Assassinio!

15 giugno 2009

Ci si chiede un nuovo post. Giusto. Come se avessimo qualcosa di nuovo da dire… Il fatto è che stanno uccidendo l’Università e il paese. E noi siamo le prime vittime.

Da dove partire?

Da lei, dal Ministro. Mesi e mesi di proclami: riforme e reclutamento virtuali, inesistenti. Bozze che circolano, cambiano, tornano a circolare poi si fermano. Sembrano nuvole. Sicuramente hanno meno consistenza delle nuvole. I concorsi? Bloccati! Le nuove regole? Bloccate. L’Anvur? Bloccata! Persino la distribuzione degli ormai magrissimi FFO è bloccata e le Università (vedi il resoconto CUN), quando anche volessero e potessero, non possono neppure bandire la seconda tranche di posti Mussi (per carità, bandire, non assumere). Ve li ricordate? un altro migliaio di concorsi, a cofinanziamento.

L’unica cosa certa sono i tagli. Certissimi. Sarà pure che le Università spendono male, ma io devo ormai comprare la carta per stampare. Nella mia segreteria amministrativa sono rimasti in 2. E secondo voi il lavoro amministrativo chi lo fa?

I baroni? Ci sono, sono tanti ma a loro questa situazione non cambia quasi nulla. Gli sprechi? Ci sono, ma forse molti meno di quelli che si dice. Nel frattempo si attacca a man bassa l’Università. Baroni, ladri, comunisti… Poi però va bene quando si deve far parlare Sua Santità o Gheddafi (per darci una mano con i “respingimenti”).

Assassinio. Dell’Università, di un paio di generazioni. Della cultura e del sapere.  Del resto, diciamolo con chiarezza: nella nostra Repubblica della Banana (si, avete letto bene, al singolare) meglio essere Noemi, veline, paparazzi, mafiosi e camorristi, faccendieri e pidduisti o magari calciatori. Voli di stato e porci di stato. Porci con le ali…. ve lo ricordate il romanzo? Sono rimasti solo i porci (umani, perchè quelli suini meritano ben altro rispetto) ed hanno perso le ali.

Volevate un post? Eccolo. Non ho niente da scrivere. Nessuna notizia da dare se non aria fritta. Volevate i criteri? Se non l’avete capito li avete avuti. A saper leggere… Volevate i concorsi? Ci sono stati, 3-4000 a sentir dire lei, la Ministra. Come l’Università meritocratica, europea. La valutazione.

Scusate lo sfogo. Non è un post. E so bene che non sono per nulla tra quelli messi peggio. Proprio no. Che altro dire? Che la FLC ha costituito un coordinamento dei precari dell’università. Bene.

Resta una questione. Quale? No, non che fare. No, questa proprio no. Ci sarebbero migliaia di cose da poter fare se solo avessimo la forza. Basta scegliere: modello francese o greco? Fate voi. La questione è, allora, CHI lo deve fare. I precari dove sono? Dove siamo? Nei blog? non serve. Dietro i fax. A quanto pare neppure serve. Neppure servono quei pochi articoli sui giornali che con molta difficoltà si riesce a far uscire; i giornali – si sà – preferiscono parlare di altro. 

Ed allora. Come usare bene il poco tempo che abbiamo a disposizione? Proposta: in questo post basta discussione sui sistemi di università o reclutamento che vorremmo, sui massimi o minimi sistemi pubblico-privati. Noi siamo troppo avanti per loro. Inutili. Qui è già tanto se si riesce a far partire qualche concorso e a non mandare le Università in crack finanziario. Discutiamo su cosa fare, a breve. Lanciamo un iniziativa. Fosse una sola. Fosse pure l’ultima. A Roma. Da nessun altra parte. A Roma. Dal Ministro. Face to face… senza niente da perdere perché niente abbiamo. Che fai, arioprecario, ti contraddici! Torniamo al Che Fare? Già, perché meglio non discutere su chi siamo. Il silenzio di questi mesi ha offerto una chiara, palese, risposta.

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