Il mistero del Ministero

 La Gelmini continua la sua opera di disinformazione di massa affermando di aver riempito di soldi la ricerca universitaria. Avrebbe infatti finanziato con ben 98 M di euro i PRIN (Progetti di rilevante interesse nazionale) e attribuito 60 M di euro per finanziare ricercatori sotto i 40 anni.

Il Ministro ammette, in effetti, il blocco del turn-over: “Non ci sono tagli alla ricerca, ne’ ci sono rispetto agli enti di ricerca. Non c’e’ un taglio lineare sul fondo di finanziamento ordinario. Abbiamo bloccato il turnover, questo si’, e’ un problema per quanto riguarda i giovani, ma dico anche che abbiamo stanziato 60 milioni di euro per un bando che finanzi i progetti dei ricercatori under 40 e abbiamo fatto anche in modo di recuperare 40 milioni per assumere 1100 ricercatori”. Lo avrebbe detto stasera rispondendo alle domande dei giornalisti a Rovato (Brescia). “Abbiamo aumentato di 240 euro le borse dei dottorati di ricerca. Dunque mi pare che alcuni segnali nell’ottica dello svecchiamento del sistema questo governo li stia compiendo”.

 Mah. E’ necessario qualche chiarimento su questi segnali:

 

1. I PRIN

La finanziaria 2007 aveva attribuito ai PRIN oltre 190 M di euro allargando la platea degli enti che potevano partecipare al bando anche agli Enti pubblici di ricerca. I fondi venivano quasi raddoppiati, e venivano più che raddoppiati i potenziali concorrenti ai finanziamenti per i progetti di ricerca. I 190 M di euro sono stati decurtati prima da Mussi (vicenda camionisti), ora dalla Gelmini. Ad oggi i finanziamenti attribuiti per i PRIN sarebbero in tutto 98 M di euro. E poiché il numero dei soggetti concorrenti, e quindi dei beneficiari, è rimasto lo stesso, se si opera un confronto col 2006, relativamente al numero dei potenziali concorrenti, i fondi sono diminuiti.

Ci sarebbe poi da fare qualche altro conticino, tanto per dare una dimensione del fenomeno, e tenendo sempre bene a mente che i PRIN sono la principale fonte di finanziamento alla ricerca in Italia, almeno per le Università. Allora, 98 M di euro per 887 progetti approvati (come da veline ministeriali) significa circa 110’000 euro a progetto. Poiché ogni progetto deve essere presentato dal almeno 4 unità di ricerca significa (come da regolamento Prin 2007) 27’500 euro di finanziamento medio biennale per università… vedete un poco voi che ricerche si possono mai fare con questi soldi!!!

2. IL RECLUTAMENTO STRAORDINARIO

Da più parti leggiamo che la Gelmini rivendica la spesa di ben 40 M di euro per il reclutamento dei ricercatori. Bisognerebbe però ricordare che: a. i fondi per il 2008 sono 40 M di euro, b. che sono fondi previsti da precedente governo, c. che in regime di blocco del turn-over, nei fatti il reclutamento straordinario finisce per essere TUTTO il reclutamento possibile per i prossimi tre anni.

Facciamo anche qui un rapido calcolo per capire di cosa, di quanto, stiamo parlando.

a. I 40 M di euro sono in realtà 20 M di euro perché una prima quota serve a pagare il secondo anno stipendiale dei vincitori dei concorsi “straordinari” 2007. In tutto 1050 reclutati secondo un meccanismo di “co-finanziamento” secondo il quale, nel 2007 il ministero metteva 20 M di euro e le Università 20 milioni di euro. Così facendo si è arrivati a 1050 posti da ricercatore.

b. quindi restano 20 M di euro che se utilizzati ancora una volta a co-finanziamento permettono di assumere ancora una volta 1050 ricercatori. Quindi meno della metà di quanto le Università hanno mediamente fatto negli ultimi dieci anni. QUINDI il maxi reclutamento sbandierato dal Ministro è ridicolo.

c. Ma non finisce qui. Perché il co-finanziamento utilizzato dalle Università – se non espressamente stabilito altrimenti – copre quote degli FFO che incidono su quanto gli atenei sono autorizzati a spendere annualmente in termini di turn-over. Come a dire, se vuoi reclutare utilizzando i fondi straordinari puoi farlo, ma poi ti bruci quote di budget per un eventuale ulteriore reclutamento.

3. FINANZIAMENTO PER RICERCHE PRESENTATE DA RICERCATORI SOTTO I 40 ANNI

a. la Gelmini presenta quella che – ad oggi – è una sua idea. Senza alcuna copertura di spesa e senza alcun progetto legislativo concreto. L’idea può apparire bella. Ma la Gelmini sa quanti sono in tutta Italia i ricercatori strutturari sotto i 40 anni?!  Controlli sulle banche dati MIUR. Chiariamo strutturati: perché a differenza di bandi europei tipo IDEAS qui si finanzia solo chi è già assunto a tempo indeterminato, a dispetto del fatto che almeno la metà delle persone che fanno ricerca all’Università NON sono “strutturati”. Sono in realtà precari. Chi ne beneficierebbe, allora, di un simile finanziamento? I più meritevoli o quei pochi che sono riusciti ad essere assunti negli ultimi 4 anni (visto che l’età media di accesso in ruolo da ricercatore in Italia è di 36 anni…. anche questo dovrebbe sapere il Ministro). E lo sa la Gelmini che essendo – in Italia – il finanziamento a progetto l’unica forma di finanziamento alla ricerca, questo finisce per essere un moltiplicatore di precariato? E lo sa la Gelmini che per costruire un sistema di ricerca stabile non puoi finanziare solo a progetto?! Quando il finanziamento (rigorosamente biennale) si esaurisce del laboratorio o del macchinario che hai usato cosa ne fai, lo rottami?! E del ricercatore a contratto che hai assunto e al quale non puoi rinnnovare un contratto decente che ne fai? La ricerca a bisogno di stabilità. Il finanziamento a progetto deve essere aggiuntivo al finanziamento ordinario del sistema, finalizzato all’innovazione e – appunto – straordinario. Con l’obiettivo di definire le linee strategiche di una ricerca nazionale. E non un meccanismo ipocrita di re-distribuzione a pioggia di quattro soldini tanto per far contento qualcuno…

 4. LA BORSA DEL DOTTORATO

La Gelmini spaccia per suo l’aumento. Se proprio questo aumento è di qualcuno è del senatore Valditara che durante il dibattito in aula sulla finanziaria 2008 ha fatto approvare un emendamento – poi accolto dal Ministro Mussi nel maxiemendamento successivo – che finanziava con 40 M di euro per tre anni l’aumento delle borse di dottorato. Facciamo una classifica allora: al primo posto Valditara, al secondo Mussi, al terzo Gelmini. Resta un dubbio, l’aumento delle borse è una misura una tantum triennale o è un acquisizione definitiva?! Ad oggi ci pare – e speriamo vivamente di sbagliare – che sia solo una misura triennale.

5. A MO’ DI CONCLUSIONI

In un quadro politico “ordinario” questo post registrerebbe solamente l’ennesimo pasticcio governativo causato dalla dissennata gestione del finanziamento alla ricerca. Ma in un contesto nel quale si blocca il turn-over e quindi il reclutamento, si tagliano quasi 1500 M di euro in cinque anni, si tagliano gli stipendi del personale tecnico-amministrativo, si permette col primo regolamento attuativo della Moratti di reiterare i contratti di docenza senza alcun limite e – dulcis in fundo – si permette la trasformazione delle Università statali in fondazioni private, queste piccole questioni assumo la veste di vere e proprie linee di indirizzo. I

l Ministro dice che tagli non ce ne sono: assurdo. I tagli sono previsti dall’articolo 66, comma 13 che recita: “In relazione a quanto previsto dal presente comma, l’autorizzazione legislativa di cui all’art. 5, comma 1, lettera a) della legge n. 537 del 1993, concernente il fondo per il finanziamento ordinario delle università, è ridotta di 63,5 milioni di euro per l’anno 2009, di 190 milioni di euro per l’anno 2010 di 316 milioni di euro per l’anno 2011 di 417 milioni di euro per l’anno 2012 e di 455 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013”. Non ci risultano emendamenti. Quindi….

…l’Università “l’é morta”, a quanto pare. Chissà però che le mobilitazioni di questi giorni non siano i preparativi di una campagna d’autunno.

Annunci

49 Responses to Il mistero del Ministero

  1. arioprecario ha detto:

    Brescia, 23:30

    RICERCA: GELMINI, NESSUN TAGLIO, SOLO BLOCCO TURNOVER

    “Non ci sono tagli alla ricerca, ne’ ci sono rispetto agli enti di ricerca. Non c’e’ un taglio lineare sul fondo di finanziamento ordinario. Abbiamo bloccato il turnover, questo si’, e’ un problema per quanto riguarda i giovani, ma dico anche che abbiamo stanziato 60 milioni di euro per un bando che finanzi i progetti dei ricercatori under 40 e abbiamo fatto anche in modo di recuperare 40 milioni per assumere 1100 ricercatori”. Lo ha detto stasera il ministro all’istruzione Mariastella Gelmini rispondendo alle domande dei giornalisti, alla prima festa provinciale del Pdl, che si e’ aperta oggi a Rovato (Brescia). “Abbiamo aumentato di 240 euro le borse dei dottorati di ricerca. Dunque mi pare che alcuni segnali nell’ottica dello svecchiamento del sistema questo governo li stia compiendo”.

  2. arioprecario ha detto:

    a breve un post sulla questione associazione. Avviamo finalmente il dibattito on line… mettiamo da parte le emergenze e costruiamo il nostro futuro insieme.

  3. Eri ha detto:

    Ma davvero pensavate che un Valditara qualunque potesse salvare la Ricerca e l’Universita’ dalla fine?

  4. Anna ha detto:

    Il continuo riferimento all’aumento delle borse di dottorato (sacrosanto) e’ un modo per dare un contentino al sen. Valditara e ad AN, che altrimenti uscirebbero sputtanati da quello che sta facendo il loro governo.

  5. Leo ha detto:

    Complimenti per il post!

  6. arioprecario ha detto:

    cari e care, sulla questione associazione. A breve preparo un post e avviamo il dibattito. Ma non prendiamoci in giro, però. L’associazione deve essere una cosa seria. Non può essere “on line”. Deve avere tutti gli organi statutari previsti per legge, deve avere iscritti per essere rappresentativa, deve avere uno statuto definito in maniera precisa.

    Lo statuto significa essenzialmente alcune linee generali condivise. E questo è il primo enorme scoglio. Poi si tratta di capire chi possono essere gli iscritti all’associazione, altro importante scoglio. In particolare c’è chi vuole una associazione “di categoria – precari” e chi vuole invece un associazione con un aspirazione più ampia e generale.

    Poi c’è da gestire il rapporto tra struttura nazionale e nodi locali, poi c’è da trovare i soldi per farla vivere in una fase iniziale. Poi…

    Insomma, sono cose che richiedono tempo, cura e lavoro. Non basta qualche post o qualche commento sul web perché nasca un associazione. Peraltro in una fase in cui molti di noi – me compreso – stiamo già facendo e organizzando assemblee, riunioni e partecipando ad iniziative contro il DL Tremonti. Perché, in fin dei conti, la lotta non la si fa on line

  7. paolo ha detto:

    Qulacuno ha capito se i vincitori dei concorsi per ricercatore con i fondi del 2008 che verranno banditi ( 1050) potranno prendere servizio dopo il 1 gennaio 2009?

  8. vito plantamura ha detto:

    Grande Ario!

    Però, da giurista, penso che ti stai ponendo problemi inesistenti.

    E’ ovvio che l’associazione deve avere uno stauto, degli organi, etc. Io non ho alcun problema a scrivere l’atto costitutivo e lo statuto, ovviamente con i contenuti concordati: non sai quanti ne ho scritti…

    L’essere on-line dell’associazione si concretizzerebbe solo nell’essere on-line del suo organo deliberativo, ovverosia l’assemblea dei soci. Tutto qui.

    La lotta, infatti, bisogna farla di persona: vedi l’ipotesi dell’occupazione…

    Ma le discussioni è meglio farle on-line, per non sfinirsi con inutili riunioni fisiche per decidere, poi, in quattro gatti, perchè non sempre non ci si può spostare da una parte all’altra dell’Italia: per non parlare di quelli che dovrebbero venire dall’estero.

    Non ci complichiamo la vita inutilmente!

    A tal proposito, non vi ha insegnato nulla la pregressa esperienza della R.N.R.P. vechia maniera?

    Forza, una ventata di novità, anche nel metodo!

  9. insorgere ha detto:

    concordo con vito

  10. arioprecario ha detto:

    da repubblica:

    Roma, 14:54

    MANOVRA: CONFERMATO SLITTAMENTO AUMENTI STIPENDI A MAGISTRATI

    Il maxiemendamento alla manovra economica conferma lo slittamento di dodici mesi per la maturazione biennale o della classe dello stipendio per magistrati, avvocati e procuratori dello Stato, diplomatici, professori e ricercatori universitari, dirigenti delle forze dell’ordine e ufficiali delle forze armate. La misura dello slittamento di un anno per le categorie interessate che, come si legge nel testo, sara’ “una tantum”, e’ pari al 2,5 per cento. Solo per il settore universitario, si prevede un risparmio lordo di 13,5 milioni per il 2009 e di 27 milioni per l’anno successivo.

  11. sirio ha detto:

    Voci incontrollate danno nel maxiemendamento il blocco TOTALE per i prossimi 3 anni delle assunzioni nelle Università; non più, quindi, la proporzione 1 su 5, ma o assunzioni, almeno fino al 2012.

  12. arioprecario ha detto:

    del resto, i soldi persi con la cancellazione nei fatti del passaggio degli scatti automatici da qualche parte dovevano prenderli….

  13. mino ha detto:

    Caro Ario, francamente non capisco il tuo messaggio riguardante l’associazione… se ritieni che per prendere una qualsivoglia decisione bisogna ogni volta riunirsi fisicamente per votare, allora l’idea dell’associazione è già morta sul nascere perchè è impensabile che tutte le volte gli iscritti debbano sobbarcarsi un lungo viaggio con tutto lo spreco di soldi e di tempo che ne consegue. Inoltre una tale impostazione di fatto esclude i ricercatori precari all’estero, che pure potrebbero dare un grande contributo.

    Concordo pienamente con Vito: la modalità on-line serve solo nel momento operativo in cui si deve discutere e si devono prendere delle decisioni. Per fare un esempio, recentemente da parte di alcuni ricercatori di Roma “La Sapienza”, costituitosi nel “Coordinamento dei Giovani Accademici”, è stata indetta un’assemblea nello stesso giorno di quella dei sindacati contro il DDL del governo. Ebbene, per decidere a che ora svolgere questa assemblea è stato fatto un sondaggio on-line http://www.doodle.ch/participation.html?pollId=qcttv4kb64bqr86c
    Se avessimo fatto una cosa del genere per decidere se RNRP dovesse o no appoggiare la petizione, nel giro di pochissimo tempo avremmo la cosa sarebbe stata sistemata: ogni iscritto avrebbe votato tranquillamente, senza sobbarcarsi spese di viaggio inutili.

    Se una cosa del genere andrà in porto, sono davvero certo che saranno in tanti ad iscriversi alla nascente associazione, facendola diventare una delle più grandi per numero di iscritti e dandole quindi autorevolezza nei rapporti con le istituzioni. Diversamente, l’associazione rimarrebbe “ingessata” come oggi (di fatto la semplice decisione, un Sì o un No, se appoggiare o no la petizione non si è riusciti nemmneo a metterla ai voti) e non credo che si riusciranno a trovare molti ricercatori precari disposti a perdere tempo e soldi per lunghi viaggi; e un’associazione con pochi iscritti e non in grado di prendere decisioni in tempi brevi, non riuscirà mai ad incidere.

    Non capisco poi perchè al fatto che le decisioni possano essere prese on-line si affianchi l’idea che l’associazione sia “non seria”. Non vedo davvero il nesso.

  14. claudietto ha detto:

    @ arioprecario: ottima osservazione!

    Io da berlino supporto l’idea dell’associazione… ma visto che sto pensando seriamente di cambiare lavoro, mi chiedo se sia davvero il caso di associarmi…

  15. mino ha detto:

    Per tornare alla questione della stampa … Il Messaggero mi ha molto deluso, vabbè che è di area centro-destra (ma Casini non sta all’opposizione?), ma vi è comunque un’etica che dovrebbe impedire di scrivere certe cose.

    Comunque, volevo segnalare anche questo interessante articolo apparso su “Il Secolo d’Italia”, un giornale quindi schierato per definizione. Eppure l’articolo è molto molto critico nei confronti del Governo, tanto che mi sembra stranissimo che al Secolo abbiamo deciso di pubblicarlo. Che in AN stia emergendo una qualche ribellione nei confronti della Gelmini?

    http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2008/07/16SIO3208.PDF

  16. Gio ha detto:

    E’ facile pubblicare articoli sul giornale di partito. Chi e’ il Presidente della Camera?
    Di nuovo come nel 2001: Fini&Co. si accorgeranno tra qualche anno che Tremonti assicura crescita zero all’Italia e lo licenzieranno. Ma stavolta sara’ troppo tardi: per allora Universita’ ed EPR saranno gia’ morti.

  17. sempreprecario ha detto:

    A parte la Gelmini (non si e’ capito se crede a quello che dice o no), in effetti i personaggi piu’ ridicoli sono quelli di AN come Valditara!

  18. Eleonora ha detto:

    E’ il GOVERNO CONTRO I GIOVANI

  19. la capra ha detto:

    Le norme che stanno approvando sul tempo determinato, sulle collaborazioni, sui contratti, sulla scuola, su università e ricerca, sulla giustizia sono sconcertanti.

    E’ inaudito quello che sta accadendo.

    E’ inaudito che nei TG e nei giornali nessuno smascheri le FESSERIE che i vari Brunetta, Gelmini, Tremonti, Saccone e Alfano stanno facendo e dicendo.

    Se avessi la possibilità me ne andrei subito da questo paese. Che schifo

  20. Lilly ha detto:

    Concordo con la capra.

  21. Giancarlo ha detto:

    Credevo che non si potesse fae peggio di Mussi!

    MI SBAGLIAVO

    Ho riletto tutti gli atti di ieri alla Camera e negli emendamenti approvati che poi dovrebbero far parte del maxiemendamento di cui ufficialmente non è noto il testo….

    hanno solo sbloccato gli scatti triennali

    ma hanno tagliato i fondi di finanziamento all’università

    e bloccato il turnover per tutti i concorsi in atto se le prese di servizio saranno dopo il 1 gennaio 2009.

    I vincitori di concorso potranno prendere servizio solo nella misura del 20% rispetto alle unità di personale cessate l’anno precedente!

    MA SONO PAZZI? COSA CREDONO CHE GLI ITALIANI SONO FESSI?

    ABBASSO IL GOVERNICCHIO BERLUSCONI,

    GELMINI PEGGIO DI MUSSI!

  22. Giancarlo ha detto:

    Leggete questo post nel blog gemello certo Andrea ha pienamente ragione.

    Occorre prendere una posizione netta anche contro la casta degli universitari che ora ci userà contro il governicchio berlusconi.

    Tuttavia ci troviamo fra l’incudine e il martello fra un blocco contro i giovani e i baroni che governano da anni senza legge.

    Un governo liberale avrebbe dovuto prndere altre iniziative contro la casta e non contro i giovani per questo quello di berlusconi è un governicchio ripeto un governicchio conservatore…da non votare mai più.

    http://precaridellaricerca.wordpress.com/2008/07/18/la-voce-della-casta/

  23. Giovanna ha detto:

    VALDITARA VERGOGNA!

  24. Emanuele ha detto:

    Tremonti e il gioco della scure
    Pubblicato Luglio 17, 2008 La Stampa
    Tags: Pomicino

    17 Lug 08

    Paolo Cirino Pomicino

    Caro direttore,
    la crisi dei mercati finanziari internazionali e in particolare di quelli americani legati ai mutui sub-prime determina nel sistema bancario perdite tanto gravi da richiedere frequenti salvataggi pubblici per evitare ancora più pericolosi effetti domino nell’economia mondiale. Un male necessario l’intervento pubblico, cui però deve far seguito un’inversione di marcia strutturale per la quale la finanza torni a favorire la produzione di beni e servizi e in cui il sistema dei cambi possa essere regolato da un nuovo serpente monetario simile a quello che aiutò le monete europee. Nella crisi internazionale spicca una crisi italiana. La produzione industriale crolla (-6,7 a giugno), l’inflazione galoppa riducendo drammaticamente il potere d’acquisto dei salari già ampiamente erosi, la crescita per il 2008 salirà poco sopra lo zero e per i prossimi anni intorno all’1-1,2%, molto al di sotto della media dei Paesi dell’euro. Il tutto aggravato da una stretta creditizia per la crisi dei mercati finanziari. Senza crescita, nessun risanamento strutturale dei conti pubblici potrà avvenire, così come è follia pensare che tagliando la spesa pubblica s’inneschi automaticamente lo sviluppo. È vero il contrario.

    Con un tasso di crescita almeno pari alla media dei Paesi della zona euro di cui condividiamo il contesto economico e finanziario il rapporto deficit-pil italiano si ridurrebbe di ½ punto e il taglio della spesa pubblica sarebbe più agevole e meno traumatico sull’economia reale. Ecco il quadro economico nazionale, certo peggiore dei nostri partner europei, nei quali la crescita è rallentata, ma è ancora vicina al 2% e la produttività del lavoro non s’inabissa come da 15 anni in Italia. Tale differenza dimostra che c’è uno spazio notevole per l’azione dei governi. Chi dice il contrario cerca solo un modo per non assumersi le responsabilità di quanto accade nel silenzio complice di molti. Su questo ribollire di difficoltà il ministro dell’Economia Tremonti scarica uno tsunami di norme e tagli che non arresterà l’inflazione, non ridurrà la pressione fiscale, quindi non aiuterà famiglie e imprese, non rilancerà la crescita e rischia di non risanare i conti pubblici. Lo dimostra la stessa previsione del governo sul fabbisogno del settore statale nel secondo semestre di quest’anno.

    ——->E la scure dei tagli sulla spesa della pubblica amministrazione, nonostante qualche ripensamento, metterà in ginocchio polizia e carabinieri, università e ricerca scientifica, tribunali e ospedali, le forze armate e gli investimenti pubblici. Ci sembra un taglio senza intelligenza: invece di eliminare gli sprechi, generalizza, penalizza il presente e rischia di annullare il futuro di un intero Paese (valga per tutti l’esempio dell’università e della ricerca il cui accesso viene di fatto bloccato ai giovani ricercatori).<————

    Basta passare per i corridoi di Montecitorio o di Palazzo Madama per ascoltare analoghe preoccupazioni dai rappresentanti della stessa maggioranza e anche da molti ministri. Che cosa mai sta accadendo? Un mistero non facile da spiegare. Tremonti, come disse in un’intervista a Giovanni Minoli, non si ritiene più un tecnico ma un politico. Se così è, non può non avere un disegno politico e, visti i suoi provvedimenti nei quali nessuno può mettere bocca, né Letta né gli altri ministri, dovrà pure spiegarne la sostanza. Tremonti sa che senza crescita il Paese si frantuma e se il valore di un sano bilancio dello Stato è fondamentale non si deve dimenticare che il bilancio è uno strumento al servizio della coesione sociale, dello sviluppo e del funzionamento della macchina pubblica in uno Stato di diritto. Se così non fosse sarebbe il Paese a decadere ulteriormente. Tremonti sa tutte queste cose ma forse sta giocando una partita politica personale i cui contorni ancora ci sfuggono e dimentica che una drammatizzazione sociale può aprire le porte a una stagione autoritaria peraltro già ampiamente avviata.

  25. Arianna ha detto:

    Complimenti, on. Valditara.

  26. insorgere ha detto:

    capisco il risentimento e non sono mai stato un fan di valditara

    detto questo però andrebbero segnalate due questioni:

    1. con la nascita del Pdl i margini di manovra e dunque l’influenza di AN sono nontevolmente diminuiti

    2. il vero responsabile di quei tagli indiscriminati che colpiranno tutto il pubblico impiego e con esso anche le università è uno solo: TREMONTI.

    E’ lapalissiano che la politica sull’università non esiste e che chi gestisce il presente è il ministero dell’economia e non il minitero dell’università. La Gelmini non solo è palesemente incompetente, ma è anche oggettivamente priva di qualsiasi forza o autonomia politica.

    In questa situazione i tavoli tecnici con la ministra sono inutili, se non per collezionare meravigliosi (si fa per dire) castelli in aria.

    Chi decide ha in mente solo una cosa: il pareggio di bilancio. Se ci vanno di mezzo la stabilità sociale, il futuro della ricerca, le vite di tanti precari – peraltro spesso competenti e motivati a lavorar bene – a Mr. Tremonti non credo glie ne freghi un beneamato cavolo.

    Ritengo sia giusto fare una battaglia, non perire senza aver almeno tentato una difesa, ma non mi illuderei troppo sulle prospettive della mobilitazione e della protesta.

    Hanno i numeri per fare quello che vogliono e andranno diritti alla meta.

  27. paolo ha detto:

    La ministra, anche se non ci sono soldi, tuttavia potrebbe darsi da fare per cambiare la legge sui concorsi per ricercatore.
    Sui tagli alla ricerca secondo me l´associazione dei precari dovrebbe prima informare i cittadini su quello che sta facendo il governo.

  28. la capra ha detto:

    di grazia, paolo, cosa sta facendo il governo?! a parte i tagli, ovvio….

  29. la capra ha detto:

    ieccepibile caro cattivo.maestro

  30. cattivo.maestro ha detto:

    http://occhichesannoguardare.myblog.it/archive/2008/06/24/attentato-ai-diritti-della-%E2%80%9Cgenerazione-settanta%E2%80%9D-il-governo.html
    ripeto il link perchè non è venuto bene nel commento precedente. MI piacerebbe ospitare sul mio blog qualche vostro commento.

  31. Arianna ha detto:

    Beh, va bene che Valditara ed AN non contano piu’ nulla, ma almeno uno sforzo da loro ce lo si aspetterebbe…

  32. poverome ha detto:

    @ Giancarlo

    Potresti cortesemete linkare i vari interventi alla camera di cui parlavi sopra?
    Ho provato a cercarli nel labirinto del sito della camera ma mi e’ venuto il mal di testa….
    Grazie

  33. franco ha detto:

    Con questo governo ci attendono altri dieci anni di precariato. Mi consolo pensando che comunque ci sono dei ricercatori che sono stati precari per venti anni 😉

  34. Rob ha detto:

    Doveva essere un governo liberale, un governo che diminuiva gli SPRECHI, un governo che aboliva le PROVINCE, un governo che alzava l’eta’ PENSIONABILE; e invece dove hanno trovato i soldi? COLPENDO UNA INTERA GENERAZIONE, ovunque, non solo nella ricerca.
    E’ IL GOVERNO DEGLI ANZIANI E DEI GARANTITI!
    E’ UN GoVERNO CONTRO I GIOVANI.

  35. insorgere ha detto:

    Doveva essere un governo liberale?
    Ma davvero?

    SIamo seri. La parola “liberale” non andrebbe sprecata così.

    Questo è un governo che mira a tutelare gli interessi del suo capo-padrone.
    Un governo con leghisti e post-fascisti. Il liberalismo è un’altra cosa e – purtroppo –
    non gode di buona salute in questo paese.

    A mio avviso era ovvio che non avrebbero fatto nulla di buono per la ricerca.
    Scienza e cultura non mi pare siano molto frequentate nei banchi della maggioranza.

  36. France ha detto:

    E in quelli dell’opposizione, invece? Veltroni, per esempio, che ne sa? E D’Alema? E Rutelli? E Dilibert(o)? Mi sembra evidente che la politica nel suo insieme si e’ dimostrata ampiamente incapace e indolente nei confronti delle suddette Scienza e Cvltvra…. Con il paese in mano alla Mafia, cosa resta?

  37. France ha detto:

    Se chiedete a Bossi, e’ tutta colpa dei Baroni del Sud, delle universita’ del Sud e dei precari del Sud, comunque….

  38. cattivo.maestro ha detto:

    E’ UN GoVERNO CONTRO I GIOVANI!

    Ha ragione Rob!

    E’ un ottimo slogan per far capire alla gente la negatività dell’azione di questo governo usiamolo spesso per informare.

    E’ UN GoVERNO CONTRO I GIOVANI!

  39. insorgere ha detto:

    peccato che tremonti e gelmini siano tutti e due lombardi

    forse sarà tutta colpa del mitico pizza!

  40. Gianni P. ha detto:

    Concordo! E’ un ottimo slogan:
    UN GOVERNO CONTRO I GIOVANI

    – Concorsi solo per avanzamenti di carriera, non solo nella ricerca ma ovunque nel pubblico impiego
    – Niente abolizione delle Province
    – Niente innalzamento dell’eta’ pensionabile

    Guardate che e’ l’unico argomento che possiamo usare con le altre caste di giornalisti e baroni:
    UN GOVERNO CONTRO I GIOVANI

  41. rivoluzionario da salotto ha detto:

    Sì, adottiamo lo slogan “E’ un governo contro i giovani!”. Il secondo passo quale è, cercare “qualcuno che affronti il governo e i matusa con grinta e simpatica verve”?

    Nonostante il nostro risentimento per l’operato del governo in materia di università e ricerca, è ingenuo pensare che alla sinistra interessi qualcosa di noi. Ricordate che fu la DC (1973, con il Dpr n. 1092) ad introdurre le cosiddette “baby pensioni” nel pubblico impiego. E grazie a questa bella trovata adesso il sistema pensionistico italiano è al limite della bancarotta, e la nostra generazione non vedrà mai un soldo di pensione. Ringraziamo anche la generazione dei sessantottini, che gridando slogan sono andati ad occupare ogni poltrona (nel mondo accademico, come in politica, nella pubblica amministrazione, etc.) saturando il mercato del lavoro e di fatto immobilizzando il paese.

    La lotta non è “noi contro il governo”, ma “noi contro la generazione dei nostri genitori”, che non vuole farsi da parte e lasciarci occupare il posto che ci spetta nella società.

  42. franco ha detto:

    Siamo contro il governo in quanto non riesce a riscuotere 100-200miliardi di euro di evasione fiscale con cui si potrebbero finanziare gli atenei ed i giovani, altro che storie.

  43. insorgere ha detto:

    Nel Decretone, al comma 11 dell’art. 72 è scritto:
    “Nel caso di compimento dell’anzianita’ massima contributiva di 40 anni del
    personale dipendente, le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1,
    comma 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 possono risolvere,
    fermo restando quanto previsto dalla disciplina vigente in materia di
    decorrenze dei trattamenti pensionistici, il rapporto lavoro con un
    preavviso di sei mesi.”

    non mi è chiaro se la norma – rivolta alla PA – si applichi anche all’università. Un articolo di Michele Ciliberto sull’unità di qualche giorno fa lo dava per scontato.

    Il risultato sarebbe – potenzialmente – un pre-pensionamento di molti docenti.

    QUalche giurista è in grado di spiegare e approfondire la questione?

  44. arioprecario ha detto:

    si si applica anche all’università. Non sono però sicuro che si applichi alla docenza che – ricordiamolo – non è contrattualizzata.

  45. insorgere ha detto:

    cioè, riguarderebbe gli amministrativi e non ricercatori, associati e ordinari?

  46. Sara ha detto:

    Stiamo organizzando una raccolta di firme contro la riforma Gelmini e in particolare contro il ritorno del maestro unico : http://www.retescuole.net/contenuto?id=20080827165124

  47. Marco ha detto:

    Non si applica al personale docente universitario.

    Il comma 11, dell’art. 72 sia del Dl 112 sia della L113 terminava: “Le disposizioni di cui al presente comma non si applicano a magistrati e professori universitari.”
    Bastava leggerlo tutto, no?

    Possiamo chiederci se “professori” includa anche i ricercatori, molti dei quali sono “professori aggregati” ma si tratta di inezie.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: