La scuola, il merito e il professore

21 settembre 2008

Qualche giorno fa, tra i tanti, e’ uscito un articolo di Alberto Alesina sul tema caldo della scuola e della sua (presunta) riforma. Indovinate un po’ quale era la posizione del professore? Qual e’ la soluzione e il vero problema della scuola, e dell’università, italiana?

Indovinato!

Il problema e’ la mancanza di competizione tra le scuole: la soluzione un’iniezione di merito e competizione! Era facile, e’ il solito ritornello neo-liberista, o come dice quello “mercatista”, che da decenni leggiamo su questi giornali e da questi editorialisti o professori. Lo stesso per tutti i luoghi e tutte le situazioni, il rimedio miracoloso per qualsiasi organizzazione, sistema o persona.

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Il programma del (forse) nuovo ministro dell’Istruzione e dell’Università e le (probabili) conseguenze

30 aprile 2008

Si accavallano e susseguono incessanti fondate notizie che Mariastella Gelmini, avvocato 35enne e berlusconiana della prima ora (biografia), possa diventare ministro della PI e dell’Università.

Nella scorsa legislatura ha presentato un disegno di legge nel quale si delegava il governo ad attuare decreti per la valorizzazione del merito nel mondo della ricerca e dell’università.

Questo è il testo dell’articolo del disegno di legge che ci riguardava:

1. II Governo è delegato ad emanare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi diretti a promuovere ad attuare il principio del merito nel sistema scolastico ed universitario sulla base dei seguenti principi e criteri direttivi: Leggi il seguito di questo post »


Se questo è un ricercatore

9 febbraio 2008

Il viaggio non durò che una ventina di minuti. Poi l’autocarro si è fermato, e si è vista una grande porta, e sopra una scritta vivamente illuminata (il suo ricordo ancora mi percuote nei sogni): ARBEIT MACHT FREI, il lavoro rende liberi.

Primo Levi, Se questo è un uomo

Il paragone è certamente azzardato, ma non irriguardoso verso ben altre tragedie. E’ solo che l’idea che il nostro lavoro – quello scientifico e didattico – potesse renderci più liberi, ha spinto molti di noi ad intraprendere quella strada dissestata, faticosa e precaria che ci ha condotto verso l’Università e la Ricerca. E mai avremmo immaginato che invece questo lavoro ci avrebbe reso schiavi.

Un nostro collega ci scrive e si racconta. Fosse un caso unico potremmo sdegnarci, denunciare e tornare a dormire sogni tranquilli. Invece troviamo in questa autobiografia la radice vera, profonda dell’Università Italiana: la dominazione. Sia chiaro questo NON E’ MOBBING, è qualcosa di più profondo e lacerante. E’ la logica stessa del baronato universitario che mostra il suo volto demoniaco.

Molti di quelli che si vantano di essere custodi dell’UNIVERSITAS e si fregiano del titolo di maestri si svelano despoti e tiranni. Quasi una trama da poema epico, se non fosse che questo poema lo scriviamo noi, giorno per giorno, nelle nostre Università, nei nostri enti di ricerca. Coi nostri salari inesistenti, i nostri diritti negati e la passione che muore ogni giorno di più.

Prima che per noi sia troppo tardi, non possiamo che fare come Spartacus, meglio di Spartacus.

In allegato la storia….. se_questo_e_un_ricercatore.pdf


Chimici precari agguerriti alla Sapienza!

17 gennaio 2008
immaginechim.jpg
dalla diretta della Repubblica della contestata inaugurazione dell’anno accademico:

Nella piazza antistante il Rettorato della Sapienza campeggia anche uno striscione: ”Precari traditi: Mussi bugiardo più ricercatori meno politici”. Intanto sotto la statua della Minerva, al centro del piazzale, massiccia la presenza delle forze dell’ordine in borghese e in divisa. Pochissimi invece i ragazzi che si trovano oltre le transenne che costeggiano tutto il viale che porta dall’ingresso di piazzale Aldo Moro al rettorato.

http://www.repubblica.it/2008/01/dirette/sezioni/cronaca/sapienza-inaugura/sapienza-inaugura/index.html


ANDU: Concorsi. Il disastro di Mussi

4 gennaio 2008

Comunicato stampa dell’Associazione Nazionale Docenti Universitari (ANDU) che fa il punto della situazione in tema di concorsi per ricercatore, associato e ordinario.

ANDU – Associazione Nazionale Docenti Universitari

CONCORSI. IL DISASTRO DI MUSSI
(in calce la proposta dell’ANDU per la riforma della docenza)

Il 13 dicembre 2007 il ministro Fabio Mussi aveva dichiarato:
“Sui concorsi per professori ordinari e associati si sta lavorando alla Camera, e sulla ridefinizione del ruolo docente su tre fasce si e’ sviluppato un confronto nella commissione della Camera, che ha ottenuto una convergenza. Noi siamo favorevoli, nel complesso, e se ve ne saranno le condizioni il governo chiedera’ un iter rapidissimo, in vista della necessita’ di sbloccare i concorsi nel 2008.”

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Università di Torino: Bando per 160 Assegni di Ricerca ma con limite di età!!!

3 gennaio 2008

Ecco una nuova notizia che va nella direzione di una eugenetica delle istituzioni nei confronti del precariato della ricerca.

Se siete stati dei bravi ricercatori precari, avete terminato i contratti ma superato i 33/35 anni di età per l’Università di Torino non siete più buoni!

A Torino infatti sono banditi 160 Assegni di ricerca per tutte le aree disciplinari con scadenza 15 Gennaio 2008 e limiti di età imposti a 33 anni (max 35 se in possesso del titolo di dottore di ricerca).

La legge istitutiva dell’Assegno di Ricerca non fa il minimo riferimento a limiti di età da imporre (!!!) ed è la prima volta in 10 anni che si impongono limiti di età usati dalle amministrazioni per i concorsi da ricercatore prima della riforma Berlinguer del 1997!!!!

Per l’Università di Torino in questi 10 anni non è successo nulla, il precariato universitario non è esistito, oppure si vorrebbero eliminare dei concorrenti con molti titoli e rendere così più agevole il compito delle commissioni? Leggi il seguito di questo post »


L’Espresso: i ricercatori precari sono la causa della malauniversità!

20 dicembre 2007

Ecco un altro bell’articolo che alla fine da la colpa di tutti i mali dell’università italiana ai precari (non al precariato).

Alla luce di dati male interpretati, mal posti e di interpretazioni “sopra le righe” ne vien fuori che i fannulloni sono i ricercatori precari e che è ingiusta la loro stabilizzazione.

Nessuno ha dei dati differenziali su quanto pubblicano gli strutturati o i precari, nessuno dice che sono proprio i precari a rimanere precari forse perché più in gamba!

Solo amenità su google scholar, su come si contano le citazioni, sull’ISI e via dicendo…forse è il caso di creare un wiki sui temi della valutazione internazionale, sulle banche dati, su come sono operativizzati concetti quali indicizzazione, ranking, merito, eccellenza in modo differenziale per aree disciplinari, sulla commercializzazione delle banche dati e degli indici di merito. Cliccate e leggete, ad es., questo articolo sull’ISI/IMPACT FACTOR scritto da scienziato al di sopra di ogni sospetto.

Alla fine per l’Espresso i ricercatori precari sono identificati con i fannulloni dell’Università.

Non ci credete?

Leggere l’articolo al link:

piuchescienziatifannulloni.pdf