Riceviamo dai colleghi dell’Apri e volentieri pubblichiamo, sperando che alle parole seguano i fatti:
Carissimi amici e colleghi,
senza alcuna ragione apparente, il MIUR ha bloccato i concorsi da docente universitario. Inspiegabilmente, infatti, non si sta procedendo alla formazione delle Commissioni giudicatrici per i concorsi già banditi, e si sta limitando fortemente la possibilità di bandirne di nuovi, ritardando l’emissione del d.m. sulla valutazione delle pubblicazioni nei concorsi da ricercatore, che è indispensabile perché tali concorsi – gli unici che, in questo momento, possono essere banditi – siano espletati.
Quello che più stupisce, tuttavia, è che il d.m. di cui trattasi, che doveva essere adottato entro il 9 febbraio u.s., risulta – da un fax inviato dal MIUR all’APRI -, testualmente, “alla firma” del Ministro da, oramai, quasi due mesi.
Due mesi per mettere una firma? Brunetta dovrebbe guardare prima in CdM, invece di dare la caccia ai fannulloni solo dalle altre parti.
A parte le provocazioni, si tratta di un fatto davvero sconcertante, che, per altro, è aggravato dalla circostanza di non poco momento che, pure due mesi fa, ovvero quando è stato posto alla firma, il d.m. in questione era già in forte ritardo.
Che dire, poi, del contenuto della bozza di d.m., ampiamente circolata on-line, perché già presentata al CUN, che prevede dei criteri di valutazione delle pubblicazioni assolutamente inidonei a vincolare la discrezionalità delle commissioni giudicatrici?
Non possiamo non reagire davanti ad un tale atteggiamento che rischia di “mandare al macero” una intera generazione di precari della ricerca, rei solo di aver chiesto procedure concorsuali più trasparenti e meritocratiche.
Allora, l’APRI ha deciso di organizzare una manifestazione per il 13 luglio, dinanzi alla sede centrale del MIUR, per “festeggiare” i due mesi in cui la Gelmini non è riuscita a mettere una firma. 60 precari della ricerca – uno per ogni giorno di inerzia della Ministra -, con delle magliette gialle, con uno slogan davanti, ed il numero sul retro, distribuiranno penne per la firma del d.m., ed un volantino, a tutti quelli che entreranno al MIUR. Il volantino sarà costituito dal fax di Masia, e, sul retro, da un brevissimo comunicato, nel quale: da un lato, lamenteremo 1) i due mesi per una firma, e, più in generale, il forte ritardo del d.m. sulla valutazione delle pubblicazioni, 2) l’assoluta inadeguatezza dei criteri previsti nella bozza di d.m., 3) il blocco della formazione delle commissioni; e, dall’altro, proclameremo l’astensione dalla didattica, e da tutte le attività non retribuite, ad oltranza, fino a quando non sarà emesso un d.m. sulle pubblicazioni vincolante per le commissioni e la formazione di quest’ultime non verrà regolarmente ripresa.
Chi vuole far parte dei 60 “coraggiosi”, mi contatti via e-mail – vito@plantamura.it -, e riceverà il modulo da adesione da compilare, firmare, e rispedirmi via fax. O siete solo dei dibattenti?
Tom Bombadillo – Signore della Vecchia foresta
Pubblicato da arioprecario
Ci si chiede un nuovo post. Giusto. Come se avessimo qualcosa di nuovo da dire… Il fatto è che stanno uccidendo l’Università e il paese. E noi siamo le prime vittime.
Pubblicato da arioprecario
Il MinCulPop ha partorito il topolino…il decreto per valutare i ricercatori.
Pubblicato da Notizia Ans(i)a 
Avete visto il comma j dell’articolo 5 del “nuovo” DDL che stabilisce un regolamento autonomo per il reclutamento nelle università non statali?
Cari dibattenti
Seppure con ritardo, il MIUR e’ riuscito a partorire il DM sulla formazione delle commissioni d’esame, e quindi i concorsi da associato e ordinario possono ripartire. Per i concorsi a ricercatore, quelli di cui ci sarebbe piu’ bisogno e per i quali c’e’ un reclutamento straordinario in stallo dal 2007, serve invece ancora un altro DM che stabilisca i criteri per la valutazione di titoli e pubblicazioni, e di questo A QUASI 3 mesi dalla deadline che il Governo stesso si era data, non c’e’ traccia. Politica e organi di informazione tacciono, mentre la Ministra non manca di ripetere ad ogni occasione che lei ha “attivato 4000 posti da ricercatore”… E cosi’ mentre il MIUR si dedica a pianificare (per il futuro prossimo) l’estinzione per legge dei precari tramite ddl, l’ultima spiaggia dei concorsi “magnificamente riformati” si allontana giorno dopo giorno…
E’ or ora passato sulla mailing list dell’ANDU (fonte attendibile).
Ecco un documento dei ricercatori precari di Chimica della Sapienza e dell’Associazione 20 Maggio del Partito Democratico che descrive, in modo argomentato, come siano stati cancellati i ricercatori precari dell’Università dal censimento del precariato effettuata dal Ministero della Pubblica Amministrazione.