Per questa crisi non si lavora!

10 dicembre 2008

Ecco l’appello uscito dall’assemblea dei precari/e del’universita’ svoltosi ieri a Siena. Venerdi’ non si lavora, si protesta! 😀

A tutti i dottorandi, ricercatori e lavoratori precari.

A chi ritiene che la crisi della scuola, dell’università e della ricerca rappresenti un’ipoteca terribile sul futuro del paese.
A chi, per questo, ne assicura la sopravvivenza con rapporti di lavoro precario e privo di diritti, svolgendo attività didattica a titolo gratuito, o prestandosi a tirocini, stage e praticantati tutti rigorosamente non retribuiti.
A chi subisce i meccanismi corporativi e baronali dell’università.
Agli unici che pagheranno veramente i tagli di bilancio spacciati per riforme.

Leggi il seguito di questo post »

Annunci

“Cara Mariastella”

11 novembre 2008

img_31316_lrgQuesto periodo Nora è davvero irrefrenabile. Di seguito una lettera aperta che ha appena terminato di scrivere indirizzata alla nostra attuale preferita ministra dell’Università. Siamo in piena organizzazione della manifestazione e dell’assemblea di venerdì quindi non ho un momento per inviarlo a giornali e giornalisti o farlo circolare sul blog, siti e mailing list.

Volete darle (e darci) una mano?

Cara Mariastella,

mi permetto di darti del tu visto che siamo quasi coetanee ed entrambe precarie. Apprezzo il tuo tentativo di aprire alla discussione l’ennesima riforma che viene dal mondo politico. Spero che i provvedimenti evidenziati non celino solo il tentativo di dividere il dissenso sulla Legge 133. Se il tuo è un tentativo di affrontare uno dei problemi principali dell’Universita’ italiana, ossia le “baronie” e l’inefficienza, alcune novita’ proposte, pur andando nella giusta direzione, sono del tutto insufficienti e non toccano la radice di questi problemi.

Leggi il seguito di questo post »


Se questo è un ricercatore

9 febbraio 2008

Il viaggio non durò che una ventina di minuti. Poi l’autocarro si è fermato, e si è vista una grande porta, e sopra una scritta vivamente illuminata (il suo ricordo ancora mi percuote nei sogni): ARBEIT MACHT FREI, il lavoro rende liberi.

Primo Levi, Se questo è un uomo

Il paragone è certamente azzardato, ma non irriguardoso verso ben altre tragedie. E’ solo che l’idea che il nostro lavoro – quello scientifico e didattico – potesse renderci più liberi, ha spinto molti di noi ad intraprendere quella strada dissestata, faticosa e precaria che ci ha condotto verso l’Università e la Ricerca. E mai avremmo immaginato che invece questo lavoro ci avrebbe reso schiavi.

Un nostro collega ci scrive e si racconta. Fosse un caso unico potremmo sdegnarci, denunciare e tornare a dormire sogni tranquilli. Invece troviamo in questa autobiografia la radice vera, profonda dell’Università Italiana: la dominazione. Sia chiaro questo NON E’ MOBBING, è qualcosa di più profondo e lacerante. E’ la logica stessa del baronato universitario che mostra il suo volto demoniaco.

Molti di quelli che si vantano di essere custodi dell’UNIVERSITAS e si fregiano del titolo di maestri si svelano despoti e tiranni. Quasi una trama da poema epico, se non fosse che questo poema lo scriviamo noi, giorno per giorno, nelle nostre Università, nei nostri enti di ricerca. Coi nostri salari inesistenti, i nostri diritti negati e la passione che muore ogni giorno di più.

Prima che per noi sia troppo tardi, non possiamo che fare come Spartacus, meglio di Spartacus.

In allegato la storia….. se_questo_e_un_ricercatore.pdf


Annunciazione, Annunciazione: Report particolareggiato dell’assemblea nazionale RNRP

7 febbraio 2008

All’assemblea erano presenti i nodi di Roma – Sapienza, Roma 3, Chimici, INFN/CNR- Bologna, Napoli, Pisa. I nodi di Siena, Ferrara, Milano e Torino hanno dato la loro adesione pur non potendo essere presenti in assemblea. Sono stati discussi tutti i punti all’ordine del giorno e ci si è aggiornati ad una prossima assemblea nazionale da convocare attraverso la mailing list.Prima di cominciare la discussione dei punti all’ordine del giorno i nodi presenti hanno descritto lo stato della mobilitazione nei singoli atenei e le vertenze in atto. Leggi il seguito di questo post »


Assemblea RNRP – Comunicato dalla Rete

6 febbraio 2008

In un quadro politico dalle tinte fosche e incerte, si è svolta sabato 2 febbraio a Roma la prima assemblea nazionale della RNRP del 2008 con l’obiettivo di rilanciare la lotta della Rete contro la precarietà nel mondo dell’Università e degli Enti pubblici di Ricerca.

La Rete intende impegnarsi con maggiore determinazione a favore della riforma e del rilancio dell’Università Pubblica del sistema dell’Alta formazione, sulla base di politiche innovative capaci di garantire trasparenza, valutazione, merito, democrazia. Sono ormai anni che la Rete denuncia la scelta dei governi che si sono succeduti di non investire in ricerca e in didattica, e la volontà di non riformare un’Università sempre più degradata da una gestione familistica e nepotistica, da una cooptazione mascherata da concorso pubblico, dall’assenza di valutazione e di politiche di merito, dal progressivo invecchiamento del corpo docente e ricercatore.

La mancanza di adeguati finanziamenti e la scelta di riforme a costo zero – tra tutte il 3+2 – hanno colpito in primo luogo i lavoratori precari delle Università e gli studenti, con i quali la Rete ritiene prioritario costruire un dialogo più stretto. Le istituzioni universitarie e, soprattutto, la CRUI sono arroccate a difesa di un’autonomia che diventa sempre più espressione di auto-referenzialità e privilegi di casta che è giunta a vanificare i percorsi di stabilizzazione dei lavoratori precari e a bloccare i timidi tentativi di riforma dei meccanismi concorsuali.

Oltre a promuovere un’ulteriore articolazione della Rete, con una maggiore attenzione alla comunicazione on-line e alla presenza nei singoli Atenei, l’assemblea ha discusso delle linee d’azione per i prossimi mesi:

– a difesa e ampliamento delle politiche di reclutamento ordinario e straordinario di ricercatori universitari;

– per l’attribuzione e l’ampliamento dei diritti per i lavoratori precari delle Università, attraverso l’impiego di contratti di lavoro subordinato a tempo determinato in luogo dei contratti atipici;

– per garantire l’accesso anche ai ricercatori precari a fondi e strutture per la ricerca a livello internazionale, nazionale, regionale e di ateneo, a garanzia della loro autonomia e mobilità;

– per superare la piaga della docenza a contratto, garantendo ai docenti precari opportunità, retribuzioni adeguate e pieni diritti di cittadinanza nell’Università.Siamo convinti di poter coinvolgere in questa lotta non soltanto i ricercatori e docenti precari degli Atenei italiani ma anche gli studenti e tutti quei docenti e ricercatori “strutturati” che hanno a cuore la riforma del sistema universitario e una sincera passione per la ricerca e la didattica pubblica, libera e di qualità.


Chimici precari agguerriti alla Sapienza!

17 gennaio 2008
immaginechim.jpg
dalla diretta della Repubblica della contestata inaugurazione dell’anno accademico:

Nella piazza antistante il Rettorato della Sapienza campeggia anche uno striscione: ”Precari traditi: Mussi bugiardo più ricercatori meno politici”. Intanto sotto la statua della Minerva, al centro del piazzale, massiccia la presenza delle forze dell’ordine in borghese e in divisa. Pochissimi invece i ragazzi che si trovano oltre le transenne che costeggiano tutto il viale che porta dall’ingresso di piazzale Aldo Moro al rettorato.

http://www.repubblica.it/2008/01/dirette/sezioni/cronaca/sapienza-inaugura/sapienza-inaugura/index.html


L’Espresso: i ricercatori precari sono la causa della malauniversità!

20 dicembre 2007

Ecco un altro bell’articolo che alla fine da la colpa di tutti i mali dell’università italiana ai precari (non al precariato).

Alla luce di dati male interpretati, mal posti e di interpretazioni “sopra le righe” ne vien fuori che i fannulloni sono i ricercatori precari e che è ingiusta la loro stabilizzazione.

Nessuno ha dei dati differenziali su quanto pubblicano gli strutturati o i precari, nessuno dice che sono proprio i precari a rimanere precari forse perché più in gamba!

Solo amenità su google scholar, su come si contano le citazioni, sull’ISI e via dicendo…forse è il caso di creare un wiki sui temi della valutazione internazionale, sulle banche dati, su come sono operativizzati concetti quali indicizzazione, ranking, merito, eccellenza in modo differenziale per aree disciplinari, sulla commercializzazione delle banche dati e degli indici di merito. Cliccate e leggete, ad es., questo articolo sull’ISI/IMPACT FACTOR scritto da scienziato al di sopra di ogni sospetto.

Alla fine per l’Espresso i ricercatori precari sono identificati con i fannulloni dell’Università.

Non ci credete?

Leggere l’articolo al link:

piuchescienziatifannulloni.pdf