Lettera aperta al Ministro Gelmini del Coordinamento Nazionale dei precari dell’Università FLC-CGIL

22 luglio 2009

All’on. Mariastella GELMINI

Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Oggetto: il precariato della docenza e della ricerca nell’Università

Signor Ministro, da molti mesi, come previsto dal DL 180, convertito in legge il 9 gennaio 2009, il paese aspetta invano il decreto attuativo di definizione dei criteri di valutazione dei titoli e delle pubblicazioni nei concorsi a ricercatore. Un decreto che promette maggiore trasparenza nello svolgimento dei concorsi e che renderebbe possibile sia lo sblocco dei concorsi già banditi dagli Atenei sia l’avvio della seconda e della terza tranche del reclutamento straordinario. Se la situazione dell’università italiana in questo momento è critica, lo è particolarmente per quella fascia di studiosi che ancora non ha un rapporto lavorativo a tempo indeterminato con gli Atenei e che però, con dedizione, competenza e sacrificio, da molti anni fa quella ricerca grazie alla quale l’Italia continua a essere ai vertici internazionali. Da molti anni a questa parte, infatti, quasi la metà del personale impegnato a tempo pieno in ricerca e docenza negli Atenei è reclutato con contratti parasubordinati (assegni di ricerca, cococo…) e borse di studio, la maggior parte dei quali privi delle più essenziali tutele previdenziali ed assistenziali. L’elevata professionalità dei ricercatori e docenti precari è dimostrata dal bagaglio delle numerose esperienze in materia e delle pubblicazioni, contribuendo direttamente al prestigio degli Atenei italiani. Così come quasi la metà dei corsi universitari è sostenuta da quello stesso personale precario, il cui lavoro permette agli Atenei il raggiungimento di un corretto rapporto tra docenti e studenti, che tiene l’Italia ai livelli europei. Purtroppo, la sovrapposizione di diverse riforme, che non sono mai state rese completamente operative, ha generato una situazione di devastante stallo generale e, in particolare, una sostanziale e gravissima sospensione del reclutamento, cioè dei concorsi a ricercatore banditi a livello nazionale. Grazie ad alcune indagini, si stima infatti che nelle Università italiane vi siano circa 50.000 precari impegnati a tempo pieno nella ricerca e docenza (Fonti dei dati: CRUI e MIUR del 2006 su 33 Università censite, MIUR del 2008 più autocensimento nel 2008). I dati rilevati in questi casi, sebbene parziali, evidenziano inoltre una crescita cospicua e costante del precariato nei ruoli di docente e ricercatore universitario. Se guardata dal punto di vista dello Stato, questa circostanza non permette di utilizzare al meglio quelle risorse umane per la cui formazione e qualificazione sono stati spesi centinaia di milioni di euro. Ora più che mai il fenomeno dei cosiddetti ‘cervelli in fuga’ è diventata un’emergenza, ma qual è la sua reale pericolosità? In termini di economia di sistema, le nostre Università hanno formato studiosi di altissima levatura scientifica, che però metteranno il loro sapere a disposizione non della nostra nazione e dei nostri giovani ma di altri paesi. Questo, nel migliore dei casi. Altrimenti saranno destinati a vedere ignorati e mortificati il loro impegno e la loro qualificazione. Se invece questa situazione la si guarda con gli occhi dei singoli ricercatori e docenti ancora precari, si vedrà un pericolosissimo fenomeno sociale per cui decine di migliaia di giovani e, purtroppo ormai di ex giovani, da un giorno all’altro non riusciranno più a sostenere quello sforzo economico, sociale e umano che finora gli ha dato la forza di aspettare una svolta nella propria vita lavorativa. E questo è particolarmente grave per quegli studiosi che non possono contare su una condizione sociale di partenza agiata. È questa la selezione che cercava, Signor Ministro? Questi ricercatori e docenti il proprio dovere – anzi, molto più del proprio dovere – lo hanno fatto, lo stanno facendo e hanno intenzione di farlo. Si tratta però di dargliene la possibilità concreta. Occorre in primo luogo dare finalmente attuazione a un piano di reclutamento straordinario non più procrastinabile e il ruolo del Suo Ministero è anche quello di dettare quanto prima le linee guida per una campagna di reclutamento ciclico e ordinario sulla base delle reali esigenze di didattica e ricerca degli atenei, che prenda il via col prossimo Anno Accademico. È necessario inoltre, da subito, assicurare ai ricercatori e docenti precari i diritti minimi di ogni lavoratore: retribuzioni adeguate, diritti pensionistici ed assistenziali, ammortizzatori sociali, rappresentanza negli organi accademici. Tutto ciò con l’obiettivo di mantenere sempre alto il livello di didattica e ricerca nei nostri Atenei italiani e conservare nel nostro paese un livello di civiltà del lavoro degno di questo nome. Ricordiamo, infine, che non è più accettabile la stipula di contratti di docenza a titolo gratuito, modalità indecente diffusasi in molti Atenei del paese in conformità a quanto previsto dalla L. 230/2005, art. 1, c.10. L’assenza di retribuzione è infatti inevitabilmente correlabile con la riduzione della qualità dell’offerta didattica e soprattutto con un inaccettabile trattamento dei lavoratori. Proprio per la gravità del quadro sopra descritto riguardo la ricerca e docenza precaria, e per organizzare e difendere i lavoratori precari della conoscenza che operano nelle università italiane si è costituito il Coordinamento nazionale dei precari dell’Università. Dalla lotta per un reclutamento straordinario, dall’opposizione alla ristrutturazione antidemocratica dell’Università alle vertenze locali per i diritti negati, il Coordinamento porterà la voce dei precari dell’Università dovunque sarà necessario. Per la particolarità e l’urgenza che purtroppo caratterizzano la condizione di questi lavoratori, abbiamo la necessità di un confronto immediato e diretto al fine di comprendere con chiarezza quali sono le misure che Lei, e il governo di cui fa parte, abbiano previsto per una soluzione efficace e tempestiva del reclutamento dei ricercatori universitari. Prima di un punto di non ritorno.

Distinti saluti,

Coordinamento Nazionale dei precari dell’Università FLC-CGIL


Nuova bozza decreto di legge delega governance e reclutamento

18 Maggio 2009

Ecco il link ad una nuova bozza della legge delega su governance e reclutamento scaricabile dal gruppo  Assegnisti di Siena

Salute (e fraternità)  a tutti

Scarica nuova bozza e relazione introduttiva


Nessuna traccia del DM sulla valutazione dei titoli e delle pubblicazioni

23 aprile 2009

Seppure con ritardo, il MIUR e’ riuscito a partorire il DM sulla formazione delle commissioni d’esame, e quindi i concorsi da associato e ordinario possono ripartire. Per i concorsi a ricercatore, quelli di cui ci sarebbe piu’ bisogno e per i quali c’e’ un reclutamento straordinario in stallo dal 2007, serve invece ancora un altro DM che stabilisca i criteri per la valutazione di titoli e pubblicazioni, e di questo A QUASI 3 mesi dalla deadline che il Governo stesso si era data, non c’e’ traccia. Politica e organi di informazione tacciono, mentre la Ministra non manca di ripetere ad ogni occasione che lei ha “attivato 4000 posti da ricercatore”… E cosi’ mentre il MIUR si dedica a pianificare (per il futuro prossimo) l’estinzione per legge dei precari tramite ddl, l’ultima spiaggia dei concorsi “magnificamente riformati” si allontana giorno dopo giorno…


Bozza del nuovo DDL su Governance e Reclutamento

22 aprile 2009

E’ or ora passato sulla mailing list dell’ANDU (fonte attendibile).

Si tratta di una bozza governativa della futura nuova legge su Governance e Reclutamento…credo che ci sarà modo di dibattere.

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Nuova proposta di legge delega governativa sull’Università

22 febbraio 2009

E’ di queste ore una nuova proposta di legge delega dell’intero sistema universitario fatta girare ormai in numerose mailing list, la fonte è attendibile ed è di governo.

Ecco l’occasione di leggerla e commentarla nei molti risvolti che suggerisce.

Personalmente mi sembra un nuovo specchietto attira-allodole che si scontrerà con un muro di gomma. E alla fine cambia tutto …per non cambiare nulla.

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Evviva! Evviva! L’Università è finalmente salva e meritocratica grazie alla legge di conversione del decreto Gelmini

8 gennaio 2009

E’ tutto il giorno che i mass media ci bombardano con sta’ legge che salva tutta la nostra università dallo sfascio (link al testo definitivo della legge di conversione sull’università).

E’ ovviamente il palese tentativo di invaghire l’opinione pubblica come si ingrassano i polli in batteria.

Tutti sappiamo che la legge non è rivoluzionaria, né molto riformatrice. I suoi effetti tra l’altro potrebbero essere del tutto effimeri. E’ solo un po’ (ma poco poco) meglio del decreto Tremonti per quanto riguarda il turn over.

Tutto ciò premesso  e sorvolando sugli effetti nefasti che commissioni composte da soli ordinari potrebbero produrre in futuro, riproducendo all’infinito le cordate di potere accademico ( in tal senso “forse” sarebbe stato un reale cambiamento se le commissioni per i ricercatori fossero composte solo da ricercatori, quelle per associato da associati e quelle da ordinario da ordinari secondo il principio dei pari che giudicano i pari), occorre osservare che il comma 7 recita:

7. Nelle procedure di valutazione comparativa per il reclutamento dei ricercatori bandite successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto, la valutazione comparativa è effettuata sulla base dei titoli, illustrati e discussi davanti alla commissione, e delle pubblicazioni dei candidati, ivi compresa la tesi di dottorato, utilizzando parametri, riconosciuti anche in ambito internazionale, individuati con apposito decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, avente natura non regolamentare, da adottare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sentito il Consiglio universitario nazionale.

Ora tutti noi sappiamo che il ministro ha già chiesto al Consiglio Universitario Nazionale un parere sugli indicatori minimi di qualificazione scientifica dei docenti validi sia per i concorsi da ricercatore, da associato e da ordinario  (ma validi anche per i referee dei Prin, ecc.)

Il CUN ha deliberato tali criteri a dicembre e ora sono pubblici e visibili al seguente link.

Ma Car*

secondo voi cosa vuol dire che i prossimi concorsi saranno svolti utilizzando parametri… individuati con apposito decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, avente natura non regolamentare?

Cos’è un decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, avente natura non regolamentare.

Cosa si nasconde dietro questa dizione e quale è il valore di un  decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, avente natura non regolamentare”.

Salute e Libertà a voi tutti


Cari Ricercatori Precari ci sono soldi per voi! (o è uno specchietto per le allodole?)

23 dicembre 2008

Interessante! Un bando FIRB per  giovani ricercatori non strutturati e anche strutturati ….stanzia circa 50 milioni di euro!

Caspiterina!

50 milioni di euro  per i giovani!

E’ veramente molto in percentuale a quanto è stato stanziato per i posti da ricercatore del reclutamento straordinario!

Un uccellino però mi suggerisce che questi soldi non verranno mai spesi perché i criteri di assegnazione basati sull’ “età” e il cofinanziamento (!!!) sembrano proprio fatti  per limitare al massimo le richieste di finanziamento (diciamo per rendere il bando inapplicabile).

Il bando considera dottori di ricerca fino a 32 anni e strutturati fino a 38.

Leggendo bene  sembra proprio che “il giovane in questione” dovrebbe fare da prestanome per la “rete” che avrà in solido il lauto finanziamento.

Altra cosa strana…. i bandi gestiti da un max32enne (non strutturato) o un max38enne (strutturato) devono essere minimo di 300.000 e massimo 2.000.000 di euro.

Insomma quale istituzione italiana darebbe ad un neodottore di ricerca il cofinanziamento per tali cifre?

Qui mancano aule, spazi, luoghi, computer e finanziamenti minimi e il ministero emana sti po’po’ di bandi…. molto interessante…

Cari Ricercatori precari sarebbe il caso che chi ritiene di essere penalizzato da tale FIRB  faccia  ricorso (almeno per non passare da cornuti et mazziati).

Forse che il governo vuole mostrare di aver stanziato i soldi per i giovani ricercatori…sapendo bene che essi non saranno veramente assegnati ai giovani ricercatori?

Un suggerimento alla cara Gelmini perché non rinanziare l’FFO e i concorsi da ricercatori invece di emanare bandi che odorano di mero populismo?

Clicca per scaricare il bando


Tu ti lamenti ma che ti lamenti, pigghia nu bastoni e tira fora li renti

26 luglio 2008

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Dedicato a tutti i precari, della ricerca e non.

In questo cupo cupo momento…..

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Estratto dal report dell’assemblea nazionale RNRP del 2 febbraio 2008:

3. parallelamente alla rete si costituirà una Associazione finalizzata a promuovere processi di riforma del sistema della ricerca e dell’università a partire da una lettura diversa dei processi in atto. Il comitato fondatore di tale associazione (coloro che erano presenti all’assemblea e quelli che ne volessero fare parte) si occuperà di sbrigare le pratiche burocratiche e di scrivere lo statuto. Il primo obiettivo dell’associazione è quello di CAMBIARE L’UNIVERSITA’. L’iscrizione all’associazione non sarà quindi esclusiva dei cosiddetti precari, ma sarà aperta a tutti coloro che vogliono cambiare il sistema universitario e potranno essere accolti in essa anche studenti, ricercatori e professori già strutturati pur conservando, attraverso meccanismi diversificati di iscrizione, la centralità dei lavoratori precari a garanzia del “nostro” punto di vista sui problemi. Si creerà quindi un gruppo poliedrico, che potrà lavorare su diversi fronti:

 

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tagli tagli tagli

23 giugno 2008

La manovra economica – della durata triennale – predisposta dal governo, di cui circola un testo ben definito anche se provvisorio, mostra il ruolo che hanno per il nostro paese la cultura, la ricerca, la scuola: sono solo voci di bilancio da tagliare.

Prosegue il rito delle promesse elettorali sulla centralità della ricerca e dei giovani e della conseguente presa in giro post-elettorale. Ci limitiamo a riportare le misure direttamente connesse all’Università, anche se politiche ancora più pesanti le troviamo negli EPR e nella scuola. Tutte le misure sono destinate a durare almeno 3 anni.

1. (art.72) taglio di 500 M di euro al fondo di finanziamento ordinario delle Università;

2. (art. 72) il reclutamento degli Atenei nel triennio 2009-2013 è vincolato al 20% del turnover sul numero delle unità di personale (e non di budget): nei fatti il blocco delle assunzioni sia per i tecnici amministrativi che per i ricercatori-docenti. Almeno per quanto ci riguarda la data non è casuale, nel 2013 secondo la legge 230/2004 (la Moratti) la figura del ricercatore va in esaurimento….. preparatevi ad un futuro (remoto) a tempo determinato (se sarete tra i fortunati);

3. (art. 75) dal 1° gennaio 2009 gli scatti biennali dei docenti, pur conservando lo stesso importo, diventano triennali; i risparmi conseguenti fino al 2013 (40+80+80+120+160 M di euro) finiscono in un fondo del Bilancio dello Stato (in attesa della prossima unatantum a favore di aziende in crisi, camionisti incazzati o amici degli amici… mica per il reclutamento straordinario che avrebbe reso questa misura accettabile);

4. (art.17) le università potranno trasformarsi in Fondazioni di diritto privato (a beneficio di chi?);

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