Comunicato congiunto APRI – RNRP sul passaggio al Senato Dl 180

2 dicembre 2008

I ricercatori precari delle Università italiane sono stati ancora una volta raggirati! Nel totale disinteresse da parte dei media, delle forze della maggioranza e dell’opposizione, e delle organizzazioni sindacali, la conversione del Decreto Legge n.180/2008 da parte del Senato del porta con sé un’amara sorpresa. Sono stati introdotti nuovi e migliorativi criteri per i concorsi da ricercatore a tempo indeterminato, abolendo le manipolabili prove scritte ed orali e stabilendo commissioni di soli ordinari sorteggiati su grandi “rose” di eletti. Tuttavia, con una mossa alquanto discutibile, con due emendamenti, rispettivamente il n.1.27 e il n. 1.58, si sono destinate le risorse ordinarie per i ricercatori, che d’ora in poi saranno assumibili solo con le nuove regole concorsuali meritocratiche, anche ad una figura di contrattisti precari prevista dalla legge Moratti; in aggiunta, si sono tolte, per l’assunzione di quella stessa figura precaria, le nuove regole concorsuali meritocratiche che invece, giustamente, il D.L. 180/08 gli estendeva. Quindi, soldi nuovi, ma vecchie regole, a discapito dei concorsi da ricercatore, che nessuno avrà più interesse a bandire, proprio perché non sono più manipolabili. Fatta la legge, trovato l’inganno! La volontà da parte della maggioranza di procedere speditamente all’approvazione definitiva del decreto riduce a zero le possibilità di modifica di tale perverso meccanismo. Denunciamo l’incredibile sfacciataggine con cui il D.L. 180 viene contrabbandato per “portatore di meritocrazia” e

chiediamo

Alle Università, di scegliere coerentemente di destinare i fondi del FFO liberati da cessazioni di contratti a tempo indeterminato, per contratti a ricercatore a tempo indeterminato, e comunque di adottare indipendentemente il nuovo regolamento concorsuale anche per i contratti di cui all’art. 1, comma 14, della legge n. 230 del 4 Novembre 2005.

Al Ministro, di stanziare e distribuire al più presto alle Università i lungamente attesi fondi per il reclutamento straordinario di ricercatori a tempo indeterminato degli anni 2008 e 2009 già stanziati dalla Finanziaria 2007.

APRI

RNRP


tagli tagli tagli

23 giugno 2008

La manovra economica – della durata triennale – predisposta dal governo, di cui circola un testo ben definito anche se provvisorio, mostra il ruolo che hanno per il nostro paese la cultura, la ricerca, la scuola: sono solo voci di bilancio da tagliare.

Prosegue il rito delle promesse elettorali sulla centralità della ricerca e dei giovani e della conseguente presa in giro post-elettorale. Ci limitiamo a riportare le misure direttamente connesse all’Università, anche se politiche ancora più pesanti le troviamo negli EPR e nella scuola. Tutte le misure sono destinate a durare almeno 3 anni.

1. (art.72) taglio di 500 M di euro al fondo di finanziamento ordinario delle Università;

2. (art. 72) il reclutamento degli Atenei nel triennio 2009-2013 è vincolato al 20% del turnover sul numero delle unità di personale (e non di budget): nei fatti il blocco delle assunzioni sia per i tecnici amministrativi che per i ricercatori-docenti. Almeno per quanto ci riguarda la data non è casuale, nel 2013 secondo la legge 230/2004 (la Moratti) la figura del ricercatore va in esaurimento….. preparatevi ad un futuro (remoto) a tempo determinato (se sarete tra i fortunati);

3. (art. 75) dal 1° gennaio 2009 gli scatti biennali dei docenti, pur conservando lo stesso importo, diventano triennali; i risparmi conseguenti fino al 2013 (40+80+80+120+160 M di euro) finiscono in un fondo del Bilancio dello Stato (in attesa della prossima unatantum a favore di aziende in crisi, camionisti incazzati o amici degli amici… mica per il reclutamento straordinario che avrebbe reso questa misura accettabile);

4. (art.17) le università potranno trasformarsi in Fondazioni di diritto privato (a beneficio di chi?);

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Analisi della finanziaria per università ed enti di ricerca

27 dicembre 2007
Cliccare per accedere ai provvedimenti in finanziaria per università e ricerca
– Invece lei che ha fatto in questo anno e mezzo da ministro?
– Una Rivoluzione!
Intervista a Mussi da L’Espresso del 19 Dicembre 2007

Mussi che volo!




Lettera sulla finanziaria dell’On. Tocci

22 dicembre 2007

FINANZIARIA: NON PIOVE, GRANDINA

Le finanziarie non portano bene alla ricerca. L’anno scorso pioveva. Quest’anno grandina. Si era sperato in
una schiarita con il patto di agosto tra ministero dell’Economia e della Ricerca che prevedeva cospicui
aumenti dei finanziamenti da allocare secondo rigorose valutazioni del merito scientifico. La promessa non è
stata mantenuta, anzi è accaduto esattamente il contrario. Veniamo ai fatti. Leggi il seguito di questo post »


La finanziaria sta ormai per essere approvata….commenti e proposte

20 dicembre 2007

Se non ci sono colpi di scena la finanziaria sta per essere approvata così come era stata emendata alla camera.

Pochi sono gli interventi nel mondo universitario (blocco dei contratti di ricerca sul FFO, rifinanziamento del FFO per gli scatti di stipendio degli strutturati, qualche soldo in più per progetti presentati dagli under 40 – con un meccanismo di attribuzione ritagliato per le scienze medico-biologiche, graduale abolizione del Fuori Ruolo).

Niente più.

Nessuno in Italia è disposto a cedere sulle stabilizzazioni – neanche a quelle dei curricula – né i politici e né una parte dei colleghi che vorrebbero una selezione basata sul concorso “meritocratico”.

Il merito diventa così un concetto spartiacque strumentalizzato sia a destra (da chi vuole solamente continuare a cooptare chi vuole, liberamente) , sia a sinistra (l’unico mondo possibile è quello in cui vince il più bravo) (o viceversa).

Noi rischiamo di finire vittime dei troppi asini di Buridano che posti tra due cumuli di fieno perfettamente uguali e alla stessa distanza non sanno scegliere quale iniziare a mangiare morendo di fame nell’incertezza.

Questo post è fatto per i precari attivi: commenti, brainstorming, sfoghi, postare le risposte dei parlamentari o gli ordini del giorno non approvati -tipo quello di rifondazione-, le lamentazioni, i nuntereggepiù, le idee, i piani di azione, le strategie, le finalità, e infine l’ autocoscienza (mizzica).

Del resto come continuare la battaglia se in Italia non c’è nessuna coscienza di cosa sia un ricercatore precario, di quante facce ha, di quanto poco guadagna, di quanto poco è tutelato, di quanto tempo perde appresso alla burocrazia e quanta ancora burocrazia ha davanti a sé, magari inseguendo con il nuovo concorso, un posto al coperto.

Ma dobbiamo credere che sarà mai veramente attuato il nuovo concorso con tutte le incognite e poi con quali macroaree disciplinari – quelle proposte del Consiglio Universitario Nazionale create per salvare le baronie o quelle più innovative dell’European Research Council (e usate per i PRIN)?

Quale sarà il futuro dei ricercatori internauti che credettero di cambiare il mondo e si accorsero che il mondo non voleva cambiare.

Come scrisse Vlad:

Che Fare?


Stanno riscrivendo la finanziaria al Senato (seconda chance per il governo)…..

18 dicembre 2007

(AGI) – Roma, 18 dic. – Il Leader dei liberaldemocratici

si prepara a dare battaglia alla Finanziaria. Leggi il seguito di questo post »


Articoli di Liberazione e Manifesto…intanto i parlamentari universitari si organizzano contro il taglio dei fuori ruolo…

18 dicembre 2007

Ecco due articoli da scaricare di liberazione (articolo-liberazione.pdf) che tratta ampiamente della finanziaria e della ricerca e tendenzialmente attribuisce la colpa di quanto è accaduto ai deputati del PD. In verità il responsabile dell’emendamento “elimina precari” è principalmente il ministro Mussi perché ha avallato quelle posizioni (Ghizzoni, Tocci, Tessitore, Volpini ecc…..) che fino a due giorni prima del maxiemendamento erano minoritarie…. Il secondo articolo è quello scritto dai Ricercatori Precari e dagli Assegnisti di Roma “La Sapienza” sul Manifesto (articolomanifesto.pdf) che finalmente lo ha pubblicato.

Ora però ci sono voci rilanciate dalle agenzie di stampa per cui gli accademici, dopo essersi resi conto del taglio dei professori fuori ruolo, si lamentano e per bocca del Senatore D’Amico…… Leggi il seguito di questo post »