Riprendere la parola, rilanciare il movimento

 

Appello per un’assemblea nazionale a Roma a “La Sapienza” venerdì 20 Novembre

Il Disegno di legge per la riforma dell’Università, da poco approvato in Consiglio dei ministri (28.10), ci impone di riprendere la parola. E’ passato un anno, infatti, da quel movimento straordinario che ha congelato ogni ipotesi di riforma organica dell’università, invadendo le piazze di tutta Italia. Un movimento, quello dell’Onda, che ha saputo reinventare il conflitto in un Paese trafitto dalle destre e privo di opposizione. Un movimento che, partito nelle università, è dilagato nelle scuole e ha coinvolto anche noi, precari della ricerca, già protagonisti delle lotte contro il Ddl Moratti nell’autunno del 2005.

La forza dell’Onda ha in buona parte fermato l’iniziativa governativa (ricordiamo che al seguito dell’approvazione del Dl 137 sulla scuola – 29 ottobre del 2008, la Gelmini aveva promesso un decreto legge anche per l’università), ma non è riuscito ad ottenere l’annullamento dei tagli finanziari alla formazione, massicciamente introdotti dalla Legge 133 (8 miliardi di euro in meno per la scuola, 1.5 miliardi di euro per l’università). Oggi, nel pieno di un autunno sempre più carico di disoccupazione e di precarietà, indubbiamente ancora debole sul piano del conflitto, il governo ha ripreso l’offensiva.

Il Ddl colpisce a morte l’università pubblica, riorganizzandola a partire dall’insistenza dei tagli. Se la parte relativa alla governance prefigura università snelle (per numero di facoltà), prive di democrazia (riduzione e svuotamento delle competenze degli organi collegiali) e aziendalizzate (apertura ai privati del Consiglio di amministrazione), la seconda, quella che delega il governo al riordino del diritto allo studio secondo la retorica del merito, introduce il prestito d’onore per gli studenti, imponendo la formula del debito individuale in sostituzione ai diritti comuni.

Ma è la terza parte quella che ci riguarda di più. In primo luogo viene abolita la terza fascia di docenza, quella dei ricercatori a tempo indeterminato. Solo contratti a termine per chi fa ricerca; poi, dopo sei anni e un’abilitazione, tutti a sgomitare per i pochi posti da professore associato, in concorsi locali e notoriamente “meritocratici” ma in realtà profondamente opachi, i cui criteri restano sostanzialmente invariati rispetto a quelli attuali. In generale, questo DDL cambia tutto per non cambiare nulla. Per un verso nessuna delle proposte elaborate in questi anni dai precari viene assunta, e resta la giungla di contratti precari che caratterizzano l’università attuale (gli assegni di ricerca, le borse di studio, i contratti di docenza e altro), con la ratificazione dei contratti di docenza GRATUITI. Per un altro verso si riduce lo spazio per la ricerca e si consolida la tendenza alla liceizzazione dell’università pubblica, in cui il compito prevalente delle figure “stabili” sarà la didattica. La riforma promette solo tagli e non è previsto alcun incremento di fondi: non si capisce quindi con quali soldi si potranno assumere i ricercatori a tempo determinato, il cui costo è superiore a quello degli attuali associati. Il tetto alla spesa per il personale confermato nel disegno di legge e i tagli pesantissimi della legge 133 che già oggi stanno producendo migliaia di licenziamenti non faranno che aggravarsi. Le campagne stampa che parlano di abolizione del precariato sono chiaramente demagogiche: questa riforma il precariato della ricerca lo moltiplica all’infinito.

E’ chiaro dunque che se questo DDL venisse approvato dalle Camere si definirebbe un punto di non ritorno, meglio, la dismissione dell’università pubblica che abbiamo conosciuto fino ad adesso. Un’università, intendiamoci bene, che non ci siamo mai sognati di difendere e che abbiamo con forza e passione criticato, a partire dal nostro ruolo. Oggi è necessario, però, riprendere la critica dei tagli e del DDL che ne è diretta espressione. Pretendere di finanziare questa riforma con i soldi dello scudo fiscale è insensato. Non si può vincolare l’università italiana alle trovate della finanza creativa del ministro dell’economia Tremonti. Resta il fatto che in Italia si spende meno dell’1% del PIL in ricerca, e questa riforma non prevede alcun incremento. Per questo riteniamo giunto il momento di riprendere parola, per confrontare analisi e proposte, ma anche e soprattutto per ridefinire una piattaforma e un’agenda di lotte condivise. Un’agenda che non si limiti ad assumere la partecipazione alle scadenze sindacali già in cantiere, ma che piuttosto faccia delle stesse occasioni per rilanciare un movimento e una campagna politica molto più ampia e a lungo termine, che riguardi l’università e la ricerca, ma che si leghi anche alle lotte degli studenti e della scuola e che cominci a immaginare e a pretendere un nuovo Welfare.

A partire da queste premesse e convinti che le nostre parole rispondano ad un’esigenza diffusa, convochiamo per venerdì 20 novembre, alle ore 10 presso Sapienza un’assemblea nazionale con il seguente odg:

  1. Analisi del Ddl.
  2. Piattaforma delle rivendicazioni.
  3. Agenda delle mobilitazioni nazionali e territoriali.

E’ infine fondamentale coinvolgere nella partecipazione e nel dibattito gli studenti e tutte le componenti dell’università, della ricerca e della scuola, colpite allo stesso modo dalla politica del governo.

Laboratori Precari – Roma

Coordinamento nazionale precari dell’università – FLC CGIL

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106 Responses to Riprendere la parola, rilanciare il movimento

  1. guglielmo ha detto:

    sempre e comunque contro chiunque!

    questo mi pare lo spirito dell’assemblea in fase di organizzazione.

  2. guglielmo ha detto:

    per inciso, l’onda non ha impedito l’approvazione del dl sull’università. infatti il dl 180 è stato approvato e converito in legge 1/09

  3. Piero ha detto:

    “La forza dell’Onda ha in buona parte fermato l’iniziativa governativa.”

    Davvero? E che avrebbe fermato esattamente?

    E dove sono finiti gli slogan “l’Onda non è rappresentabile”, “l’onda non si cavalca”? Mi sembra che la CGIL sia riuscita a cavalcarla egregiamente. Fate addirittura uscire i comunicati congiunti Onda-CGIL!

    Io spero che i precari veri, assieme agli studenti, si riorganizzino mandando a ca*are sindacati e partiti, e ritrasformino l’Onda in un movimento autonomo e libero come era agli albori.

  4. guglielmo ha detto:

    @ piero
    temo proprio che la flc si sia mangiata l’onda (o quel che ne rimane). poco male, tanto non combinava nulla prima l’onda e non combinerà nulla ora.
    a parte qualche occupazione e qualche festa

  5. Perplesso ha detto:

    Scusate il tono apocalittico del messaggio ma penso che per la maggior parte di noi si stia davvero avvicinando la fine. Il tempo ci è contro in maniera paurosa. Nei post precedenti si parla giustamente dell’ondata di pensionamenti intorno al 2012-2013, ma qui fra concorsi che non si fanno e riforme dai tempi parlamentari biblici, il destino sembra segnato…

  6. ugo ha detto:

    sottoscrivo quel che dice Piero… l’Onda torni a essere autonoma e irrapresentabile!

  7. miriam ha detto:

    Cari commentatori, ma cosa volete esattamente? Chinarvi a novanta gradi e attendere che il ddl faccia cio’ che è stato concepito per fare?

    Il comunicato è senz’altro esagerato, ma preferisco le esagerazioni alla politica dello “scriviamo sui blog e lasciamoci massacrare”.

    • Piero ha detto:

      Devi essere più specifica con le critiche. Chi stai accusando di cosa?

      Io non critico il fatto più che legittimo che ci si mobiliti contro lo sfacelo dell’università (sfacelo che non è iniziato certo con la Gelmini, vorrei sottolineare). Mi dispiace solo che queste manifestazioni siano sfruttate dai sindacati per secondi fini.

      Una volta RNRP era una rete di ricercatori precari, poi è stata fagocitata dalla CGIL. Quindi è arrivata l’Onda, movimento autonomo di ricercatori precari e studenti, e anche questa è stata fagocitata dalla CGIL. Fa inca*zare il fatto che ogni volta che i ricercatori creano qualcosa arriva il sindacato a rompergli le uova nel paniere. E appena arriva il sindacato, subito i giornali iniziano a parlare di movimenti politicizzati (e magari hanno anche ragione), vanificando gli sforzi dei poveretti che hanno iniziato il movimento perché ci credevano veramente.

  8. mattia ha detto:

    E invece prima del ddl gelmini non era lo stesso un massacro? A 90 gradi io lo sono gia’ da un pezzo. Chiunque mi dice valutazioni solo su titoli e pubblicazioni, io lo sto ad ascoltare.

  9. giuseppe ha detto:

    l’apri lo dice e non si è venduta ai sindacati

  10. euroscience ha detto:

    Ovvio che la CGIL cerchi di utilizzare i ricercatori precari per fare massa di manovra contro il ddl, che in diverse parti attacca anche alcuni privilegi dei baroni – pur non risolvendo in maniera organica il problema delle carriere.
    La CGIL, come gli altri sindacati, e’ parte del problema non parte della soluzione.

    E poi non si difendono i precari usando slogan “contro il precariato”, ma adottando le buone pratiche e promuovendo i buoni comportamenti e in particolare la buona organizzazione delle Universita’. Ricordiamoci che la CGIL ha sostenuto le stabilizzazioni, che sono agli antipodi della lotta contro il precariato, e alla base del successo del familismo nel nostro Paese.

    • euroscience ha detto:

      Bisognerebbe denunciare le stabilizzazioni alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, quale strumento di dominazione della violenza familista sui diritti individuali.

      • mattia ha detto:

        Ole’

      • ugo ha detto:

        in Italia le stabilizzazioni sono da tempo lo strumento preferito dalla politica clientelare, negli enti locali e a livello nazionale, veramente incredibile che la CGIL continui a voler risolvere i problemi della pubblica amministrazione con questo metodo.

        nel comparto della ricerca poi le stabilizzazioni sono un vero oltraggio al merito scientifico.

  11. democritus ha detto:

    Noto che molti frequentanti al blog riescono a prendersela con tutti – gli studenti, i precari della sapienza e degli altri atenei, il personale tecnico amministrativo, i sindacati – TRANNE che col governo.

    Ancora non abbiamo sentito una sola parola contro il disegno di legge. Forse che vi piace? ditelo. E spiegateci perché senza dire “tanto non passa”, “tanto ci vuole tempo”… tanto….

    Tutti filo Gelmini e Tremonti?

    E invece basterebbe chiedersi: QUANTI consorsi si faranno a TD in futuro, più o meno che gli attuali a TI?

    Quanti ricercatori TI passeranno a associato dovendo “competere” con i ricercatori in esaurimento?

    Quanto potranno bandire le Università tutte sopra il 90% a causa dei tagli progressivi previsti nei prossimi anni?

    SIETE IPOCRITI. Difendete un cambiamento finto che invece darà tutto il potere a pochi ordinari, direttori di dipartimento e lo sbandierate come lotta al baronato.

    Difendete la chiamata diretta illdendovi che vi renda la vita più facile senza capire che se non vi hanno mai fatto vincere un concorso tanto meno vi chiameranno direttamente

    Difendete una valutazione sulla carta (quella si da venire) a fronte di tagli e precariato già sanciti

    Difendete la “meritocrazia” di consorsi – quelli nuovi – che non sono più meritocratici di quelli di prima

    Regalate l’università pubblica ai potentati locali e baronali e sognate l’Europa.

    E chiaritemi una cosa. Perché quando il Ministro viene invitata a discutere pubblicamente si rifiuta di incontrare precari che non siamo “quelli buoni” dell’APRI? Chi sta con chi allora?

    • mattia ha detto:

      “Difendete la “meritocrazia” di concorsi – quelli nuovi – che non sono più meritocratici di quelli di prima”: divertente questa: nulla puo’ essere meno o parimenti meritocratico dei concorsi vecchio stampo.
      Bisogna lanciarsi: chiedere piu’ soldi, il pensionamento per gli over 65 e provare nuove regole per il reclutamento.

      • ario ha detto:

        Ho più volte sottolineato questa cosa, più o meno inascoltato:
        1. i nuovi meccanismi concorsuali lasciano intatta la discrezionalità della commissione
        2. le modalità di composizione della commissione permettono nei diversi SSD di definire prima chi eleggere per poter poi “sorteggiare” tra gli amici
        3. anche nel caso di accorpamenti nei ssd ci sono già accordi presi che implicano, peraltro, che solo i gruppi “forti” potranno bandire….

        da questo punto di vista la chiamata diretta da parte del dipartimento è decisamente una soluzione migliore MA

        1. ovviamente ci devono stare i soldi per bandire
        2. ci vuole una seria valutazione ex post del reclutamento
        3. la decisione deve essere collegiale di un dipartimento e non del solo direttore di dipartimento (ie. del gruppo forte)

        l’attuale disegno di legge permette la chiamata diretta ma:
        a. non mette soldi per i concorsi, anzi renderà quasi impossibile bandire
        b. accentra la decisione sui concorsi in quelli che – nei fatti – sono i “cosiddetti baroni”
        c. prevede – e questo è bene – la valutazione ex post ma mette la questione nelle mani dei nuclei di autovalutazione, cosa ridicola

        Per il resto, scusate, ma la polemica pro Apri, pro-precari, pro-Flc è ridicola e stucchevole. Che ognuno ragioni nel merito della proposta.

        Personalmente ritengo impossibile separare nel disegno di legge i 3 titoli e separare, a sua volta, il disegno di legge dagli altri provvedimenti del governo, ecco perché lo ritengo “inemendabile”. Giusto che ognuno abbia le proprie idee, ma le campagne denigratorie per favore lasciamole alla TV

    • Piero ha detto:

      “Noto che molti frequentanti al blog riescono a prendersela con tutti”.

      Se noti questo sei veramente fuori strada. E’ incredibile che uno dica “viva l’Onda libera da condizionamenti” e gli si risponda “filogovernativo”.

      Io gli unici con cui me la prendo sono i politici e i sindacalisti. Poi se qui molti devono la poltrona alla CGIL e quindi è vietato parlarne male, allora è un’altra storia.

  12. ugo ha detto:

    Apri potrà avere proposte giuste o sbagliate, potrà creare illusioni o speranze di cambiamento (ognuno giudicherà), ma non ha mai voluto mettere il cappello sulle mobilitazioni di studenti e ha sempre salvaguardato la propria autonomia e indipendenza.

  13. guglielmo ha detto:

    @ ario
    sicome sono tardo e ho problemi con la matematica mi spieghi come sia possibile predeterminare la commissione in un settore in cui siano banditi diciamo 6 concorsi con le nuove regole e in cui ci sia un pool di diciamo 180 ordinari?

    a casa mia 6 per 6 fa 36. Ergo 36 eletti che poi andranno sorteggiati senza poter prevedere chi sarà sorteggia e in quale sede. Mi dici come in un sistema del genere – ammesso chi ci siano almeno 2 o più gruppi di potere concorrenti – sia possibile predeterminare l’esito di una commissione?

    • ario ha detto:

      allora tu forse non ci stai all’università.

      Premessa che in un SSD medio 6 concorsi contemporaneamente sono piuttosto rari di questi tempi. Ed è molto pù probabile che se ne faccia 1 o al massimo 2.

      Basta che il nucleo di ordinari delle aree più forti – di solito da 1 a 3 per SSD – si organizzino per far eleggere quelli tra loro concordati con i meccanismi non troppo nuovi delle mail e delle telefonate. E su questi eletti si farà il sorteggio.

      Per inciso, io sto in un SSD medio (circa 70 ordinari), è gli accordi sono già stati fatti. E non solo nel mio SSD.

      Se poi ti vuoi illudere che finalmente ci sia il concorso virtuoso, contento tu e fammi però poi sapere come vanno a finire i prossimi concorsi cui parteciperari (sempre che, ovviamente, ce ne siano).

      Il massimo che ti posso concedere che i primi concorsi possano richiedere qualche aggiustamento e che quindi possa vincere qualcuno di una cordata meno importante. Sicuramente non vincerà mai un “esterno”.

      • guglielmo ha detto:

        si vede che viviamo in settori diversi.
        io sto in un settore con oltre 200 ordinari e 6 concorsi banditi nella prima sessione 08 2 già banditi nella seconda con almeno altri 5 in arrivo.
        E ti assicuro che con questi numeri e vista la frammentazione interna dei gruppi di potere nessuno è in grado di predeterminare nulla.

  14. miriam ha detto:

    Ma di che stiamo parlando? I posti Mussi banditi della II tranche sono meno di duecento e non ne arriveranno altri. E comunque i vincitori non potranno prendere servizio perché i bilanci finiranno tutti sopra il 90%.

    Poi arriverà il ddl Tremonti-Gelmini che bloccherà tutto per anni in attesa dei decreti attuativi. Infine si faranno solo posti TD con commissioni locali, e in realtà nemmeno quelli perché non ci sono i soldi e hanno pure aumentato il loro costo. Intanto tutti saremo oltre i 4 anni di assegno e perciò non avremo i 6 anni necessari per la famosa chiamata diretta. Ma cosa stiamo dicendo? Ma ci divertiamo a parlare di regole per concorsi che non ci saranno e a discettare di un cammino, quello TD->associato che nessuno vedrà mai?

    Ma cosa dite? Ma se proprio volete giocare ai ddl, allora appoggiate quello della Garavaglia, che sarebbe molto meglio e darebbe i soldi per far ripartire tutto.
    Ma vi piace tanto giocare a SimCity con posti, concorsi e carriere che NON esisteranno mai?

  15. Gattopardo ha detto:

    Miriam, hai ragione. Io leggo da tempo il blog (da prima della migrazione degli Apristi) ma ho smesso di intervenire perchè trovo il clima poco Placido e decisamente schifoso. Ormai ci sono i pozzi avvelenati da una polemica anche e soprattutto interna agli stessi precari (presunti meritevoli contro fannulloni), che non si rendono conto di combattere una guerra fra straccioni. Mi sono preso del “reazionario” e del “primitivo”: oggi se sei per il posto fisso (nel senso di stabile) e non insulti due volte al giorno i sindacati vuol dire che sei un vetero-comunista. Fate pure. Mi limito ad osservare che col governo precedente – che a me piaceva poco – si parlava di terza fascia di docenza e di posti straordinari da ricercatore (a tempo indeterminato), mentre oggi, sotto la bandiera della meritocrazia, ci incamminiamo a testa bassa verso i ricercatori 3+3 e i l taglio del personale. Saluti

  16. Giovanni ha detto:

    A questo aggiungete gli effetti del DM270 sulla razionalizzazione dell’offerta formativa e il quadro devastante è completo.
    Io me ne vado in Germania per questi 3 anni, poi si vede.

  17. Terenzio ha detto:

    d’accordo con Democritus su tutta la linea. Avete sccassato la minchia col sorteggio e il risultato sarà che vincerà chi ha più amici in commissione: ma quale merito?

    • euroscience ha detto:

      Il sorteggio in eo ipso non risolvera’ i problemi, in questa tornata di concorsi.

      Devo dire, pero’ che il sorteggio puo’ avere un senso nel contesto delle “future o futuribili” commissioni nazionali di abilitazione.

  18. mattia ha detto:

    Ma la valutazione solo su titoli e pubblicazioni una certa differenza (in meglio) puo’ farla.

  19. guglielmo ha detto:

    certo mattia, le regole nuove servono a scremare le capre semianalfabete che magari hanno pubblicato 2 articoli sul bollettino parrocchiale. ma non aiutano un gran che a distinguere il bravo dal mediocre

  20. Precario libero ha detto:

    Il problema non è nella ipotetica ed inesistente strumentalizzazione dell’Onda da parte della CGIL, che non c’è mai stata ed è irrealizzabile.
    Il problema è che il movimento è finito quando ha finito per essere strumentalizzato da uniriot. E per la stessa ragione ora nascerà morto.

  21. Gennaro ha detto:

    niente 80M Euro per il reclutamento straordinario.

    Proposta di modifica n. 2.381 al DDL n. 1790
    2.381
    POSSA, ASCIUTTI, PITTONI, VALDITARA

    RESPINTO

    All’articolo 2, dopo il comma 18 è inserito il seguente:
    «18-bis. Per l’anno 2009 non si applicano le disposizioni di cui
    all’articolo 1, comma 648, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e, al fine
    di garantire l’assunzione di ricercatori nelle università, le risorse di cui
    all’articolo 1, comma 650, della medesima legge, limitatamente allo
    stanziamento previsto per l’anno 2009 e al netto delle risorse già
    utilizzate negli anni 2007 e 2008, sono utilizzate per il reclutamento di
    ricercatori delle università ai sensi dell’articolo 1, comma 7, della legge
    4 novembre 2005, n. 230 e dell’art. 1, commi 5, 6, 6-bis e 7, del
    decreto-legge 10 novembre 2008, n. 180, convertito, con modificazioni, dalla
    legge 9 gennaio 2009, n. 1».

  22. guglielmo ha detto:

    @ gennaro
    notizia vecchia. l’emendamento è stato respinto in cmmissione giorni fa.
    stasera o domani è in votazione in aula, speriamo bene

  23. Gennaro ha detto:

    chiedo scusa. Sono stato all’estero a preparare la fuga.

  24. Dingo ha detto:

    Ricerca, Pd: l’inerzia della Gelmini favorisce la fuga di cervelli

    Ghizzoni: a rischio 80 milioni per ricercatori. “L’inerzia del ministro
    Gelmini è dannosa e sta mettendo a rischio quegli 80 milioni di euro che il
    Governo Prodi aveva destinato ai ricercatori universitari per il 2009”. Così
    la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela
    Ghizzoni commenta il ‘nulla di fatto’ del Cdm di oggi che, ancora una volta,
    non ha sbloccato la situazione dei concorsi di reclutamento straordinario
    dei ricercatori universitari. “Si tratta di liberare ‘soldi veri’ prossimi
    alla scadenza – spiega Ghizzoni – che servirebbero a pagare la terza tranche
    del piano di assunzione dei ricercatori (i cosiddetti concorsi Mussi). Ma è
    molto elevato – denuncia la deputata democratica – il rischio che questi
    soldi tornino nelle casse di Tremonti a danno dei nostri atenei che stanno
    vivendo una situazione molto grave. E non è un caso che anche nella
    maggioranza vi siano forti preoccupazioni in questo senso, come quelle del
    senatore Valditara che, proprio su questo tema, ha presentato un emendamento
    alla finanziaria respinto in commissione con un colpo di maggioranza.
    Martedì se ne riparlerà in aula al Senato e alla Camera il ministro Gelmini
    dovrà riferire in commissione su come intende spendere quei soldi. Sarà lì
    che sapremo se il ministro vuole ‘salvare’ i ricercatori o condannarli ad
    una fuga all’estero”.

  25. paolino ha detto:

    Tra i 532 bandi per posti di ricercatore (2° sessione)vedo concorsi per antropologia, sociologia, lingua giapponese; abbiamo bisogno di ricercatori in queste materie?

    • max ha detto:

      premesso che non mi occupo di nessuna delle ‘inutili’ materie segnalate dal genio paolino, trovo questo post SCANDALOSO

      • Luigi ha detto:

        Io sinceramente non lo strovo cosi’ scandaloso. Forse qualcuno dei problemi dell’economia italiana (e qualcuno, forse minore, dei problemi dell’universita’ italiana) sta proprio nello spazio eccessivo dato a materie umanistiche e giuridiche. E comunque chi grida allo scandalo di un’opinione altrui, sbaglia,
        La risposta di max, poi (vd sotto) e’ davvero disarmante. C’e’ bisogno di nuovi ricercatori in materie non scientifiche “perche’ “perche'” si scrive con l’accento acuto”. A dir poco disarmante.

  26. guglielmo ha detto:

    @ PAOLINO
    ma ci sei o ci fai?

  27. paolino ha detto:

    Secondo me ci sono settori molto più decisivi e strategici come oncologia, endocrinologia, nanotecnologie ecc. Perchè spendere denaro in settori minori?

    • max ha detto:

      Perché “perché” si scrive con l’accento acuto, non grave. Evviva gli esperti di nanotecnologie che non sanno l’italiano. Paolino, perché il tuo nano-cervello non lo fai espatriare? Forse l’inglese lo sai. Comunque sì, oncologia è più importante, indubbiamente. Avanti con la guerra dei poveri.

  28. max ha detto:

    @ Luigi
    Caro Luigi, ecco cosa mi pare disarmante:
    1. l’incapacità di cogliere l’ironia (ok, siamo tutti tesi, perdonato :-);
    2. proporre di tagliare fuori discipline ritenute (cito testualmente paolino) “minori” come soluzione al problema dei fondi per la ricerca, il che equivale alla davvero poco lungimirante difesa del proprio orticello.
    Faccio ammenda per il tono usato nel post a paolino, però – e chi scrive non è esperto di discipline né umanistiche né giuridiche – una simile polemica continua ad apparirmi sterile.
    Davvero non vedo come una penalizzazione delle discipline cd. ‘minori’ (su che base, poi..) potrebbe andare a vantaggio di quelle da voi ritenute nobili. Pensare che chiudere alcuni rubinetti dia più acqua ad altri è da ingenui.
    Che si eserciti nel ‘trivio’ o nel ‘quadrivio’, rispettiamo la ricerca, purché seria.

    • UnOncologo ha detto:

      Con tutto il rispetto, finanziare una disciplina il cui scopo è salvare vite è sicuramente più importante che finanziare studi dell’Accademia della Crusca sul fatto che “perplimere” vada o non vada inserito nel vocabolario della lingua italiana. Con questo non voglio dire di togliere fondi all’Accademia della Crusca, ma in ogni cosa serve la giusta misura.

      Altro esempio: informatica ha un solo SSD mentre “Scienze dell’antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche” ne conta ben 77 (inclusa filologia ugro-finnica!). Forse qualcuno qui pensa che i computer non servano: in tal caso lo invito a spegnere il PC e smettere di leggere questo blog.

      • max ha detto:

        Una precisazione al fine di evitare strumentalizzazione dei dati:
        è corretto confrontare un SSD (informatica) con un’area?
        Se il paragone lo si fa entro SSD, informatica conta – giustamente, tengo a precisare – 834 strutturati contro i 10 di filologia ugro-finnica.
        Per inciso, Medicina, la cui preminenza nessuno mette in discussione (se non altro per non ‘auto-gufarsi’), di fatto è area con un numero di strutturati che va dal doppio a 10 volte il numero di strutturati di qualsiasi altra area, ossia 10983, diecimilanovecentottantatré.
        E comunque, nella discussione, inviterei i presenti e futuri intellettuali (ebbene sì, se entrerete in Università, volente o nolente dovrete essere anche questo) a fare un distinguo tra pratiche onanistiche e cultura.

      • UnOncologo ha detto:

        Il fatto che informatica sia un SSD e filologia un’area è una anomalia italica.

        Per il resto sono d’accordo. Dico solo che i vari SSD L-FIL-LET / L-LIN / L-OR andrebbero accorpati (così come esiste un solo SSD di informatica). I concorsi sarebbero certamente più trasparenti. Se bandiscono un concorso per filologia ugro-finnica chi pensate che lo vinca? Non credo ci sia tanta competizione.

      • guglielmo ha detto:

        @ oncologo
        non pensi ci sia tanta competizione?
        ma se non sai nemmeno cosa sia la filologia ugro finnica, in base a cosa prevedi poca competizione.
        questo – in quel settore – sarà uno dei pochissimi concorsi in anni e anni. a questo ci hai pensato?

        ma accendere il cervello prima di aprire la bocca?

      • max ha detto:

        per fortuna c’è anche chi ha buon senso. che dite, la smettiamo con le farneticazioni e parliamo di cose serie? basta con questa teoria dell’ignoranza (per chi non pratica la linguistica, ‘teoria’ vuol dire ‘processione’..). meritevoli e cretini ci sono in tutti i SSD.

      • miky ha detto:

        questo blog è frequentato da una marea di idioti

      • cane sciolto ha detto:

        (così come esiste un solo SSD di informatica). I concorsi sarebbero certamente più trasparenti.

        guarda che proprio l’accorpamento di studi disomogenei nell’unico calderone INF/01 è stata una delle condizioni che hanno permesso il perpetrarsi, nei concorsi di quel settore, degli scandali più efferati.

      • euroscience ha detto:

        Ripeto che tutto dipende dall’esistenza dell’elettoralismo borghese.

        Ovvio che non si possano fare i confronti con l’estero, dove non giocano alle elezioni, e le Commissioni giuduicatrici sono Nominate.
        MA, Destino Cinico e Baro, con l’Etica corrente, non e’ detto che la Nomina sia meglio dell’elettoralismo.
        Noi Europei ci abbiamo idee anche per l’Etica (e per l’Assicurazione di Qualita’ in generale).

  29. Mike ha detto:

    Io ho un’idea migliore.

    Perche` non chiudiamo tutto e usiamo i soldi risparmiati per mandare gli studenti piu` bravi a studiare all’estero?

  30. guglielmo ha detto:

    io invece sento la nostalgia dell’età della pietra.

    @ paolino, scommetto che non sai nemmeno cosa sono le lingue ugro-finniche e non hai idea della rilevanza della linguistica anche in campo informatico. datti all’ippica!

    • UnOncologo ha detto:

      Le lingue ugro-finniche le ho tirate in ballo io, e non per mettere in discussione l’importanza della linguistica (sebbene sia indubitabile che le lingue ugro-finniche non hanno applicazioni in campo informatico).

  31. franco ha detto:

    Susate: sulle lingue ugro-finniche non hanno già detto tutto gli ungheresi ed i finnici. Ci sono dei ricercatori anche in Italia? perbacco! e cosa hanno scritto di interessante costoro?

  32. guglielmo ha detto:

    non hanno applicazioni in campo informatico ma sono state importanti per lo sviluppo della moderna linguistica che è collegata all’informatica.

  33. guglielmo ha detto:

    ci sono dei ricercatori su quelle lingue in italia, come in francia, in germania, in uk, in usa, in olanda ecc.

    solo che noi abbiamo anche tanti dementi scientisti che parlano a vanvera di cose che non conoscono

  34. Onanista ha detto:

    Visto che sono state resuscitate le pratiche onanistiche non posso esimermi dalla risposta.

    Il problema che sta dietro alla domanda di Paolino, che ha chiaramente cannato su tutta la linea (e poi, uno che si chiama Paolino….), e’ tuttavia corretto: il problema degli SSD.
    Sono elencati qui: http://www.miur.it/UserFiles/115.htm
    oppure http://cercauniversita.cineca.it/php5/settori/index.php

    E’ evidente che vi sono aree scientifiche che sono troppo parcellizzate. Su tutte, le aree 10 (Scienze dell’antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche ) e area 11 (Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche), Area 6 (scienze mediche), ma anche ingegneria. Per ognuna andrebbe anche visto il numero di docenti che vi appartengono.

    Ma questo non ha niente a che vedere con l’importanza, qualita’ o necessita’ delle materie che rappresentano!

    Se ancora questo non l’avete capito, tornate a farvi le belle, amate e sempre verdi s.g.e

  35. guglielmo ha detto:

    W l’onanista

  36. Onanista ha detto:

    Ecco la parcellizzazione.
    Va ammesso che le aree umanistiche hanno una parcellizzazione al limite del vergognoso, che evidentemente riflettono vecchie distribuzioni di potere (o forse solo suddivisioni che tenevano in considerazione vecchie strutture ora scomparse).

    Aree Docenti ruolo SSD Docenti/SSD
    01 – Scienze matematiche e informatiche 3431 10 343
    02 – Scienze fisiche 2583 8 323
    03 – Scienze chimiche 3270 12 273
    04 – Scienze della terra 1260 12 105
    05 – Scienze biologiche 5349 19 282
    06 – Scienze mediche 11265 50 225
    07 – Scienze agrarie e veterinarie 3266 30 109
    08 – Ingegneria civile e Architettura 3946 22 179
    09 – Ingegneria industr. e dell’inf. 5255 42 125
    10 – Scienze dell’ant., filol.-lett. e stor.-art. 6016 68 88
    11 – Scienze stor., filos., pedag. e psic. 5346 34 157
    12 – Scienze giuridiche 5081 21 242
    13 – Scienze economiche e statis. 4910 19 258
    14 – Scienze politiche e sociali 1790 14 128

  37. euroscience ha detto:

    Onanista,
    Non ti gira per la testa l’idea che, in un contesto come quello italiano, la dimensione degli SSD dipende dal far corrispondere dei confini a dei profili culturali? Visto l’uso del metodo elettoralistico borghese in ogni questione di potere, ma soprattutto, in questo caso, per il reclutamento, la posizione di confini e la forma dei settori equivale al fatto che esiste il Lussemburgo ed esiste la Germania, che esiste la Framcia ed esiste la Danimarca, e infine che esiste il Belgio ma che potrebbero anche esistere Fiandre e Vallonia.

    Cosa diresti se la Commissione Europea proponesse che, per “riorganizzare razionalmente gli Stati, si pone un limite inferiore di 5 milioni di abitanti, e gli attuali Stati si devono riorganizzare e fondere per rispettare questo requisito”?

    Diresti che e’ un’operazione autoritaria, no?
    E’ la stessa proposta del Governo Italiano…

  38. Roberto ha detto:

    Scusate vorrei fare un intervento. Mi rendo conto che chi sta scrivendo qui, a proposito dell’eccessiva parcellizzazione dei settori scientifico-disciplinari all’interno dell’area umanistica, proviene spesso dall’area scientifica e, quindi, disconosce totalmente la nostra situazione… prendete l’esempio dei settori linguistico-letterari (quelli contrassegnati con L/LIN) chi accorperebbe mai lingue nordiche con letteratura francese o con filologia ugro-finnica o con lingua e letteratura noegreca (giusto per fare degli esempi a caso)? Come la mettiamo poi con la valutazione? Come potrà un docente appartenente al settore di neogreco giudicare le pubblicazioni di uno che si occupa di tedesco o di svedese? etc. etc. Relativamente alla questione sollevata qui sulla filologia ugrofinnica la trovo di un’ignoranza gravissima. Esistono in Italia pochissimi strutturati in questa disciplina, dovete, inoltre, considerare che all’interno di una facoltà di Lingue e Letterature straniere dovrebbero essere offerte anche lingue come l’ungherese e il finlandese, cosi come avviene anche all’estero (visto che lo prendete spesso come metro di paragone), se uno studente accanto alle solite lingue (inglese, francese, tedesco, spagnolo) decidesse, anche per proprio interesse personale e non a fini meramente utilitaristici, di studiare (anche solo come 3 lingua) l’ungherese o il finlandese, chi dovrebbe impartire queste lezioni se non lo strutturato di filologia ugrofinnica?? Oppure credete che tutti quelli che apparteniamo ad un settore L-LIN abbiamo anche competenze di ungherese?? Perciò prima di parlare riflettete, se in Italia siamo ridotti a questo punto è proprio a causa della costante svalutazione delle discipline umanistiche, le sole in grado di spingere l’individuo a formulare un pensiero critico, autonomo ed articolato, quello che spesso da queste pagine purtroppo non si evince.
    Saluti

    • P ha detto:

      E se uno studente volesse imparare a suonare il cristallarmonio? In Italia non c’è nessuno che insegna a suonare questo glorioso strumento. Che aspettiamo a creare un bel settore di “Storia e tecnica del cristallarmonio”?

      • euroscience ha detto:

        Il problema dipende dal comportamento concreto degli Italiani, e dall’uso delgli SSD, combinato con il metodo elettoralistico.

        Nella Circoscrizione Elettorale per le Europee fatta da Sicilia e Sardegna, in 30 anni di elezione diretta (con preferenze) none’ mai stato eletto un Sardo. I siciliani sono 5 milioni e i Sardi meno di 2. Per questo i Sardi hanno sempre chiesto lo smembramento della Circoscrizione.

        Per farsi eleggere al PE, i Sardi hanno dovito chiedere usbergo in altre regioni e contare su diverse solidarieta’.

    • Anonimo ha detto:

      “Le discipline umanistiche, le sole in grado di spingere l’individuo a formulare un pensiero critico, autonomo ed articolato”

      Se la pensi così, non riusciremo mai a competere con i paesi più avanzati. Non produciamo alcun tipo di tecnologia! In compenso i nostri studenti possono imparare il finlandese, così poi espatrieranno in Finlandia a costruire telefonini per la Nokia.

      Comunque le lingue parlate nel mondo sono migliaia, a cui si aggiungono quelle morte o morenti. Non possiamo certo bandire un concorso per ciascuna di queste lingue.

    • Anonimo ha detto:

      A proposito di valutazione. Come si valutano progetti in un settore che conta 10 strutturati? Peer review anonima? Oppure con il metodo “io faccio passare il tuo che poi tu fai passare il mio così siamo pari”?

  39. Roberto ha detto:

    Vorrei sapere che cosa c’entra il “cristallarmonio” con la lingua ungherese! Esistono in Italia giovani che desiderano studiare la lingua ungherese o il finlandese (tra l’altro lingue comunitarie), penso che difficilmente ci sarà qualcuno interessato al cristallarmonio… qui mi pare che si sta puntando esclusivamente all’appiattimento del sapere sotto l’egida di una pseudo-razionalizzazione di stampo scientifico-tecnologico… chi ti ha detto che chi impara il finlandese o l’ungherese andrà a vendere i nokia in finlandia e in ungheria?? Magari chi impara queste lingue le impara per semplice desiderio di conoscenza accanto a lingue come l’ìnglese, il francese, lo spagnolo che poi “utilizzerà” nel proprio lavoro. Perchè ogni cosa che si studia deve essere finalizzata esclusivamente all’utile e alla produzione??
    Qualcuno ha scritto:
    “Se la pensi così, non riusciremo mai a competere con i paesi più avanzati. Non produciamo alcun tipo di tecnologia!”
    Che te ne fai della tecnologia se poi hai in giro una massa di ebeti che non sa far funzionare il cervello?? Ogni società fondata solo sulla tecnologia è destinata ad implodere… Del resto mi rendo conto che difendere la causa di una materia “inutile” come filologia ugrofinnica è fiato sprecato…visto che molti “ricercatori precari” disconoscono l’uso finanche della propria lingua, ho visto tanti strafalcioni qui dentro… che potrebbero fare luce anche sulla motivazione che sta alla base del perdurare di questo vostro precariato.

    p.s.
    per evitare fraintendimenti non sono strutturato a filologia ugrofinnica, ma ho profondo rispetto per saperi diversi dal mio.

  40. max ha detto:

    Perché tutto questo livore nei confronti del lavoro altrui? Vogliamo affrontare la questione spinosa della crescita ipertrofica dei SSD oppure i giudizi di disvalore sopra espressi hanno come unico parametro l’immediata ricaduta economica del loro lavoro di ricerca?
    I SSD sono troppi, però accorparli su una mera base numerica – magari al solo fine di far tornare i conti per elezioni e sorteggi concorsuali – può produrre situazioni abnormi, tipo quella paventata da Roberto. Come può un italianista valutare un sinologo? – è superfluo sottolineare la rilevanza, anche in termini puramente ‘economici’, dello studio del cinese –. Come potrebbe d’altra parte un paleontologo valutare un geofisico? Eppure stanno nella stessa area. Non sarà che si mettono in un unico calderone le discipline umanistiche perché ritenute aprioristicamente indistintamente acriticamente tutta fuffa?

    • Onanista ha detto:

      E’ evidente che una rideterminazione SOLO su base numerica puo’ portare ad aberrazioni; ma credo che andando a studiare i vari settori, queste storture siano ragionevolmente poche e risolvibili singolarmente. Ovvero non si puo’ addurre questa motivazione per evitare del tutto di riorganizzare i settori.

  41. max ha detto:

    P.S. la fuffa c’è, ma temo sia trasversale..

  42. Onanista ha detto:

    Scusate, ma forse parlo ugrofinnico o forse non mi avete capito….
    Avevo detto ben chiaro che la parcellizzazione (SSD) non ha niente a che vedere con l’importanza, qualita’ o necessita’ delle materie che rappresentano! L’avevo messo anche in grassetto!!!! Altro che ugrofinnico! L’itagliano dovete imparare!

    Pero’ a livello di concorsi questo porta chiaramente ad un’anomalia. Un SSD con pochissimi prof. e’ un piccolo feudo che fa quello che gli pare.
    Badate bene, questo vale anche al contrario: e’ probabile che un SSD piccolo non vedra’ mai un ombra di posto nella spartizione all’interno delle facolta’ e non avra’ quindi possibilita’ di espandersi.

    Che poi gli SSD siano nati come confini culturali lo trovo naturale. Ma questo non giustifica lo stravolgimento che si produce nell’ambito concorsuale.
    E poi, se dovessimo suddividere gli ambiti culturali, allora ci ritroveremmo con tante piccole Cecenie o Padanie, ognuno che vuol evidenziare la propria identita’ culturale rispetto gli altri.
    Per es. perche’ c’e’ solo INF/01? Ambiti come information technology, network, reti neurali, modelli computazionali, ambiti applicativi/sperimentali, etc,etc meriterebbero ognuno un proprio SSD e sicuramente gia’ ora c’e’ una distinzione in questi diversi settori.

    Questa difesa dell’SSD e la sua assimilazione ai confini geografici, e vedere la loro rideterminazione come un atto di autoritarismo, sinceramente mi sembra esagerato!!!!

  43. Dingo ha detto:

    Universita’: Modica, “Riforma declassa Italia a paese di serie b”

    Dichiarazione di Luciano Modica, Responsabile Settore Università del PD

    “Con la riforma dell’Università approvata oggi è ormai chiara quale sia l’idea alla base delle scelte del governo, e cioè fare dell’Italia un Paese di serie B”.

    Lo dichiara Luciano Modica, Università del Partito democratico.

    “Come definire altrimenti un Paese che cancella la ricerca dalle università, come è scritto nero su bianco nella riforma della Gelmini? Per non parlare poi – continua Modica – dell’enorme numero di deleghe che tornano nelle mani dell’esecutivo anche su temi squisitamente sociali come il diritto allo studio, alla faccia della sussidiarietà”.

    “Gli altri ‘capolavori’ messi a segno dalla riforma, poi, sono la messa in esaurimento di 20mila ricercatori, e la decisione, incomprensibile se non nell’ottica di fare un favore ai baroni, di selezionare i docenti attraverso commissioni di soli membri interni. E’così, chiediamo al ministro, che si premia il merito?”: “A completare il quadro, il fatto che allo stato sulla riforma non è stato messo un solo euro, a fronte del 50% di tagli alle spese di funzionamento che scatteranno a partire dal 1 gennaio 2010”.

    “Vista l’impostazione, forse non è un caso che le uniche parti da salvare siano quelle prese di peso dal Disegno di legge del Partito democratico, come la separazione tra promozione e reclutamento”.

    “A conti fatti, quella messa a punto dalla Gelmini, più che una riforma, è la vera e propria messa in mora dell’Università italiana”.

  44. guglielmo ha detto:

    è ovvio che una società moderna e avanzata deve offrire accesso a tutte le forme del sapere nelle sue università. dunque è naturale che ci siano concorsi anche per l’ugro-finnico, come per il sanscrito e così via.

    a meno che non sia tutto funzionale a creare tecnici per un’industria che tra l’altro si accontenta di diplomati e non sa che farsene di laureati e dottorati

  45. Roberto ha detto:

    Sono totalmente d’accordo con Guglielmo che ha espresso con grande concisione e fermezza quello che dovrebbe essere il pensiero guida di una società moderna… Mi chiedo che società sarebbe se la realtà ipertecnologica che volete imporci è una realtà in cui non ci sarà più nessuno capace di leggere un testo in sanscrito o che può insegnare, a chi lo desidera, la storia delle lingue ugrofinniche… e cosi via…
    i discorsi qui affrontati si possono tollerare dall’uomo comune, dall’uomo della strada, ma non da chi aspira ad entrare nel mondo accademico, qualunque sia il suo SSD… io ho rispetto per tutti gli SSD e mi aspetto dai miei colleghi altrettanto.

  46. UnRicercatore ha detto:

    Bravo guglielmo.
    evitiamo le guerre tra poveri e atteniamoci ai fatti: c’è chi plaude alla soppressione del ruolo ricercatore pensando che l’ipotetica tenure track crei k-mila posti da associato.
    Non è un’idea geniale, a dir poco: di fatto si creano più precari.
    Nel transitorio, peraltro, le migliaia di ricercatori universitari che hanno i necessari titoli e finora non hanno potuto concorrere (perchè non ci sono stati concorsi!) concorreranno per e presumibilmente vinceranno tutti i posti ad associato, non foss’altro che per motivi quantitativi.
    Il ruolo ad esaurimento per gli altri poi creerà casini e ricorsi interminabili, per non parlare del clima nei dipartimenti.
    Dipartimenti che porranno come primo obiettivo il riassorbimento dei ricercatori ad esaurimento.
    Insomma un ingorgo catastrofico, che solo luna visione caricaturale degli “strutturati” può far ignorare…

  47. paolino ha detto:

    Mi scuso per il dibattito prodotto. In Italia tra ordinari, associati e ricercatori ci sono 1.089 sociologi universitari. Secondo me sarebbe meglio bandire in settori meno inflazionati, più importanti e strategici.

    • Giovanni ha detto:

      Concordo. E basta con questa storia che chi dice certe cose vorrebbe una “societa’ ipertecnologica” (cito)! Semplicemente si vorrebbe che l’Italia avesse un numero di professori per i SSD scientifici/tecnologici e per quelli umanistici/giuridici simile a quello degli altri Paesi occidentali, cosa che adesso non e’!

  48. Roberto ha detto:

    Per Giovanni:

    Infatti dovrebbero incrementare i posti nei SSD scientifici… e non diminuire quelli dei SSD umanistici… quanti strutturati pensate che abbia un settore come filologia ugrofinnica o lingue nordiche o sanscrito?? andate a vedere e ve ne renderete conto… sono piccolissimi SSD con pochissimi strutturati, il fatto che esistono è per garantire la sopravvivenza di queste discipline…la loro morte sancirebbe un impoverimento culturale, ma non si bandiscono certo continuamente posti di ricercatore in quelle discipline…magari non se ne vede uno da anni!
    Per me il discorso è chiuso.

  49. RivoluzioneItalia ha detto:

    Cari ricercatori…
    E’ il mercato del lavoro che dovrebbe decidere quante e quali risorse dare all’area umanistica o a quella scientifica.

    Voi figli di un ideologia ormai passata (la nostra è l’ultima generazione) immaginate sempre sistemi a risorse infinite… dove i vostri politici-intellettuali discettano sul senso profondo della conoscenza… e quindi su come allocare democraticamente le risorse.

    Andate a caca*e!

    • euroscience ha detto:

      Cara Rivoluzione,

      dal momento che le risorse ce le mette l’Autorita’ Pubblica, vi sara’ anche una Politica Pubblica in materia di Istruzione e una in materia di Ricerca.

      Sempre che l’Italia sia capace di fare Politiche, ma quella e’ un’altra storia…

      All’estero non sono cosi’ cogliony da non avere una Politica…

      Andate a caca*e!

      • RivoluzioneItalia ha detto:

        La politica pubblica non mette niente… La politica pubblica organizza le risorse disponibili.

        Ma essendo limitate devono poi fruttare… per creare nuove risorse.

      • euroscience ha detto:

        La Politica Pubblica esprime il contenuto degli orientamenti e delle decisioni dell’Autorita’ pubblica in merito ad un certo ambito di competenze (o le idee in tal merito dei soggetti abilitati a formularle e proporle).

        Le Risorse sono uno dei capitoli dei “Mezzi” che vengono impiegati per ottenere gli “Obiettivi” della Politica Pubblica in questione.

  50. Paola ha detto:

    Ma sì, aboliamo la ricerca umanistica. E già che ci siamo, vogliamo parlare anche di quegli artisti fancazzisti che campano sul Fondo Unico per lo Spettacolo? Cinema, teatro, danza, musica? Dovrebbero campare sui soli soldi che riescono a fare al botteghino, ecchecavolo. Lo ha detto anche il buon Brunetta. Teatro di ricerca, lirica, avanguardie artistiche, cinema d’essai? Che roba è, se magna? Perché se non se magna è certamente roba figlia di una ideologia ormai passata, da abolire.

  51. Roberto ha detto:

    Cara Paola
    non potevi rendere meglio quello che è ormai il comune sentire… e non solo dell’uomo di strada, a quanto pare anche di una buona fetta sanguinolenta di “ricercatori precari”… E’ tutto molto triste.

    • Paolo ha detto:

      Questa polemica tra discipline umanistiche e scientifiche e’ veramente stucchevole.

      O combattiamo tutti insieme contro i tagli all’Universita’ e portiamo avanti una posizione che possa soddisfare tutti, o continueremo a combattere tra di noi, ciascuno chiuso nel suo individualismo, e alla fine verremo tutti sconfitti.

      • Paola ha detto:

        Con molti di quelli che scrivono su questo forum a me (come a molti altri ric. precari che di solito leggono senza intervenire) non sembra di avere altri terreni di comunicazione comuni oltre al sarcasmo. Figurati se ci sono le condizioni per combattere tutti insieme.

      • Paolo ha detto:

        Parole sante.
        Non volevo essere cosi’ inclusivo con il mio “tutti insieme”. E’ chiaro che i casi a cui ti riferisci sono del tutto irrecuperabili, anche se (dalla mia esperienza di tutti i giorni) altrettanto marginali.

  52. Giordano Bruno ha detto:

    Secondo il nuovo ddl per essere TD si può bypassare il PhD…a buon intenditor poche parole

    Articolo 12
    Ricercatori a tempo determinato
    1. Per svolgere attività di ricerca, di didattica, di didattica integrativa e di
    servizio agli studenti, le università possono stipulare contratti di lavoro
    subordinato a tempo pieno e determinato. Il contratto regola altresì le modalità di
    svolgimento delle attività di didattica, di didattica integrativa e di servizio agli
    studenti, cui sono riservate trecentocinquanta ore annue, e delle attività di
    ricerca.

    • euroscience ha detto:

      Giordano, i requisiti sono al comma 2.
      Comunque il punto e’ che il dottorato e’ sempre considerato, sibbene in forma non esclusiva, coem oggi. In Italia spesso le modalita’ di ammissione al dottorato e soprattutto i temi di ricerca, i corsi, possono essere poco tarati per certe esigenze o certi ambiti di ricerca.

      “2. I destinatari sono scelti mediante procedure pubbliche di selezione di cui all’articolo 9, riservate ai possessori del titolo di dottore di ricerca o titolo equivalente, del diploma di specializzazione medica, ovvero della laurea magistrale o equivalente, unitamente ad un curriculum scientifico professionale adatto allo svolgimento di attività di ricerca, e degli specifici requisiti individuati con decreto del Ministro.”

      • Giordano Bruno ha detto:

        Mi spieghi quale rivoluzionario ddl è questo…non solo conserva la situazione attuale…non finanzia…e prospetta soluzioni che aprono vieppiù alla ineguaglianza di trattamento…ad esempio fra un td che non ha il dottorato e magari poi può diventarte associato….
        Inoltre l’articolo 9 comma 2 lettera i) consente alle università private la deroga al reclutamento in vigore per le università pubbliche.

        E questo in barba a qualsiasi eguaglianza fra pubblico e privato…bella laicità.

      • euroscience ha detto:

        Sull a valutazione dei titoli – accademici, professionali, scientifici – abbiamo detto che il discorso e’ sempre a parte.

        Se il Barone e’ una persona corrotta, come pure abbiamo sempre detto, vanno poste delle norme (di natura regolamentare, o meglio, di procedura concorsuale e di condotta professionale, che “guidino”, come in un binario, i suoi atti valutativi. Un Segretario della Commissione, non membro di essa ma responsabile di fronte all’istituzione (locale o centrale) che lo ha nominato, sara’ responsabile della Greffa, cioe’ del rispetto delle norme di cui sopra. Le norme fisseranno, come fatto col D.M. sui criteri per concorsi da ricercatore, gli standard di valutazione (criteri e loro applicazione). I Commissari potranno essere nominati solo dopo aver seguito dei Corsi di Formazione sulla procedura.

  53. Spartacus ha detto:

    Ci mancava anche la Gelmini incinta! E siccome è difficile che si verifichino due parti insieme (o a distanza di qualche mese) si prevede che quello del DDL sarà “reincubato” per qualche anno…

  54. guglielmo ha detto:

    e speriamo che sia così

  55. corrado ha detto:

    Stamattina la Gelmini rispondeva su Radio24 sul problema dei finanziamenti all’Università e sulla riforma. Qualcuno sa cosa ha detto in sintesi o ha ascoltato la trasmissione?

  56. Marco ha detto:

    La signora Gelmini ha detto che vuole chiudere alcune università perché così non si può più andare avanti. Non tutte, solo alcune…

  57. CAVE CANEM ha detto:

    Qualcuno sa dire cosa sono i Rapporti Dipartimentali citati nei bandi di concorso?
    Sono per caso i working paper dei Dipartimenti?

  58. Perplesso ha detto:

    Uscito su MIUR elettorato provvisorio relativo a concorsi Ia sessione 2008. Qualcosa si muove…

  59. guglielmo ha detto:

    piano piano, ma si muove

  60. CAVE CANEM ha detto:

    @Guglielmo

    ma sei sicuro?

  61. ario ha detto:

    http://reclutamento.murst.it/elettorati.html

    cioè:

    252 posti da ricercatore (gli ultimi?)
    1143 posti da associato
    724 posti da ordinario….. senza contare le idoneità

    già qualcosa si muove…. ha ha ha…

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