Se cadi sette volte, rialzati otto

29 settembre 2009

La FLC Cgil ci segnala la nascita di un proprio Coordinamento Nazionale dei precari dell’Università.

La nascita di APRI (Associazione Precari della Ricerca Italiani) prima, ora di questo coordinamento, sembra indicare come i precari comincino lentamente ad organizzarsi. E tornare a lottare dopo gli anni della Rete Nazionale dei Riercatori Precari (la vecchia RNRP) e del contrasto alla Moratti e a Mussi. In forme diverse, certo. In un quadro, se possibile, ancora peggiore. 

Questo blog non può che auspicare il dialogo e il confronto tra tutti i precari e le loro organizzazioni/associazioni/movimenti. E fare gli auguri a tutti quei precari che sottraggono tempo e energie al loro lavoro, alla ricerca di un reddito, alle loro famiglie per chiedere rispetto, giustizia, diritti. E un’Università migliore di questa, che a farla ci vorrebbe davvero poco…

Il blog? Noi lo terremo aperto per quello che possiamo. Cercando di informare quando possibile e di suscitare dibattito (sperando che il dibattito possa essere in futuro un pochino più rispettoso delle diverse opinioni e dai toni più adatti a dei ricercatori – sebbene precari). Scusateci alle volte le lunghe pause, le lentezze, i disservizi. Anche noi, come voi, ci muoviamo in acque malsane.

A seguire, la Piattaforma rivendicativa del Coordinamento della FLC.

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Lettera aperta al Ministro Gelmini del Coordinamento Nazionale dei precari dell’Università FLC-CGIL

22 luglio 2009

All’on. Mariastella GELMINI

Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Oggetto: il precariato della docenza e della ricerca nell’Università

Signor Ministro, da molti mesi, come previsto dal DL 180, convertito in legge il 9 gennaio 2009, il paese aspetta invano il decreto attuativo di definizione dei criteri di valutazione dei titoli e delle pubblicazioni nei concorsi a ricercatore. Un decreto che promette maggiore trasparenza nello svolgimento dei concorsi e che renderebbe possibile sia lo sblocco dei concorsi già banditi dagli Atenei sia l’avvio della seconda e della terza tranche del reclutamento straordinario. Se la situazione dell’università italiana in questo momento è critica, lo è particolarmente per quella fascia di studiosi che ancora non ha un rapporto lavorativo a tempo indeterminato con gli Atenei e che però, con dedizione, competenza e sacrificio, da molti anni fa quella ricerca grazie alla quale l’Italia continua a essere ai vertici internazionali. Da molti anni a questa parte, infatti, quasi la metà del personale impegnato a tempo pieno in ricerca e docenza negli Atenei è reclutato con contratti parasubordinati (assegni di ricerca, cococo…) e borse di studio, la maggior parte dei quali privi delle più essenziali tutele previdenziali ed assistenziali. L’elevata professionalità dei ricercatori e docenti precari è dimostrata dal bagaglio delle numerose esperienze in materia e delle pubblicazioni, contribuendo direttamente al prestigio degli Atenei italiani. Così come quasi la metà dei corsi universitari è sostenuta da quello stesso personale precario, il cui lavoro permette agli Atenei il raggiungimento di un corretto rapporto tra docenti e studenti, che tiene l’Italia ai livelli europei. Purtroppo, la sovrapposizione di diverse riforme, che non sono mai state rese completamente operative, ha generato una situazione di devastante stallo generale e, in particolare, una sostanziale e gravissima sospensione del reclutamento, cioè dei concorsi a ricercatore banditi a livello nazionale. Grazie ad alcune indagini, si stima infatti che nelle Università italiane vi siano circa 50.000 precari impegnati a tempo pieno nella ricerca e docenza (Fonti dei dati: CRUI e MIUR del 2006 su 33 Università censite, MIUR del 2008 più autocensimento nel 2008). I dati rilevati in questi casi, sebbene parziali, evidenziano inoltre una crescita cospicua e costante del precariato nei ruoli di docente e ricercatore universitario. Se guardata dal punto di vista dello Stato, questa circostanza non permette di utilizzare al meglio quelle risorse umane per la cui formazione e qualificazione sono stati spesi centinaia di milioni di euro. Ora più che mai il fenomeno dei cosiddetti ‘cervelli in fuga’ è diventata un’emergenza, ma qual è la sua reale pericolosità? In termini di economia di sistema, le nostre Università hanno formato studiosi di altissima levatura scientifica, che però metteranno il loro sapere a disposizione non della nostra nazione e dei nostri giovani ma di altri paesi. Questo, nel migliore dei casi. Altrimenti saranno destinati a vedere ignorati e mortificati il loro impegno e la loro qualificazione. Se invece questa situazione la si guarda con gli occhi dei singoli ricercatori e docenti ancora precari, si vedrà un pericolosissimo fenomeno sociale per cui decine di migliaia di giovani e, purtroppo ormai di ex giovani, da un giorno all’altro non riusciranno più a sostenere quello sforzo economico, sociale e umano che finora gli ha dato la forza di aspettare una svolta nella propria vita lavorativa. E questo è particolarmente grave per quegli studiosi che non possono contare su una condizione sociale di partenza agiata. È questa la selezione che cercava, Signor Ministro? Questi ricercatori e docenti il proprio dovere – anzi, molto più del proprio dovere – lo hanno fatto, lo stanno facendo e hanno intenzione di farlo. Si tratta però di dargliene la possibilità concreta. Occorre in primo luogo dare finalmente attuazione a un piano di reclutamento straordinario non più procrastinabile e il ruolo del Suo Ministero è anche quello di dettare quanto prima le linee guida per una campagna di reclutamento ciclico e ordinario sulla base delle reali esigenze di didattica e ricerca degli atenei, che prenda il via col prossimo Anno Accademico. È necessario inoltre, da subito, assicurare ai ricercatori e docenti precari i diritti minimi di ogni lavoratore: retribuzioni adeguate, diritti pensionistici ed assistenziali, ammortizzatori sociali, rappresentanza negli organi accademici. Tutto ciò con l’obiettivo di mantenere sempre alto il livello di didattica e ricerca nei nostri Atenei italiani e conservare nel nostro paese un livello di civiltà del lavoro degno di questo nome. Ricordiamo, infine, che non è più accettabile la stipula di contratti di docenza a titolo gratuito, modalità indecente diffusasi in molti Atenei del paese in conformità a quanto previsto dalla L. 230/2005, art. 1, c.10. L’assenza di retribuzione è infatti inevitabilmente correlabile con la riduzione della qualità dell’offerta didattica e soprattutto con un inaccettabile trattamento dei lavoratori. Proprio per la gravità del quadro sopra descritto riguardo la ricerca e docenza precaria, e per organizzare e difendere i lavoratori precari della conoscenza che operano nelle università italiane si è costituito il Coordinamento nazionale dei precari dell’Università. Dalla lotta per un reclutamento straordinario, dall’opposizione alla ristrutturazione antidemocratica dell’Università alle vertenze locali per i diritti negati, il Coordinamento porterà la voce dei precari dell’Università dovunque sarà necessario. Per la particolarità e l’urgenza che purtroppo caratterizzano la condizione di questi lavoratori, abbiamo la necessità di un confronto immediato e diretto al fine di comprendere con chiarezza quali sono le misure che Lei, e il governo di cui fa parte, abbiano previsto per una soluzione efficace e tempestiva del reclutamento dei ricercatori universitari. Prima di un punto di non ritorno.

Distinti saluti,

Coordinamento Nazionale dei precari dell’Università FLC-CGIL


Bozza del nuovo DDL su Governance e Reclutamento

22 aprile 2009

E’ or ora passato sulla mailing list dell’ANDU (fonte attendibile).

Si tratta di una bozza governativa della futura nuova legge su Governance e Reclutamento…credo che ci sarà modo di dibattere.

ddl_governance_reclutamento


Sciopero – Sciopero – Sciopero

14 marzo 2009

Come promesso, dedichiamo questo post alla prossima importante data di lotta. Il 18 marzo prossimo è sciopero. Nelle scuole, nelle Università, negli Enti di Ricerca, nei conservatori e nelle accademie. Lo sciopero è indetto dalla FLC-Cgil è sarà accompagnato da manifestazione regionali.

Qui il link alle iniziative regionali

In calce la piattaforma

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Cari precari è uscita la valutazione delle università inglesi…RAE 2008

19 dicembre 2008

Da un paio di giorni è online la valutazione delle università e della ricerca inglesi RAE 2008.

Occorre capire quali criteri siano stati utilizzati. Mi pare che, in generale, non abbiano usato per nulla statistiche tipo Impact Factor o Fattore H, ecc…

Sembra che il criterio principale sia stato l’analisi di ogni tipo di risultato (non solo articoli) università per università, dipartimento per dipartimento.

Un minuzioso lavoro di referee dove i criteri statistici non hanno contato.

Corregetemi se  sbaglio…e date una mano nell’analisi della mole di dati. Esistono già blog di giovani ricercatori piuttosto critici (clicca).

Ecco il sito del RAE  http://www.rae.ac.uk/


Reminder! Incontri e Tavole rotOnde sindacali a Roma

2 dicembre 2008

Giovedi` 4, ore 16.00 in aula 6 a Ingegneria, S. Pietro in vincoli , Via eudossiana 18. ASSEMBLEA Dott/ric+dolens-prec ODG (proposte): -Vertenze locali -Assemblea romana a Roma3 il 10/12 -Partecipazione alla conferenza stampa nazionale di presentazione dell’autoinchiesta e di denuncia della privatizzazione dell’ateneo di Siena (a Siena, 8 Dicembre) -Tavola Rotonda del 5 con FLC-CGIL a scienze politiche, ore 10. Proposta modalita` presidenza e nostro intervento. volantino5-12bn-small


Ultim’ora: A Roma una enorme manifestazione! Assediato il Ministero!

30 ottobre 2008

LAssedio al Ministeo

L'Assedio al Ministeo

Oggi a Rome c’è una enorme manifestazione con due cortei (scuola ed università) che ha bloccato il centro cittadino.

I cortei non finivano più ! Arrivava gente da tutte le parti…non sono riuscito ad incontrare fisicamente molti compagni… la distanza fra noi era di kilometri….kilometri di uomini e donne, studenti, precari e docenti, in lotta!

Molti compagni bloccati per ore ed ore con i pullman all’ingresso della città non sono neppure riusciti a partire in corteo!

Mai vista una cosa del genere….molta più gente che alla manifestazione del Partito Democratico!!!

Al corteo dell’Università non c’era nessuna bandiera politica se non quelle dei collettivi e dei sindacati!

I cortei sono confluiti al Ministero.

Il Ministero è assediato al grido di Gelmini dimettiti!

Mi sembra di sentire la nostra parola d’ordine:

L’Italia per gli italiani!

Gli italiani per essa!

Carlo Pisacane