La Stella non sbaglia mai

6 gennaio 2009
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Fonte: enteroclisma.blogspot.com

E’ importante essere guidati da una giusta Stella. Soprattutto oggi.

Ormai è ufficiale, il povero Giavazzi, ormai raggiunto il suo obiettivo,  non riusciva proprio ad occuparsi dell’università tutte le settimane. Allora tocca al buon Gian Antonio Stella, che è un professionista del ramo, occuparsi di denigrare qualsiasi cosa passi sopra il liceo classico, ma anche lui non ci riesce regolarmente.

Lui non è (ancora) professore, ma come il professore della Bocconi non sbaglia mai. Se volete arrivare a destinazione potete seguirlo senza dubbio alcuno.

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La leggenda dello studente unico

17 dicembre 2008

Qualche tempo fa “Carlo Pisacane” segnalava attraverso un commento un fatto di qualche interesse. Secondo me vale la pena dargli maggiore attenzione. Tutto nasce pare da un articolo del(l’apparentemente) sempre informato Gian Antonio Stella e di Sergio Rizzo. Un loro articolo del 27 dicembre 2006 denunciava: “Università, 37 corsi di laurea con un solo studente”! Una denuncia poi riportata nel suo bestseller “La Casta”.

Che ci fosse qualcosa che non andava in questo dato si poteva già sospettare leggendo l’articolo. Infatti durante tutto il testo si faceva continua confusione tra Corsi di Laurea, Facoltà e Atenei. Questa ostentata non conoscenza del lessico base dell’organizzazione accademica trasformava prima singoli corsi di laurea in “mini-facoltà” o addirittura intere “universitine”.

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I ricercatori non vogliono più

7 dicembre 2008

00353106Sempre lui, il nostro professore-editorialista-ministroombra preferito, Francesco Giavazzi, non più di un mese fa affermava con la sua solita ed estrema sicurezza che gli associati (e quindi anche i ricercatori) erano ben felici di non dover più partecipare alle commissioni di concorso.

Ne è un segno il tentativo (fortunatamente fallito) di modificare in extremis il testo del decreto per consentire ai professori associati di partecipare alle commissioni. Un vecchio trucco: gli associati devono ancora essere giudicati (per diventare ordinari) quindi sono facilmente ricattabili. E infatti a premere per estendere l’eleggibilità ai più giovani erano gli anziani non gli stessi associati.

Evidentemente la cronaca (come la storia) si vendica sempre dell’eccessiva fiducia nelle proprie certezze. E’ da poco stato diffuso un documento firmato da molti ricercatori dell’Università di Bari che affermano (tra le altre) di essere contrari proprio a quell’esclusione.
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Giavazzi: chi ha paura della logica?

24 novembre 2008

image002La sua è quasi una rubrica fissa: il lunedì, sul Corriere della Ser(v)a si parla di “Università e docenti”. Allora tocca anche a noi fornire una risposta fissa. Con quel po’ di ritardo dovuto alla precarietà e al fannullismo di un’università pubblica…

Questa volta il nostro professore si occupa delle reazioni alla sua proposta precedente. Una proposta prontamente accolta dal Consiglio dei ministri, tra l’altro. Ottenuto il blocco dei “concorsi truccati”, pare, ora difende a spada tratta la sua proposta “rivoluzionaria” di nuovo reclutamento (come sapete tutti ne hanno almeno una, persino Mussi). Per farlo cita, ma guarda un po’, proprio gli studenti che fino al giorno prima erano dei servi sciocchi di baroni e rettori. Naturalmente cita solo gli studenti che sono d’accordo con lui. Guarda caso.

Ad ogni modo, questa volta il professore non litiga solo con dati statistici e numeri, ma principalmente con la logica. Non sono un esperto di retorica classica, ma c’è qualcosa che non funziona nei suoi sillogismi. Vediamoli.

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