Ultim’ora: A Roma una enorme manifestazione! Assediato il Ministero!

LAssedio al Ministeo

L'Assedio al Ministeo

Oggi a Rome c’è una enorme manifestazione con due cortei (scuola ed università) che ha bloccato il centro cittadino.

I cortei non finivano più ! Arrivava gente da tutte le parti…non sono riuscito ad incontrare fisicamente molti compagni… la distanza fra noi era di kilometri….kilometri di uomini e donne, studenti, precari e docenti, in lotta!

Molti compagni bloccati per ore ed ore con i pullman all’ingresso della città non sono neppure riusciti a partire in corteo!

Mai vista una cosa del genere….molta più gente che alla manifestazione del Partito Democratico!!!

Al corteo dell’Università non c’era nessuna bandiera politica se non quelle dei collettivi e dei sindacati!

I cortei sono confluiti al Ministero.

Il Ministero è assediato al grido di Gelmini dimettiti!

Mi sembra di sentire la nostra parola d’ordine:

L’Italia per gli italiani!

Gli italiani per essa!

Carlo Pisacane

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157 Responses to Ultim’ora: A Roma una enorme manifestazione! Assediato il Ministero!

  1. antonio ha detto:

    non hanno voglia di fare un cazzo!

  2. antonio ha detto:

    ne abbiamo parlato e straparlato, vediamo la riforma quando la Gelmini la presenterà e giudichiamo quella!

  3. cattivo.maestro ha detto:

    no! la riforma è inutile se restano i tagli e il blocco del turn over. Io la Gelmini l’ho già bocciata! Non aspetto che mi dia il contentino stile voto in condotta anche all’università. DEVE ABROGARE LA LEGGE 133!

  4. Bogotà ha detto:

    Deve dimettersi subito!

  5. Carlo Pisacane ha detto:

    Niente tagli e riforme subito!

    Oppure si tiene le proteste ad libitum!

  6. antonio ha detto:

    ok la situazione è drammatica, ma Berlinguer, Moratti, Mussi, cosa hanno fatto negli scorsi 15 anni?

  7. France ha detto:

    Giusto! O Carfagna, o nulla!

  8. Bogotà ha detto:

    @Carlo Pisacane
    E’ troppo tardi anche per le riforme: se ne deve andare…
    Le riforme le facciano fare a un Quagliariello o a un Valditara, non a una Gelmini qualsiasi!

  9. Carlo Pisacane ha detto:

    Quagliarello NO!!!! Un ex libertario ora papalino oscurantista meglio la Gelmini!

    Cazzo

    Pisacane si rivolta nella tomba

  10. antonio ha detto:

    il contenuto sarebbe lo stesso, perchè chi comanda è berlusca.

  11. Carlo Pisacane ha detto:

    A Dimenticavo! Pisacane non ha una tomba lo hanno bruciato e disperso in una buca in un campo luogo sconosciuto!

    Oggi dovevate esserci era una cosa incredibile avremmo potuto prendere Roma come nel 1849!

  12. France ha detto:

    Franza o Spagna, vogliamo la Carfagna!

  13. cattivo.maestro ha detto:

    La 133 distrugge l’Università pubblica! La Gelmini deve dimettersi e il Parlamento deve abrogare la legge 133!

  14. Bogotà ha detto:

    Oggi, perfino a Bogotà gli studenti hanno sfilato in corteo…

  15. Lilly ha detto:

    Straordinario successo anche in Sicilia, mi ha colpito la simpatia con cui anche chi non sfilava in corteo guardava i manifestanti: dagli autisti degli autobus ai cittadini in macchina erano tutti dalla nostra parte, spessissimo dai finestrini abbassati venivano parole di approvazione ed incoraggiamento.

  16. Bogotà ha detto:

    @Lilly,
    W la Sicilia, W Bogotà… abbasso la Gelmini!!!

  17. Bogotà ha detto:

    Bogotà = Carlo (quello che quest’estate a mare ci è andato 3 giorni ed è stato bellissimo…)

  18. cane sciolto ha detto:

    off topic (maybe)

    Perotti dalla prima pagina (e questo qualche riflessione potrebbe suscitarla) del Sole 24 Ore va giù duro.

    http://rassegnastampa.crui.it/minirass/esr_visualizza.asp?chkIm=2

    La mia perplessità fondamentale: se è possibile “una valutazione della ricerca da parte di esperti indipendenti”, perché non farla all’atto del reclutamento?

    Il quadro si sta facendo chiaro, purtroppo. I “saggi” di stellina NON riformeranno l’accesso alla docenza, per non inimicarsi l’establishment universitario al quale appartengono. Lavoreranno di mannaia, bloccando tutto e rimandando di fatto ogni azione a tra qualche anno (quando magari ci saranno altri al governo).

  19. Lilly ha detto:

    Caro Bogotà, ricordo perfettamente ……

  20. Bogotà ha detto:

    @Lilly,
    sei la memoria di questo blog. Un giorno, forse, quando tutto sarà finito, potresti scriverci un libro e raccontare questa storia di matti.

  21. Lilly ha detto:

    @bogotà
    E’una bella idea, ho solo un dubbio, una perplessità: tra pochissimi giorni compirò trentasei anni e se, quando tutto sarà finito (per il meglio mi auguro), sarò un’arzilla vecchietta con vuoti di memoria? Continuando di questo passo è assolutamente possibile per non dire molto probabile, forse è il caso di cominciare a prendere qualche appunto a futura memoria….

  22. France ha detto:

    L’Italia agli italiani,
    gli italiani per Essa.
    Essa se ne sbatte.

  23. antonio ha detto:

    ok, ritiriamo la gelmini, e dopo? che cazzo otteniamo?

  24. antonio ha detto:

    non capite che siamo nella merda ugualmente?

  25. France ha detto:

    Tutto e’ relativo! Abbasso il relativismo!

  26. ares ha detto:

    elementari, medie, superiori ed università. Avremo almeno 3 generazioni che formeranno la propria educazione civica con questa protesta.

  27. @pisacane
    incredibile sono ancora d’accordo…

    “Niente tagli e riforme subito!
    Oppure si tiene le proteste ad libitum!”

    Giustissimo…

    A me non importa chi le faccia le riforme le può scrivere anche apicella in napoletano…

    l’importante e che si riformi l’università SUBITO…
    O ora o mai più!

  28. Bogotà ha detto:

    Per France (e gli altri “riformisti” interessati all’argomento):

    https://ricercatoriprecari.wordpress.com/2008/10/28/prof-giavazzi-nun-te-reggae-piu/#comment-7349

    @Rivoluzione,
    niente tagli! Riforme subito!

  29. Pisacane ha detto:

    Essa non se ne sbatte…oggi la gente dalle finestre solidarizzava con noi!

    La gente in macchina bloccata solidarizzava con noi !!!!

    Nessuno protestava contro gli studenti e anche la polizia solidarizzava!

    Avremmo potuto portare dei fiori e metterli nelle loro baionette e poi occupare il ministero.

    Avremmo potuto ripetere la rivoluzione dei Garofani!

    Forse è questa la via …la rivoluzione dei Garofani!

    …un nuovo risorgimento.

    Del resto guardate i partiti che ci governano…il popolo delle libertà quale sono i suoi ideali? Quali sono le analisi della società del PdL. Chi è il loro fine analista Quagliariello?

    Poi ci sono i leghisti ….un guazzabuglio di ignoranti e xenofobi. (forse solo Maroni si salva anche se vorrebbe denunciare gli occupanti…ma lo farà?)

    Fini in fondo potrebbe essere dalla parte della protesta…se non vuole rimanere l’ombra del nano a vita.

    Il PD era in piazza nello spezzone della scuola, il PD una buona idea ma non è neppure la lontana ombra del PD americano e del resto ci piacerebbe un partito più democratico e avanzato del PD americano…

    Insomma abbiamo bisogno di una nuova classe dirigente democratica e aperta sia essa conservatrice sia essa progressista abbiamo bisogno di cambiare la classe dirigente oltre che i baroni…espressione dei politici che abbiamo avuto in questi anni.

  30. France ha detto:

    Ragazzi, facciamo cosi’: siccome non ho piu’ niente da dire, e mi sono rotto le scatole di fare il CassandrO (sottolineo O), mi rimetto in stand by come ai tempi delle elezioni e mi rifaro’ vivo quando avrete smaltito questa solenne sbornia. Badate, non vi biasimo, e’ bello poter urlare le proprie idee in faccia a questi manigoldi impuniti, e fate bene a levarvi certe soddisfazioni. Impalerete la Gelmini, farete cadere il Governo, trasformete il paese. Che vi devo di’: provateci. Io non ci credo.
    Adieu

  31. Nemo ha detto:

    Oggi è il giorno degli studenti, dei professori, della scuola, dell’università. Possiamo e dobbiamo appoggiarli…a volte non servono neanche tante parole…parlano la loro affluenza nelle piazze, parlano i loro striscioni…parlano le immagini di oggi.

  32. antonio ha detto:

    oggi è il giorno di chi non ha un cazzo da fare……di chi è sempre incazzato con il mondo, di chi odia berlusconi, di chi è perennemente in lotta, di chi è frustrato perchè il PD ha perso.
    oggi è il giorno di chi da genova in poi non ha niente altro da fare che rompere i coglioni.
    Che cazzo ha fatto per 2 anni Mussi?
    Rispondete se avete i coglioni!
    andate a lavorare!

  33. Untenured ha detto:

    “L’Italia per gli Italiani!”

    😮 Pisacane ti sei rincitrullito? Noi ricercatori siamo internazionalisti!

  34. Ami ha detto:

    BLOCCO DEI CONCORSI IN ARRIVO

    http://rassegnastampa.crui.it/minirass/esr_p1.asp

    andate sull’articolo della Stampa di oggi 30/10 intitolato “Ecco il piano per l’Universita’”

  35. Elen ha detto:

    Ecco! Era chiaro. Vogliono solo far cassa liquidandoci tutti.

  36. @antonio
    come posso risponderti? Poni almeno un domanda…

  37. antonio ha detto:

    @rivoluzione:

    la domanda è: cosa ha fatto mussi? cosa ha atto berlinguer? (nulla se non creare tantssimi corsi di laurea con 1 solo studente, frutto del 3+2).
    la moratti la risparmio: è stata già massacrata a suo tempo.
    per la gelmini aspettiamo a vedere. Se è vero che blocca i concorsi come risprtato dalla rassegna stampa, bisogna intendersi: se sono concorsi baronali già decisi è un bene, nel senso che a rimetterci sarebbero i papabili già vincitori prestabiliti. Inoltre, occorrerà vedere le norme ulteriori rispetto al blocco di cui sopra.
    Noi, invece di andare in piazza oggi, dovremo farlo soltanto dopo aver valutato le regole messe nero su bianco (che ancora non ci sono). Soltanto così saremo credibili.
    A me precario del settore della ricerca, del maestro unico non importa nulla, così come ai maestri che rischiano il posto non importa nulla di noi precari della ricerca.

  38. cattivo.maestro ha detto:

    Ami,
    l’articolo che hai segnalato è raggelante!
    Intanto per l’ignoranza del giornalista! Ma chi scrive nei giornali che prendono finanziamenti pubblici??????
    E poi perchè se fossero vere le anticipazioni che rivela la pessima e contorta penna che si spaccia per giornalista le conseguenze sarebbero catastrofiche. Addirittura blocco dei concorsi già banditi! Altro che riforma o futuro..l Blocco del reclutamento straordinario! Altro che chiedere una deroga al turn over…
    Altro che assediare il Ministero! Dobbiamo buttarlo giù!!!!!!!

  39. cattivo.maestro ha detto:

    e poi nell’articolo si denuncia che questi “ricercatori” verrebbero “assunti a vita”!!!
    Che gran privilegio! Ma chi cazzo li scrive questi articoli?

  40. miltonmb ha detto:

    Ha ragione Perotti (grazie per il link, cane sciolto): voi (intendo la RNRP) e quelli in piazza state facendo, più o meno in mala fede, il gioco dei vostri baroni.

    In un commento di qualche settimana fa ho chiesto se la RNRP sosterrebbe una semplice norma che attribuisca, con formula fortemente progressiva, almeno il 30% dei finanziamenti in base ai risultati della ricerca (ad esempio quelli del CIVR). Con la logica conseguenza che i dipartimenti pià scadenti verrebbero chiusi perchè non riescono ad ottenere finanziamenti sufficienti.

    Aspetto ancora una risposta. Siete troppo impegnati con le okkupazioni?!?

  41. Giovanna ha detto:

    Si’. Ma perche’ non porre contemporaneamente un freno ai concorsi per associato e ordinario e invece incentivare i concorsi per ricercatore?

  42. miltonmb ha detto:

    @France

    no, dai non mollare!!!

    Tra tante banalità i tuoi sono almeno commenti simpatici!!!

  43. miltonmb ha detto:

    @ Giovanna

    “Sì” cosa?

    Se i soldi vanno alle università/dipatimenti migliori, questi, in piena autonomia sapranno decidere se assumere professori o ricercatori.

    In un sistema in cui i soldi seguono la qualità (come dice il buon Perotti) le università sopportano le conseguenze finaziarie delle proprie scelte. Se assumono professori incapaci, poi perdono i finanziamenti…

  44. support_rnrp ha detto:

    @ miltonmb

    SE ci si prendesse la briga di leggere questi cxxxo di documenti della RNRP prodotti (ormai) in anni di lotte ci si renderebbe conto che abbiamo fin da subito chiesto che una quota ampia di finanziamento al sistema univ. venga distribuito sulla base di una valutazione della ricerca e della didattica oltre che dei servizi agli studenti.

    Poi non siamo entrati nei meccanismi tecnici, non sta a noi farlo.

    Abbiamo sempre chiesto la separazione del budget per reclutamento e progressione di carriere, sempre chiesto la riforma dei meccanismi concorsuali, sempre chiesto il reclutamento straordinario e ordinario di ricercatori sulla base dei nuovi meccanismi, sempre chiesto la costruzione di un percorso pre-ruolo (al cui centro ci sia il dottorato) caratterizzato da valutazione ex ante, in itinere ed ex post ma con un unica forma contrattuale tipo TD….

  45. Bogotà ha detto:

    @(Carlo) Pisacane,
    @Eurorivoluzione,
    dopo l’inabissarsi di Nicola, di Colombo e di France, ma anche (credo) di Mino, di carlo (lowercase) e di Bombadillo, “sì ch’io fui sesto tra cotanto senno”, mi ritiro anch’io nella mia biblioteca di Bogotà, sospendendo il giudizio sugli avvenimenti presenti.

    Ci risentiremo dopo le dimissioni della Gelmini o, quantomeno, dopo la divulgazione del suo piano per l’Università.
    Fino ad allora, buonanotte popolo!

  46. Luca ha detto:

    Guardate che il blocco menzionato nell’articolo riguarda solo i concorsi da associato e ordinario, non il reclutamento straordinario.
    La strategia sarà la stessa seguita per la scuola: tagli (tanti) e una serie di provvedimenti, alcuni dei quali condivisibili da usare per i talk show televisivi. In questo caso i provvedimenti “buoni” riguarderanno “la necessità di svecchiare”, cioè blocco degli avanzamenti di carriera e (forse) qualcosa di simile alle piante organiche (tipo due ricercatori per ogni ordinario). Lo si percepisce già dagli interventi di Quagliarello nei TG.

  47. Pisacane ha detto:

    @Untenured

    L’Italia agli italiani

    Gli italiani per essa
    era la parola d’ordine della “sfortunata” impresa di Sapri

    però Pisacane era internazionalisa anzi è stato il primo internazionalista d’Italia…prima facciamo l’Italia e poi …..W la I prima internazionale!

    😉

  48. Pisacane ha detto:

    Sapete chi erano i primi internazionalisti….

    Vedere “San Michele aveva un gallo!”

  49. Anna ha detto:

    Vogliono bloccare il reclutamento dei ricercatori, altro che progressioni di carriera!

  50. miltonmb ha detto:

    @support_rnrp

    Sempre la solita solfa statal-dirigista. Forse anche voi dovreste prendervi la briga di leggere il libro di Perotti e aprire gli occhi sul fatto che il meccanismo di reclutamento non può essere fissato dal centro ma deve essere demandato alle singole università, beninetso dopo aver stabilito gli incentivi giusti affinchè assumano i migliori: cioè condizionare larga parte dei finanziamenti ai risultati della sola ricerca.

    La didattica non può essere valutata dal centro (ministero, anvur o chi per loro) ma solo dagli studenti che “votano con i loro piedi”.

  51. support_rnrp ha detto:

    @ militonmb

    la didattica giudicata dagli studenti?! cioè far valutare i valutatori dai valutati…. bravo. Idea geniale. Mi pare l’eco della CAI e di Alitalia dove l’agenzia di rating che deve valutare il prezzo di alitalia è di proprietà di una delle banche che la deve comprare….

    Perotti fa buon gioco ad analizzare i mali dell’università, anche se usa spesso dati inesatti e incompleti. E gli siamo grati per questo. Ma la sua ricetta non ha senso. E la solita solfa statal-dirigista (come la chiami tu) potrebbe tranquillamente essere il RAE Britannico o qualunque sistema di valutazione terzo.

    Il solo mercato come sistema di valutazione non esiste da nessuna parte del mondo. Ripeto NESSUNA.

  52. Paolino ha detto:

    La rete dello “spetteguless” della ricerca ha fatto rimbalzare ieri alle mie orecchie una voce che meriterebbe di essere indagata.
    Come sapete gira per l’Italia un pamphlet sull’università scritto da un noto professore. Il suo pamphlet, in assenza di una indagine ministeriale che giustifichi i tagli e le presunte riforme, è stato citato da tutti in queste settimane come la foglia di fico giustificativa dell’operato della Gelmini.
    Personalmente penso che il libro in questione dica cose sacrosante sui concorsi truccati, ma cosa meno vere, anzi assai criticabili sul capitolo finanziamenti.
    Ora, la voce che giunge dice che un parente strettissimo di quel signore, un parente di età inferiore e di genere maschile, goda di un assegno di ricerca in qualche università del Nord, probabilmente della Lombardia. Ovviamente in materia affine a quella dell’autore del pamphlet.
    E’ vero tutto ciò? O mi hanno raccontato una palla, pergiunta arricchita di giudizi sull’attività scientifica del tipo? qualcuno ne sa qualcosa?

  53. support_rnrp ha detto:

    A scanso di equivoci: gli studenti devono poter valutare la didattica e la loro valutazione deve avere un peso rilevante MA non può essere l’unico elemento di valutazione.

    Peraltro, si dovrebbe far valutare loro sia la didattica sul piano dei contenuti sia sul piano dell’organizzazione. E si dovrebbe far valutare loro anche i servizi, l’adeguamento sulle strutture, il diritto allo studio…. quindi far valutare i docenti, l’ateneo, le facoltà, le regioni….

  54. support_rnrp ha detto:

    Voting with one’s feet…. io – da studente – mi potevo solo permettere l’università della mia città. Bella o brutta che fosse. Con i miei piedi non potevo andare molto lontano…

    ps. oltre il 70% del finanziamento all’università negli USA è pubblico… tanto per intenderci

  55. carlo ha detto:

    x Pisacane

    “Al corteo dell’Università non c’era nessuna bandiera politica se non quelle dei collettivi e dei sindacati!”

    Infatti collettivi e sindacati sono noti per essere di destra.

    E quando parli di kompagni sono sicuro che intendi i tuoi compagni di scuola, e non amici nostalgici del PCI.

    E ancora:
    “Essa non se ne sbatte…oggi la gente dalle finestre solidarizzava con noi!
    La gente in macchina bloccata solidarizzava con noi !!!! ”

    Sei proprio sicuro? Io essendo cresciuto a Roma sono ancora in contatto con molti romani. O conosco soltanto gente insensibile ai problemi della scuola, oppure fra i cittadini romani c’e’ una certa insofferenza per tutte queste manifestazioni.

    Secondo te e’ possibile che in un paese civile i cittadini debbano barricarsi in casa, almeno una volta alla settimana, interrompendo le loro attivita’ quotidiane per colpa delle manifestazioni.

    Ogni tanto bisognerebbe gridare ROMA AI ROMANI ! Nessuno si preoccupa mai dei disagi delle persone che devono convivere con tutte queste manifestazioni.

  56. Carlo Pisacane ha detto:

    per carlo

    per me compagni ha un significato molto più vasto e racchiude dai socialisti liberali, ai repubblicani ai radicali ai comunisti libertari….diffido degli stalinisti come dei fascisti.

    studiate il senso storico delle parole…compagni, amici, cugini, fratelli.

  57. Carlo Pisacane ha detto:

    Dimenticavo gli anarchici come Chomsky!

    Se vedi la foto l’unica bandiera riconoscibile era quella di numero 3 anarchici di foggia che per farsi vedere avevano una bandiera alta alta e non l’hanno abbassata.

  58. Luca ha detto:

    A proposito dei blocchi dei concorsi. Bisogna cominciare a stare attenti ai nostri compagni di strada. Guardate cosa dice il presidente del CUN su

    http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2008/10/31MI25041.PDF

    chiede di bloccare i concorsi per ricercatore e non quelli per associato e ordinario: “Se il blocco si limita alla valutazioni comparative per i ricercatori va bene, ma se dovesse estendersi anche agli associati sarebbe un ulteriore colpo inferto al rapporto fra università e politica”.

    Forse bisognerebbe chiedere chiarimenti al prewsidente del CUN!!!!

  59. Colombo da Priverno ha detto:

    Ragazzi,

    prima o poi i rettori ed i gruppi baronali ci tradiranno. E’ ovvio, molti di loro ragionano per interesse, e stanno usando la nostra protesta solo per alzare il prezzo.

    Ma quanti sono i retto-baroni ? C’erano ai cortei? Nella mia città non ne ho visto uno. Loro non fanno numero nè opinione.

    Sono già rassegnato all’idea che ci venderanno per trenta posti da ordinario per il figlio minorato o per la giovane amante dimostratasi caritatevole col loro membro (ormai interno), io questo tradimento lo do già per fatto.

    IL PUNTO E’ CHE NEL NOSTRO MOVIMENTO NON DEVE CAMBIARE NIENTE.

    Se le università e le piazze rimarranno occupate, rimarrà l’imbarazzante contrasto tra televisione (“quattro facinorsi dei centri sociali”) e realtà immediatamente percepibile (tutti i giovani d’italia e le loro famiglie scontenti del governo) che è la base della presa di coscienza di tutti.

    I rettori vadano pure via col loro solito bottino (che secondo me, peraltro, stanno già ammassando alla nostra ombra: molti hanno già sottolineato i concorsi recendemente banditi per le sole fasce alte). Le università e le piazze saranno pure state occupate col loro consenso; MA POTRANNO RESTARE OCCUPATE ANCHE SENZA IL LORO.

    Saldiamoci con la scuola, fatta di studenti e di nostri colleghi insegnanti, saldiamoci con l’Italia. Numeri immensi. Loro quattro, invece, sono solo un’imbarazzante zavorra d’incesti e malversazioni; sono, del resto, l’unico argomento indifendibile, tra mille sacrosanti che abbiamo.

    I tagli non toccano loro, toccano NOI. Loro si sganceranno. NOI DOBBIAMO INONDARE L’ITALIA.

    INONDARE, non PARALIZZARE. Continuino le lezioni e gli esami, gli toglieremo un argomento. Nessuna violenza, meglio dieci sprangate prese ingiustamente che una data giustamente.

    Questa è una battaglia anche d’immagine, se non s’è capito, per ristabilire la normale percezione delle cose. La TV contro la REALTA’ (che siamo noi, come direbbe Totò…)

  60. cane sciolto ha detto:

    @miltonmb

    d’accordo sugli obiettivi e sulla strategia, ma a livello tattico ho qualche preoccupazione.

    Il legame tra finanziamenti e qualità della ricerca agisce nel medio periodo (dopo un paio di cicli di valutazione) e in modo mediato (sulle strutture).
    Una semplificazione dul reclutamento, perlomeno per eliminarne le assurdità e renderlo aperto a tutti e trasparente avrebbe invece effetti immediati e puntuali.
    Non basta muoversi lungo una sola direzione, servono entrambe.

  61. miltonmb ha detto:

    @support_RNRP e RNRP_sti vari

    non parlo di pubblico e privato. Lo stesso Perotti prende come modello il sistema inglese (pubblico al 99%) ed il RAE.

    Ancora una volta: leggete il libro, imparereste molto!

    Negli USA non c’è nessun sistema di valutazione centralizzata della didattica, e nemmeno in UK. Le riviste specializzate e i grandi quotidiani (tipo il Times in UK) forniscono delle graduatorie che le famiglie degli studenti possono utilizzare per scegliere e “votare con i piedi” .

    E’ pericoloso (oltre che sciocco) pensare che gli studenti e le proprie famiglie siano inconsapevoli, se non stupidi e manipolabili. A pensare che la gente deve essere guidata dallo stato si finisce per giustificare le dittature (anche Stalin pensava che i russi fossero scemi e dovessero essere guidati “dalla culla alla morte”).

    I baroni vi tradiranno perchè voi gli servite solo a giustificare (come fate puntualmente ogni giorno con questo blog) il mantenimento dello status quo – che del resto fa comodo anche a voi. Come ho detto in un altro commento voi volete più soldi per finanziare il concorso chiuso fatto su misura per voi.

    Quelli come me che non hanno nessun barone-protettore preferiscono i sistemi alla Perotti, dove è il merito a prevalere, non il servilismo.

  62. miltonmb ha detto:

    @cane sciolto

    sono d’accordo che le proposte alla Perotti agiscono nel medio periodo. Ma questo è un fatto di vita: i processi hanno bisogno di tempo per aggiustarsi verso equilibri virtuosi, quando ne esistano i presupposti.

    Se continuiamo a dire che ci vuole troppo tempo per far funzionare un sistema meritocratico di tipo anglosassone finiremo per rimanere nello status quo indefinitamente, come vuole la RNRP, la CRUI e i vari baroni firmatari dell’appello promosso da Asor Rosa e dagli altri capi mafia.

  63. miltonmb ha detto:

    @Colombo da Priverno

    le tue distinzioni (“noi” e “loro”) soffrono di una contraddizione imbarazzante: TU vuoi entrare a far parte del sistema/cupola di cui LORO sono i capi/padrini.

    Una volta entrato ti acquieterai e difenderai il sistema con i toni pacati che si addicono ad uno “strutturato” in attesa di candidarti a direttore di dipartimento, preside di facoltà e, infine, rettore.

    Tu non vuoi cambiare il sistema, vuoi solo che il sistema abbia più soldi per poterti ammettere nei suoi ranghi.

  64. miltonmb ha detto:

    Scusate, il link non funziona. Forse questo sì:

    http://rassegnastampa.crui.it/minirass/esr_p1.asp

    aprite l’articolo di Bisin sulla Stampa

  65. miltonmb ha detto:

    Usate lo stesso link e scaricate anche l’articolo di Ricolfi sul Giornale di Sicilia.

    Immagino che Ricolfi, essendo di sinistra, abbia ragione a priori…

  66. cane sciolto ha detto:

    @ miltonmb

    Non capisco perché contintui a presentare come un dato di fatto ineludibile che non si possano almeno semplificare le procedure di reclutamento. Dopo tutto, i teatrini dei pupi di oggi sono regolati dalla legge, e questo governo, se vuole, ha i numeri per modificarla.

    Parlo di sinergia tra gli interventi sull’immediato e quelli sul medio termine, non di alternatività.

  67. miltonmb ha detto:

    @ cane sciolto

    hai ragione, bisognerebbe cercare una sinergia. Io però sono scettico. Conoscendo gli italiani immagino che ogni forma di reclutamento “temporanea” diversa da quella “ideale” (cioè quella anglosassone) diventerebbe poi definitiva ed eliminerebbe per decenni la possibilità di riformare davvero, cullandosi nell’illusione di aver già fatto abbastanza.

    Se vuoi far domanda per essere assunto come ricercatore in UK basta compilare un modellino (si fa in dieci minuti) on line, inviare un cv, un paper rappresentativo della tua ricerca e i nomi di chi potrebbe scriverti delle lettere di referenza.

    Nessuna gazzetta ufficiale, nessun bando (se non un annuncio sul sito dell’università), nessun concorso con prove scritte e orali farsa (perchè dovrei conoscere tutto lo scibile quando mi sto specializzando da anni?).

    Secondo me questo è l’unico sistema di reclutamento sensato – come si fa nel settore privato da sempre, del resto.

  68. antonio ha detto:

    è vero, ha ragione cane sciolto, le regole possono essere cambiate e (aggiungo io devono essere cambiate).
    se arriva l’aiuto dei privati, ben venga, in fin dei conti ne va del nostro futuro ed è giusto che un pochettino pensiamo anche ai cazzi nostri, oltre che a quelli delle povere maestrine elementari, alle quali di noi precari della ricerca non importa nulla.

  69. antonio ha detto:

    ha ragione anche miltonmb (non avevo fatto in tempo a leggere), viva le procedure semplificate (Uk)!

  70. Luigi ha detto:

    @miltonmb

    quoto alla grande su quest’ultimo concetto.
    Specifico subito che i tagli generalizzati e la riduzione del turn over sono un suicidio.
    Ma e’ anche vero che molti colleghi precari vogliono solo salire sul carro! Non vogliono una riforma seria basata su criteri meritocratici e di produttivita’ che all’estero funzionano, e come se funzionano! Un riforma del genere eliminerebbe dal sistema tutti quelli che seppur precari sono inadeguati ad avere quelle posizioni, e che in un sistema meritocratico sarebbero gia’ stati sostituiti. Quanti precari si trovano li’ perche’ non c’e’ altro da fare? Quanti sono in fila sperando di essere strutturati? Quanti difettano di spirito critico e propositivo nascondendosi dietro il dito del “tanto non ci sono soldi”? Quanti non danno nessun apporto originale alla comunita’ scientifica? Quanti si accontentano di essere solo dei segretari e va bene cosi’?

  71. antonio ha detto:

    un’altra caosa: gli interventi di miltonmb e cane sciolto sono i migliori che ho letto nel’ultimo mese. concordo su tutto.

  72. miltonmb ha detto:

    @antonio, Luigi e cane sciolto

    grazie ragazzi, mi rincuorate un po’ …

    Da RNRP ho ricevuto finora solo quasi-insulti …

  73. antonio ha detto:

    Giovanni Floris (notorimente di sinistra) una settimana fa, ospite di Matrix, disse:”l’università è come la Roma in questo campionato: va malissimo sia che ci sia Totti (nel paragone: i finanziamenti) sia che Totti rimanga fuori (il taglio del circa 3% annuo per 5 anni).
    Occorre cambiare le regole, poi pensare ai finanziamenti, comunque importanti.
    E basta poi con i sindacati rompic…del posto fisso e basta!

  74. paolo ha detto:

    Il Comitato di valutazione della ricerca ha redatto una lista dei migliori Dipartimenti in Italia per settori. Leggete http://www.CIVR.it : panel di area; relazione; dati.

  75. Luigi ha detto:

    @miltonmb

    Lavoro in un’universita’ londinese e so benissimo come funziona qui. Io ho mandato un CV, 3 nomi e indirizi per ottenere le referenze, e’ una breve presentazione del mio lavoro e dei progetti futuri.
    Mi hanno invitato per una interview, e ora sono qui.
    Semplice, velocissimo, pochissime scartoffie da firmare.
    A volte sembra che i colleghi rimasti in patria certe cose non le vogliano vedere!
    Forse perche’ c’e’ una valutazione da subire regolarmente. E questo fa paura a molti.
    Nel mio dipartimento lecturer e professors ogni tre anni DEVONO aver pubblicato ALMENO 3 articoli su riviste con impact factor superiore a 2, e DEVONO aver ottenuto almeno un grant superiore a 50000 sterline. Se non rispettano questi parametri subiscono un richiamo con estensione del tempo di valutazione, se ancora non hanno combinato niente dopo il richiamo…POSSONO ESSERE LICENZIATI!!!

  76. Michele ha detto:

    Valutazioni ex ante ed ex post per TUTTI sono parte vitale di qualsiasi riforma. Senza la loro introduzione qualunque riforma sarà inutile e dannosa, su questo credo ci sia larghissima convergenza tra i membri di questo blog.

    X Luigi:

    3 articoli in tre anni o 3 articoli ogni anno? Mi sembrano obiettivi più che ragionevoli, neanche particolarmente proibitivi (ma quanti ordinari italiani li passerebbero?).

    Perdona la curiosità, sei libero di glissare, in che settore lavori? Mi pare che la parte ostica sia il grant. Non conosco gli standard UK, ma in Italia per trovare tali finanziamenti devi essere un quasi nobel, o un mafioso, o un politico, oppure una combinazione lineare degli ultimi due.

  77. Luigi ha detto:

    Michele:

    scienze biologiche “applicate”.
    Specifico e mi correggo: sono almeno 3 articoli ogni tre anni con IF superiore a 3.5 (non 2) e grants per un totale di almeno 50 mila sterline.
    Ovviamente i criteri dipendono dal dipartimento. Immagina gli zoologi che hanno riviste con IF bassissimi.
    Noi lavoriamo molto con le industrie, quindi la politica e’ di preferire i grants alle pubblicazioni. Noi abbiamo il 60% dei fondi provenienti da privati e il mio capo (da solo) nell’ultimo triennio ha ottenuto grants per circa 1 milione di sterline.
    Ti dico anche che tutto lo staff e’ molto al di sopra de parametri minimi.
    Quando lavori con le industrie spesso non puoi pubblicare (per motivi di riservatezza) o i dati che vogliono non sono cosi’ innovativi ai fini delle pubblicazioni. Cio’ non toglie che si pubblica tanto, comunque.
    Mi dicono che negli ultimi 6 anni c’e’ stato solo un caso di licenziamento, un lecturer completamente inattivo dal punto di vista della ricerca.
    Poi un punto non trascurabile e’ che il numero di furbetti e’ bassissimo. Cioe’ se tu non hai partecipato attivamente al lavoro, il tuo nome non e’ tra gli autori della pubblicazione. Invece in italia questo malcostume e’ diffusissimo e confonde ancora di piu’ le carte.

  78. ares ha detto:

    Bravo Luigi, sai se funziona anche per altri settori? i riferimenti per inviare CV?
    (Quello dell’IF mi lascia perplesso per tutte le riviste che conoscono è inferiore a 2)
    (La dizione Grant non esiste neanche su Wikipedia in italiano)

  79. miltonmb ha detto:

    @ares (scusa, Luigi, mi permetto di rispondere prima di te)

    Per mandare i cv bisogna tenere d’occhio i siti delle università oppure quelli specializzati. Ad esempio ti consiglio:

    http://www.jobs.ac.uk

    che raccoglie gli avvisi di posti di lavoro vacanti di università in mezzo mondo (e non solo università).

    Grant è un’espressione generica che sta per “finanziamento” o “trasferimento” (quest’ultimo utilizzato ad esempio nel caso di trasferimento dallo stato alle regioni.

    I requisiti in termini di impact factor e numero di pubblicazioni variano da disciplina a disciplina. E’ noto infatti che confronti tra discipline in questi termini non possono essere fatti. Un IF pari a 3 è impossibile da trovare in molte discipline.

  80. miltonmb ha detto:

    E’ interessante notare che quando si tratta di cose serie (pubblicazioni, merito, università serie – cioè anglosassoni – ) gli adepti della RNRP si eclissano.

    Bravi, bravi, continuate a baloccarvi con gli slogan tipo “l’Italia agli italiani” e a distruggere i ministeri, che poi alla ricerca qualcuno ci penserà.

  81. Luigi ha detto:

    Le open positions sono di solito pubblicate sui siti dei dipartimenti o univerista’ in questione, sulla sezione Jobs di riviste del settore o riviste piu’ popolari come new Scientist, o su siti come findaphd.com e findapostdoc.com, jobs.ac.uk.
    Comunque le singole universita’ e dipartimenti sono libere/i di scegliere i criteri di qualita’ che vogliono mantenere. Il settore conta tanto e gli IF sono decisi dal dipartimento. Ti ripeto l’esempio di zoologia con IF molto bassi.

    Pero’ vorrei anche far notare che esiste un controllo di qualita’ interno ai dipartimenti, ed un controllo esterno da cui dipende la spartizione dei fondi. Ad esempio nel Regno Unito the Higher Education Funding Councils (HEFCs) usa criteri di peer review per assegnare i fondi.
    E’ questo l’elemento chiave: Fondi statali assegnati in base a criteri di qualita’!!!

  82. Bravo luigi

    Grazie delle testimonianze…. sono fondamentali

    @miltonmb

    purtroppo è vero quello che dici… si è visto anche ieri sera ad Annozero.

    L’italianità è ovunque dai prestiti ponte per i furbetti delle banche, alla incapacità di riconoscere modelli uinversitari internazionali…

    Questo equilibrio trasversale è la causa del nostro dolce declino.

  83. antonio ha detto:

    purtroppo la stampa ha sempre puntato il dito sulle “raccomandazioni”.

    la merda è rappresentata dal concorso da ricercatore così come è, con quelle prove scritte ed orali che non servono a vedere se sei idoneo alla ricerca, con i titoli pesanti (pubblicazioni, monografie, contartti di insegnamento), mai presei in considerazione seriamente.

    la stampa dovrebbe dire: la merda è il concorso, anche se si svolge in maniera regolare!

  84. miltonmb ha detto:

    Non ho visto Anno Zero … di solito mi deprimo

  85. @support_rrnp

    RAE + autonomia economica degli Atenei + call for application.

    QUesto è il modello europeo/internazionale.

    Non puoi scegliere a piacere e fare la tua alchimia personale.

    Compreresti un automobile con:
    Le ruote di uno skateboard, un mouse al posto del volante e i freni di una bicicletta?

  86. miltonmb ha detto:

    @r.i

    Ti correggo: quello che citi tu è il modello anglosassone. In europa continentale (Germania, Francia, ecc.) funziona più o meno come da noi, anche se le cose stanno cambiando anche in questi paesi.

    Solo da noi e in paesi sottosciluppati culturalmente come il nostro non cambia niente in questa direzione, grazie anche ai nostri bravi “piazzaioli” che si fanno in quattro per proteggere gli interessi dei loro baroni.

  87. antonio ha detto:

    l’autonomia degli atenei o direttamente dei dipartimenti è la prima cosa: devono reclutare chi vogliono, devono poter essere messi in condizioni di fare la migliore “formazione” possiibile. Poi possono essere valutati.

  88. miltonmb ha detto:

    @antonio

    sottoscrivo pienamente.

    Ancora una volta (e scusate la fissa di provocare): ma dove sono finiti gli RNRP-sti???

    Non la capite proprio questa lingua, eh?

  89. CIVR ha detto:

    Conoscete questi signori? Si tratta dei Presidenti dei Panel di Area (del CIVR).

    Evandro Agazzi (11), Angelo Airaghi (15d), Aurelio Amodeo (8), Stefano Bartolini (14), Nicola Cabibbo (2), Sabino Cassese (12, fino al 22/11/2005), Romano Cipollini (3), Paolo Clemente (15e), Bruno D’Argenio (4), Giovanni Dotoli (10), Bianca Falcidieno (15a), Franco Peracchi (13), Aldo Pinchera (6), Francesco Profumo (9), Alfio Maria Quarteroni (1), Ferdinando Romano (15b), Marco Romano (15f), Giuseppe Rotilio (5), Francesco Salamini (7), Giacinto Scoles (15c), Michele Scudiero (12, dal 23/11/2005).

    Io ne conosco (personalmente) uno solo: ve lo posso garantire, uno dei più pericolosi e spietati baroni-capo-mafia che abbiano mai calpestato i corridoi delle università italiane.
    Quando ho letto il suo nome mi sono venuti i brividi… ho immediatamente pensato che doveva trattarsi di una omonimia, ma controllando sul motore di ricerca del CINECA ho visto che malauguratamente non potevano esserci dubbi: era proprio lui!

    Ma la cosa (forse) peggiore è che, ovviamente, alla piccolezza umana del personaggio e alle doti criminali del capomafia, NON si coniuga nessuna grandezza dello “scienziato”: è solo un impostore!

    So che senza fare nomi questa denuncia non vale nulla, ma per quanto mi riguarda la cosa getta una luce sinistra sull’intera valutazione del CIVR.

    Se qualcuno avesse notizie (ovviamente anche buone) degli altri Presidenti dei Panel di Area, è pregato di riferirlo.

    P.S. Il Presidente in questione, ovviamente, ha un congiunto di 1° grado nella sua Università (dati CINECA)!?!

  90. miltonmb ha detto:

    @r.i.

    continuo a dissentire, anche se non sapevo della vostra precedente discussione, molto interessante tra l’altro.

    Mentre in europa continentale la chiamata dietro semplice invio del cv e colloquio riguarda poche università che si stanno aprendo al mondo, questa è la norma in UK.

    Quindi continuerei a non confondere i due sistemi.

    Il fatto che UK non sia voluta entrare nell’euro non è un caso: le differenze tra i due modelli socio/economici (in cui rientra anche l’università) sono sostanziali.

    Tuttavia non è stato sempre così. Prima dei cambiamenti introdotti dalla Tatcher l’università inglese era impatanata più o meno come da noi. Leggete il bel romanzo di David Lodge “Ottimo lavoro, professore!” per uno spaccato sull’università inglese degli anni ’70.

  91. @miltonmb
    E’ chiaro che la devi vedere in relazione al modello italiano.

    Se dovessimo misurare “la distanza” tra il modello italiano e il “modello medio europeo”, noi siamo i più distanti.

  92. miltonmb ha detto:

    Ok, allora, per capirci:

    esiste un modello “ideale” che è quello anglosassone…

    e poi il resto del mondo.

    Gli europei continentali si avvicinano al modello angolsassone in varia misura, ma è certo che in italia ne siamo lontanissimi.

  93. @miltonmb
    i agree with you completely.

  94. miltonmb ha detto:

    @CIVR

    non conosco personalmente nessuno di loro, e non ho motivo di non crederti.

    E’ certo però che nella mia disciplina il CIVR ha fatto un ottimo lavoro, e su questo concordano i migliori esperti italiani in materia.

    L’esperienza del CIVR è l’unico tentativo serio di avvicinarsi al modello anglosassone compiuto in italia negli ultimi decenni.

    Per questo, a mio parere, ne va sostenuto il ripristino e lo sviluppo.

  95. Colombo da Priverno ha detto:

    Miltonmb,

    sei un ricercatore di parapsicologia, per permetterti di leggere (male) nelle mie parole opinioni non espresse, e per prevedere il mio futuro schieramento baronale e l’oblio delle posizioni del passato?

    Non ho troppa venerazione per chi da Londra spara sentenze su persone per lui sconosciute e propone verità i cui effetti, al limite, guarderà in televisione.

    Per la “fissa di provocare”, forse puoi risolvere con dei farmaci, chiedi a Lilly che è un’ ottima MD.

    Dovresti ringraziare se uno come me diventasse ordinario. Con quello che ho subito in passato, le uniche ingiustizie che rischio, forse, di fare sono discriminazioni verso i “principi del sangue” baronale (chissà, magari per sbaglio uno bravo c’è, e io per sicurezza lo sego ugualmente, preferendo un pari-titolato che ha dovuto farcela con le sue gambe).

    Chissà, se tu avessi incontrato uno come me forse non avresti dovuto fare fagotto, e saresti qui a far crescere il tuo paese, invece di quello altrui (e con ciò non voglio dire che ora non stai benissimo, naturalmente, nè che la scienza non deve vivere di scambi).

  96. @colombo
    Non puoi personalizzare cosi la discussione… vorresti una legge ad personam per caso?

  97. miltonmb ha detto:

    @Colombo da Priverno

    io non sto a Londra, sono in Italia, magari vicino a te…

    Conosco il sistema inglese perchè ho studiato lì e avrei potuto anche lavorarci (ho partecipato con successo al job market della mia disciplina) ma poi sono dovuto rientrare in italia per seri motivi famigliari.

    Non sono così sicuro che una volta entrato non faresti il barone. Se fosse così non proteresti per avere più soldi e non ti lamenteresti che i baroni ti hanno tradito.

    Vorresti invece che l’italia adottasse il modello anglosassone …

    …come lo voglio io, che infatti in piazza non ci vado.

  98. miltonmb ha detto:

    @Colombo da Priverno

    … tutti gli attuali baroni si giustificano moralmente pensando alle giustizie che hanno subito in passato e sono convinti di agire nel giusto perpetrandone altre…

    Il baronismo, come la mafia, ha una sua coerente struttura “morale”.

  99. insorgere ha detto:

    sul civr:
    al di là dei profili dei presidenti di area…per il mio settore (storia, area 11) i giudizi corrispondono abbastanza chiaramente alla percezione che abbiamo dal basso di quali siano le sedi buone e quelle scarse.

  100. Giovanna ha detto:

    Vorrei precisare che in realta’ la “chiamata” mediante invio del CV esiste, in forme un po’ diverse, anche nell’Europa continentale (Francia e Germania). Le forme sono un po’ diverse (nel senso che non e’ proprio cosi’ diretto come in UK), ma la sostanza e’ la stessa. Da nessuna parte esiste un concorso assurdo come quello italiano, fatto semplicemente per mascherare le responsabilita’ di chi assume deficienti o parenti.
    Ovviamente esiste anche li’ una sorta di valutazione ex-post lungo tutta la carriere, cosa che non esiste in Italia.

  101. antonio ha detto:

    brava Giovanna!
    soltanto in Italia ci sono gli stupidi temi e l’altrattanto stupido orale!
    ma questo sistema sutpido (è questo che è grave) funziona in tutta la PA, anche per fare l’impiegato al comune.
    W la chiamata diretta! Facciamo parlare il nostro CV!

  102. 5annidiassegni..avuoto ha detto:

    @CIVR

    ti posso dire del (1): Alfio Quarteroni. E’ sicuramente uno dei più importanti nel suo settore, oltre ad essere professore in italia insegna stabilmente da anni all’Ecole Polytechnique de Lausanne. Membro dell’accademia dei Lincei ecc….
    Il suo valore è riconosciuto a livello mondiale ed è anche un abile comunicatore, cosa che non guasta per uno che deve guidare un gruppo di ricerca e raccogliere fondi (se qualcuno di voi si è mai interessato un po’ di coppa america ne avrà sentito sicuramente parlare). Ovviamente è intimamente convinto di essere uno dei migliori, ed ha la tendenza a rimarcarlo, ma la modestia non credo sia una delle caratteristiche che in generale connotano i ricercatori scientifici.
    Ad ogni modo nel mio settore scientifico (che non è quello di AQ) devo dire che i risultati del CIVR sono abbastanza rispondenti a quella che è la percezione di tutti quelli del settore.
    E’ sicuramente migliorabile, ma l’utilizzo di quei dati nella distribuzione dei fondi sarebbe un enorme passo in avanti per uscire dalla palude in cui si è ficcata l’università italiana

  103. CIVR ha detto:

    I vostri commenti (un po’) mi rassicurano sulla validità dell’operazione in generale…

    Se ci fosse un volontario capace di manovrare questi dati, sarebbe MOLTO interessante tentare una simulazione della divisione del finanziamento pubblico su base CIVR (usando parametri e percentuali europei).

    @Pisacane & Sankara,
    se venisse fuori il valoroso, vi impegnate a pubblicare il post?

  104. Michele ha detto:

    Nicola Cabibbo e` uno dei massimi fisici italiani, famoso per i suoi studi sulle trnasizioni tra quarks e tra leptoni ed i rispettivi neutrini. Recentemente e` assurto agli onori della cronaca per essere stato ingiustamente, incredibilmente e scandalosamente snobbato dal comitato dei nobel. E` stato presidente dell’INFN (istituto nazionale di fisica nucleare) ed e` presidente della pontificia accademia delle scienze, ragione per cui a mio parere, gli svedesi, che non amano il Vaticano, l’hanno ignorato.

    Francesco Profumo e` il rettore (dal 2005 mi pare) del Politecnico di Torino. Ordinario di macchine elettriche, ha un curriculum didattico scientifico di tutto rispetto e come rettore sta operando in modo tutto sommato soddisfacente (opinione personale).

    Il modello inglese di valutazione della ricerca mi pare ottimo, ho qualche remora sull’aspetto didattico …

    Secondo me si e` persa una buona occasione, decisi i tagli, si sarebbero dovute redistribuire le risorse risparmiate sulla base delle valutazioni del CIVR, sarebbe stata una prima iniezione di meritocrazia.

  105. Giovanna ha detto:

    Magari si potrebbe anche provare a fare una stima di quanto c… di soldi pubblici si spendono per foraggiare sedi universitarie le piu’ improbabili (e li’ i finanziamenti arrivano non solo dal MIUR, ma anche da comuni, province, ecc.). Secondo me si troverebbero in quattro e quattrotto i soldi da reinvestire (o, vista la mania di tagliare del prof. Tremonti, da tagliare).

  106. cane sciolto ha detto:

    @ antonio, Giovanna, miltonmb, sulla chiamata diretta

    mi dispiace, ma resto dell’avviso che stiate osservando solo metà dello scenario. Voglio dire, guardate ai (potenziali) chiamati – un esercito di gente carica di pubblicazioni serie – ma non vedete i chiamANTI: gli stessi che, in consiglio di Dipartimento o in riunioni segrete, hanno finora deciso che “deve vincere X”.

    L’handicap della chiamata diretta come la faremmo all’italiana è che, se Y vale 10 e Z 2, forse prenderebbero Y. Ma se Z valesse 6 e però fosse di buona famiglia/portaborse/affidabile/yes man, prenderebbero Z.
    Avremmo il “merito a responsabilità limitata”.

  107. Pisacane ha detto:

    Dobbiamo chiedere a Nora Precisa se pubblica i dati.

    Nora è una gran p.u.t.t.a.n.a senza scrupoli!

  108. fabio ha detto:

    …riguardo la levatura dei presidenti dei panel CIVR, Nicola Cabibbo (Area 2 Scienze fisiche) è quello che a detta di alcuni colleghi del suo ambito disciplinare avrebbe meritato il nobel per la fisica appena assegnato, assieme ai giapponesi che di fatto lo hanno ricevuto…

  109. CIVR ha detto:

    Ok, Pisacane, così ci piaci!
    Quindi, se dovesse uscire un fottutissimo precario cazzuto – in grado di elaborare dati, numeri & statistiche – pronto a immolarsi per il bene della Scienza, lo chiederemo a quella gran p.u.t.t.a.n.a di Nora!

    Ma ora, CERCASI VOLONTARI!?!

  110. @cane sciolto
    E dai… ti sei scordato dell’AUTONOMIA ECONOMICA degli atenei:

    il modello di riforma europea è costituito principalmente da:
    CIVR + autonomia economica + chiamata diretta

  111. Colombo da Priverno ha detto:

    MiltonMb, non è che hanno tradito me…

    Io ho detto che da quelli non m’aspettavo nulla di diverso…

  112. Giovanna ha detto:

    x cane sciolto:
    certo che e’ come dici tu. Ma se al contempo si introduce la regola per cui i finanziamenti alla ricerca ma ANCHE una parte dello stipendio di TUTTI i dipendenti di un Istituto/Dipartimento vengono assegnati in base alla valutazione dei prodotti CIVR di quell’Istituto/Dipartimento, le cose probabilmente non andrebbero come dici tu.
    Del resto all’estero funziona, e, nonostante tutto, non capisco perche’ non dovrebbe funzionare qui.

  113. Luigi ha detto:

    Ragazzi noi non dobbiamo copiare il modello inglese in toto, ma riformare il nostro sistema e modellarlo attorno ai punti chiave dei modelli internazionali, tenendo anche conto delle peculiarita’ nazionali, sopratutto di quelle piu’ valide.
    Copiare non funzionerebbe. E questo vale sopratutto per la didattica.
    In UK e’ scandaloso che i prof non possano bocciare gli studenti, al massimo passi col minimo dei voti. Questo perche’ un overseas paga 14000 sterline per un master di un anno, e se tu lo bocci il “grado di soddisfazione” degli studenti scende e l’universita’ va giu’ nelle classifiche del Times o del the Guardian, quindi l’anno successivo ci saranno meno iscritti.
    Questo, a quanto mi dicono, accade anche in Bocconi. non so se con la stessa frequenza, ma accade.
    Io non la voglio un’universita’ cosi’!
    Potete trovare tutti i difetti del mondo, ma io la biologia in Italia l’ho imparata, e per esperienza personale, la conoscenza di un biologo italiano medio e’ superiore a quella di un inglese medio.
    Quindi non tutta l’erba del vicino e’ piu’ verde della nostra.

  114. @luigi

    giusta l’osservazione…

    Il punto è cmq che non possiamo dall’italia cambiare il mondo…

    Mi spiego meglio: è inutile stra-preparare individui quando poi addirittura il paese che lo fa non è nemmeno in grado di accettarli.

    Ci deve essere un equilibrio… altrimenti poi troppo facile dire gli italiani all’estero sono dei geni….

    Ma quale geni…!!! le famiglie italiane hanno speso oltremodo formandoli, per poi non ottenerne benefici ne familiari ne sociali.

    Chiaro poi che all’estero, dove il laureato medio è meno preparato, l’italiano sia ben accolto…

    Rimane cmq un errore… la chiave è l’eqilibrio.

  115. Riccardo ha detto:

    Andrea Lenzi, presidente del CUN (Consiglio Universitario Nazionale): “Se l’intervento si limita al blocco delle comparazioni valutative per i ricercatori [quelle per assumere i nuovi ricercarori, n.d.r.] va bene, ma se dovesse estendersi anche agli associati sarebbe un ulteriore colpo inferto al rapporto tra Universita` e politica”

  116. miltonmb ha detto:

    @ Luigi,

    la mia esperienza inglese è diversa. Io ho visto bocciare, eccome. Considera che nella mia università hanno fatto ripetere l’anno ad uno studente che è stato trovato a copiare dai fogliettini (in inghilterra c’è una sola sessione di esame, a giugno, oltre ad una di “riparazione” a settembre – non i 40 appelli l’anno delle nostre università).

    Attenzione: l’argomento delle specificità italiane è tra quelli più usati per mantenere lo status quo. Gli uomini sono tutti uguali in tutto il mondo: reagiscono agli stessi incentivi grosso modo alla stessa maniera.

    @ cane sciolto

    Se ci fosse il sistema “ideale” (anglosassone – Perotti) anche in Italia verrebbe scelto Y che vale 10 perchè altrimenti nella valutazione successiva il Dipartimento otterrebbe la metà (diciamo) dei fondi di finanziamento e non si potrebbe permettere di pagare gli stessi stipendi ai professori (ricordiamoci che in questo sistema “ideale”, come dice giustamente Giovanna, gli stipendi non sono commisurati solo all’anzianità ma anche alla produttività e vengono negoziati su base individuale).

  117. Paolo ha detto:

    NOI DOBBIAMO INONDARE L’ITALIA.
    Parole sacrosante, caro Colombo.

  118. Grazie riccardo…

    Alludere arrogantemente ad un “rapporto univesità e politica”…
    è vergognoso… uno sfoggio di potere a dimostrare che si può andare anche oltre il proprio feudo…. maledetti baroni, maledette corporazioni…

    Una persona come questo Lenzi andrebbe “sacrificata” in piazza…
    Legata e presa a calci in c**o…….. almeno uno per ogni studente.

    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2008/10/concorsi-bloccati-pagelle-atenei.shtml?uuid=f735565a-a764-11dd-912b-fabc61a6857c&DocRulesView=Libero

  119. Perotti Vs Aprea:
    http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=ottoemezzo&video=18438

    Perotti critica duramente le fondazioni… ennesimo carrozzone mangiatoia per politici… critica i tagli di questo governo…

  120. 5annidiassegni..avuoto ha detto:

    @r.i.

    Lenzi è scandaloso, ma il suo discorso combacia con la visione di Quagliarello a ottoemezzo e con quanto espresso in modo distorto da Giavazzi sul corriere della sera.
    I precari attuali vanno eliminati, a prescindere da valutazioni di merito, perchè sono figli della sinistra, come ci ha bollati la Gelmini. Ai “baroni” veri invece cercheranno di non dare nessun serio fastidio! Del resto se uno è parente di un barone tipicamente non fa il precario, ma entra per direttissima (con concorsi per soli “gggiovani”, e con scarsa concorrenza da parte di altri candidati…)

  121. ares ha detto:

    ma sto studente a La7 quante volte ha detto ‘vero’, ‘veramente’ …

  122. ares ha detto:

    … comunque il ‘sistema dell’informazione’ TV e giornalisti in genere, sono concentrati sui temi del ‘concorso truccato’ e dei ‘baroni’.
    Il ‘sistema mediatico’ è adiabatico rispetto a quanto espresso sul sistema UK e l’attribuzione delle risorse in base al merito.
    Non lo capiscono non perchè non vogliano, ma perchè sono stupidi e perchè la logica del ‘dagli al barone’ e ‘…è tutto un magna magna’ rende molto di più in termini di audience.

  123. @5annidiassegni..avuoto

    mah quello che dici è un pò vago… prova a spiegarlo meglio…

  124. cattivo.maestro ha detto:

    scusa, non per fare polemica, ma a me quello che scrive 5annidiassegni..avuoto sembra chiarissimo…

  125. @cattivo.maestro

    allora spiegamelo meglio

  126. cattivo.maestro ha detto:

    l’obiettivo della “riforma” che la gelmini presenterà la prossima settimana è lo stesso che animava la “riforma” della scuola. Mantenere lo status quo bloccando i concorsi (tutti anche quelli già banditi), promettere regole nuove (che non arriveranno prima di due anni, poi dovranno essere attuate e poi avviate…), combattere il baronato ufficialmente, ma nei fatti bloccare il reclutamento dei ricercatori con il pretesto delle regole concorsuali. Blocco sine die. Effetto della riforma: baroni in cattedra, regole promesse, tagli confermati, ulteriore tagli di 40 milioni del reclutamento straordinario 2008 +80 milioni del 2009. Morti sul campo: i ricercatori precari. Quanti di noi sopravviveranno a questa cura?

  127. Giovanni Papini ha detto:

    Giovanni Papini in “Chiudiamo le scuole” (1914):

    ” Non venite fuori colla grossa artiglieria della retorica progressista: le ragioni della civiltà, l’educazione dello spirito, l’avanzamento del sapere… Noi sappiamo con assoluta certezza che la civiltà non è venuta fuor dalle scuole e che le scuole intristiscono gli animi invece di sollevarli e che le scoperte decisive della scienza non son nate dall’insegnamento pubblico ma dalla ricerca solitaria disinteressata e magari pazzesca di uomini che spesso non erano stati a scuola o non v’insegnavano. ”

    Libro scaricabile gratuitamente:
    http://www.stampalternativa.it/liberacultura/?p=81

  128. @cattivo.maestro

    Mi devi spiegare dettagliatamente perchè Giavazzi == Lenzi come ha ipotizzato 5annidiassegni..avuoto

    La risposta che mi hai dato è troppo generica…

    se vuoi provo ad aiutarti… parti da qui:

    Spiegami come Giavazzi che chiede autonomia economica, abolizione del valore del titolo di studio e dei concorsi , possa essere comparato ad un lenzi che usa i suoi poteri baronali corporativi per “minacciare” una classe politca dal ventre molle…

  129. Anna ha detto:

    Ecco un altro garantito contro i precari (da La Stampa di oggi)

    1/11/2008 – L’INCHIESTA
    Atenei in tilt senz’anima e senza soldi

    Sprechi, gigantismo, inefficienza, lassismo etico: all’università serve una cura
    MICHELE AINIS
    ROMA
    In principio è una questione di quattrini. C’è di mezzo l’avarizia con cui l’Italia alleva i suoi talenti, sicché il popolo studente ha tutte le ragioni a dire basta. Secondo l’ultimo Rapporto Ocse (Education at a Glance 2008), spendiamo per la scuola il 4,7% del Pil, contro il 5,8% della media dei Paesi sviluppati. Questa magra dotazione viene poi spalmata in modo diseguale sui vari livelli del sistema: per le elementari viaggiamo ben al di sopra della media (6835 dollari l’anno per alunno), ma risparmiamo per le scuole superiori e soprattutto per l’università (8026 dollari annui a studente, quando la media Ocse è 11.512 dollari). Di conseguenza la scuola elementare italiana è fra le prime 5 al mondo, ma già all’età di 15 anni i rapporti del Pisa situano i nostri studenti al 27º posto fra i loro coetanei di 57 nazioni per conoscenza della matematica, al 36º posto per le scienze, e via sprofondando. E ovviamente all’università il buco diventa una voragine.

    Da qui il più alto tasso d’abbandoni al mondo (55%). Da qui un misero 17% di laureati fra chi ha da 25 a 34 anni, mentre la media Ocse è al 33% (insomma ci supera anche il Cile). Da qui attrazione zero verso l’estero (negli atenei italiani studia l’1,7% di stranieri, in quelli americani il 20%). Da qui una caduta verticale di prestigio: in base alla classifica della Shanghai Jiao Tong University la migliore università italiana è 146ª, perfino dietro quella delle Hawaii. Da qui, infine, il divorzio fra una laurea ormai squalificata e il lavoro qualificato, dove contano altre medaglie, altri attestati di benemerenza. E infatti in Italia un laureato guadagna solo il 27% in più d’un diplomato, negli Usa l’86%. Sicché scappi chi può: secondo l’U.S. Citizenship and Immigration Service, nel 2006 c’erano 13.368 italiani ad altissima qualificazione con un posto di lavoro negli Stati Uniti. Tutta gente alla quale il nostro Stato ha pagato gli studi senza mai farsi ripagare, ed anzi regalando agli altri i migliori frutti dei propri investimenti.

    Questa sciagurata condizione deprime gli entusiasmi, smorza l’energia di chi sgobba sui libri per costruirsi un futuro. Ma non dipende solo dal rubinetto della spesa. Anzi: la sua causa più profonda sta nella logica che pervade il sistema, dove il merito è diventato carta straccia, insieme al senso della legalità. Le prove? Truffe sui test d’ammissione negli atenei di Bari, Foggia, Chieti, Ancona, Catanzaro (settembre 2007). Lauree honoris causa concesse al signorotto locale per ingraziarsene i favori (95 soltanto nel 2007). Concorsi vinti da candidati con zero pubblicazioni accreditate (a Catania e a Parma nel 2001, a Bari nel 2002, a Reggio Calabria nel 2004, a Messina nel 2005, alla San Pio V di Roma nel 2006: Perotti, L’università truccata). 117 professori che a febbraio risultavano indagati presso le procure di varie città italiane, per favori impropri ai loro familiari. Mentre a maggio il Corriere della sera ha contato 24 magnifici rettori con famiglia nel medesimo ateneo.

    «I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi», recita la norma forse più pregnante della Costituzione italiana (art. 34). Un diritto, non un privilegio né un favore. Tant’è che per renderlo effettivo la stessa norma pone allo Stato l’obbligo d’erogare «borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze». Ma in Italia gli studenti che conquistano una borsa di studio sono meno dell’8%, quando negli Usa e in vari altri Paesi uno su due non grava sullo stipendio di mamma e papà. Inoltre il meccanismo, nella sua concreta applicazione, penalizza gli studenti che divengano più poveri dopo il primo anno di erogazione della borsa; non esige che il borsista documenti le spese sostenute per studiare; e in conclusione tende più a evitare gli abbandoni che a premiare i migliori (Caroli Casavola, Giustizia ed eguaglianza nella distribuzione dei benefici pubblici).

    D’altronde tutto il sistema di finanziamento pubblico verso gli atenei è ben poco orientato al merito, al sostegno dei comportamenti più virtuosi nella ricerca e nell’insegnamento. Anzi: secondo l’ex ministro Mussi (intervista all’Espresso, 19 gennaio 2007), sia per l’università che per gli enti di ricerca la dotazione finanziaria non tiene in alcun conto l’eccellenza. Denuncia sacrosanta, tuttavia i ministri stanno lì apposta per correggere il corso degli eventi, non per lamentarsi degli dei. Invece nel 2006 – quando Mussi cominciò il proprio mandato – il Fondo di finanziamento ordinario rimase del tutto indipendente rispetto alle performance dei singoli atenei, mentre alla Quota di riequilibrio fu destinato lo 0,5% del totale. Quanto al monitoraggio dei ricercatori, sempre Mussi ha chiuso il Civr sostituendogli l’Anvur, un mastodonte che avrebbe dovuto dare i voti a 20 mila docenti l’anno, e che è poi stato ucciso in fasce dal nuovo ministro Gelmini. Insomma le buone intenzioni passano, i ministri pure, ma resta immarcescibile la regola non scritta dell’università italiana: niente pagelle, todos caballeros.

    Se la superficie dell’oceano è piatta, sui fondali nuotano invece pesci d’ogni razza. Durante gli Anni Ottanta del secolo passato in Italia venivano impartite oltre 10 mila discipline accademiche; nel frattempo questa cifra è quantomeno raddoppiata. D’altronde tutta l’università si è via via gonfiata come un panettone, dopo il 3+2 e le altre riforme varate dal 1997 in poi. C’erano allora 41 atenei; nel 2008 sono diventati 95, fra pubblici e privati. Ma se si contano anche le sedi distaccate (ce n’è una sotto ogni campanile, da Tempio Pausania con 5 studenti immatricolati a Petralia Sottana che ne ha 6), il totale fa 338. Da qui la proliferazione delle facoltà, sicché ne abbiamo aperte per esempio 14 di Veterinaria, più di quante ne sommino tutte insieme Francia, Germania, Austria, Belgio, Grecia e Danimarca. Da qui, e soprattutto, la moltiplicazione dei corsi di laurea: 5.517 nel 2007, quando erano 2.444 nel 2000. Fra le new entries, «Gestione delle imprese di pesca» (università del Molise), «Scienze della mediazione linguistica per traduttori dialoghisti cinetelevisivi» (Torino), «Scienze del fiore e del verde» (Pavia), «Scienza dell’allevamento, dell’igiene e del benessere del cane e del gatto» (Bari).

    Insomma sprechi, gigantismo, inefficienza, parcellizzazione dei saperi (gli iperspecialisti che sanno tutto su niente, e perciò niente su tutto), lassismo etico, mortificazione delle competenze, sia sul versante dei docenti che su quello dei discenti: all’università serve una cura da cavallo. Ma per carità, non una cura normativa: l’ultimo dei mali di cui soffre il sistema dell’istruzione pubblica in Italia è il morbo del troppo diritto. Secondo la banca dati della Camera, dal 1996 al 2007 è piovuta addosso a quel sistema una grandine di 103 leggi, senza contare i decreti delegati, gli statuti, i regolamenti del governo, quelli dei singoli atenei, delle facoltà, dei corsi di laurea, master, dottorati di ricerca. E ovviamente al riparo di questo bosco normativo ciascuno fa come gli pare, tanto ogni regola genera sempre cento eccezioni. No, non ci serve un’addizione, bensì una sottrazione. Anzi una doppia sottrazione.

    In primo luogo, via il valore legale della laurea. Soluzione non particolarmente originale (ne parlava già, mezzo secolo addietro, Luigi Einaudi), ma rivoluzionaria nei suoi effetti potenziali. Perché porrebbe le università in competizione fra di loro (vale di più la laurea dell’ateneo migliore), e perché non c’è efficienza senza concorrenza. D’altronde l’equiparazione formale del titolo di studio non esiste più, di fatto, nel settore privato, dove già le aziende assumono selezionando in base all’ateneo di provenienza; sicché è un feticcio che rimane in piedi solo per il settore pubblico, non a caso in Italia particolarmente disastrato. Meglio dunque il modello americano, meglio sostituire al valore legale della laurea un meccanismo di accreditamento, che costringa ogni ateneo a misurarsi con standard di qualità nazionali, periodicamente aggiornati e controllati. Ma quel modello non può venire importato per metà, non se ne può prendere una gamba soltanto; l’altra gamba consiste nell’erogazione capillare di borse di studio e altri supporti per gli studenti meritevoli, quando non hanno i mezzi per pagarsi gli studi. Altrimenti passeremmo da un abito tagliato su misura per i poveri di spirito a un altro che possono indossare unicamente i ricchi di famiglia.

    In secondo luogo, via il valore legale della cattedra. Mai più cattedre a vita, mai più lo stipendio a fine mese per chi non se lo suda. Anche in questo caso la via maestra parte dagli Usa. Lì non esistono professori a tempo indeterminato, eccetto quelli con tenure, che rappresentano comunque l’eccellenza; gli altri, tutti gli altri, sono per così dire in prova. L’opposto di quanto accade alle nostre latitudini, dove i più tengono cattedra nel medesimo ateneo in cui si sono laureati; dove non a caso l’età media dei professori è fra le più elevate al mondo, con il 42% di ultracinquantenni e il 22,5% di ultrasessantenni (Sylos Labini e Zapperi, Lo tsunami dell’università italiana); e dove infine più invecchi e più guadagni, anche se non hai più nulla da insegnare. Perché in Italia sono bassi gli stipendi dei ricercatori, al primo gradino della scala; lo sono quelli degli studiosi più brillanti, che negli Usa – attraverso contratti individuali e fondi di start-up – talvolta superano un milione di dollari; ma sempre negli Usa il rapporto fra lo stipendio medio degli ordinari e degli assistenti è di 1,5 a 1, mentre qui lo stipendio di un ordinario a fine carriera pesa 4 volte e mezzo la busta paga dei neoricercatori. È il paradosso d’un sistema il quale – legando la retribuzione dei professori esclusivamente alla loro anzianità di servizio – non sa essere né egualitario né meritocratico, tanto da attirarsi la censura dell’Ocse (Rapporto Going for Growth, 2007); sicché c’è bisogno di rivoltarlo come un calzino usato.

    michele.ainis@uniroma3.it

  130. 5annidiassegni..avuoto ha detto:

    Il messaggio che io percepisco mettendo insieme i pezzi (ossia le varie interviste sugli organi di stampa) è: dobbiamo risparmiare colpendo qualcuno ma non abbiamo la voglia (o la forza) di contrastare i baroni e tagliare seriamente gli sprechi, quindi colpiamo l’anello più debole ossia i precari, bloccando i concorsi con la promessa di nuove regole future. Lo dice chiaramente Lenzi nell’articolo del sole24ore. Quagliarella ad ottoemezzo diceva che andrebbero immesse persone con meno di trent’anni, perchè in fondo i precari che ci sono oggi sono degli scarti, quelli che non sono stati presi all’estero; quindi a questi va tagliata la strada. Giavazzi nel suo articolo paventava un ope legis di fatto se tutti i concorsi da ricercatore fossero svolti come previsto (nota sull’articolo: varrebbe la pena sapere se 2500 ricercatori corrispondono al numero di pensionamenti che si possono stimare in due anni su un personale docente di circa 70000 persone. Dico due anni perchè per arrivare a quei numeri bisogna sommare i concorsi della II sessione 2007 con quelli fino alla II sessione 2008, che non si svolgeranno sicuramente prima della fine del 2009). Sappiamo tutti che fare delle nuove regole non richiederebbe più di 5 minuti, senza scomodare le assurde procedure di Mussi-Modica. Ma vedrete che il tempo necessario non sarà breve.
    In quatto anni di blocco del turnover verranno assorbiti i passaggi di carriera previsti con i prossimi concorsi, e quel punto con una età media della docenza che sfiorerà i settant’anni, si faranno tanto concorsi per soli giovani che saranno degli ope legis di fatto visti i numeri che saranno necessari.

    Posso anche scommettere che non verrà toccata alcuna sede universitaria, al massimo qualche sede distaccata.

    Spero sinceramente di essere smentito, ma le “convergenze” che vedo all’opera di vari settori della società italiana mi fanno temere il peggio

  131. cattivo.maestro ha detto:

    Come fai a dire che ti ho dato una risposta generica se non te l’ho data?
    Ho solo detto che, anche se non faccio l’avvocato difendore di 5annidiassegni..avuoto, penso che si riferisse esclusivamente al fatto che entrambi perseguono l’effetto immediato della cancellazione del reclutamento straordinario e, quindi, dei ricercatori precari. Solo per questo proponeva l’equivalenza.

  132. 5annidiassegni..avuoto ha detto:

    @r.i.

    Lungi da me dire che Giavazzi e Lenzi sono d’accordo. La caratura dei personaggi è sicuramente diversa. Dico solo che si notano delle “convergenze parallele”. E temo che il succo che rimarrà alla fine sarà la sintesi delle diverse proposte e non la summa

  133. @cattivo.maestro

    ok, pensavo fosse la tua risposta…

    Cmq quell’equivalenza direi che è un pò strumentale (fino a prova contraria).

  134. cattivo.maestro ha detto:

    la prova contraria temo che la subiremo la prossima settimana se sono vere le anticipazioni del sole 24 ore

  135. cattivo.maestro ha detto:

    mica l’ho fatta io l’equivalenza, mi sembra che l’autore del commento abbia risposto. Io ho parlato solo di effetti

  136. 5annidiassegni..avuoto ha detto:

    Volevo solo dire che in questa situazione un ministro può fare quello che chiede Lenzi,
    nascondendolo dietro i discorsi di Giavazzi.

    Ad ogni modo nell’articolo del corriere della sera a cui faccio riferimento, Giavazzi ha fatto un uso un po’ mistificatorio dei numeri. Questo è un tipico approccio da politicante che da Giavazzi non mi sarei aspettato

  137. @5 anni di prec

    Non sono d’accordo…
    Giavazzi Perotti Alesina Boeri… insomma i riformatori veri all’europea… sono per ora credibili… non vedo quei giochi politici a cui tu stai alludendo…

  138. Giovanni ha detto:

    Non si capisce cosa abbia a che fare Boeri con gli altri 3: Boeri (ed Ichino) stanno, a mio avviso giustamente, proponendo da qualche tempo il modello del “contratto unico”, che permetterebbe di risolvere la situazione del precariato in una maniera accettabile per tutti. Gli altri 3 giocano semplicemente a fare i primi della classe (garantiti) sulle spalle dei precari.

  139. Elena ha detto:

    Ci sono voci sempre piu’ insistenti che davvero si vogliano bloccare i concorsi per ricercatore per gli anni a venire, in attesa di una riforma che abolisca definitivamente i posti a tempo indeterminato. Ovviamente i baroni e i garantiti vari del Pubblica impiego rimarrebbero garantiti.

    Signori, mentre noi discutiamo loro ci hanno fatto fuori. Amen.

  140. 5annidiassegni..avuoto ha detto:

    @r.i.

    Spero sinceramente tu abbia ragione.
    Nessuno però mi ha ancora detto se il 3.5-4.0% è un turnover normale oppure no. Io da profano di gestione del personale direi di si. Guardando nel mio piccolo, dove lavoro io i pensionandi sono decisamente più dei posti da ricercatore banditi nelle sessioni degli ultimi due anni. In più sta arrivando l’onda dei pensionamenti di quelli entrati con gli ope legis.

  141. 5annidiassegni..avuoto ha detto:

    @Elena

    Secondo me non dovremmo avere nessuna paura del tempo determinato nel momento in cui dovesse esistere un serio sistema di valutazione di quanto svolto da ciascuno ex post che non blocchi per partito preso (come invece accadrebbe adesso) gli avanzamenti di carriera dei t.d. Corrisponderebbe alle tenure track che esistono normalmente in altri sistemi universitari
    Io credo che il blocco ci sarà mentre l’aspetto realmente innovativo sarà diluito nel tempo e poi lentamente dimenticato

  142. @giovanni

    posta pure il documento a cui fai riferimento…

    citando boeri cito tutta la “combriccola” a mio avviso affidabile de lavoce.info

  143. @5anni

    il sistema di valutazione senza l’autonomia economica e l’abolizione dei concorsi da solo non basta.

    Anzi affonderebbe totalmente l’università.

  144. Lilly ha detto:

    Qualche anticipazione sul piano di riforma, che verrà presentato la settimana prossima, a pagina 10 del giornale Il Messaggero di oggi 1 Novembre 2008, visualizzabile su http://www.ilmessaggero.it.

  145. Riccardo ha detto:

    x 4annidiassegni:
    Il problema e’ proprio quello. Sono d’accordo con te sul tenure-track, ma guarda che in Italia (anzi, in italia) non si sta parlando di quello. Si parla semplicemente di tempo determinato (cioe’ contratto a termine). Punto. Probabilmente a te andra’ bene (hai gia’ una casa?) ma a me ad esempio no. Nessuna banca mi concede un mutuo con un contratto a tempo. I contratti tenure-track sono diversi. Scusa tanto, ma c’e’ chi ha bisogno anche di un alloggio.

  146. 5annidiassegni..avuoto ha detto:

    @ r.i.

    autonomia economica assolutamente d’accordo.
    Sulla abolizione dei concorsi sono in linea di principio d’accordo, ma allo stesso tempo lo ritengo un falso problema. La chiamata diretta di fatto esiste già. Il commissario interno sceglie chi deve vincere, quasi sempre a priori. Una ulteriore dimostrazione di ciò la puoi avere guardando alla bocconi e a tutte le persone che citi. Anche loro sono vincitori di concorsi che vengono svolti con le medesime regole utilizzate dagli altri atenei italiani, e quindi con commissioni votate da tutti i docenti dei rispettivi SSD al livello nazionale. Secondo te la bocconi permetterebbe che uno di questi concorsi fosse vinto da un candidato non selezionato dal commissario interno? Credo che nei fatti, giustamente, non permettano ad altri di fare le scelte per loro

    Perché allora la selezione sostanzialmente sembra funzionare meglio da loro? Secondo me perché si sottopongono a valutazioni ex post, e perchè l’ateneo gode di un prestigio che genera un vantaggio quantificabile economicamente per gli studenti nel momento in cui vanno alla ricerca di un lavoro (ossia autonomia economica)

    @Riccardo

    Se vogliamo un sistema con valutazione ex post dobbiamo accettare la possibilità che in caso di fallimento si venga licenziati o si subiscano significative penalizzazioni economiche, altrimenti il sistema rimarrà sempre così com’è ora.
    Comunque io sono riuscito ad averlo un mutuo con l’assegno di ricerca. Devo riconoscere che c’ho messo un sacco di tempo e ho dovuto consultare tantissime banche per riuscire a scovarlo.

  147. miltonmb ha detto:

    @5annidiassegni…avuoto

    permettimi di segnalare una tua contraddizione:

    se la chiamata esiste di fatto anche con i concorsi ultra-regolati, a maggior ragione andrebberro aboliti perchè sono una farsa.

    Abolendoli si renderebbe esplicito il meccanismo sottostante.

    Perfettamente d’accordo sulle necessarie conseguenze della valutazione ex post.

  148. miltonmb ha detto:

    Aggiungo che i concorsi sono una farsa molto costosa … i risparmi derivanti dalla loro abolizione potrebbero finanziarie cose molto più utili…

  149. 5annidiassegni..avuoto ha detto:

    Chiarisco. Io sono per la chiamata diretta. Dico solo che dati i tre pilastri di cui parlava r.i., se dovessimo cedere su uno sarebbe meglio cedere sui concorsi. Rinnovate procedure concorsuali (o chiamate dirette) senza autonomia finanziaria e valutazione ex post sarebbero non solo inutili ma dannose. Al contrario con autonomia finanziari e valutazione ex post i concorsi naturalmente verrebbero svuotati di significato

  150. paolo ha detto:

    Vorrei iscrivermi al corso di scienze dell’igiene del cane e del gatto (uni Bari). Dite che posso iscrivermi con il dottorato?

  151. kolagen colway ha detto:

    When someone writes an post he/she maintains the thought of a user in his/her mind that
    how a user can be aware of it. So that’s why this post is perfect. Thanks!

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