Contro il “Mercato della Conoscenza”

Ci sarebbe piaciuto aggiornare il blog con qualche bella notizia, o almeno con una qualche notizia. Invece nulla. E purtroppo per noi precari non vale il detto “nessuna nuova, buona nuova”. Possiamo solo segnalare le adunanze del CUN, che lasciano intendere la lentezza e le incertezze dei processi in atto (oltre ad informarci della avvenuta registrazione alla camera del disegno di legge a firma Valditara). Preferiamo invece ignorare il proseguio della querelle sulla “messa in quiescenza dei ricercatori” (e non solo di questi) e dello scontro sull’ “AmmazzaPrecari” di Brunetta (che comunque coinvolge direttamente solo i ricercatori precari degli EPR e non delle Università).

Ed allora pubblichiamo un appello stilato e sottoscritto da tanti colleghi francesi a favore di una mobilitazione europea contro il “Mercato della conoscenza”. Sappiamo bene che qualche assiduo contributore al nostro blog non apprezzerà l’appello, ma ci perdoni e lo consideri semplicemene come uno spunto al dibattito e l’occasione offerta a tutti di dire quello che pensa.

Noi avremmo voluto discutere di milioni di euro investiti nel reclutamento di ricercatori, in una qualche proposta di riforma (seria) dell’università, di proposte di legge sulla valutazione. Ed invece possiamo solo osservare che nulla si muove. A dispetto delle dichiarazioni del ministro che – mentendo – sui TG nazionali continua a ripetere di aver reclutato 4000 nuovi ricercatori. Ed invece ha solo bloccato tutti i concorsi sine die, in attesa di una riforma dei meccanismi concorsuali che sembra destinata alla stessa infelice conclusione della proposta che fu di Mussi. 

Vi segnaliamo, in tal senso, che è stata depositata una interrogazione parlamentare al Ministro Gelmini dalla deputata Manuela Ghizzoni (PD) – che per questo ringraziamo – sollecitata dall’associazione Apri  e dalla Rete Nazionale Ricercatori Precari.

Infine, il 18 marzo è proclamata una giornata di sciopero della scuola, dell’università e della ricerca dalla FLC-CGIL (questo il link alla sezione dedicata allo sciopero con le info sulle iniziative)  che si articolerà con manifestazioni regionali: Qui la piattaforma. Ma dedicheremo un post ad hoc sullo sciopero ( e su altre iniziative in programma) nei prossimi giorni.

 

Sauvons la recherche

Non vogliamo un “mercato della conoscenza”!

Appello per una mobilitazione europea

contro la strategia di Lisbona

nel campo dell’istruzione superiore e della ricerca

 

Il prossimo vertice di primavera dei capi di stato e di governo dell’Unione Europea si terrà il 19 e il 20 marzo 2009. All’ordine del giorno del Consiglio europeo figurano come punti prioritari la valutazione e il perseguimento della strategia di Lisbona iniziata nel 2000 che, tra le altre cose, comprende le politiche avviate in tutti i paesi membri per “modernizzare” i sistemi nazionali di ricerca e di istruzione (primaria, secondaria, universitaria, permanente).

 

L’ambizione ufficialmente dichiarata di una “società della conoscenza” sarebbe da incoraggiare se si trattasse di una sfida per l’istruzione e la ricerca come beni pubblici, se garantisse a tutti il democratico accesso alla conoscenza, che consentisse ai cittadini l’analisi critica ragionata delle scelte scientifiche e tecnologiche che sono loro proposte. Ma la direzione attualmente presa è tutt’altra cosa: essa riduce questo progetto alla costruzione di un “mercato comune della conoscenza” di cui si constatano ovunque le conseguenze deleterie in termini di riduzione della libertà di ricerca, di smantellamento del sistema della ricerca pubblica, di rafforzamento del potere delle industrie, di precarizzazione massiccia delle condizioni di lavoro e di studio, di aumento delle disuguaglianze nell’accesso alla conoscenza e di allontanamento dei cittadini dalle scelte scientifiche e tecnologiche che li riguardano.

 

Da alcuni anni, vaste mobilitazioni degli studenti delle scuole superiori, degli studenti universitari, del personale docente e della ricerca, e più in generale della società, si sono moltiplicate con intensità crescente in Europa. Questi movimenti esprimono con forza la necessità di un settore pubblico dell’istruzione e della ricerca che deve sia costruito attraverso un dibattito democratico, e non sia sottomesso alle leggi  del mercato.

 

Per queste ragioni invitiamo tutti i cittadini europei a mobilitarsi il 18, 19 o 20 marzo 2009, in tutti i paesi membri e non solo in essi, nelle università, nei laboratori e nelle piazze, CONTRO la mercificazione delle attività educative e scientifiche, CONTRO la logica della competizione generalizzata dei popoli e dei territori, PER un servizio pubblico dell’istruzione superiore e della ricerca, democratico ed emancipatore.

 

Primi firmatari:

 

Association pour la Taxation des Transactions pour l’Aide aux Citoyens – Attac

Fondation Sciences Citoyennes

Sauvons La recherche – SLR

Sauvons L’Université – SLU

Syndicat National des Chercheurs Scientifiques – SNCS

Syndicat National de l’Enseignement Supérieur – SNESUP

Union des Familles Laïques – UFAL

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55 Responses to Contro il “Mercato della Conoscenza”

  1. Indovina chi sono ha detto:

    Alla Sapienza hanno deciso criteri meritocratici per dare i due anni in più ai docendi pensionandi.

    Mi pare abbiano fatto pure una commissione e leggete il risultato:

    – Trattenimento in servizio del personale. Fermo restando le competenze del Consiglio di amministrazione in ordine alle disponibilità finanziarie, è stato approvato come criterio di possibile accoglimento delle istanze di trattenimento in servizio del personale, ai sensi dell’art. 72 della legge 133/2008, quello meritocratico e di eccellenza (produzione scientifica nel primo decile di ciascuna Facoltà negli ultimi dieci anni).

    Me viè da ride!!! Ma questi come standardizzano l’Impact Factor se esso è indietro di due anni e se non è standardizzato dalla Thomson che addirittura sul sito dedicato all’IF ne sconsiglia l’uso per la valutazione del singolo!

    Vedrete i ricorsi!

    Comunque ben gli sta a questi scientisti della ce.p.p.a.

    Così alla fine dovranno elaborare qualche criterio se todos caballeros….

    e poi il primo decile !!!!! me viè vieppiù da ride!!!

    Ah! Ah! Ah!

    I vecchietti ora si informeranno su cosa vuol dire …produzione scientifica nel primo decile di ciascuna Facoltà negli ultimi dieci anni….

    Caro prof. Frati fai chiarezza nella tua mente…la verità è dentro di te ma però spesso è sbajata.

  2. Miriam ha detto:

    Veramente la concessione del biennio è discrezionale, perciò non può sussistere alcun estremo per alcun ricorso.
    Il lavoro della commissione consisterà nel dare alcune indicazioni agli uffici preposti, i quali poi decideranno in maniera (almeno formalmente) autonoma a chi concedere la proroga. Questo sul piano tecnico. Sui criteri proposti, rilevo che da nessuna parte si parla di IF, ma semplicemente di meritocrazia ed eccellenza, senza alcun riferimento alle metodologie valutative. Verosimilmente queste saranno delegate alle facoltà che, altrettanto verosimilmente, utilizzeranno l’IF solo laddove questo ha senso (facoltà scientifiche).

  3. Miriam ha detto:

    Segnalo che ci si mette pure rifondazione a difendere i privilegi degli strutturati.

    La scure di Brunetta rischia di abbattersi nuovamente sui ricercatori universitari

    A cosa sta lavorando il Ministro Brunetta? Stando a quanto pubblicato su La Stampa lunedì scorso, starebbe predisponendo un decreto (da presentare Venerdì 6 al Consiglio dei Ministri) per modificare la legge che porta il suo nome e che è stata approvata in via definitiva appena due settimane fa. Durante l’iter parlamentare si era infatti aggiunto un emendamento che modificava la Legge Tremonti laddove il prerequisito del prepensionamento forzoso, che nelle Università avrebbe colpito solo i ricercatori, avrebbe coinvolto non più chi ha pagato 40 anni di contributi, ma solo chi ha prestato 40 anni di servizio effettivo. In pratica non si sarebbe tenuto conto dei riscatti a fini pensionistici della laurea ed altri periodi. Un emendamento quindi di mero buon senso, ben diverso da quello che corrispondeva alla richieste delle associazioni della docenza e della Cgil che invece equiparava i r icercatori, di fatto docenti, ai professori universitari, esclusi da sempre dal prepensionamento coatto.
    Sul piano della correttezza istituzionale, saremmo veramente ben oltre i confini dell’accettabile. Quale “necessità ed urgenza” presupposto per un decreto legge si può invocare se solo due settimane prima il Parlamento ha utilizzato una legge ordinaria? E non sarebbe poi un grave conflitto tra governo e parlamento (nel quale il governo, peraltro, ha la maggioranza) che viene bacchettato per aver osato mutare anche solo un articolo di legge voluto dal Governo? Si potrebbe anche intravedere una sfida alle affermazioni del Presidente della Repubblica che ha invocato la fine dei tagli all’Università pubblica. Sulla sua scrivania giungerebbe infatti il decreto legge per la firma e sarebbe l’ennesima forzatura.
    Cosa abbia in mente Brunetta non si capisce. Trapelano infatti le esclusioni dal prepensionamento forzoso non solo di magistrati, professori universitari e primari, come previsto in origine, ma anche di ambasciatori, prefetti, medici con più di dieci anni tra studi universitari e specializzazioni, ed altre categorie ancora. Insomma, un colabrodo.
    Che cosa si rischia nelle Università? Che a rimanere nel mirino del sedicente castigatore dei “fannulloni” tornino ad essere i soli ricercatori. E sarebbe veramente paradossale visto che i ricercatori da decenni si accollano oneri di didattica non obbligatori per legge e non pagati. Per “svecchiare le università”? Ma i ricercatori sono i primi ad andare in pensione, e sono la fascia relativamente più giovane dell’Università. Far risparmiare le Università? Ma se i ricercatori sono la fascia meno pagata. Si rimarcherebbe ancora di più la gerarchizzazione dell’Università, che il potere accademico difende strenuamente.
    Ne è riprova l’atteggiamento di molti Rettori che hanno subito colto al volo l’occasione di liberarsi di quella che evidentemente pensano essere “zavorra umana”. In molte Università si stavano già iniziando le procedure di licenziamento. In altre si prevedevano, come a Pisa, dove il Rettore ha giocato l’arma della contrapposizione tra componenti accademiche dicendo ai precari che con il licenziamento dei ricercatori avrebbe potuto dare posti a loro. Eppure tutti sanno che solo un reclutamento a grandi numeri risolve il problema dei ricercatori precari. In altre ancora, come a Genova, lo stesso Rettore che voleva prepensionare, passato l’emendamento, ha parlato di un “Piano B” basato su prepensionamenti volontari ed incentivati di tutte le fasce (l’unica equa soluzione) ma non ha spiegato come mai non fosse ricorso ad esso prima di predisporre i licenzi amenti. Nulla infatti la Crui aveva detto contro i prepensionamenti, mentre il Consiglio Universitario Nazionale, organismo rappresentativo dell’Università democraticamente eletto, ha invece preso posizione contro, sottolineando la discriminazione dei ricercatori, paventando la crescita del contenzioso, e richiedendo al legislatore di interpretare la legge Tremonti considerando i ricercatori “parte integrante della docenza ed implicitamente compresi nel termine professori” utilizzato nella Legge.
    Con questi episodi l’Università scende ulteriormente di un gradino, e non certo ad opera di chi in essa lavora, ma per mano di chi la dovrebbe difendere, e dovrebbe difendere la libertà di insegnamento e di ricerca, che con l’allontanamento forzoso dall’insegnamento, dai laboratori, dalle biblioteche, dalle Università, di centinaia di docenti e studiosi, viene messa seriamente in discussione. Oggi per i ricercatori, domani per chi?
    Sorge dunque spontaneo il sospetto che il ministro Brunetta non lavori in questo caso come il sedicente riformatore e fustigatore dei vizi della pubblica amministrazione, ma nella sua qualità di professore ordinario e in quanto tale attentissimo alle suggestioni del potere accademico, comprese quelle dei Rettori che si sono visti sottrarre una comoda manovra di (falso) risanamento.
    “Necessità ed urgenza”, ricordiamo, nelle Università riguardano tre questioni: prima di tutto il nuovo reclutamento e il superamento del precariato, e insieme la restituzione alle Università delle risorse e dei finanziamenti, come del resto autorevolmente richiesto proprio in questi giorni: Ma infine anche il riconoscimento a circa un terzo della forza lavoro docente nelle Università della funzione da loro effettivamente svolta.

  4. Lucas ha detto:

    Segnalo dalla relazione dell’ultima riunione del S.A. della Sapienza:

    * Comunicazioni del Rettore
    – Elezioni commissioni giudicatrici. Le votazioni per la formazione delle commissioni giudicatrici relative alle procedure di valutazione comparativa, indette in via straordinaria per posti di professore di I e II fascia e di ricercatore universitario, si terranno da lunedì 6 aprile 2009 a giovedì 9 aprile 2009. L’Ufficio competente provvederà, come di consueto, a fornire direttamente alle Facoltà tutte le informazioni utili agli adempimenti connessi.

    Poiché Frati è senz’altro persona bene informata, sembra probabile che sia arrivato il parere dell’avvocatura dello stato e che sia verosimilmente favorevole.

  5. France ha detto:

    Ma noi nella nostra infinita bonta’ dovremmo unirci ai ricercatori e farli finalmente riconoscere come professori di terza fascia, anzi magari visto che i ricercatori fra 4 anni li abolisce la legge Moratti, che li promuovano tutti associati. Altrimenti facciamo la guerra ai poveri, ci dicono… cara Miriam, senno’ poi diventiamo dei terroristi come Cofferati…
    Tornando in topic,
    1) ario se sei tu l’autore del post, l’associazione e’ APRI, non Aprit. Purtroppo sbagliano anche i soci, e non smettero’ mai di dare strizzatine nervose al cilicio per aver fatto il tremendo errore di acquistare il dominio .org invece che APRI . ru o kz.
    2) Lo so che il riflesso pavloviano alla parola “mercato” evoca Goldman&Sachs, pingui magnati in marsina e cilindro e la lobby demoplutogiudo (anzi, judo)… A me , devo dire, no. Per me il mercato e’ quello che fanno in strada il martedi’ e il sabato dove trovo i filetti di merluzzo a 5 euro il chilo, 10 kiwi a un euro e gli antwerpen sproutjes piu’ buoni di quelli del supermercato. E’ forse per questo che non mi spaventa per niente l’obiettivo di costruire in europa un mercato della conoscenza? O anche perche’ se mettete il naso fuori dal quel troiaio malfamato e toccate con mano cosa e’ un’economia dove esiste interscambio fra sistema economico e Universita’ e ricerca pubbliche in termini di innovazione e capitale umano, non potete che auguirarvi che il mercato della conoscenza includa quanti piu’ paesi dell’Unione, ed invogli la gente a muoversi e costringa i governi ad armonizzare i sistemi e favorire l’ingresso dei laureati e PhD nelle strutture che producono (brrr, il capitalismo…). Noi che scriviamo qui abbiamo solo da guadagnare dagli accordi di Lisbona, rendetevene conto. Specie quelli che lavorano in Italia… O avete forse paura, come hanno i francesi ma non lo scrivono certo, che un giorno i laureati bulgari e romeni vi vengano a fregare l’assegno di ricerca?

  6. Marcus ha detto:

    Caro Lucas,
    sei troppo ottimista… Le votazioni a cui fa riferimento il comunicato della Sapienza riguardono concorsi anteriori al 2008 e non ancora espletati. Per quelli bloccati dalla Gelmini (dalla prima tornata 2008) bisognerà attendere ancora e penso non poco… Speriamo si materializzino prima del pensionamento forzato (anche dei precari) a cui Brunetta sta lavorando… si tratterebbe di un pensionamento “virtuale” a reddito zero. Pare si possa fare (resta da definire solo qualche dettaglio tecnico)e liberebbe migliaia e migliaia di posti (che potrebbero essere riassegnati in tempi brevi, dopo il 2050) con effetti risolutivi sui problemi di finanza pubblica e virtuosi sulla qualità del sistema universitario.

  7. marco ha detto:

    @ lucas
    Le elezioni di cui parla Frati e che tu segnali non c’entrano (purtroppo) assolutamente nulla con le migliaia di concorsi di prima e seconda fascia e per ricercatore della I e della II sessione 2008 su cui è intervenuto il decreto 180 e per cui si potranno effettuare elezioni e sorteggi solo dopo la pubblicazione dei due decreti ministeriali previsti dallo stesso decreto 180, che dovevano essere pubblicati entro il 9 febbraio e di cui a tutt’oggi nessuno ha la più pallida idea di quando verranno finalmente pubblicati. La sessione straordinaria di cui parla Frati riguarda, per così dire, frattaglie di concorsi rimasti inevasi, tutti banditi anteriormente al capodanno del 2008

  8. unimediapisa ha detto:

    Cara Miriam,
    mi sembra che sia fourviante pensare che si
    possa creare nuova occupazione semplicemente prepensionando
    (alcuni) ricercatori – per giunta con un criterio burocratico delirante.

    Del resto il rettore della Sapienza, che ha buon naso, ha fiutato subito che questa possibilita’ era solo una polpetta avvelenata e l’ha esclusa sdegnosamente. Altri se la son mangiata, e per ora l’effetto e’ solo un gran mal di pancia
    nel corpo docente. Staremo a vedere.

    Se invece si lavorasse su una base piu’ ampia (comprendendo associati e ordinari) e in maniera ragionata (distinguendo chi e’ attivo da chi e’ di fatto a riposo), allora la cosa avrebbe un senso.
    Ma purtroppo una cosa del genere non la proporrebbe nessuno
    (nessun partito politico, perlomeno)

    Saluti a tutti

  9. Lucas ha detto:

    I concorsi da ricercatori restano bloccati, perché in ogni caso manca il decreto sui criteri di valutazione. Questo è scontato.

    Per quanto riguarda il decreto sui criteri di nomina delle commissioni (l’altro decreto), confesso di essermi un po’ perso. Il fatto che si parli anche di concorsi da associato e ordinario non è indice del fatto che si prevede che per il 6 aprile questi saranno stati emanati? Questi concorsi non possono essere antecedenti al 1 gennaio 2008, dal momento che il milleproroghe che li ha riaperti data 30 o 31 dicembre 2007 (non ricordo il giorno esatto). O ci sono concorsi pre-2005 che ancora non sono stati espletati?

  10. Untenured ha detto:

    non serve l’IF per valutare l’eccellenza scientifica dei docenti pensionandi. Alla Sapienza per valutare la qualità scientifica dei docenti, dovrebbero usare il peer-review con revisori internazionali di fama dichiarata. E’ l’unico criterio plausibile, trasversale a tutte le discipline, e riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale.

    Se fosse così, la Sapienza avrà fatto bene a introdurre questo criterio di selezione dei pensionandi.

  11. France ha detto:

    O unimediapisa
    Distinguere chi e’attivo da chi e’ di fatto a riposo? Non vorrei spaventarti, ma tutti gli ultrasettantenni prof ordinari e ultra65enni ricercatori ti risulteranno attivi, perche’ fanno per lo meno didattica, e, si sa, la didattica vien prima di tutto…. Questo non toglie che pero’ siano attivamente deleteri per un sistema che ha bisogno di gente sveglia e che i loro reiterati giochetti di potere mantengono in stato vegetetivo permanente. E poi, insomma, se non possiamo evitare che sistemino i loro figli, almeno evitiamo che ci mettano fra le palle i loro nipoti!!

  12. Miriam ha detto:

    @ unimediapisa

    tutto questo delirio onestamente non la vedo. Avete fatto dei calcoli matematici che dimostrano che i prepensionamenti non creano nuova occupazione? Potreste farceli avere, per favore?

    Riguardo l’ultima parte del post, ribadisco che noi chiediamo che il pensionamento con 40 anni di contributi sia esteso a ricercatori e professori.

  13. marco ha detto:

    @ lucas
    E’ come dici in chiusura del tuo ultimo messaggio. Si tratta di concorsi di I e di II fascia ancora non espletati banditi prima del novembre 2005, data di emanazione della legge Moratti che non è finora mai stata applicata né mai lo sarà

  14. insorgere ha detto:

    ricordo a tutti che – piaccia o non piaccia il prepensionamento dei ricercatori – senza tale operazione la maggioranza delle università saranno fatalmente sopra quota 90 e dunque NON potranno bandire alcun concorso.

    peraltro, per tutte le discipline in cui non c’è bisogno di laboratori andare in pensione non vuol dire esser esclusi dalla ricerca…ammesso che questi signori la ricerca la abbiano mai praticata.

  15. France ha detto:

    DISCALIMER:IRONIA
    @insorgere
    I problemi sono benaltri. Le universita’ potrebbero vendere qualche bel palazzo di rappresentanza, abolire i gettoni di presenza degli stipendiati con incarichi aggiuntivi, vendere i propri brevetti alla regione e zac, i bilanci sarebbero a posto senza dover ghigliottinare i poveri ricercatori anziani…. E’ che le forze antidemocratiche che si oppongono alla diffusione dei saperi transnazionali hanno individuato nella parte piu’ debole e sottogarantita del corpo docente la prossima vittima sacrificale per rientrare nei ranghi imposti dall’interesse baronale e della politica reazionaria del Governo…
    Il fatto che i precari ormai invochino la disinfestazione con i raggi gamma dei loro vicini di scalino nella gerarchia dei disgraziati e’ incomprensibile quanto intollerabile. E tutto per cosa? Per le auto blu dei rettori e un migliaio di posti in piu’ nei prossimi 3 anni? A voi, cri miei vi ci voleva un po’ di fame, guerra e precariato come dico io, vedrai non stavate a scrivere le cazzabubbole su blosgsc, si stava meglio quando si stava peggio, altro che ’68…

  16. insorgere ha detto:

    GRAVI VIOLENZE. A PISA LA POLIZIA CARICA SENZA MOTIVO GLI STUDENTI CHE PACIFICAMENTE CONTESTANO IL SEN. MARCELLO PERA.
    http://www.pisanotizie. it /index.php /news/news_20090304_ pera _ a_ pisa.html

  17. Marco ha detto:

    Udine risparmierà 2,2 milioni di euro negando il biennio extra a 16 su 730 docenti [fonte: MessaggeroVeneto 5-3-2009]. Roma1 intende risparmiare quasi 20 milioni negando il biennio extra a circa 200 docenti (su 4600). Orientamenti analoghi in tutta Italia.

  18. Marco ha detto:

    Su base nazionale il risparmio realizzabile con i “prepensionamenti” potrebbe aggirarsi intorno ai 150/180 milioni di euro.

  19. unimediapisa ha detto:

    @Miriam

    sul fatto che sarebbe bene allargare la base su cui rendere possibili prepensionamenti, sfondi una porta aperta: la cosa che trovo piu’ irritante in questa vicenda e’ la disparita’ di trattamento.

    Ho pero’ dei dubbi che quello dei 40 anni di contributi sia un criterio equo. Non parlo per interesse personale: anche se sono ricercatore son ben lontano dalla pensione e non ho riscattato gli anni di universita’ e dottorato (perche’ per farlo avrei dovuto accendere un mutuo: non e’ piu’ conveniente come una volta).

    Comunque ritengo che questa sia una questione di lana caprina: sono pronto a scommettere che la norma, nonostante l’ostinazione del ministro Brunetta, non andra’ in porto.

    La strada seguita da Udine (di cui parla Marco) mi sembra piu’ sensata. Il biennio extra andrebbe concesso solo a fronte di valida attivita’ scientifica: spero sia questo il criterio adottato.

  20. Marco ha detto:

    OFF TOPIC
    16 posti da Ricercatore a tempo determinato in vari SSD. Esami per titoli e colloquio. Scadenza 14-03-2009. Vedere: http://www.uninettunouniversity.net

  21. franco ha detto:

    Grazie Marco,parteciperò ad uno di questi concorsi.

  22. Stefano ha detto:

    da voci attendibili ministeriali/Cun i concorsi della I tornata 2008 non inizieranno prima dell’autunno (votazioni in tarda estate) in modo da scongiurare che la presa di servizio dei vincitori o idonei avvenga nel 2009. Di conseguenza le prese di servizio ci saranno solo a partire dal 2011, ricorsi permettendo.
    Commento ufficiale: ci hanno fottuto.

  23. insorgere ha detto:

    scusa stefano ma tra il 2009 e il 2001 c’è il 2010…

    in ogni caso confermo, sentito notizie analoghe.

  24. vaio ha detto:

    @ stefano e insorgere

    e a quando i concorsi della II tornata 2008?

  25. insorgere ha detto:

    a quanto ho capito io dovrebbero essere insieme. ma forse mi sbaglio

  26. Stefano ha detto:

    lo so che prima del 2011 c’è il 2010, ma i tagli previsti dall’ultima Finanziaria per il 2010 renderanno impossibile le prese di servizio, come hanno a più riprese detto i soloni della CRUI. E’ PROPRIO PER QUESTO CHE NON SI ESPLETANO I CONCORSI NEL 2009!

    Quanto alle elezione dei concorsi della II tornata, di conseguenza probabilmente si svolgeranno alla fine di quest’anno o all’inizio del 2010.

  27. marco ha detto:

    @ Stefano
    Perfetto il tuo commento ufficiale delle 7.38. Ricordiamoci che, nella conferenza stampa del 6 novembre, la Gelmini assicurò al popolo che l’intromissione del decreto 180 avrebbe determinato uno slittamento di non più di un paio di mesi delle operazioni relative ai concorsi su cui interveniva. Del resto, ingenuo e pericoloso fidarsi dei ministri-sottoposti di quello di cui Montanelli, fotografandolo ottimamente, ebbe a dire “mente come respira”.

    @ vaio
    E’ intenzione dei tecnici di piazzale Kennedy accorpare i concorsi della I e della II sessione 2008 in una sola sessione, che così diverrebbe “la” sessione 2008

  28. insorgere ha detto:

    esiste però la questione dei posti mussi che devono essere ancora banditi. L’unico ateneo a bandirli mi pare sia stato pisa. gli altri tutti fermi.
    e di quei posti (i fondi sono stati stanziati da tempo ormai) che ne sarà?

  29. marcello ha detto:

    @ stefano

    Se le prese di servizio saranno impossibili nel 2010 per i tagli, figuriamoci nel 2011!!!
    Ma i concorsi per ricercatore già banditi ante 180 non sono esclusi dal turn-over? Quindi penso che dovranno essere le singole università a decidere se assumere o no. O sbaglio?

  30. ario ha detto:

    precisazione, i posti mussi non possono essere stati banditi da nessuna università.

    Manca la distribuzione ministeriale che è fatta sulla base di una serie di parametri.

    I fondi sono disponibili a livello ministeriale ma non ancora attribuiti agli atenei. Immagino che il ministero voglia fare tutto insieme per spendersi il reclutamento di 4000 nuovi ricercatori (ovviamente senza dire che la metà sono del precedente governo e che gli altri sono il frutto del blocco di un anno del reclutamento…

    @stefano: concordo con quello che scrivi. Il tuo è lo scenario più probabile

  31. […] da coniugare alla creatività e all’organizzazione unitaria. Per iniziare, ecco l’appello redatto per una mobilitazione (europea) contro il ‘mercato della conoscenza’. E qui […]

  32. luc ha detto:

    Per ario.

    La ripartizione dei fondi tra le diverse università per il reclutamento straordinario di rcercatori per l’anno 2008 è in realtà già stata fatta.

    http://www.miur.it/UserFiles/2951.pdf

  33. Marco ha detto:

    Giorni fa si paralva di ricorsi al TAR. Repubblica dell’8-3-2009 a pagina 9 riferisce di un ricorso da parte dei tecnici stabilizzandi di Unifi. Il DL 180 ha spinto Unifi a congelare il bando per la stabilizzazione. Il ricorso si basa sull’argomento che il DL non può avere valore retroattivo e bloccare procedure già avviate. Ragionamento evidentemente estendibile anche ai concorsi per prof. e ric. Sarà il caso di seguire la vicenda: udienza fissata per l’11 marzo.

  34. luc ha detto:

    Segnalo che l’Università di Pisa ha già provveduto a bandire i concorsi per il reclutamento straordinario di 35 ricercatori, come da ripartizione fatta dal Ministero.
    Inoltre nei bandi si fa chiaro riferimento al DL 180 sia per quanto riguarda la ripartizione dei fondi sia per quanto riguarda le procedure concorsuali.

    E gli altri atenei cosa aspettano?

  35. ario ha detto:

    @ Luc

    grazie della precisazione!! appena posso faccio un post!

  36. Stefano ha detto:

    E gli altri atenei cosa aspettano?

    Forse l’uscita di una legge, visto che questi concorsi si faranno con norme che ancora devono essere approvate (criteri minimi, abolizioni scritti, ecc)?

  37. luc ha detto:

    Il decreto attuativo per stabilire i criteri di valutazione di titoli e pubblicazioni deve ancora uscire e l’espletamento di tutti i concorsi da emanare o già emanati dopo il 10 novembre 2008 si farà solo dopo l’uscita di tale decreto.
    Tuttavia, anticipando i bandi si guadagnerebbe parecchio tempo (aspetto non trascurabile visto che molti assegni di ricerca, borse e quant’altro sono in scadenza quest’anno).
    Ma ciò sembra interessare a ‘pochi’.

  38. Giuliana ha detto:

    Di quali concorsi (ed anticipazione bandi) si parla? Gli ultimi concorsi universitari banditi sono del 3/2/2009. Anche volendo, cosa si può anticipare se il Ministero ha bloccato tutto?

  39. luc ha detto:

    Si tratta dei 1050 posti da ricercatore, cofinanziati per il 50% dal Ministero, della seconda tornata del reclutamento straordinario previsto nella finanziaria del 2006 (3150 posti per il triennio 2007-2009).

    Il fatto di bandire adesso senza aspettare l’uscita dei decreti attuativi consente di far espletera le procedure concorsuali prima rispetto a quanto occorrerebbe se venissero banditi dopo.
    Infatti, primo si guadagnerebbero i 30 giorni che intercorrono tra la pubblicazione su GU e la scadenza della domanda, ma soprattutto l’elezione delle commissioni esaminatrici coinciderebbe con quella della sessione 2008. Diversamente si rischierebbe di dover aspettare una successiva tornata di elezione delle commissioni.

  40. vaio ha detto:

    Luc, quello che dici è interessante, ma mi pare che Giuliana sostenga che non è possibile bandire al momento perché il MIUR sta bloccando i bandi. Questo vale per es. anche per il mio ateneo che ha spedito (a gennaio) al MIUR alcuni bandi da ricercatore ma gli stessi non sono stati ancora banditi dopo due mesi. Qualcuno ha informazioni certe in proposito (blocco concorsi)?

  41. mino ha detto:

    I concorsi si possono bandire senza problemi.
    Un conto è il bando in sè, un conto è la nomina della commissione e un altro conto ancora è l’espletamento del concorso.
    In particoalare, è plausibile che il D.M. sulla nomina delle commissioni esca entro poco tempo e quindi potranno essere indette le elezioni per la I e II sessione 2008. Quindi se una università bandisce ora, il bando può ricadere nella II sessione 2008 e svolgersi in tempi relativamente brevi (finchè poi si nominano le commissioni sarà, si spera, emanato il secondo D.M., quello sui criteri di valutazione).
    Finora solo Pisa ha fatto una cosa del genere. Le altre credo che vogliano aspettare non tanto il primo D.M., quanto quello sui criteri per capire come regolarsi … a seconda se tali criteri saranno o no stringenti.

    Infine sul blocco delle assunzioni paventato da qualcuno nel 2010 direi che il problema non si pone affatto perchè i tagli del 2010 si ripercuoteranno nel 2011: in sostanza l’importante è che una data università è “virtuosa” al 31/12/2009 … e magari se non concede la proroga dei 2 anni ai docenti 70enni vedrete che sarà virtuosa.

  42. luc ha detto:

    Volevo segnalare che non solo Pisa ha già bandito i posti cofinanziati per ricercatori senza aspettare i decreti attuativi, ma anche Viterbo, Venezia, il campus bio-medico di Roma e l’università telematica ‘e-campus’.
    Sarebbe il caso che tutti gli atenei facessero altrettanto.
    Volevo, inoltre, precisare che per i concorsi da ricercatore cofinanziati non sussiste il problema del turn over, in quanto nell’art. 3 del DM 180, è chiaramente detto che tali assunzioni vanno in deroga al turn over del 50%.
    Inoltre gli atenei non ‘virtuosi’ sarebbero già dovuti essere esclusi dalla ripartizione dei fondi per i concorsi cofinanziati secondo quanto previsto dall’art. 2 dello stesso decreto. Quindi per tutti gli atenei che hanno ottenuto i fondi in questione non dovrebbero esserci problemi a indire i concorsi e ad assumere i vincitori.

  43. Stefano ha detto:

    @ mino
    “Le altre credo che vogliano aspettare non tanto il primo D.M., quanto quello sui criteri per capire come regolarsi … a seconda se tali criteri saranno o no stringenti”.

    Finalmente ci capiamo. E’ proprio quello che dicevo. Non penserete mica che un tipico prof. ordinario, prima di brigare in Facoltà per bandire un concorso, non si voglia assicurare che il suo il suo protegè abbia le carte in regola in base alle nuove norme?

  44. insorgere ha detto:

    @ stefano
    a Pisa non è stato così e i concorsi sono usciti a fine dicembre…in molti casi non sarà possibile comunque governare i concorsi visto il sistema delle maxi rose.

    comunque vedremo

  45. Stefano ha detto:

    @ stefano
    “a Pisa non è stato così”.

    Infatti, è successo di peggio. Trovo infatti ridicolo che si continui a citare Pisa come esempio virtuoso da seguire quando risulta chiaro leggendo il D.R. che 27 bandi su 35 sono “pensati” per 27 cosiddetti “ricercatori in formazione” che corrispondono a 27 settori disciplinari diversi.

    Cito dal bando:

    …..

    CONSIDERATO che restano da bandire n. 27 posti di ricercatore per i settori scientifico disciplinari dei ricercatori in formazione che ultimeranno il triennio di contratto nel 2009 e 2010;
    …..
    VISTA: la delibera in data 30 dicembre 2008, con la quale il Senato Accademico di questo Ateneo ha autorizzato l’indizione di procedure di valutazione comparativa per il reclutamento di 35 ricercatori confermando per 27 di essi l’assegnazione ai settori scientifico disciplinari a suo tempo prevista per i bandi di ricercatore in formazione e deliberando l’assegnazione ai settori scientifico disciplinari per gli altri 8 ;

    …..

    Per carità, onore al merito ai ricercatori in formazione pisani, ma non si può negare che il D.R. dica qualsosa di molto vicino a: se non siete già ricercatori in formazione di Pisa in quei settori disciplinari è inutile che facciate domanda.

  46. insorgere ha detto:

    @ stefano

    la situazione di pisa la conosco bene perché ci lavoro. la situazione è più complessa. Il riferimento ai ricercatori in formazione discende da un impegno preso anni fa dall’ateneo, quando si era stabilito che per ogni posto in formazione dovesse essere previsto – al termine del contratto – un posto a tempo indeterminato nello stesso settore.
    Dunque il riferimento ai posti in formazione conta sopratutto per l’indicazione dei settori.

    peraltro visto che pisa è stata l’unica a bandire e che non ci saranno gli scritti, hanno fatto domanda decine di persone per ogni posto. nel mio settore oltre 50 domande…ed è chiaro che con le nuove regole sulle composizioni delle commissioni la gestibilità dei concorsi è diversa dal passato.

  47. Lilly ha detto:

    Sembrerebbe esserci l’intenzione di fare una sorta di mappatura dei precari nell’ambito della PA, qualcuno sa se riguarderà anche gli universitari?

  48. Stefano ha detto:

    @ insorgere

    Dici che la situazione pisana è più complessa, ma non aggiungi alcun elemento di complessità che non si conosca, a parte il numero di iscritti a un concorso specifico. Lo so che al termine del contratto era previsto un posto a tempo determinato: trovo la cosa intelligente e funzionale. Ma non si dica che questi concorsi nascano immacolati e sconnessi dallo spazio-tempo. Faccio una facile (e anche un po’ becera) scommessa: su 27 posti banditi, 27, o giù di lì, andranno ai ricercatori precari in formazione pisani. Aggiungo anche che, complessivamente, credo che questo sia fondamentalmente giusto, perché chi vive all’Università sa bene che il candidato più meritevole non deve sempre essere quello migliore

    Poi in generale, non credo affatto che la “gestibilità dei concorsi” sia diversa dal passato, perché un sistema aleatorio in cui io prof. ordinario vengo a rompere le uovo nel paniere a te, ma poi tu verrai a romperle a me, non conviene a nessuno. Nei limiti della decenza, specie per il posti di ricercatore, prevarrà il cuius regio, eius religio.

  49. ario ha detto:

    Brunetta […] precisa: “Per quella data dirò quanti sono i precari, da quanto sono assunti e in quale modo. Ne vedremo delle belle: perché è chiaro che la chiamata diretta spesso nasconde assunzioni di tipo clientelare pilotate dalla politica o dai sindacati”. E se fra 30 giorni qualche ente pubblico non avesse risposto? Niente paura: “Quelli che non risponderanno vuol dire che non hanno precari”.

    Cosa voglia fare Brunetta con l’anagrafe mi pare evidente…. e che ci siano o meno le università dentro è irrilevante. Semmai dovremmo fortemente contrastare la posizione del Ministro con un comunicato che ne stigmatizza le posizioni. Io preparo un post per il sito, essere precari da anni e sentirsi pure dire di essere raccomandati …

  50. Miriam ha detto:

    Certo che la rete ric. pre. è schizofrenica. Prima pianta un casino perché vuole il censimento, poi ne pianta un altro perché glielo fanno..

  51. Lilly ha detto:

    Ario, avevo letto un breve trafiletto che recitava solo “mappatura dei precari della PA tra un mese”, se fossi stata a conoscenza di quello che tu scrivi non avrei evidentemente posto la domanda. Grazie,comunque, della delucidazione.

  52. ario ha detto:

    Miriam, a Brunetta del censimento non frega nulla. Ma le hai lette le dichiarazioni. Noi vogliamo un censimento vero e non essere ulteriormente presi per il culo. Mo’ vuoi pure vedere che siamo noi quelli raccomandati. E non mi si venga a dire che Brunetta ha ragione, perché quelli che finiscono precari sono quelli che non sono raccomandati, gli altri vincono i posti o fanno i consulenti…

    Io non ci sto alla deriva populista del dagli addosso ai lavoratori pubblici. E tutto per giustificare tagli senza senso, accentramento ministeriale, riduzione dei diritti.

  53. Stefano ha detto:

    ario, sono con te

  54. Miriam ha detto:

    Siamo tutti d’accordo su questi punti, ma la posizione che deve trasparire non può essere “no al censimento”. Deve essere: “si al censimento, ma fatto in buona fede” (cioè non per dimostrare che i precari non esistono, che sono pochi, che sono stati raccomandati dai sindacati, ma per fotografare la realtà per quella che è). Bisogna sfruttare l’uscita di Brunetta per costringere lui e le P.A., dai comuni alle università passando per tutto ciò che è in mezzo, a fare un censimento reale.

    Brunetta, l’hai promesso? Ora fallo con serietà!

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