NoraPrecisa?

Nora Precisa, è la portavoce ufficiale della Rete Nazionale Ricercatori Precari.

Dottoressa in nulla è una delle molteplici forme in cui si materializza lo spirito di San Precario.

Nora Precisa siamo noi: precari/e della ricerca che prestiamo la nostra forzalavoro intellettuale permanentemente e veniamo retribuite/i ad intermittenza.

Nora Precisa è il tempo di riflessione, di scrittura, di preparazione, di composizione, di apprendistato, di discussione, di scambio, di comunanza; questo tempo necessario ad ogni prospettiva di creazione non è stato mai retribuito dal datore di lavoro ed è tuttavia in quel tempo che l’essenziale si costituisce.

Nora Precisa è la nostra esigenza di farla finita con l’esistente dell’Accademia.

Nora Precisa è spazio immaginario dove riappropriarsi delle ricchezze che produciamo, luogo di condivisione, di apertura pubblica dei “codici”, di liberazione e messa in rete di competenze e intelligenze. Nora Precisa è l’incontro produttivo tra precarietà e creatività.

Nora Precisa siamo noi.

Ps. Alcuni interventi di Nora:

3 Risposte a “NoraPrecisa?”

  1. Ilaria Stambelli Dice:

    Carissimi,

    una buona notizia: sembra che un esponente del PD, ultimo Presidente della Margherita in Campania, abbia sperimentato un infallibile metodo per combattere il precariato.

    Si sa, negli enti di ricerca il fenomeno è abbastanza diffuso, e, nonostante i nostri giovani ricercatori producano ottime pubblicazioni, alcuni tra loro sono costretti a trovare lavoro all’estero, dove il merito scientifico è ancora apprezzato.

    Molti pensano che sia inutile aspettare il posto da ricercatore in Italia, che viene solo dopo una lunga trafila. Ecco però che il rettore dell’università di Salerno, ultimo Presidente della Margherita in Campania, voluto da De Mita, alla quale l’università è “votata”, escogita una bellissima trovata, sperimentata sul proprio figliolo. L’idea consiste nel rompere il circolo vizioso del precariato della ricerca immettendo gli studenti, ancor prima di aver conseguito un dottorando di ricerca e senza nemmeno una pubblicazione, a godere di un posto di ricercatore universitario, mediante un concorso “a concorrente unico”, indetto tra luglio e agosto, per non perdere tempo inutile, cosicché la nomina può essere fatta immediatamente dopo le vacanze, quasi all’insaputa di tutti.

    La sperimentazione è andata bene, come anche la stampa ha riconosciuto (vedesi inchiesta pubblicata su “Cronache del Mezzogiorno” del 24, 25, 26, 27 Novembre 2007 da Aldo Bianchini). Peccato che l’esperimento non sia stato poi replicato su più vasta scala.

    Quando si dice che la politica deve trovare i rimedi ai mali della società: ecco un esempio di buona politica.

    Buon Natale a tutti i precari d’Italia, e della ricerca, in particolare.

    Ilaria Stambelli

  2. Sabino Berardino Dice:

    eccomi qui
    ho messo un link sul mio blog in cui, di tanto in tanto, parlo della mia situazione precaria

  3. nullacambia Dice:

    Complimenti per il blog, è opportuno che si parli di queste cose sempre di più. Nel mio ho raccontato la mia esperienza. Giuseppe

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