Studenti e precari del Politecnico di Torino occupano il Rettorato – a seguire altri comunicati

Comunicato ColPo – Collettivo Politecnico

Oggi, 15 ottobre 2009, studenti e precari del politecnico hanno occupato il rettorato in occasione della seduta del senato accademico che si apprestava ad approvare la nuova proposta di riforma, che oltre a modificare radicalmente l’offerta formativa per il prossimo anno accademico prevede numerosi licenziamenti e la chiusura di tutte le sedi distaccate. L’occupazione del rettorato è durata diverse ore, impedendo che la seduta si svolgesse ai fini dell’approvazione della riforma. Si sono così ottenute l’apertura del tavolo di trattative con i precari, richiesto da oltre un anno, e un’assemblea plenaria, con sospensione della didattica nonostante l’assurda contrarietà dell’amministrazione, dove verrà presentata e discussa con gli studenti la nuova offerta formativa, solo dopo questo il senato potrà votare e chiudere la seduta. Infine una folta delegazione di studenti di Mondovì, ha raggiunto il rettorato, per far sentire la prorpia voce contro la chiusura della loro sede, forti delle oltre 270 di studenti e docenti raccolte in giornata, e per annunciare l’occupazione ad oltranza del politecnico di Mondovì. Forti dei risultati di oggi, ribadiamo l’importanza di partecipare a quest’assemblea per dimostrare tutta la nostra preoccupazione e contrarietà a queste politiche che mirano alla distruzione dell’università pubblica in tutti i suoi livelli. Quando si tratta del nostro futuro vogliamo essere noi a decidere.

ColPo – Collettivo Politecnico http://www.colpo.org colpo@autistici.org

 

___________________ Comunicato stampa bibliocoop

Oggi esercizio di democrazia davanti al presidente della repubblica per i bibliotecari dell’Universita’ di Torino. Questa mattina alle 10 si e’ riunita un’assemblea di 70 persone nel freddo rettorato dell”Universita’ degli Studi. L’assemblea convocata dai lavoratori delle cooperative Codess e Copat che gestiscono su appalto i servizi al pubblico di numerose biblioteche universitarie, ha raccolto anche alcuni studenti, professori e dipendenti della stessa Universita’. Tante le biblioteche chiuse quetsa mattina o con i serivizi sospesi (Dams, Solari, Tabacco, Giuridico, Biologia, Economia, Orientalistica, Peterson, Scienze dell’educazione, Filologia, Farmacia ed altre) Le segretarie del Rettore si sono pero’ rifiutate di aprire anche solo le porte per accogliere le nostre richieste di incontro e di apertura di trattative circa il prossimo appalto previsto per i primi mesi del 2010 e che sappiamo apportera’ tagli significativi al personale e di conseguenza al servizio. Semplicemente ci hanno riferito via citofono che il Rettore e le altre cariche dell’Universita’ erano al tetro Regio per seguire il discoroso del presidente Napolitano Vista la situazione siamo sono stati costretti a metterci in mezzo alla strada, portandoci in corteo le sedie che sono servite per bloccare per un quarto d’ora l’incrocio tra via Po e Piazza Castello. Solo a quel punto il Rettore Pellizzetti ci ha fatto sapere che ci incontrera’ il 23 ottobre. Ma questo risultato minimo non ci bastava: sappiamo che la crisi occupazionale che vivremo con il nuovo appalto merita attenzione maggiore e percio’ ci siamo spostati sempre in corteo con le nostre sedie fin sotto il Palazzo della Regione. Qui abbiamo incontrato il consigliere Bossuto e l’assessore Bairati che si e’ detto disponibile ad aprire un tavolo di crisi, se ovviamente le nostre ditte cooperative e l’Universita’ si renderrano disponibili. Noi siamo moderatamente soddisfatti del risultato della nostra giornata di mobilitazione, ma aspettiamo vigili di valutare le risposte che ci dara’ il Rettore venerdi’ prossimo. Per ora non abbiamo ancora nessuna certezza sul nostro futuro quindi la nostra agitazione resta aperta.

Pertanto oggi stesso abbiamo deciso di partecipare allo sciopero generale del 23 ottobre.

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56 Responses to Studenti e precari del Politecnico di Torino occupano il Rettorato – a seguire altri comunicati

  1. onanista ha detto:

    E’ dal 1989 che regolarmente occupate dipartimenti, rettorati, aule, che tirate fuori mozioni, volantini, striscioni, furgoni con altoparlanti. Risultati? Ancora li’ a menarla con le stesse cose, tavoli di trattativa (che hanno mai prodotto? e almeno 6 anni che ci sono tavoli di trattativa ovunque!), agitazione permanente e intanto il mondo e la vita (vostra e nostra) ci scorre sotto. Voi nudi e puri con la ragione dalla vostra, gli altri cattivi, brutti, globalizzati, borghesi se non peggio.

    E alla fine cosa si chiede: che l’offerta didattica non si tocchi, che i posti si salvaguardino, insomma che non si tocchi una virgola, che tutto resti com’e’, che la riforma non riformi. Classico stile sindacalese.

    Almeno servisse a qualcosa che non sia il vostro ego… spero almeno vi divertiate, come in fondo mi sono divertito io nelle manifestazioni a cui ho partecipato! Buona attivita’ onanistica a tutti!

  2. guglielsmo ha detto:

    condivido il succo, anche se non il tono, delle osservazioni di onanista.

    la partita si gioca al miur, non nei singoli atenei.

    la palla è il turnover: se vogliamo avere speranze per il futuro dobbiamo fare goal, ovvero ottenere un turnover di nuovo al 100%.

  3. France ha detto:

    Rompo il voto del silenzio
    Chiedete il pensionamento di ricercatori, associati e ordinari a 65 anni. 20.000 che si levano dai coglioni di qui al 2015, risorse che si liberano per Ricerca e ricercatori, Universita’ che sopravvivono a Tremonti finche’ passa ‘a nuttata. Ci state?

  4. Gennaro ha detto:

    è semplicemente una follia e una grande ingiustizia che sa di purga staliniana. Le risorse per l’Università si devono trovare, Punto. E si vuole si posso trovare. Fare le purghe serve solo a fare un grande favore alla politica.

  5. più che perplesso ha detto:

    Scusa Gennaro,ma per quale motivo chiedere il pensionamento dei 65enni sarebbe un’ingiustizia? Non si chiama forse Stephen Hawking il celebre matematico che è andato in pensione meno di 2 mesi fa nella civilissima Inghilterra? Non mi sembra poi che in Italia ci siano tanti professori del suo livello o addirittura superiori, tali da richiedere un trattamento privilegiato. A me sembra che invece i nostri docenti abbiano sfruttato l’autonomia universitaria (il vero male) a loro massimo ed esclusivo vantaggio.
    Non ci sarebbe nessun problema poi se i docenti arrivati alla naturale età di pensionamento ( che vi ricordo, in Italia è di 60 anni per la donne e65 per gli uomini) continuassero a collaborare a titolo gratuito mediante pubblicazioni, convegni ecc., lasciando la docenza agli studiosi che si sono stufati di diventare ricercatori a 40-45 anni. Anzi, un problema ci sarebbe. Alla maggior parte dei docenti non interessa fare ricerca, è al posto di potere che non vogliono rinunciare.

  6. più che perplesso ha detto:

    Precisazione: Hawking ha 67 anni.

  7. Gennaro ha detto:

    per me è un’ingiustizia dare il benservito a migliaia di persone che pensavano di avere davanti a loro altri 5/7 anni. E non sono nemmeno sicuro che saranno rimpiazzati dai giovani.
    Ma vi rendete conto che così si fa il gioco perversero dei Tremonti di turno e di tutti coloro che vogliano affossare l’Università italiana in quanto “autonoma” rispetto al Governo? Chiediamo invece con forza di trovare ler risorse per l’Università, come hanno fatto in Francia, Germania, Spagna, Giappone, Usa. ecc.

  8. Perplesso ha detto:

    L’una cosa non dovrebbe escludere l’altra. Pensionamento anticipato + risorse in più.

  9. onanista ha detto:

    Se non e’ sicuro che alle povere persone benservite che hanno davanti a se ancora 5/7 anni (mai piu’ grave ingiustizia ci fu!!!) sarannno rimpiazzati dei giovani (e chi, di grazia, altri ultrasessantenni?!?), come fai a essere sicuro, Gennaro, che le risorse aumentate allUniversita’ vadano ai giovani e non ancora agli ultrasessantenni, cinquantenni con scatti di anzianita’, progressioni di carriera etc?????

    Si vede che oramai siete entrati, osmotizzati con il sindacato…

    Immagino che risolveranno tutto i cento tavoli di trattativa aperti al rettorato occupato!

  10. onanista ha detto:

    Scusate se ribadisco, ma mi sono girate le balle al punto che non riesco neanche piu’ a svolgere le mie fisiologiche funzioni di onanista.

    Ma dico io, mi parlate tanto che il nostro futuro lo decidiamo noi, condannate un sistema sociale e politico di mercato economico, che per i privilegi di pochi hanno condotto nel baratro molti (noi!), e poi mi venite a difendere le “legittime aspettative” di chi pensava di avere ancora 5/7 anni davanti a se’, di chi e’ entrato in questa Universita’ nei modi piu’ abbietti (ma avete mai letto la legge che ha assunto la maggiorparte degli attuali sessantenni??), di chi, soprattutto, HA USATO le leggi di mercato che condannate per rovinare il futuro (il nostro!) con contratti capestro, con contratti a titolo gratuito, tenendoci per le pa…le con ricatti da era della schiavitu’!!

    E mi venite a parlare di “purga staliniana”, di “strategia propagandistica da PCUS”, voi!!!!
    Ma chi siete?

  11. onanista ha detto:

    Ecco lo stralcio della legge 382/1980 all’art.58 per il reclutamento di ricercatori:
    Nella prima applicazione del presente decreto sono inquadrati, a domanda, nel ruolo dei ricercatori universitari, quali ricercatori confermati, previo giudizio di idoneità:
    (segue elenco dei contratti che possono far domanda: leggeteveli da soli…. http://www.die.uniroma1.it/personale/balsi/dodo/dpr-382-80.html )
    Hanno titolo a partecipare al giudizio di idoneità gli appartenenti alle categorie di cui al precedente comma, che abbiano svolto la loro attività in una o più delle qualifiche elencate presso una sede universitaria per almeno due anni anche non consecutivi entro il periodo compreso tra il 31 dicembre 1973 e il 31 ottobre 1979 che si intendono realizzati anche con periodi di effettivo servizio di almeno sei mesi in ciascuno dei due anni accademici ovvero abbiano svolto la loro attività presso un istituto universitario nelle predette categorie da almeno un anno accademico che si intende realizzato con un periodo di servizio di almeno sei mesi alla data del 31 ottobre 1979 (39).

    Per almeno 6 mesi!!!! Vi rendete conto di chi c’e’ ora nelle nostre Universita’?????

    E voi continuate a difenderli! Complimenti!!!!

  12. euroscience ha detto:

    I 65enni vanni mandati in pensione, su questo non ci puo’ essere alcun dubbio. Ovvio che ci saranno le eccezioni, e allora discutiamo di quelle, ma non perdiamo tempo con il principio generale valido in tutto il mondo.

    E’ ora di finirla con il servire gli interessi del Sindacato dei pensionati e degli Ultracinquantenni.
    Questa struttura non serve e a niente e fa invece molti danni; si prendano a riferimento i sindacati VERI come il norvegese NAR – che h ail 32% degli iscritti dottorandi (perche’ hanno contratti di lavoro dipendente)
    http://www.forskerforbundet.no/Info/English/The-Norwegian-Association-of-Researchers-NAR/

    Lasciamo perdere gli Arlecchini e diamoci una mossa.

  13. Gennaro ha detto:

    complimenti a te onanista: ci sono tuoi shizzi dovunque su questo blog, ma di qualunquismo.
    Penso che sia profondamente sbagliato mandare a casa anticipatamente chi ha diritto a rimanere in servizio. Non tutti i 65 sono entrati ope legis con la 382/80. Molti sessantenni sono produttivi e capaci: sarebbe un errore perderli e poi magari aspetttare anni per rimpiazzarli.
    Che siano i precari ad assaltare il Palazzo di Inverno dell’Università è la più grande aspirazione di un governo che vuole affossare il comparto invece di investire risorse.

  14. Albert ha detto:

    Meglio dunque scarificare la generazione dei trentenni per salvare i sessantenni?

  15. più che perplesso ha detto:

    Purtroppo Gennaro finirai con l’avere ragione tu. Ma ve li vedete quei prof. universitari ultrasessantenni che siedono in parlamento e che in questi mesi stanno eleborando la riforma con la Gelmini, “mandarsi a casa” prima del tempo, prima cioè di avere sistemato il figlio, nipote, amichetta o pianta di ficus di turno?

  16. onanista ha detto:

    @Gennaro

    Seminare schizzi e’ il mio status… per quanto riguarda il qualunquismo, il mio e’ tanto qualunquismo quanto la tua e’ asservimento a logiche sindacali.

    Gia’ ho sputt.. le cantonate che avete preso con le vostre logiche basate su pregiudizi che poi si rivelano sballati alla prova dei fatti (vedi https://ricercatoriprecari.wordpress.com/2009/10/06/il-demerito-al-governo/#comment-17422 e seguenti).

    Questo non e’ qualunquismo ma aderenza ai fatti.

    E poi sempre con questi riferimenti post-comunisti… dopo un po’ stufano.

  17. Gennaro ha detto:

    ma quale logica sindacale e post-comunismo. Il pensiomamento forzato mi fa orrore giuridicamente e umanamente. Piace a tipetti come Tremonti e Brunetta secondo la classica logica “divide et impera”. Così, riescono a non tirare fuori un euro e noi a scannarci tra di noi.

  18. onanista ha detto:

    Il prepensionamento va chiesto PROPRIO PERCHE’ piace a Tremonti e Brunetta!!!

    Ripeto la questione (non l’unica): anche se chiediamo piu’ finanziamenti (e vanno chiesti!) come si puo’ essere sicuri che le risorse aumentate all’Universita’ vadano ai giovani e non ancora agli ultrasessantenni e cinquantenni accodati, con scatti di anzianita’, progressioni di carriera, autopromozioni, autoincentivi, scambio di pompini etc?????

    Eppoi…
    Ma che divide et impera delle balle!!! figurati quanto gliene frega a loro di noi….
    Minch… vedete sempre IL NEMICO ovunque, siete il bersaglio di tutti; come ho scritto nel primo commento di questo post alimentate perennemente il vostro ego.

  19. guglielsmo ha detto:

    una domanda a france:
    quella che esponi è la posizione di APRI?

    ciò detto a me il prepensionamento va bene. va bene per svecchiare il sistema e ripartire da zero con reclutamento meritocratico che può portare dentro i più bravi (che non necessariamente sono gli attuali precari).

  20. euroscience ha detto:

    Chiamare prepensionamento il provvedimento che muti le regole generali della carriera docente universitaria non mi pare colga nel segno.
    Io sono per la regola francese: 65 anni misura di norma, con possibile estensione a 68.

  21. guglielmo ha detto:

    e in francia come si ottiene l’estensione? quanto è frequente?

    • euroscience ha detto:

      L’estensione e’ a richiesta, ma non ho dettagli sulla prassi.
      Comunque per l’Italia sono favorevole ad una applicazione benevola purche’ si metta in opera la norma generale.

  22. France ha detto:

    @Guglielmo
    Ma dai che la sai anche tu la posizione dell’APRI… “Statutariamente” e in base a quello che abbiamo votato per le proposte di modifica al DDL (ormai prima dell’estate, quando anche il gatto aveva proposte peril DDL) siamo per il pensionamento a 65 anni per tutti, ric ass ord.
    Non lo chiamate PREpensionamento perche’ non ha assolutamente nulla a che fare con quelli che fanno le aziende a spese nostre mandando in pensione anche 58 enni con scivoli di 7 anni.
    A TITOLO ASSOLUTAMENTE PERSONALE ritengo che le estensioni, i prof emeriti etc devono essere eccezioni e RARE, senno’ va a finire come il +2 concesso ai settantenni che ormai lo danno anche al cane. E soprattutto devono essere a titolo GRATUITO: continui a collaborare ma a costo zero, visto che di pensione prendi gia’ un pacco di soldi.

  23. Gattopardo ha detto:

    Questa volta concordo con Gennaro solo parzialmente. Condivido infatti l’idea che il primo passo è recuperare risorse aggiuntive per l’Università. Riguardo invece alle legittime aspettative dei 65-enni, queste sono sicuramente da mettere in secondo piano rispetto a quelle dei 30-35-40-enni, nell’attuale situazione, assolutamente emergenziale. Infatti di questo passo noi non entreremo mai di ruolo e il problema pensione non lo avremo neppure, loro invece hanno avuto, per loro fortuna, la possibilità di vivere gli anni d’oro dell’Università, arrivando a maturarla una pensione. In questa situazione di emergenza direi che un provvedimento di “rottamazione” sarebbe sì antipatico ma nemmeno tanto iniquo rispetto ai diritti zero della generazione dei ’70. Il problema però è un altro: se mandi in pensione anticipata la gente, poi è l’INPS che paga e quindi ne risulta solo una partita di giro. Il Governatore Draghi ripete giustamente da tempo che l’età pensionabile va alzata e non viceversa. In conclusione il governo deve abbinare i due provvedimenti: rottamazione del personale anziano e più soldi all’Università: questa è l’unica cosa ragionevole da fare. Non si può bruciare una generazione intera di giovani!

    • euroscience ha detto:

      Qui si discute di un cambiamento di una regola strutturale che si considera “sbagliata” come concetto, come posizione. E’ vero che e’ sbagliata “all’incontrario”, per cosi’ dire, ma non per questo dobbiamo evitare di proporre la modifica, e poi modificare tutte le cose sbagliate – e ce ne sono tante altre, ovviamente.
      Che non ci sia sostanzialmente grade risparmio e’ vero – si tratta di una partita di giro per lo Stato, globalmente, ma non e’ esattamente cosi’ perche’ le casse INPS sono distinte, e nella considerazione di quel bilancio si dovranno poi fare altre operazioni, di segno opposto, su altre “categorie” o “classi” di persone.

    • onanista ha detto:

      Gattopardo: stiamo parlando di una categoria che consiste di 60000 persone, anzi 40000 se consideri solo associati e ordinari. Un provvedimento che interessa forse 10000 persone.
      Figurati quanto gliene frega al governatore Draghi, e quanto puo’ incidere sulle casse dell’INPS…

      Mi sembra che stiamo arrivando a discutere le cinciscaglie pur di giustificare un principio, continuo sempre a dire, in pieno stile sindacalese.

  24. Professore Ordinario ha detto:

    Ragazzotti, mi rincresce dirlo, ma, pur non esistendo alcuna possibilità che la vostra richiesta venga accolta, avete semplicemente ragione.
    Non è tanto una questione di riequilibrio generazionale o di ringiovanimento, che pure possono essere importanti, ma banalmente di curva anagrafica della produttività scientifica.
    Inutile nasconderselo: il massimo della produttività scientifica è raggiunto al di sotto dei sessant\’anni. Giunti a quell\’età, ormai quello che c\’era da dire più o meno lo si è detto. Esiste qualche sporadica eccezione, che senz\’altro bisognerebbe tutelare con qualche provvedimento che preveda eccezioni al limite pensionabile, ma mi sento di affermare che gran parte dei membri della mia categoria potrebbe lasciare l\’università a sessant\’anni senza alcun danno per l\’istituzione. Inutile nascondercelo. E anche sulla didattica… Io li vedo i miei colleghi oramai stanchi e privi d\’entusiasmo. Meglio senz\’altro il dinamismo dei docenti giovani.

    Ma non illudetevi: siete troppo deboli e non avete alcuna possibilità di ottenere alcunché. L\’unica possibilità che vi resta è fare i leccapiatti a qualche docente anziano ed entrare così, come fanno tutti. E allora capisco le posizioni di chi si oppone ai pensionamenti, apparentemente bastonandosi da solo, ma in realtà tutelando lucidamente il proprio lavoro più o meno nascosto, più o meno inconfessabile.

  25. Francesco ha detto:

    Voglio fare alcune domande su dei concorsi da ricercatore…potete aiutarmi?
    1. si può autocertificare qualsiasi titolo (laurea, svolgimento di attività didattica ecc.)?
    2. la partecipazione come relatore ad un convegno va inserita tra i titoli ma gli stessi atti (proceedings) se pubblicati on line con ISSN vanno tra le pubblicazioni?
    3. nel caso indicato nel punto 2, vista la necessità di inserire data e luogo della pubblicazione, devo inserire il luogo dove si è svolta la Conferenza?
    4. mi è stato accettato un paper ad un convegno al quale purtroppo non ho potuto partecipare.
    Posso inserire ugualmente il paper accettato? e dove (titoli o pubblicazioni)

    • euroscience ha detto:

      Avevo visto anch’io questo articolo… Qui mi pare che l’incidente sia di natura generale … altro che 65 anni, vogliono tornare a 75…

  26. onanista ha detto:

    Sinceramente, che si levino dalle balle del budget universitario, pur restando con contratti di insegnamento, puo’ essere una soluzione perseguibile.
    Salva chi afferma che mandandoli via si disperderebbero delle competenze, e chi chiede che ci sia un ricambio.

  27. Miriam ha detto:

    Ci vorrebbe una bella epidemia che dilaghi sui loro sistemi immunitari indeboliti, altroché.

  28. guglielmo ha detto:

    campagna pro peste bubbonica. questa mi pare un’iniziativa civile!

  29. euroscience ha detto:

    La peste coglionica e’ quella che questi babbioni hanno imposto alle Universita’!

  30. Fra ha detto:

    Scusate l’OT. Tutti quelli interessati al programma FIRB “Futuro in ricerca” possono firmare la petizione che e’ stata messa online a questo indirizzo:

    http://www.gopetition.com/online/31562.html

    Potete indicare anche (opzionale) se e in che ruolo avete fatto domanda (coordinatore scientifico di progetto in Linea 1 / 2, coordinatore di unita’ Linea 1 / 2, candidati per contratti triennali, etc.).

  31. RivoluzioneItalia ha detto:

    Vedo che si sono fatti passi da gigante negli ultimi tempi.
    Grazie veramente per le vostre idee ed il vostro impegno.

  32. onanista ha detto:

    @RivoluzioneItalia
    Prendi per il cul…opss… fondelli?

  33. miriam ha detto:

    Perché non fate un post sulle esternazioni pro-“autopromozioni degli strutturati” della CRUI e del rettore di Milano?

  34. guglielmo ha detto:

    sulla ml nazionale si è aperta la discussione su una possibile futura assemblea nazionale di tutte le organizzazioni/gruppi di precari.
    In principio c’è la disponibilità di tutti, ora si tratta preliminarmente di definire una piattaforma a partire dalla quale organizzare l’incontro.
    Per parte mia propongo:
    1. aumento quota turnover col ripristino del 100%
    2. richiesta che le università bandiscano i posti 08 e richiesta al miur che quelli che non lo fanno entro una data prefissata non abbiano accesso ai fondi 09 (contestualmente richiesta che i fondi 09 vengano distribuiti in tempi rapidi).
    3. prepensionamento ricercatori con 40 anni di anzianità contribuitiva
    4. prepensionamento docenti al raggiungimento del 65 anno di età
    5. richiesta abrogazione del comma della legge moratti che prevede la fine della posizione di ricercatore nel 2013

  35. guglielmo ha detto:

    ANNUNCIATO PER DOMANI DDL RIFORMA UNIVERSITA’.

    c’è il rischio concreto che questo spinga gli atenei a bandire ancora meno di oggi. sull’altro forum si stanno già profilando scenari foschissimi

  36. guglielmo ha detto:

    in gioco ci sono – prima che i contenuti del ddl che richiederà almeno 2 anni per arrivare in fondo – i bandi che rischiano di bloccarsi anche perché le regole sono in scadenza

  37. CAVE CANEM ha detto:

    Avrei bisogno di alcuni chiarimenti:

    La tesi di dottorato bisogna inserirla tra i titoli o tra le pubblicazioni?
    Se si inserisce tra le pubblicazioni come si fa per indicare luogo e data di pubblicazione?

    Mah…

  38. miriam ha detto:

    Problema che mi sono posta anche io. La ho messa fra le pubblicazioni, data quella della discussione della tesi.

  39. guglielmo ha detto:

    ‘Tra le riforme che il Parlamento dovra’ esaminare in questa fase c’e’ certamente quella dell’universita’. E’ un provvedimento atteso da tempo e sul quale c’e’ gia’ stato un confronto con il mondo dei docenti e degli studenti.

    Riteniamo tuttavia – sostiene Gasparri – che, prima di avviare questo percorso, occorra un ulteriore momento di riflessione soprattutto con la componente studentesca, perche’ bisogna evitare un processo di privatizzazione che possa danneggiare il diritto allo studio. Gli orientamenti sin qui emersi nel centrodestra sono ampiamente condivisibili e rassicuranti, ma prima che il governo si esprima e’ necessario un momento di riflessione anche con il Pdl e con i gruppi parlamentari del Popolo della Liberta”’.

  40. guglielmo ha detto:

    vivace questo blog….ma vi rendete conto di cosa sta per succedere?????

  41. unimediapisa ha detto:

    Confesso: non me ne rendo conto.

    A me sembra che non stia succedendo assolutamente nulla.
    A parte il taglio dei fondi (ma questa non mi sembra una novità).
    L’Università rischia di fare la fine di Hal in “Odissea nello Spazio”: i primi ad essere ‘spenti’ sono i precari, ma poco alla volta anche al resto verrà tolta l’alimentazione.

  42. guglielmo ha detto:

    BEH ALLORA SPIEGO.

    secondo voi che fine faranno i posti mussi 08 ancora non banditi?
    siccome non c’è scadenza, li bandiranno ora con queste regole o aspetteranno un anno o due per la fine dell’iter del ddl?

    questo è un rischio più che concreto. in ambienti crui è caldeggiata l’ipotesi di una sospensione dei bandi da parte degli atenei in attesa dell’approvazione finale del ddl. tradotto 2 anni di blocco dei concorsi

  43. unimediapisa ha detto:

    OK, ora ho capito anche io.

    Ma il blocco che paventi sarebbe spontaneo (= posti banditi col contagocce) o pensi che i bandi verrebbero sospesi dal ministero?

  44. francesco miglino ha detto:

    Il segretario del partito internettiano Francesco Miglino ha presentato un appello all’ UNESCO affinchè l’ UNIVERSO INTERNETTIANO, LA RETE, IL DIRITTO ALL’ ACCESSO siano dichiarati PATRIMONIO UNIVERSALE DELL’ UMANITA’.
    25 maggio 2010 di francesco miglino

    Via Torelli Viollier 33 20125 MILANO (Italy http://www.erainternettiana.it erainternettiana@gmail.com

    U N E S C O

    Al Direttore per lo Sviluppo della Comunicazione (IPDC) ABDUL WAHEED KHAN
    7 Plase de Fontenoy,
    75352 Paris 07 SP -France

    APPELLO ALL’ UNESCO AFFINCHE’ SIANO DICHIARATI PATRIMONIO UNIVERSALE DELL’ UMANITA’ L’ UNIVERSO INTERNETTIANO, LA RETE , IL DIRITTO ALL’ ACCESSO.

    Noi Donne ed Uomini abitanti della terra, avendo responsabilmente confrontato la qualità della nostra vita prima della creazione dell’ universo internettiano con quella di oggi, testimoniamo che la nostra vita è diventata più ricca, intelligente e partecipativa delle sorti della società e del globo che ora percepiamo come casa comune da gestire e proteggere perchè controllabile e raggiungibile in ogni suo angolo. Usciti dal nostro habitat, affacciati alla nostra finestra sul mondo, possiamo comunicare in tempo reale in modo bidirezionale e complesso, informarci, attingere ed allargare i nostri saperi, compiere operazioni logistiche che prima sottraevano tempo prezioso alla nostra quotidianità.

    Possiamo dichiarare in tutta coscienza che oggi, senza l’ universo internettiano la qualità della nostra esistenza sarebbe come quella di un uomo privato delle connessioni sinaptiche poichè e’ l’ universo internettiano il più formidabile ed organico acceleratore di consapevolezza con cui è possibile acquisire saperi, realizzare scelte coscienti, incontrarsi ed unirsi ad altri uomini che reclamano progresso, giustizia e diritti da ogni angolo della terra e che progettano la costruzione di una società evoluta, colta e libera.

    Le informazioni, prima affidate alla mediazione interessata dei possessori delle rotative, ora sono dirette e fanno luce con documenti probanti su problemi volutamente irrisolti e nascosti dal distorcente egoismo dei poteri dominanti.
    Da ogni angolo della terra sperduto e prima ignorato dove si pratica la violenza dell’ uomo sull’ uomo, le vittime possono spezzare la solitudine facendo giungere la testimonianza delle proprie sofferenze nell’ universo internettiano.

    E’ scientificamente provato che è stato l’allargamento della nostra corteccia celebrale a favorire una più organica ed evoluta organizzazione delle sinapsi del nostro cervello ed a permettere che il soddisfacimento dei bisogni fisiologici non avvenisse più con il ricorso alle pulsioni istintuali, affrancandoci dalla schiavitù della nostra genetica.

    E’ scientificamente provato che i miliardi di flussi sinaptici creati da miliardi di uomini che s’ incontrano nell’ universo internettiano allargano la circolazione delle idee e dei saperi e l’ uomo progredisce poichè liberato dalla schiavitù dell’ ignoranza, da limitanti pregiudizi localistici, brutalità censorie, avvilenti disinformazioni pilotate da interessi precostituiti spesso antisociali.

    Con la libera comunicazione nell’ universo internettiano neutrale ogni uomo può emanciparsi, aumentare i neurotrasmettitori cerebrali in modo proporzionale al numero di quesiti enunciati e risolti da risposte competenti donate in rete, stimolare l’ intelligenza creativa in ogni campo, approfondire esperienze diverse in luoghi prima irraggiungibili, confrontare pensieri e postulati seguiti da esaustive elaborazioni dialettiche e risposte congrue in tempo reale, accedere a banche dati, immergersi in variegate esplorazioni professionalizzanti con il conseguente aumento delle spine dendriniche e la creazione di nuovi punti d’ attracco per la connessione ed attivazione di altre cellule nervose.

    Il cervello umano è il paradigma dell’ attività sinaptica viva e palpitante animata in modo incessante da miliardi di connessioni di esseri umani che abitano e qualificano l’ universo internettiano, gli stessi che, pervasi da un gratificante rapporto empatico verso gli altri, determinano il flusso informativo qualificato e l’ offerta ad ampio raggio dei saperi favorendo il miglioramento della nostra specie con la crescita addizionale di neuroni e delle connessioni nella nostra corteccia celebrale.

    Oggi l’ uomo scopre che la qualità della propria esistenza è proporzionale alla conoscenza e si rende conto che solo i saperi lo svincolano da assuefazioni sociali primordiali e lo esortano a costruire un nuovo modus vivendi in cui prioritarie siano le scelte benefiche coscienti per il bene comune.

    Relazionandosi nell’ universo internettiano l’ uomo che incontra la generosità in offerte creative gratuite, acquisisce il rispetto degli altri ed abbandona gli impulsi distruttivi, intuendo che, liberandosi dagli istinti predatori e dal cinismo, si può convivere in armonia, razionalizzare l’ uso delle risorse, superare collettivamente la limitante lotta per il solo soddisfacimento dei bisogni elementari e, per la prima volta, sedersi collegialmente nell’ agorà universale a riflettere sul come organizzare il proprio destino.

    Nella storia di tutti i tempi mai l ‘ uomo ha creato un supremo e grandioso universo in cui immergersi svincolato finalmente da condizionanti ed opprimenti gerarchizzazioni sociali ed in assoluta libertà formarsi, esprimersi, rappresentarsi e realizzarsi facendo giungere il proprio apporto in ogni angolo del globo.

    Stabilito che l’ universo internettiano è bene comune come l’ aria e l’ acqua, creato dall’ uomo per il progresso dell’ uomo, chiediamo all’ UNESCO di proteggerlo da ingerenze e censure e di preservarne la neutralità dichiarando “PATRIMONIO UNIVERSALE DELL’ UMANITA’ L’ UNIVERSO INTERNETTIANO, LA RETE, IL DIRITTO ALL’ ACCESSO.

    Francesco Miglino

    presidente Comitato Promotore

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