Il punto della situazione

15 gennaio 2009

aCome è noto il 9 gennaio sono state convertite in legge le “Disposizioni urgenti per il diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualità del sistema universitario e della ricerca“. Il titolo è tutto un programma.

Un nuovo anno è cominciato ed è forse utile fare il punto della situazione con gli occhi di un precario della ricerca. Entrando nel merito dei provvedimenti, per quanto possibile, e tracciando il quadro che ci consegna questo 2009.

Un quadro a tinte fosche, decisamente fosche.

In primo luogo è utile ricordare a tutti due aspetti del contesto prossimo futuro: i tagli drammatici all’ FFO degli Atenei che incidono poco per il 2009 ma che si abbatteranno sulle Università dal prossimo anno; la questione Fondazioni. Non possiamo che partire da qui per qualsiasi analisi dello stato delle cose.

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Alcune valutazioni sul DL 180 dai Ricercatori Precari dell’Onda

28 novembre 2008

Foto Andrea Baldassarri

Foto Andrea Baldassarri

Ecco il documento, diffuso oggi, da “dottorandi/nde e precari/e in mobilitazione delle università romane” sul decreto 180:

Il DL 180, recentemente emanato dal consiglio dei ministri e attualmente in discussione al senato per la conversione definitiva, non rappresenta in alcun modo una risposta alle istanze del movimento, poiché lascia sostanzialmente inalterati i tagli al sistema universitario introdotti dalla legge 133/2008, con effetti che a partire dal 2010 saranno letteralmente dirompenti per il funzionamento di quasi tutti gli atenei italiani.

Qualsiasi intervento legislativo dovrebbe invece partire dal dato oggettivo ed incontrovertibile che il sistema universitario e della ricerca italiano è sottofinanziato rispetto a quelli delle altre nazioni industrializzate. A questo proposito denunciamo la violenta campagna di disinformazione organizzata da più o meno autorevoli quotidiani nazionali che, pur partendo dalla sacrosanta denuncia di situazioni di corruzione e nullafacenza, finisce per invocare un ulteriore disimpegno finanziario e, sulla base di dati elaborati in maniera subdola e capziosa, vorrebbe addirittura dimostrare che gli investimenti italiani nel sistema universitario sono superiori a quelli dei principali paesi europei! Al contrario, sono invece opportuni e non rimandabili interventi di sostegno al sistema della ricerca che consentano all’Italia di rispettare gli impegni sottoscritti a livello internazionale che obbligano ad una crescita degli investimenti in ricerca fino al 3% del PIL entro il 2010.

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Attenti, l’università si è (quasi) incazzata

25 luglio 2008

Non è ancora un nostro resoconto dell’Assemblea di martedì, ma almeno è possibile diffondere, con il giusto spazio, e commentare, se è il caso, il documento approvato (per una volta per alzata di mano da quasi tutti/e, e non alla fine con i residui resistenti 🙂 ).
Il documento è indiscutibile nella premessa e particolarmente chiaro e combattivo. Prefigura un interessante percorso di protesta e iniziativa. Chissà se si realizzerà…

DOCUMENTO DELL’ASSEMBLEA NAZIONALE DELL’UNIVERSITA’ indetta da ADI, ADU, ANDU, APU, CISAL-UNIVERSITA’, CNRU, CNU, CONFSAL FED. SNALS-CISAPUNI, FEDERAZIONE CISL-UNIVERSITA’, FLC-CGIL, RNRP, SUN, UDU e UILPA-URAFAM
Roma, 22 luglio 2008
L’Assemblea nazionale, tenutasi il 22 luglio 2008 nell’Aula Magna dell’Universita’ La Sapienza di Roma, indetta dalle Organizzazioni e Associazioni della Docenza e degli Studenti, ha discusso la gravissima situazione venutasi a determinare a seguito dell’emanazione del D.L. 112 e dei provvedimenti governativi in materia finanziaria e di pubblico impiego.

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tagli tagli tagli

23 giugno 2008

La manovra economica – della durata triennale – predisposta dal governo, di cui circola un testo ben definito anche se provvisorio, mostra il ruolo che hanno per il nostro paese la cultura, la ricerca, la scuola: sono solo voci di bilancio da tagliare.

Prosegue il rito delle promesse elettorali sulla centralità della ricerca e dei giovani e della conseguente presa in giro post-elettorale. Ci limitiamo a riportare le misure direttamente connesse all’Università, anche se politiche ancora più pesanti le troviamo negli EPR e nella scuola. Tutte le misure sono destinate a durare almeno 3 anni.

1. (art.72) taglio di 500 M di euro al fondo di finanziamento ordinario delle Università;

2. (art. 72) il reclutamento degli Atenei nel triennio 2009-2013 è vincolato al 20% del turnover sul numero delle unità di personale (e non di budget): nei fatti il blocco delle assunzioni sia per i tecnici amministrativi che per i ricercatori-docenti. Almeno per quanto ci riguarda la data non è casuale, nel 2013 secondo la legge 230/2004 (la Moratti) la figura del ricercatore va in esaurimento….. preparatevi ad un futuro (remoto) a tempo determinato (se sarete tra i fortunati);

3. (art. 75) dal 1° gennaio 2009 gli scatti biennali dei docenti, pur conservando lo stesso importo, diventano triennali; i risparmi conseguenti fino al 2013 (40+80+80+120+160 M di euro) finiscono in un fondo del Bilancio dello Stato (in attesa della prossima unatantum a favore di aziende in crisi, camionisti incazzati o amici degli amici… mica per il reclutamento straordinario che avrebbe reso questa misura accettabile);

4. (art.17) le università potranno trasformarsi in Fondazioni di diritto privato (a beneficio di chi?);

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Come va cari ric pre? Cosa pensate?

15 aprile 2008

Dopo la sonora sconfitta della sinistra e del Partito democratico si aprono scenari politici diversi.

Si discute su chi sarà il nuovo ministro della ricerca….circola il nome di Formigoni oppure di Valditara.

Cosa pensano i ricercatori precari delle elezioni?

Cosa pensano dei possibili candidati al MIUR o delle possibili strategie del Governo Berlusconi che potrebbero riguardarci (Blocco del Turnover, blocco dei concorsi nella Pubblica Amministrazione)?

Una cosa è certa ….alla “sinistra” non rimane che l’opposizione al di fuori del parlamento, quella opposizione che noi conosciamo bene per averla esercitata, inascoltati, da anni.