Se il Ministro non va dai precari, i precari vanno dal Ministro….

23 Giugno 2009

Riceviamo dai colleghi dell’Apri e volentieri pubblichiamo, sperando che alle parole seguano i fatti:

 

 

Carissimi amici e colleghi,

senza alcuna ragione apparente, il MIUR ha bloccato i concorsi da docente universitario. Inspiegabilmente, infatti, non si sta procedendo alla formazione delle Commissioni giudicatrici per i concorsi già banditi, e si sta limitando fortemente la possibilità di bandirne di nuovi, ritardando l’emissione del d.m. sulla valutazione delle pubblicazioni nei concorsi da ricercatore, che è indispensabile perché tali concorsi – gli unici che, in questo momento, possono essere banditi – siano espletati.

Quello che più stupisce, tuttavia, è che il d.m. di cui trattasi, che doveva essere adottato entro il 9 febbraio u.s., risulta – da un fax inviato dal MIUR all’APRI -, testualmente, “alla firma” del Ministro da, oramai, quasi due mesi.

Due mesi per mettere una firma? Brunetta dovrebbe guardare prima in CdM, invece di dare la caccia ai fannulloni solo dalle altre parti.

A parte le provocazioni, si tratta di un fatto davvero sconcertante, che, per altro, è aggravato dalla circostanza di non poco momento che, pure due mesi fa, ovvero quando è stato posto alla firma, il d.m. in questione era già in forte ritardo.

Che dire, poi, del contenuto della bozza di d.m., ampiamente circolata on-line, perché già presentata al CUN, che prevede dei criteri di valutazione delle pubblicazioni assolutamente inidonei a vincolare la discrezionalità delle commissioni giudicatrici?

Non possiamo non reagire davanti ad un tale atteggiamento che rischia di “mandare al macero” una intera generazione di precari della ricerca, rei solo di aver chiesto procedure concorsuali più trasparenti e meritocratiche.

Allora, l’APRI ha deciso di organizzare una manifestazione per il 13 luglio, dinanzi alla sede centrale del MIUR, per “festeggiare” i due mesi in cui la Gelmini non è riuscita a mettere una firma. 60 precari della ricerca – uno per ogni giorno di inerzia della Ministra -, con delle magliette gialle, con uno slogan davanti, ed il numero sul retro, distribuiranno penne per la firma del d.m., ed un volantino, a tutti quelli che entreranno al MIUR. Il volantino sarà costituito dal fax di Masia, e, sul retro, da un brevissimo comunicato, nel quale: da un lato, lamenteremo 1) i due mesi per una firma, e, più in generale, il forte ritardo del d.m. sulla valutazione delle pubblicazioni, 2) l’assoluta inadeguatezza dei criteri previsti nella bozza di d.m., 3) il blocco della formazione delle commissioni; e, dall’altro, proclameremo l’astensione dalla didattica, e da tutte le attività non retribuite, ad oltranza, fino a quando non sarà emesso un d.m. sulle pubblicazioni vincolante per le commissioni e la formazione di quest’ultime non verrà regolarmente ripresa.

Chi vuole far parte dei 60 “coraggiosi”, mi contatti via e-mail – vito@plantamura.it -, e riceverà il modulo da adesione da compilare, firmare, e rispedirmi via fax. O siete solo dei dibattenti?

Tom Bombadillo – Signore della Vecchia foresta


Assassinio!

15 Giugno 2009

Ci si chiede un nuovo post. Giusto. Come se avessimo qualcosa di nuovo da dire… Il fatto è che stanno uccidendo l’Università e il paese. E noi siamo le prime vittime.

Da dove partire?

Da lei, dal Ministro. Mesi e mesi di proclami: riforme e reclutamento virtuali, inesistenti. Bozze che circolano, cambiano, tornano a circolare poi si fermano. Sembrano nuvole. Sicuramente hanno meno consistenza delle nuvole. I concorsi? Bloccati! Le nuove regole? Bloccate. L’Anvur? Bloccata! Persino la distribuzione degli ormai magrissimi FFO è bloccata e le Università (vedi il resoconto CUN), quando anche volessero e potessero, non possono neppure bandire la seconda tranche di posti Mussi (per carità, bandire, non assumere). Ve li ricordate? un altro migliaio di concorsi, a cofinanziamento.

L’unica cosa certa sono i tagli. Certissimi. Sarà pure che le Università spendono male, ma io devo ormai comprare la carta per stampare. Nella mia segreteria amministrativa sono rimasti in 2. E secondo voi il lavoro amministrativo chi lo fa?

I baroni? Ci sono, sono tanti ma a loro questa situazione non cambia quasi nulla. Gli sprechi? Ci sono, ma forse molti meno di quelli che si dice. Nel frattempo si attacca a man bassa l’Università. Baroni, ladri, comunisti… Poi però va bene quando si deve far parlare Sua Santità o Gheddafi (per darci una mano con i “respingimenti”).

Assassinio. Dell’Università, di un paio di generazioni. Della cultura e del sapere.  Del resto, diciamolo con chiarezza: nella nostra Repubblica della Banana (si, avete letto bene, al singolare) meglio essere Noemi, veline, paparazzi, mafiosi e camorristi, faccendieri e pidduisti o magari calciatori. Voli di stato e porci di stato. Porci con le ali…. ve lo ricordate il romanzo? Sono rimasti solo i porci (umani, perchè quelli suini meritano ben altro rispetto) ed hanno perso le ali.

Volevate un post? Eccolo. Non ho niente da scrivere. Nessuna notizia da dare se non aria fritta. Volevate i criteri? Se non l’avete capito li avete avuti. A saper leggere… Volevate i concorsi? Ci sono stati, 3-4000 a sentir dire lei, la Ministra. Come l’Università meritocratica, europea. La valutazione.

Scusate lo sfogo. Non è un post. E so bene che non sono per nulla tra quelli messi peggio. Proprio no. Che altro dire? Che la FLC ha costituito un coordinamento dei precari dell’università. Bene.

Resta una questione. Quale? No, non che fare. No, questa proprio no. Ci sarebbero migliaia di cose da poter fare se solo avessimo la forza. Basta scegliere: modello francese o greco? Fate voi. La questione è, allora, CHI lo deve fare. I precari dove sono? Dove siamo? Nei blog? non serve. Dietro i fax. A quanto pare neppure serve. Neppure servono quei pochi articoli sui giornali che con molta difficoltà si riesce a far uscire; i giornali – si sà – preferiscono parlare di altro. 

Ed allora. Come usare bene il poco tempo che abbiamo a disposizione? Proposta: in questo post basta discussione sui sistemi di università o reclutamento che vorremmo, sui massimi o minimi sistemi pubblico-privati. Noi siamo troppo avanti per loro. Inutili. Qui è già tanto se si riesce a far partire qualche concorso e a non mandare le Università in crack finanziario. Discutiamo su cosa fare, a breve. Lanciamo un iniziativa. Fosse una sola. Fosse pure l’ultima. A Roma. Da nessun altra parte. A Roma. Dal Ministro. Face to face… senza niente da perdere perché niente abbiamo. Che fai, arioprecario, ti contraddici! Torniamo al Che Fare? Già, perché meglio non discutere su chi siamo. Il silenzio di questi mesi ha offerto una chiara, palese, risposta.


E’ in uscita il decreto ministeriale sui criteri “meritocratici” per i concorsi

21 Maggio 2009

Il MinCulPop ha partorito il topolino…il decreto per valutare i ricercatori.

La valutazione dei titoli è generica, non studiata per area di ricerca, usa indici bibliometrici grezzi e non standardizzati per settore o sottosettore e soprattutto molto vaga  (nei concorsi all’estero -call for applications- quanto vale  l’Impact Factor o l’H factor?).

Perché non dare un “peso” preciso ad ogni tipo di prodotto scientifico differenziato per area di ricerca (capitolo, libro, articolo con o senza referee, internazionale o meno, contratto di ricerca o insegnamento, ecc…)?

Ad ogni modo ecco il link al testo

Ecco un link alla pagina della azienda produttrice dell’Impact factor scritta dallo stesso inventore dell’Impact factor – il chimico Eugene Garfield – che spiega come il suo  uso sia improprio (e secondo lo scrivente  anche impugnabile legalmente) nella valutazione comparativa dei titoli di singoli candidati  che si occupano di cose diverse pur nello stesso SSD (link).

Il ministero italiano dovrebbe dire a tutti i settori e perfino ai sottosettori come usare e quanto far valere gli indici bibliometrici oppure se vale la pena mettere a punto altri sistemi.

Per contro il testo del decreto è vago e va contro le considerazioni stesse dell’inventore dell’IF!!!

Si rischia di valutare le mele come le pere e dire che le une sono migliori delle altre seguendo valori maltarati e non standardizzati.

In ultima ipotesi le commissioni potranno comunque fare come gli pare perché il DM non vincola per nulla  le commissioni.

Un pasticcio che si poteva scrivere in due giorni e invece esce con mesi di ritardo.

Ecco infine il link alla sottoscrizione di protesta per il cambiamento, il perfezionamento, del decreto che sta per uscire (link).


Nuova bozza decreto di legge delega governance e reclutamento

18 Maggio 2009

Ecco il link ad una nuova bozza della legge delega su governance e reclutamento scaricabile dal gruppo  Assegnisti di Siena

Salute (e fraternità)  a tutti

Scarica nuova bozza e relazione introduttiva


Rettori e governo: il precariato è un problema? fate fuori i precari…

4 Maggio 2009

Di alcune delle norme assurde presenti nelle bozze che sono circolati di un probabile prossimo dl sulla governance ne abbiamo parlato. E che siano mesi che i concorsi sono bloccati in assenza del famigerato D.M. sulla valutazione dei titoli l’abbiamo più volte detto.

Nel frattempo arrivano notizie scontertanti dagli Atenei. Eccone una, da Perugia riceviamo e pubblichiamo – con sconcerto e rabbia!

“…nel corso del mese di novembre del 2008, all’Università di Perugia abbiamo costituito un’associazione di ricercatori precari, al fine di dare maggiore visibilità alle nostre lotte e rivendicazioni (contrattuali e politiche).
Presidi di facoltà, Professori, ricercatori strutturati e personale tecnico-amministrativo ci hanno dato il loro pieno appoggio e sono state fatte molte manifestazioni e dibattiti pubblici. Anche il rettore aveva deciso di dialogare con noi e si era parlato di aprire una serie di tavoli “politici” con l’associazione, per trovare delle soluzioni al problema del personale precario non-strutturato.
Poi, la bella notizia: in data 9 aprile il rettore invia una circolare a tutti i presidi e direttori di dipartimento dell’Ateneo perugino in cui vieta alle associazioni di ”sedicenti” precari di svolgere la loro attività associativa all’interno dei locali universitari. Il preside invita addirittura presidi e direttori di dipartimento a non far accedere all’università tutte quelle persone che non siano strutturate o che comunque non abbiano un contratto stipulato con l’università.

Ecco in allegato la circolare e l’articolo della Prof. ssa Maria Rosaria Marella apparso oggi sull’Unità, chiedendovi di dare la massima pubblicità possibile a quanto è successo.


Nel nuovo DDL sul reclutamento universitario l’articolo 5 comma J sperimenta per le università private un regime autonomo per i concorsi!

28 Aprile 2009

Avete visto il comma j dell’articolo 5 del “nuovo” DDL che stabilisce un regolamento autonomo per il reclutamento nelle università non statali?

Insomma le università private potranno sostanzialmente assumere professori senza un controllo meritocratico e di qualità (almeno si spera)….

Senza moralismi… o si sceglie un regime pubblico e regolato o si sceglie la deregulation …non due misure una per gli statali (cornuti e mazziati, trattati come ladri da controllare e licenziare) e un’ altra per le università private (che stanno fiorendo in tutt’Italia) dove si assumeranno professori e ricercatori senza un vero e proprio controllo pubblico (a parte un generico riconoscimento di un regolamento autonomo da parte del ministero).

Questa norma è ingiusta e antidemocratica tanto più quando ribadisce che i professori delle università non statali potranno comunque far parte delle commissioni di concorso delle università pubbliche!

immagine

Il sonno della ragione genera mostri e mostruosità.


Ecco una ulteriore e ben elaborata bozza della prossima legge sul reclutamento e la governance universitaria che sarà discussa in uno dei prossimi consigli dei ministri

27 Aprile 2009

Cari dibattenti

questa nuova bozza del prossimo decreto legge delega su  università e reclutamento è girata ieri sulla mailing list dei docenti universitari strutturati – unilex -  e  scaricabile anche dal sito http://cnu.cineca.it/

dovrebbe essere discussa in un prossimo consiglio dei ministri (forse venerdì 8 maggio).

Si tratta di un perfezionamento della bozza già postata.

E’ presente ancora il dottorato a scadenza per i prossimi concorsi e una ulteriore precarizzazione  dei ruoli.

ddl_bozza_2_aprileii

Per i commenti ….a seguire


Nessuna traccia del DM sulla valutazione dei titoli e delle pubblicazioni

23 Aprile 2009

Seppure con ritardo, il MIUR e’ riuscito a partorire il DM sulla formazione delle commissioni d’esame, e quindi i concorsi da associato e ordinario possono ripartire. Per i concorsi a ricercatore, quelli di cui ci sarebbe piu’ bisogno e per i quali c’e’ un reclutamento straordinario in stallo dal 2007, serve invece ancora un altro DM che stabilisca i criteri per la valutazione di titoli e pubblicazioni, e di questo A QUASI 3 mesi dalla deadline che il Governo stesso si era data, non c’e’ traccia. Politica e organi di informazione tacciono, mentre la Ministra non manca di ripetere ad ogni occasione che lei ha “attivato 4000 posti da ricercatore”… E cosi’ mentre il MIUR si dedica a pianificare (per il futuro prossimo) l’estinzione per legge dei precari tramite ddl, l’ultima spiaggia dei concorsi “magnificamente riformati” si allontana giorno dopo giorno…


Bozza del nuovo DDL su Governance e Reclutamento

22 Aprile 2009

E’ or ora passato sulla mailing list dell’ANDU (fonte attendibile).

Si tratta di una bozza governativa della futura nuova legge su Governance e Reclutamento…credo che ci sarà modo di dibattere.

ddl_governance_reclutamento


Ricercatori precari dell’Università… Essere o non essere, questo è il problema: se sia più nobile d’animo sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi dell’iniqua fortuna, o prender l’armi contro un mare di triboli e combattendo disperderli.

21 Aprile 2009

Ecco un documento dei ricercatori precari di Chimica della Sapienza e  dell’Associazione 20 Maggio del Partito Democratico che descrive, in modo argomentato, come siano stati cancellati i ricercatori precari dell’Università dal censimento del precariato effettuata dal Ministero della Pubblica Amministrazione.

comunicato_censimento_brunetta