La commedia dei T(r)agli

12 novembre 2009

I rettori aspettano lo scudo fiscale per avere un pochino di soldi dal Ministro. Accettando un paese che li finanzia cogli spiccioli degli evasori fiscali. Una misura, peraltro, che è una una tantum.

Ad ogni modo sono circa 5 milardi di euro che non coprono gli oltre 9 miliardi di euro di tagli a scuola e università già fatti con la 133.

Poi stasera, negli approfondimenti alle notizie dei Tiggì, scopriamo che con lo scudo fiscale il governo intende finanziare anche il “taglio” dell’Irap (ma leggi differimento) , operazione che costa da sola 3,5 miliardi di euro. Se tant’è, scuola e università (e il 5×1000 e chissà quante altre cose) dovranno spartirsi i rimanenti 1,5 miliardi di euro. 

Insomma briciole. Cioè, le solite bugie. L’ennesima presa per il culo.

 Nel frattempo, ai tanti ottimisti che girano in questo blog regalo una “perla” girata in una lista di mail sui sempre più fantomatici posti Mussi 2009.

Meditate gente, meditate. Nonostante tutto, io, il 20, sono all’assemblea alla Sapienza. Buona lettura….

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E’ (quasi) giunta l’ora (e beccatevi l’ultima bozza)

23 ottobre 2009

Il Disegno di Legge sulla riforma dell’Università oggi in CdM

Aggiornamenti in tempo “quasi reale”

Link all’ordine del giorno del CdM

Pare che Gasparri si sia già opposto a questo ordine del giorno che ritiene prematuro…

Infatti notizia delle 13 il CdM è saltato …forse proprio a causa della riforma?

Beccatevi il nuovo testo


COMUNICATO STAMPA PRECARI E STUDENTI DELLA SAPIENZA

12 ottobre 2009

1255346322476_2 MANIFESTANO CONTRO IL GOVERNO MENTRE NAPOLITANO E FRATI PREMIANO LE MIGLIORI RICERCHE. COME SUL TITANIC.

Gli studenti e i precari dell’università “La Sapienza” di Roma hanno manifestato durante il convegno in cui il presidente Giorgio Napolitano e il rettore Luigi Frati hanno premiato le migliori ricerche dell’ateneo. Letteralmente appesi a venti metri d’altezza, un ricercatore precario e una studentessa hanno aperto uno striscione con il messaggio “La ricerca è appesa a un filo, non tagliate la corda” davanti al Rettorato. La protesta è continuata anche durante la premiazione in Aula Magna: sono stati esposti cartelli che richiamavano all’attenzione del presidente della Repubblica i provvedimenti del ministro Gelmini sull’università e sulla ricerca. “Lodo Gelmini: illegittimo”, “Dalla Sapienza all’Ignoranza”, “Senza fondi il precario affonda”, recitavano i cartelli. La precarietà dell’università, infatti, è destinata ad aggravarsi nei prossimi anni per i tagli del governo. E i primi a farne le conseguenze saranno proprio i precari e gli studenti. Le parole, dunque, non bastano più. Non bastano quelle del rettore Frati, che crede di difendere il suo ateneo truccando le statistiche affinché la Sapienza non perda troppi finanziamenti pubblici, ma di fatto approva i provvedimenti del governo. Così forse tutelerà la sua corporazione baronale, non certo le forze vive dell’università: infatti, proprio i precari che svolgono realmente le ricerche più prestigiose sono stati esclusi dai premi della Sapienza. Né bastano le parole del presidente Napolitano, che da molti mesi richiama, invoca, auspica genericamente un maggiore investimento nella ricerca: ma gli appelli rimangono regolarmente inascoltati. Il Presidente dovrebbe prenderne atto se non vuole mostrarsi complice del governo. Berlusconi, Brunetta e Gelmini sono nemici della cultura e dell’istruzione, dei precari e degli studenti che le tengono in piedi, e nessuna Corte Costituzionale dichiarerà illegittime le loro leggi sull’università e la ricerca. Chi vuole davvero difendere l’università deve dunque passare ai fatti e schierarsi davvero contro questo governo. Dalla parte dei precari e degli studenti, che non hanno mai smesso di farlo. i precari e gli studenti della Sapienza RASSEGNA STAMPA

AdnKronos: http://bit.ly/9VzJm

Corriere della Sera: http://bit.ly/4EV5I1

La Repubblica: http://bit.ly/47nk1R

Il Messaggero: http://bit.ly/23J2J9

Il Tempo:  http://bit.ly/2Jdmyp


Decreto interministeriale fissa criteri per contratti di ricerca a TD

9 ottobre 2009

Cari dibattenti

Un nostro pugnace collega ha scoperto che il 16 settembre 2009 un decreto interministeriale dettando i criteri contrattuali dei ricercatori a TD, così recita (Art. 2, Comma 2): 

 Il trattamento economico minimo dei contratti di lavoro subordinato di diritto privato a tempo determinato di cui all’articolo 1, comma 14, della legge 4 novembre 2005, n. 230, è stabilito nella misura del 120% del trattamento economico iniziale dei ricercatori universitari confermati a tempo pieno così come stabilito dall’art.2 del decreto legge 2 marzo 1987, n. 57, convertito nella legge 22 aprile 1987, n, 158. 

Vai al link

Le università quindi dovrebbero allineare i propri regolamenti sul TD a questa retribuzione…


Interrogazione parlamentare su sblocco fondi 2009 (per i concorsi)

8 ottobre 2009

Cari ricercatori flessibili,

ieri è stata depositata un’ altra interrogazione parlamentare riguardante lo sblocco dei fondi della 3a tranche Mussi (quella 2009) dei concorsi per ricercatore.

Di interrogazione in interrogazione…

link


Il demerito al governo

6 ottobre 2009

Lo scorso 24 Luglio in una conferenza stampa tenuta a palazzo Chigi al termine del Consiglio dei Ministri, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Maria Stella Gelmini ha consegnato al mondo dell’informazione una classifica del merito degli atenei italiani, da lei stessa utilizzata per distribuire il 7% del fondo di finanziamento ordinario (f.f.o.) in base ad una rigida valutazione della produttività didattica e scientifica di ogni università. Il giorno dopo, un entusiasta editoriale del prof. Francesco Giavazzi sulle colonne del Corriere della Sera lodava l’iniziativa della Gelmini come “un secondo segnale forte (il primo fu il decreto sui concorsi di novembre) del quale il ministro Gelmini porta tutto il merito”. Si sa però che in Italia i criteri meritocratici latitano. Basta infatti dare una semplice occhiata alla metodologia usata per costruire la classifica del merito degli atenei italiani per notare che i calcoli svolti dal Ministero ed esaltati dall’editoriale sono tutti sbagliati. Nell’assegnare i “fondi meritocratici” il Ministro non ha saputo tener conto del fatto che il f.f.o. del 2008 non era stato distribuito in parti uguali alle singole università, ma ripartito secondo quote più o meno proporzionali alle dimensioni. Leggi il seguito di questo post »


Interrogazione parlamentare su blocco dei fondi FIRB giovani

4 ottobre 2009

Interrogazione a risposta in Commissione 5-01870 presentata da

MANUELA GHIZZONI
venerdì 2 ottobre 2009, seduta n.225
GHIZZONI. –

Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

– Per sapere – premesso che:

con la precedente interrogazione n. 5/00848, depositata il 15 gennaio 2009, si è segnalata la discrepanza tra i criteri del bando FIRB «Futuro in ricerca» e la originaria volontà del legislatore di sostenere progetti di ricerca di giovani studiosi garantendo trasparenza nella valutazione delle proposte e valorizzazione del merito;

ad oggi, come si apprende dagli organi di stampa, dopo più di sette mesi dalla scadenza dei termini per la presentazione progetti, non è stata ancora insediata la commissione preposta ad esaminare gli oltre 3700 progetti pervenuti;

3700 giovani ricercatori hanno creduto nella possibilità di ottenere finanziamenti per le proprie idee ed hanno pensato, alcuni, di poter rientrare dall’estero; a tali legittime attese il Ministero risponde bloccando l’iter di valutazione dei progetti e la conseguente attribuzione del finanziamento a quelli selezionati;

la risposta alla citata interrogazione, resa in Commissione in data 12 febbraio 2009, in merito all’età dei beneficianti, afferma che «si tratta di giovani dei quali si vuole favorire, con una finalità ulteriore rispetto a quanto previsto finora da tutti gli interventi a favore dei giovani ricercatori, l’inserimento nelle strutture degli atenei e degli enti di ricerca afferenti al Ministero, con un ruolo di protagonisti rispetto a quello tradizionale di semplici operatori della ricerca, e con l’avvio di un possibile futuro percorso di tenure track allo scopo di porre freno, in questo settore, al fenomeno della “precarizzazione a tempo indeterminato”. Ciò consentirà, tra l’altro, di porre preventivamente un freno al cosiddetto fenomeno del brain drain (fuga di cervelli). La previsione di apertura del bando anche a giovani ricercatori non italiani, purché comunitari, consentirà altresì di favorire un tentativo di brain gain (acquisto di cervelli) a compensazione dell’eventuale fisiologico brain drain, e, in ogni caso, sarà a totale vantaggio della internazionalizzazione del nostro sistema ricerca»;

il colpevole ritardo nella procedura di selezione disattende gli obiettivi originari del bando e soprattutto smentisce le stesse argomentazioni rappresentate dal Ministro circa la volontà di contrastare la «fuga dei cervelli» e la «precarizzazione a tempo indeterminato» -:

quali siano le ragioni del ritardo nella selezione dei progetti meritevoli di finanziamento e se il Ministro non ritenga che, trascorsi oramai più di nove mesi dal licenziamento del bando e sette dalla scadenza dei termini per la presentazione delle domande, non si debba insediare, senza ulteriori deroghe, la commissione esaminatrice, per rispondere alle legittime attese degli oltre tremila ricercatori che hanno fatto richiesta di accesso ai fondi stanziati. (5-01870)