Il Governo di centro-sinistra e il reclutamento dei ricercatori precari dell’Università

Bontà sua nel libro verde di Padoa Schioppa è scritto che ad oggi (2007) è necessario reclutare ricercatori universitari e che rispetto ai paesi OCSE in Italia mancano più del 30% in media di ricercatori/docenti con il posto fisso (minor rapporto docenti/studenti-si tratta di alcune decine di migliaia di ricercatori/docenti in meno).

E’ passato un anno e mezzo dall’insediamento del governo Prodi e possiamo fare il punto della situazione rispetto alle iniziative prese finora per il reclutamento del personale precario della ricerca nella università.

I dati estrapolati da sito del ministero dimostrano che….

Durante il governo Berlusconi i concorsi per ricercatori sono stati

anno 2002: posti da ricercatore banditi 2539

anno 2003:posti da ricercatore banditi 1996

anno 2004:posti da ricercatore banditi 2478

anno 2005:posti da ricercatore banditi 2514

anno 2006:posti da ricercatore banditi 1618

Con il Governo Prodi finora, nel 2007, sono stati banditi posti per 1326 ricercatori.

Sono inoltre stati stanziati dalla scorsa finanziaria soldi per altri 800 concorsi per il 2007 con il meccanismo del cofinanziamento (soldi finora bloccati e non spesi).

Sempre la finanziaria del 2007 ha stanziato per il 2008 il cofinanziamento per 1600 posti e per il 2009 il cofinanziamento per 2400 posti.

Quindi nel triennio berlusconiano 2002-2004 sono stati banditi 7013 posti mentre nel triennio prodiano si prevedono ad oggi 6126 posti a concorso.

La Finanziaria del 2008 non tratta minimamente la questione ricercatori precari dell’unversità né per ulteriori finanziamenti a concorso, né per eventuali stabilizzazioni del precariato più anziano e meritevole. Quindi la finanziaria 2008 non cambia il quadro della situazione!

Lo scorso anno a Marzo era prevista l’emanazione di un nuovo regolamento per i concorsi da ricercatore (sulla base di un articolo contenuto nella passata finanziaria “lacrime e sangue”); il nuovo regolamento è bloccato per le opposizioni sia degli stessi accademici (CRUI, CUN) che mal volentieri vogliono che i concorsi siano fuori dal loro controllo (e hanno fatto modificare nei modi più bizzarri l’iniziale bozza di regolamento), sia dagli organi di controllo dello Stato come il Consiglio di Stato che, ad es., si è opposto al fatto che per partecipare al concorso di ricercatore sia un requisito necessario il dottorato di ricerca o alcune documentate esperienze di ricerca. Per il Consiglio di Stato forse è più giusta la legge in vigore per la quale la decisione dei vincitori è totalmente nelle mani di una commissione pilotata dalle sedi universitarie locali?!

Mussi continua a promettere interventi a favore del precariato e si stupisce che 30/40 enni sopravvivano con stipendi saltuari e da fame. C’è inoltre una generalizzata percezione che i ricercatori precari siano in realtà dei benestati filantropi che fanno un lavoro da perditempo, o dei bamboccioni finanziati dalla gonnella di mamma e papà.

Questa è la cultura in cui ci muoviamo e si parla solo ed esclusivamente del precariato 30/40 enne della ricerca universitaria!

Negli enti di ricerca la situazione è ancor più paradossale in quanto un certo numero di precari degli enti di ricerca (ma non delle università!) alla luce di alcune norme della scorsa finanziaria dovrebbero essere stabilizzati, eppure ancor oggi queste stabilizzazioni stentano a essere attuate (per il punto della situazione riguardante i precari degli enti di ricerca vedi il blog www.precaridellaricerca.wordpress.com).

Annunci

3 Responses to Il Governo di centro-sinistra e il reclutamento dei ricercatori precari dell’Università

  1. groucho ha detto:

    Roma, 20 ott. (Adnkronos) – “La manifestazione e’ grande, bella, forte politicamente. Chiede che si alzi la battaglia contro il lavoro precario, che il governo si muova con piu’ rispetto per il suo programma, che la sinistra si unisca. Ora. Sentiamo la responsabilita’ di contribuire a raccogliere questa voce”. Lo afferma il ministro per l’Universita’ e la Ricerca Fabio Mussi, della Sinistra democratica.

    Se il modo di risolvere il precariato è quello illustrato nell’articolo Mussi sappia che è finito il tempo delle belle parole!

  2. Sergio ha detto:

    La discussione riguardante il numero di concorsi banditi dall’unviersità si intreccia in modo imprescindibile con il problema del modo in cui le risorse finanziarie vengono gentiste dalle stesse università e da come il ministero impone l’obbligo di risanamento finanziario ai scervellati senati accademici.
    Tecnicamente questo significa che per bandire posti (ricercatori/associati/ordinari) servono risorse (le cosiddette unità di conto UDC) che compartecipano alle spese totali dell’università bandente. Siccome tutte le università hanno bilanci dissestati con monte salari eccessivi nel 1998 fu introdotto il principio del 90% ovverio una severa limitazione al turn over naturale (1 pensionamento=1 assunzione). Tuttavia l’applicazione di questi criteri dal 1999 ad oggi ha variamente derogato. Padoa Schioppa e l’imbelle paraolaio Mussi hanno dal giungo 2006 preteso una rigorosa applicazione dei criteri contabili cui le università da 9 anni avrebbero dovuto uniformarsi. La colpa dei mancati bandi non è di Mussi ma degli organismi accademici che gestiscono i budget delle singole sedi universtarie. Ovvero hanno fatto i porcate per anni nonostante le leggi ed adesso è arrivto il redde rationem.
    Per passare dalle opinioni ai fatti prendendo come baseline il 2000 anno di boom di reclutamenti e concorsi, negli anni successivi le unviersità hanno messo a bando le seguenti UDC:

    2000 212 kUDC
    2001 179 kUDC
    2002 168 kUDC
    2003 130 kUDC
    2004 158 kUDC
    2005 161 kUDC
    2006 91 kUDC
    2007 66 kUDC

    Rispetto al 2000 le unviersità oggi bandiscono meno di 1/3 delle unità di conto complessive. I soldi risparmiati vengono usati adesso per risanari gli allegri bilanci che fino a tutto il 2005 sono stati gestiti con logiche spartitorie.
    Va dato atto al Ministro Mussi che nel momento in cui ha stipulato con Padoa Schippa il patto d’acciaio per affamare le università obbligandole al risanamento aveva previsto un salvagente per l’anello debole ovvero i precari con il piano di reclutamento straordinario.
    Tuttavia questo piano non ha avuto ancora inizio e le risorse sono ancora ferme al ministero. Inoltre i concorsi verranno di nuovo fatti con le vecchie norme che escludono completamente gli outsider iperpreparati al fine di privilegiare i bamboccioni lacché dei baroni spesso ignoranti.
    Sulla carta la strategia era buona ma nella realtà gli unici che pagano il rigore di Padoa Schippa sono i precari…..complimenti ministro

  3. Leonida Montanari ha detto:

    Non capisco per quale motivo le università devono sottostare a criteri di risanamento così rigidi.

    Tutti i paesi investono. Nel 2005 sono andato in Cina e dovevate vedere, cari drughi, era tutto un roboare di costruzioni di aule, campus, aule, uffici e credoanche posizioni stabili…

    Dobbiamo risanare l’Italia…bene

    ma dobbiamo anche espandere il mondo della ricerca (naturalistica e umanistica) e salvagurdarla dalla mannaia miope del ministero della finanza.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: