e’ da codardi. Non si puo’ scappare tutti e lasciare l’Italia andare alla deriva.

    5) ma soprattutto quando dice “Trovo controproducente continuare a lamentarsi”. E’ assurdo deridere chi prova a cambiare le cose e a denunciare il malaffare italiano! E per colpa di persone cosi’ se in Italia non cambia mai nulla.

    Pensate se i francesi del XVIII secolo fossero tutti espatriati invece di fare la rivoluzione…

  6. x unimediapisa ha detto:

    Per essere ancora piu’ chiari ed evitare fraintendimenti: non critico la mobilita’ nel mercato del lavoro. Ma andare a lavorare all’estero dovrebbe essere il risultato di una libera scelta, e non una necessita’ dettata dagli eventi.

    • unimediapisa ha detto:

      OK, su questo -in linea di massima- son d’accordo.

      Tuttavia la lettera mi piace perché dice chiaramente una cosa molto semplice, che troppo spesso qualcuno fa finta di non vedere: un’Università che non dà alcuna prospettiva ai giovani danneggia sé stessa (prima ancora che i giovani).

  7. guglielmo ha detto:

    @ maurizio
    non è una circolare, ma un decreto interministeriale.
    quanto all’incompatibilità: mi risulta che chi ha un posto a scuola possa mettersi in aspettatitva e prendere tale contratto

    • luca ha detto:

      ti sbagli, se lavori a scuola puoi fare un dottorato o borse di studio ma non hai aspettativa per assegno di ricerca o altre forme di lavoro a termine….

  8. guglielmo ha detto:

    sto blog fa pena

  9. Miriam ha detto:

    Bisogna cominciare una seria campagna di denuncia contro le intenzioni della Gelmini, che non vuole ridurre, ma estendere il precariato. Il loro obiettivo è mantenere tutte le forme contrattuali esistenti, sostituendo pure i TI con i TD per precarizzare un altro po’.

    L’unica riduzione del precariato la stanno facendo levando alle università i soldi per rinnovare i contratti. Cioè provocando licenziamenti. Cosa aspettano i sindacati ad intervenire?

  10. x Miriam ha detto:

    Aumentare la spesa per i TD vuol dire incentivare le universita’ a bandire TI, quindi ridurre il precariato (nella misura in cui una cosa del genere puo’ essere efficace, cioe’ molto poco). Ma di sicuro il precariato non aumenta aumentando i salari dei TD.

    Il precariato aumenta assumendo sempre piu’ precari e, in proporzione, pagandoli sempre meno.

  11. Miriam ha detto:

    Ci sono altri due aspetti, però. Innanzitutto i ricercatori a TI spariscono fra 3 anni e il governo non ha intenzione di ricrearli. Poi, bisogna vedere se TD così costosi non spingeranno invece le università a tenersi i budget e ripiegare su comode borse di studio, che nemmeno contano per il 90%.

    Non fraintendermi, non sono a favore degli stipendi bassi. Ma non credo nemmeno che il governo ponga le retribuzioni al 120% perché ama gli stipendi alti. Sarebbe in contraddizione con ciò che stanno facendo in altri abiti lavorativi. E allora, quale può essere la loro intenzione, se non quella che sottolineo io?

  12. x Miriam ha detto:

    Infatti quello che dovremmo chiedere con forza e’ l’abolizione di ogni forma di contratto precario diverso dal TD (e delle borse di studio per dottorandi, ovviamente).

    Ed essendo un contratto a tempo determinato DEVE essere retribuito meglio di uno a tempo indeterminato per ovvi motivi (meno garanzie per il futuro, trattamento peggiore sotto molti altri punti di vista, eccetera).

    • euroscience ha detto:

      I sindacati difendono i ricercatori da rottamare e i prof settantenni. Dei precari non gliene po’ frega’ dde meno. Perche’ sono contrari al TD come concetto, questi stronzoni. Andrebbero appesi in Piazzale Loreto e additati al pubblico ludibrio, altroche’.

      • Ricercatore Confermato ha detto:

        I sindacati tutela gli iscritti. Sono contrarui al tempo determinato perche’ sono contro lo sfruttamento dei piu’ deboli e sanno che se il datore di lavoro puo’ scegliere tra 2 tempi determinati senza tutele invece che un tempo in-determinato allo stesso costo si sa come va a finire. Certo che uno aal’inizio preferisce un posto precario piuttosto che niente.

      • Miriam ha detto:

        Dipende da quali. I sindacati corporativi tipo ANDU e Coordinamento Nazionale Ricercatori sono contrari al TD perché suga risorse per le autopromozioni dei loro iscritti e mette il precario allo stesso livello loro, anzichè in una condizione di subalternità e sottomissione. I sindacati tipo CGIL già hanno posizioni migliori.

      • Fra ha detto:

        I posti a tempo determinato se ben retribuiti sono una risorsa. Non è sfruttamento dei più deboli. E’ questo che ai sindacalisti non entra nella capoccia. (è sfruttamento dei più deboli solo se gli stipendi sono da fame, e per ottenere un contratto devo inumidire sederi fino a farmi venire la lingua felpata!)

        E’ per questo che nei paesi civili (quindi non l’Italia) il salario di un postdoc è maggiore del salario di ingresso di un ricercatore TI.

        O pensate che nel resto del mondo si passi direttamente da dottorandi a docenti?

      • Fra ha detto:

        Il mio commento era in risposta a Ricercatore Confermato.

  13. Miriam ha detto:

    Sono d’accordo con le richieste. Ma io facevo una analisi delle intenzioni del governo, non una rivendicazione.

    Non prendiamoci in giro, la Gelmini non rivedrà la parte della Moratti che abolisce i ricercatori a TI. Per cui dal 2013 saremo tutti morti.

    • Ricercatore Confermato ha detto:

      Analisi corretta. E le richieste/schieramento dei precari contro chi e’ gia’ dentro aiuto questo disegno politico.

      • Miriam ha detto:

        Questo è ridicolo. Se noi siamo contro chi è già dentro perché vogliamo che le risorse vadano al reclutamento anziché alle autopromozioni, con la stessa logica voi siete contro i precari perché volete che i soldi vadano alle autopromozioni anziché al reclutamento.

  14. guglielmo ha detto:

    ricordiamoci il contesto normativo.
    allo stato la legge obbliga di spendere il 60% delle risorse disponibili per il turnover per i ricercatori (td o ti). l’ultimo decreto interministeriale sui td ne alza il costo ergo ci saranno molti più ricercatori ti nei prossimi anni.

    non ci vuole un genio per fare 2 + 2.

    quanto al futuro dei posti ric. ti a me risulta che al miur non abbiano ancora deciso alcunché. c’è chi parla di mantenere in vita la figura e chi pensa a una sorta di tenure track (tutta da definire). in ogni caso da qui al 2013 il grosso del reclutamento andrà a ric. ti. cosa succederà dopo non lo sa nessuno e vista la situazione politica non ha senso preoccuparsene ora

  15. guglielmo ha detto:

    i veri nodi ora sono altri:
    1. perchè le università non bandiscon i posti mussi 08
    2. cosa aspetta il miur a distribuire i posti mussi 09
    3. cosa aspetta il miur a prorogare le nuove regole che scadono a fine anno

  16. Miriam ha detto:

    A fine anno scadono le regole per la composizione delle commissioni, non quelle per lo svolgimento dei concorsi.

  17. euroscience ha detto:

    Vedete che il Mucchio l’ha sempre vinta, in Italia?

    http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_12/scuola_professori_emendamento_prepensionamenti_56059fd8-b73f-11de-b239-00144f02aabc.shtml

    Basta mettere assieme un Branco di Vocianti elettori, e questi fanno valere subito la Quantita’.

    Al Sindacato interessa gestire il Fascio Scolastico, ve l’ho gia’ detto, dei Precari dell’Universita’ non se ne frega nessuno.

    Dovete COLLEGARVI all’Europa, cari Voi!!!

  18. guglielmo ha detto:

    @ miriam
    si scadono le regole per la composizione delle commissioni, che sono poi il cuore delle nuove regole. un ritorno indietro sarebbe disastroso

  19. Miriam ha detto:

    Il cuore delle nuove regole è l’abolizione di scritti e orali.

    La composizione delle commissioni influenzerà di meno. Io spero che ci sia una proroga, ma non mi sembra questo l’argomento sul quale alzare barricate.

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